Archive for the ‘Arte erotica’ Category

Mollai i compiti per buttarmi sul divano, proprio non ce la facevo ad andare avanti: il mal di testa non mi dava tregua e più leggevo, più cresceva; poi arrivò Luca a interrogarmi su come stavo: – Allora, come va? –.
Eh, dammi tempo! Ho appena preso la Tachi! – proferii abbastanza scazzato: – Dai, siediti! – poi mi poggiai sullo schienale sperando che guardare all’insù mi facesse scemare l’effetto, ma niente: erano anni che curavo così le mie emicranie episodiche, e proprio quel giorno sembrava non voler funzionare. Luca mi si sedette accanto, prendendomi il braccio e appoggiandosi con testa alla mia spalla, ma io malintesi il suo gesto di puro e semplice affetto: – Dai, Luca, non ne ho voglia…, non vedi che sto male? e tu insisti! – mi mollò amareggiato, ma non attaccò, come al suo solito, con inutili polemiche.
Dai ci provo io! – disse d’un tratto rallegrato.
A cosa? Ti ho detto di no!
Ma no, che hai capito…, a farti passare il mal di testa!
Eh sì, è poi… – mo’, pure i miracoli ora mi faceva? Vabbè che lui, per me, era taumaturgico, ma in senso metaforico!
Dai, fammi provare! Dici sempre che riesco a farti bene i massaggi, magari riesco a farti passare il mal di testa! – sì, ma non era mica mal di schiena!– Dai siedi, su! – m’indicò fra le sue gambe.
Maddai, sul tappeto… – lamentai.
Dai… – insistette impazientemente; non avevo voglia di lottare contro di lui, né, tantomeno, contro la sua insistenza, così mi accomodai e Luca cominciò a carezzarmi i capelli, poi d’un tratto mi buttò in avanti bruscamente la testa.
Ahi!
Su… su… – mi riprese, poi vigorosamente mi frizionò i capelli, quasi mi stesse facendo shampoo per estirparmeli.
Sembrava più un suo personale divertimento, piuttosto che un tentativo di farmi sentir meglio, ma alla fine anch’io finii per divertirmi con quello strapazzamento: il tocco energico delle sue dita, i polpastrelli mi distraevano dalla mia tensione e quindi dalla cefalea, che andava attenuandosi; ma Luca ebbe poi la bell’idea di reclinarmi la testa all’indietro: – No, contro il pacco no! – brontolai per riprendere un certo tono di contegno.
Ma dai, rimettiti! – mi rimproverò, riportandomi la testa a posto e dovetti arrendermi. Però…, era comodo il suo cuscinetto pubico, ma per me degradante starci sopra, anche s’era una delle mie fantasie erotiche preferite, assieme a quella di sprofondargli la faccia dentro le pudenda, contenute nelle mutande, ma non ne avevo ancora realizzata nessuna, perché davanti a lui mi sentivo ridicolo.

