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	<title>Racconti Erotici e Chat &#187; Racconti Erotici</title>
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	<description>Racconti Erotici e Chat</description>
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		<title>QUELL’ANGOLO DI PARADISO (hard)</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 18:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI QUELL&#8217;ANGOLO DI PARADISO (hard) Una curva dietro l’altra, la strada si stendeva sinuosa, dispiegandosi lungo il fianco della bassa e arida collina completamente priva di vegetazione, come si trattasse di un enorme serpente nero adagiato ai caldi raggi del sole. Malgrado i continui saliscendi, con lo scassato e rumoroso motorino (noleggiato dopo un’estenuante trattativa con un greco, tanto simpatico quanto invadente) impiegavamo pochi minuti a percorrere i sei chilometri che separavano la nostra pensione da quel luogo che avevamo definitivamente scelto quale sede ultima per le nostre sedute abbronzanti, decisione che avevamo preso dopo aver girato in lungo e in largo la piccola isola greca nei primissimi giorni di quelle nostre vacanze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>QUELL&#8217;ANGOLO DI PARADISO (hard)</p>
<p>Una curva dietro l’altra, la strada si stendeva sinuosa, dispiegandosi lungo il fianco della bassa e arida collina completamente priva di vegetazione, come si trattasse di un enorme serpente nero adagiato ai caldi raggi del sole.<br />
Malgrado i continui saliscendi, con lo scassato e rumoroso motorino (noleggiato dopo un’estenuante trattativa con un greco, tanto simpatico quanto invadente) impiegavamo pochi minuti a percorrere i sei chilometri che separavano la nostra pensione da quel luogo che avevamo definitivamente scelto quale sede ultima per le nostre sedute abbronzanti, decisione che avevamo preso dopo aver girato in lungo e in largo la piccola isola greca nei primissimi giorni di quelle nostre vacanze.<br />
Martina ed io avevamo allora entrambe ventiquattro anni, ed eravamo grandi amiche sin dai tempi della scuola: la nostra era una di quelle amicizie impermeabili a qualunque avvenimento e, malgrado i nostri rispettivi lavori ci lasciassero ben poco tempo libero, l’intesa e la confidenza fra noi erano rimaste intatte esattamente come quando eravamo sedute dietro un banco di scuola.<br />
Quell’anno, poi, eravamo riuscite a combinare le ferie nello stesso periodo, in modo da poterci regalare quella vacanza al mare che sognavamo da sempre: tramite un’agenzia di viaggi, avevamo prenotato in una piccola ed economica pensione su quella remota isola dell’Egeo, scegliendo di viaggiare con mezzi propri (treni e traghetti, perché l’aereo ci sarebbe costato troppo), tutto pur di prolungare il più possibile quel nostro desiderato e sospirato viaggio. Insomma, eravamo partite all’avventura, per goderci una vacanza da sogno, magari senza grandi pretese ed eccessive comodità, ma assolutamente indimenticabile.<br />
Quel giorno di cui vado raccontando, Martina ed io eravamo in piena esaltazione da vacanze, consapevoli del fatto che avevamo davanti ancora ben nove giorni di spensierato divertimento prima dell’inevitabile rientro in Italia, e quindi con il ritorno al lavoro e alla vita di tutti i giorni.</p>
<p>- Manca poco&#8230; siamo quasi arrivate&#8230; &#8211; disse Martina, indicando un gigantesco cespuglio di ibiscus un centinaio di metri davanti a noi, sul limitare dell’ennesima curva.<br />
Quella rigogliosa pianta (quasi un miracolo nel brullo panorama circostante) era diventata il nostro punto di riferimento, il segnale che c’indicava l’inizio del piccolo sentiero che, terribilmente scosceso e polveroso, scendeva a precipizio fino alla minuscola e solitaria baia.</p>
<p>Era stato un vero e proprio colpo di fortuna, tre giorni prima, a farci scoprire quel fantastico angolo di paradiso.<br />
Avevamo trascorso l’intera giornata in giro su quell’asmatico motorino, e nel tardo pomeriggio<br />
c’eravamo ritrovate, sia Martina che io, stanche e accaldate; al mattino avevamo visitato alcune spiagge della costa più orientale dell’isola, e, subito dopo aver ingurgitato un panino e una fetta d’anguria, c’eravamo avventurate per le strette stradine di un caratteristico villaggio di pescatori, affollate all’inverosimile, però, da comitive vocianti di vacanzieri, e da non pochi ragazzi, infoiati come mandrilli e alla disperata ricerca di fanciulle da rimorchiare.<br />
Tutta quella confusione ed il caldo micidiale ci avevano letteralmente stravolte, a tal punto che rifiutammo, e per di più in maniera perentoria e un tantino maleducata, anche le avances fatteci da due ragazzi francesi, decisamente carini e assolutamente gentili.<br />
Ma eravamo troppo stanche anche per quello e, risalite sul motorino, c’eravamo avviate per tornare alla nostra pensione.</p>
<p>La fortuna volle che la strada, in quel punto, tendeva a salire, ed il motorino, gravato del nostro peso, non poteva di certo raggiungere velocità eccessive: così, quando Martina, per evitare un sasso rotolato nel mezzo della strada, perse il controllo del mezzo all&#8217;uscita della curva, ci limitammo ad andare dritte e ad infilarci in quel grosso cespuglio, cavandocela con un rovinoso e ridicolo capitombolo, qualche escoriazione di poco conto a braccia e gambe ed una grande spavento.<br />
- Ma che cavolo hai fatto ? Ti eri addormentata per caso&#8230; ? &#8211; urlai alla mia amica, tirandomi su in piedi e controllando ansiosamente di non avere nulla di rotto.<br />
- Scusa, Viola&#8230; non so come sia potuto accadere&#8230; ho avuto paura di colpire con la ruota quel sasso&#8230; &#8211; mi rispose lei, massaggiandosi un gomito sbucciato.<br />
- Come no&#8230; è successo perché credi di essere un’esperta guidatrice, ecco perché&#8230; quante volte ti ho detto di andare piano e di fare attenzione ? -<br />
- Dai, Viola&#8230; non ci siamo fatte nulla di grave, per fortuna&#8230; -<br />
Ero ancora arrabbiata con la mia amica quando ci avvicinammo al cespuglio per recuperare il motorino, e, mentre cercavamo di disincastrarlo dai rami della pianta, scorgemmo uno stretto e ripido sentiero che scompariva dopo solo pochi metri, curvando sulla destra, dietro la parete rocciosa quasi a picco sul mare.<br />
Una delle caratteristiche principali del carattere di Martina era proprio la curiosità.<br />
Difficilmente poteva resistere all’ignoto.<br />
Ed un sentiero misterioso rappresentava per lei un richiamo a dir poco irresistibile.<br />
Prima che potessi dire una sola parola, Martina si era già addentrata sul sentiero ed era scomparsa in un attimo dietro la parete di roccia.<br />
- Torna indietro, Martina&#8230; dai&#8230; ho voglia di una doccia&#8230; e sono stanchissima&#8230; -<br />
Fu come parlare al vento.<br />
L’esploratrice era entrata in azione.<br />
Rassegnata, attesi che lei tornasse.</p>
<p>Dopo una decina di minuti la vidi sbucare dal sentiero, tutta sudata e con il fiato grosso.<br />
- Finalmente. Andiamo alla pensione, forza, che questa giornata è stata anche troppo lunga&#8230; -<br />
- Fantastico ! Semplicemente favoloso ! &#8211; disse Martina, mostrandomi di non avere nemmeno sentito le mie parole.<br />