Luca mi massaggiava la testa e io, sotto la nuca, mi beavo della sua “sofficezza”, della sua miglior parte, e di quel bel visino che, contornato di biondo, mi sorrideva com’una corona di ; finii per appisolarmi al tocco cadenzato delle sue dita, ma poi si spostò. Non ebbi neanche la forza di seguitarlo con lo sguardo, talmente ero stanco, ma presto sentii il suo sorbile peso posarsimi sopra, sul mio bassoventre: non avevo voglia d’aprir gli occhi per spiarlo, mi sentivo troppo rilassato, ma avrei voluto sapere che cosa gli passava per la mente: – Luca che fai? – mi sentii toccare…
Niente! – mi sfilò l’uccello dalle mutande: – Ecco, vedi…, dov’è il problema? è qui! –.
Dai… Luca, non ho voglia…! – gli dissi senz’aprir gli occhi.
Capito… – recepì che non avevo voglia di giocare, ma lui iniziò a masturbarmi. Quasi una danza mi pareva la sua mano lungo il mio pene; ehhh… se solo avessi potuto aprir gli occhi…, ma io mi sentivo immobile, come stregato da quel primino che con un suo potente incantesimo, prima, mi aveva immobilizzato corpo e palpebre: mi sentivo un po’ come un cieco che aveva percezione del mondo esterno solo da quello che i sensi rimanenti gli permettevano, dandomi d’esso un’immagine piuttosto fosca, in cui c’era lui soltanto e null’altro attorno: il buio, il nero; un’immagine solitamente angosciante, ma che a me, in quel momento, comunicava pace. Sentivo la sua mano, mi masturbava, ma non godevo: mi sentivo stembàizzato; finché fu lui a riaccendermi la vista, riparlandomi: – Va meglio ora? –.
Come in ritorno da un sonno eterno, reclinai il capo con sforzo disumano e riaprii gli occhi focalizzando quel primino davanti a me: – So’ stanco! – biascicai, e Luca si fece tosto indietro, flettendosi poi sul mio bacino.
Richiusi gli occhi e reclinai di nuovo indietro il capo. Era strano sentirsi fellare mentr’ero estraniato dal mio corpo: era come se la mia parte erotica fosse completamente distaccata da me, mentre, tenendo in erezione la mia verga, io non ne traevo alcun giovamento; mi sembrava d’osservare uno schermo lontano in cui quel primino spompinava qualchedun altro all’infuori di me! All’improvviso ebbi di nuovo come il controllo degli arti e scorsi la mano sulla sua testa a carezzargli la chioma; il biondino si staccò guardandomi con gran sorriso, poi tornò a rifarmi la sega, rifacendosi avanti: così che anch’io potessi masturbarlo.
Era abbastanza raro vedere i nostri peni così vicini, tanto che, volendo, avremmo potuto anche confrontarceli, ma tanto era inutile sapendo già ch’eravamo eguali! Poi, però, cominciai ad avere una maggior voglia di bega, mentre lo stringevo: non riuscivo a coglierne tutta la soddisfazione che di solito coglievo quando lo prendevo alla radice, e così tirai. Luca intuì che cosa volevo e si alzò verso di me mettendosi in ginocchio; ponendomela proprio davanti agli occhi quella verga immane: era magnifica! lo spinsi sul sedere per sentirmelo contro la guancia e quella sensazione di caldo e turgido insieme m’inebriò: reclinai allora di lato il capo per poterla baciare e assaporare quella cosa lunga, nel senso della lunghezza, che andava naturalmente all’insù; ma i bordi incernierati del pantalone mi davano fastidio, e così l’allontanai. Luca mi puntò tosto il pene verso la bocca, e vi entrò subito. Incominciai immediatamente a soddisfarlo quel mio piccolo cavalierino che, con lancia sempre in resta, mi cavalcava; ma possibile che mi bastassero quei venti centimetri per farmi sentire subito meglio? io sapevo che lui lo faceva: perché sapeva d’essere per me era l’unica medicina; e io cosa potevo fare se non prenderla tutta diligentemente… Chissà se per tutti quei giorni l’aveva conservata per me? non potevo di certo pretenderlo, ma l’avrei gradito, e presto anche saputo: perché stava già ansimando.
L’abbracciai all’altezza del sedere per spingermelo meglio dentro la bocca e sostenerlo, poi, in piedi, quando, venuto, fosse mancato per il naturale rilassamento; spompinai due o tre volte voracemente e poi fu lui a pompare dentro me il suo liquido medicamentoso; lo assaporai, lo lasciai fluire in gola come una spuma di Mentos e Cola, eppoi lo lasciai calare all’indietro gradualmente, goduto e sfinito. Luca si adagiò spontaneamente sul mio petto in cerca d’un riposino, e fors’anche d’un coccolino, mentre l’abbracciavo e reclinando indietro la testa, ringraziavo il cielo d’averlo conosciuto e liberatomi finalmente da quell’ostinato mal di testa che non voleva andarsene.

***

Arrivò mia madre che ancora eravamo slacci e distesi per terra: appena avvertii il suo rientro, balzai per la paura di essere beccati e destai Luca per un pronto vestimento: – Dai, Luca, svelto! – questa volta c’eravamo attardati parecchio.
Ohhh, ! ! – proruppe impanicato guardandosi intorno.
Su… presto! – l’affrettai, intanto io mi ero già ricomposto essendo in tuta; quando entrò mia madre in cucina.
Ciao Alle! – salutò, voltandosi per mettere i sacchetti sul tavolo.
Cia… – mi sentii in dovere di salutarla per colmare il vuoto che sarebbe passato tra me e l’apparizione di Luca ancora in vestizione, e intanto avanzavo per far barriera, col mio corpo e la cornice della porta, alla scena di panico che di certo si stava consumando alle mie spalle: fortuna che in sala era buio: – Ma Luca dov’è? – chiese mia madre: – che c’è il motorino là fuori! –.
Eh… è qui! – per fortuna che si era alzato, lo vidi di sfuggita con la coda dell’occhio.
Son qui! – sopraggiunse; mammamia, era ancora scomposto! per fortuna che la cerniera, almeno quella, era chiusa.
Ma che buio! – esclamò: – Ma come fate a fare i compiti? –.
Eh… no…, ci siamo appisolati un momento; ho avuto mal di testa!
Infatti si vede che non hai una bella cera… –…
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Mal di testa

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In più di un’occasione abbiamo riscontrato quanto sia erotico il bacio di due donne, come ad esempio il bacio fra Scarlett Johansson e Penelope Cruz in Vicky Cristina Barcelona.

E a tale proposito chi non ricorda il bacio fra Madonna e Britney Spears agli MTV Music Awards 2003? Come potremmo dimenticarcelo?