- Di che diavolo stai parlando ? Guarda come ti sei ridotta per fare la pioniera ! -<br />
Martina sbuffava e ansimava, piegata sulle ginocchia, nei suoi occhi una gioia a stento repressa.<br />
- Alla fine sono riuscita a trovarlo&#8230; -<br />
- Che cosa ? &#8211; le chiesi, per nulla contagiata dalla sua allegria.<br />
- Un vero e proprio angolo di paradiso. Vieni a vedere anche tu. -<br />
Mi prese per mano e mi trascinò giù per il sentiero, malgrado le mie veementi proteste.</p>
<p>Fu così che la seguii, riluttante e infastidita da quel fuori programma, soltanto per porre fine a quella sua improvvisa e infantile esaltazione, sperando che anche lei, alla fine, si decidesse a rientrare alla pensione dopo quella faticosa giornata.</p>
<p>La cosa che maggiormente mi colpì, una volta superata la prima svolta dello scosceso sentiero, fu la fitta e rigogliosa vegetazione: non so se per la particolare direzione dei venti, o per l’umidità trasportata dal mare sottostante, fatto sta che, sul costone di quella scogliera, alberi e cespugli crescevano in quantità, creando un fitto ed inestricabile sottobosco, in netto contrasto con gli aridi e assetati terreni sovrastanti.<br />
Scendendo e scivolando per un centinaio di metri (ero atterrita al solo pensiero della successiva e difficoltosa risalita) giungemmo ad una piccolissima insenatura, incastonata tra le erte pareti di roccia quasi bianca.<br />
La caletta, larga non più di una quindicina di metri, aveva una spiaggia di sabbia finissima, bianca e impalpabile al tatto, neanche fosse stato borotalco; il lato sinistro era chiuso dall’alta scogliera (il proseguimento naturale di quella che avevamo appena discesa), mentre sulla destra enormi massi, franati chissà quando, creavano una barriera di un’altezza di almeno tre o quattro metri, e delimitavano quello che Martina aveva già battezzato come un angolo di paradiso.<br />
Effettivamente il posto era meraviglioso, esposto al sole da mattina a sera, e assolutamente deserto: il mare aveva una tonalità di un verde turchese da cartolina, ed il fondale, contrariamente a quelli di altre spiagge che avevamo visitato quel giorno, era abbastanza basso per una buona decina di metri.<br />
 &#8211; Allora&#8230; &#8211; fece Martina, il viso radioso &#8211; &#8230; avevo ragione o no ? -<br />
La mia amica sembrava una rappresentante di enciclopedie, intenta a decantare i fantastici pregi dei dodici e pesanti volumi che doveva appioppare all’incauto acquirente.<br />
- Sembra proprio di sì&#8230; è strano, però, che non ci sia nessuno&#8230; -<br />
- E’ troppo nascosta questa insenatura&#8230; anche noi, se non avessimo avuto quel piccolo incidente con il motorino, non l’avremmo mai scoperta&#8230; -<br />
- Probabilmente è come dici tu&#8230; &#8211; le risposi.<br />
Ero ancora arrabbiata con lei, e non volevo darle ragione senza fargliela pesare almeno un po’.<br />
Ma Martina era impermeabile a queste sottigliezze.</p>
<p>- Allora&#8230; è già deciso&#8230; da domani mattina si viene qui. Sole e mare a non finire&#8230; ci piazziamo qui e facciamo quello che ci pare&#8230; senza rompiscatole tra i piedi&#8230; fantastico&#8230; assolutamente fantastico&#8230; -<br />
Come al solito era inutile farle notare che la vacanza era di entrambe, e che le decisioni avremmo dovuto prenderle insieme: con Martina non c’era mai stato nulla da fare, perché lei partiva in quarta e quello che decideva doveva andare bene a tutti.<br />
Comunque, anch’io mi ero convinta che quella piccola spiaggia fosse il massimo che potessimo trovare.<br />
- E va bene &#8211; bofonchiai, il pensiero di una doccia rigenerante sempre più presente nella mia mente.</p>
<p>Tornammo su per il sentiero, i polmoni in fiamme per lo sforzo della salita, e riprendemmo la strada della pensione, il motorino, dopo le acrobazie della mia amica, ancora più ammaccato e rumoroso di prima.</p>
<p>La notte, prima di prendere sonno, sentii Martina sproloquiare sul nostro angolo di paradiso, e stabilire, irrevocabilmente, che stava per iniziare quella che lei definì “la nostra vera vacanza”.<br />
Stava ancora parlando tutta eccitata quando mi addormentai con un sospiro di rassegnazione.</p>
<p>E “la nostra vera vacanza” andava avanti ormai da tre giorni, caratterizzati da meravigliosi bagni di mare, da caldo e sole, da libri e pettegolezzi a non finire.<br />
Tutto questo, languidamente adagiate nel nostro piccolo paradiso personale.</p>
<p>Quella mattina, dunque, dopo aver parcheggiato il motorino dietro il grande cespuglio di ibiscus (al quale, con il nostro incidente, avevamo dato una discreta potata), eravamo scese per l’impervio sentiero fino alla stretta striscia di sabbia.<br />
L’estrema tranquillità di quel luogo, e soprattutto il fatto che, in quei tre giorni, non si fosse vista mai anima viva, ci aveva rese piuttosto intraprendenti: avevamo così deciso d’indossare i costumi che avevamo acquistato in un negozio vicino alla pensione, sostituendo così quelli che c’eravamo portate da casa.<br />
I due costumi nuovi erano a dir poco provocanti e costavano poco, anche perché la quantità di stoffa necessaria a produrli era veramente minima !!<br />
- Se non indossiamo ora costumi così, è molto probabile che non potremo indossarli mai più, non credi ? &#8211; aveva osservato Martina, frugando nella montagna di due pezzi alla ricerca del colore che desiderava.<br />
&#8220;Pensa alle amiche in palestra&#8230; avranno un travaso di bile quando vedranno il segno dell’abbronzatura&#8230; &#8211; le avevo risposto ridendo, e tenendo ben stretto nella mano il costume che mi ero scelta, onde evitare che potesse cadere nelle grinfie della mia pericolosa amica.</p>
<p>Poggiati gli zaini sulla sabbia e allargati i due grandi teli da mare, Martina ed io ci spogliammo rapidamente delle magliette e dei calzoncini, restando con i nostri minuscoli perizoma &#8220;brasiliani&#8221;, ed io anche con la parte superiore del costume che, in pratica, era composta da sottili nastri, con soltanto delle stelline di stoffa appena più larghe a coprire i capezzoli.<br />
Io non ho mai avuto un grosso seno da esibire, e quindi, tutto sommato, non ero indecente più di tanto.<br />
Le natiche erano chiaramente scoperte (un tanga non può fare miracoli&#8230;), ma l’effetto non era  proprio male da osservare: d’altronde eravamo sole sulla spiaggia, e la mia amica conosceva bene ogni parte del mio corpo, forse meglio di me, così come io sapevo tutto del suo.<br />
Eravamo amiche da tanti anni, condividevamo tutto delle nostre vite e non c&#8217;erano segreti tra noi.<br />
Ai tempi della scuola, avevamo perfino condiviso il nostro primo amore: anzi, in realtà, io avevo ereditato da Martina un ragazzo molto carino, di qualche anno più grande di noi, che si era messo prima con lei (e non poteva essere diversamente&#8230;) e quindi, una volta ottenuto il suo scopo, aveva deciso che anche l&#8217;amica non era poi così male (e alla faccia di chi dice beati gli ultimi&#8230;).<br />
Il ragazzo in questione aveva chiaramente raggiunto quello che voleva anche con me, ed era poi scomparso nel nulla, volatilizzato, in definitiva neanche tanto rimpianto, anche se, stando ai <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/racconti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con racconti">racconti</a> delle prime esperienze delle nostre compagne di scuola, a noi due non era andata poi tanto male.<br />