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Cristina Fabris ha presentato ieri il suo libro – erotico – Chiudi gli occhi nel shop Misty Beethoven a Roma. Purtroppo ci siamo persi l’occasione di assistere alla presentazione del libro e insieme dare un’occhiata al negozio e magari trarre spunti carini per una – o di più – nottate di fuoco.

Ma   chi è ? Cristina  è una fumettista. Il suo fumetto di maggiore successo si chiama Fetish e ha riscosso un gran successo soprattutto  in America, in Francia e nella liberissima Olanda.

 
Ciò che più mi piace è sedurre con il disegno e raccontare con il linguaggio del fumetto l’ che pervade la natura umana. Nell’ è già stato detto tutto, per cui è fondamentale rimescolare e reinterpretare il materiale che si ha a disposizione per dire cose nuove“.

Nelle sue immagini abbondano riferimenti al fetish, al bondage, tutti motivi che stuzzicano le fantasie  erotiche degli uomini – e delle donne!!! – di tutto il mondo.

Da leggere e tenere sul comodino….

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Non è la prima volta che ci dedichiamo ai miti dell’hard anni ‘80/90′… quelle vere… prima fra tutte che sfondò (senza doppi sensi) anche in Parlamento così come ha raccontato nel programma televisivo Glob:

Incredibile… erano tempi migliori? Voi che ne pensate? Ma poi… sarà più puttana lei o la politica? MAH!!!!!

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Per una donna cos’è l’erotismo? E’ necessità o voglia di sentirsi ammirate, amate…? E per l’uomo?

Tutto questo e anche di più nel documentario Disegnare l’erotismo della serie Erotika diretta da Alberto D’Onofrio. di cui vi propongo un estratto:

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Woody non è nuovo a certi temi ma in genere preferisce far muovere le sue pedine in America e non in Europa. Questa volta, per Vicky Cristina Barcelona, ha scelto la caliente Spagna dando un ruolo rilevante alla bellezza iberica per eccellenza, Penelope Cruz, che in un triangolo con la sensualissima Scarlett Johansonn. colpisce proprio nel segno. La mora e la bionda da sempre sono sul podio nella classifica dei sogni erotici degli uomini di mezzo mondo senza distinzioni di età e classe sociale.

Vicky Cristina Barcelona, regia di , con Scarlett Johansson, Javier Bardem, Penelope Cruz, Patricia Clarkson, Kevin Dunn, Rebecca Hall, Pablo Schreiber, Carrie Preston

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A Corbetta (MI) dal 23 ottobre al 23 novembre al locale FUSION sarà possibile sorseggiare un drink e assaporare ottime pietanze e ammirare le opere di KILLNOIR artista dal tocco originalissimo che mescola fotografia, pittura digitale e plastica.

“Un senso di atavico dolore resta latente dopo aver assimilato con lo sguardo i corpi in penombra, i frammenti di bambole mute, gli oggetti di un piacere artificioso e inquetante, gli ambienti rarefatti e bidimensionali. Un dolore che da fisico – nella sua apparente manifestazione – si sublima in dolore emotivo e va a riempire i vuoti lasciati da una sorta di solitudine erotica. Condizione individuale lancinante e difficilmente descrivibile, eppure così definita nelle immagini di Killnoir.”

 
 info@laboratorioalchemico.com 
www.myspace.com/laboratorioalchemico

 

 

 

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Ha aperto i battenti questo 14 ottobre la collettiva presso la Wannabee Gallery, in collaborazione con My-yoyo.
La rappresenta il mondo del piacere al femminile con ironia, colore, fantasia, spontaneità. Fra gli artisti Andy dei Bluvertigo, eccentrico provocatore.

Per maggiori info:

Wannabee Gallery Via Goito, 3 Milano

orari di apertura: Lun-Ven: 11:00 – 20:00 – Sab 11:00 -19:00

 www.wannabee.it – tel. 023651.8733

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Del dopo Isola dei Famosi , Scorie, noi salviamo solo la Salvalaggio. Ci dispiace per Nicola Savino ma qui in questo blog dedicato all’erotismo e alla sensualità, per lui proprio non c’è posto…  Ma su Debora (con o senza h?) Salvalaggio e perché no anche sulla compagna di merende e ai loro incandescenti balletti possiamo anche soffermarci e magari farvi vedere uno o due video… poi giudicateli voi!

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originariamente era la protagonista di una serie di fumetti degli anni settanta, edita da Renzo Barbieri…. ovviamente, altrimenti non sarei qui a parlarvene.

Zora mi è piaciuta sin da subito, con i suoi glutei, le sue forme, le sue labbra che invitano al bacio, un bacio pericoloso, estremamente pericoloso. Le sue labbra sono erotismo e morte insieme perché si sa sono amiche per la pelle.

Un contributo a Zora in questo sabato sera stranamente caldo…

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