Anzi. </p>
<p>Il corpo di Martina, molto più formoso del mio, era decisamente più complicato da contenere all&#8217;interno dei nostri azzardati acquisti vacanzieri; e così, il primo giorno che eravamo andate nel nostro angolo di paradiso, dopo un&#8217;ora abbondante di disperati tentativi di ricondurre entro i limiti della decenza i suoi straripanti seni, la mia amica aveva deciso che poteva fare a meno, e senza problemi di sorta, della parte superiore di quel benedetto costume.<br />
Di conseguenza, quello era il terzo giorno di tintarella praticamente integrale per entrambe.</p>
<p>Dopo esserci abbondantemente spalmate di olio solare, trascorremmo le successive ore in assoluto relax, alternando freschi bagni in mare (per sfuggire al caldo micidiale di quella piccola insenatura) a brevi pisolini sdraiate sulla sabbia.<br />
E fu proprio in uno di quei momenti, in cui entrambe c’eravamo appisolate, che i due fecero il loro arrivo.</p>
<p>Le mie orecchie avvertirono uno scalpiccio, un rotolare di piccole pietre, e alcune fragorose risate.<br />
Mi risvegliai di soprassalto e, quando aprii gli occhi, loro erano già a pochi metri da me.<br />
Trasalii alla vista del ragazzo e della ragazza, e lanciai quasi un grido, più per la sorpresa che per lo spavento.<br />
Martina sollevò la testa di scatto, anche lei destata dal suo dormiveglia.<br />
- Ma cosa ti sta succedendo ? -<br />
- Nulla&#8230; nulla&#8230; è che non mi aspettavo l’arrivo di qualcuno&#8230; &#8211; le risposi, facendomi ombra con la mano per vedere meglio nell’accecante riverbero del sole.</p>
<p>Se fossero sbarcati omini verdi da un’astronave, di sicuro avrei avuto una faccia meno sorpresa.<br />
M’infastidiva, e non poco, il solo pensare che in quel posto, nel &#8220;nostro&#8221; paradiso, potesse arrivare qualcun altro.<br />
I due nuovi arrivati si guardarono attorno, chiaramente indecisi, poi presero a confabulare tra loro.<br />
Ora ero definitivamente sveglia e li osservai con attenzione.</p>
<p>Il ragazzo doveva essere all’incirca sui trent&#8217;anni, la carnagione, di certo in origine molto chiara, era intensamente abbronzata dal sole, ed aveva raggiunto una tonalità che, nella luce delle prime ore del pomeriggio, sembrava rilucere come l’oro.<br />
Le masse muscolari erano ben evidenziate dalla canottiera senza maniche che indossava, esplicita testimonianza di una qualche pratica sportiva da lui praticata: il viso aveva dei tratti somatici inconfondibilmente nordici, una spruzzata di lentiggini sul naso e sulle guance, ed una cascata di capelli biondi lunghi fin sulle spalle, e che incorniciavano i due occhi più azzurri che avessi mai visto.<br />
Sia io che Martina lo fissammo estasiate, forse a <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> aperta, ammirando quell’apparizione simile a qualche sconosciuta divinità dell’Olimpo.<br />
Quando lui, sorridente, ci rivolse la parola, solo in quell’istante noi sembrammo tornare in vita.<br />
Martina si coprì d’istinto i seni con le mani, mentre io cercavo disperatamente di assumere un qualche contegno, rendendomi ancora più ridicola in quello striminzito costume da ninfetta di Copacabana.<br />
Il ragazzo si rivolse a noi in inglese, lingua che però noi parlavamo solo a livello scolastico: lui si accorse immediatamente delle nostre difficoltà, e iniziò a scandire lentamente ogni singola parola.</p>
<p>Mettendoci tutte noi stesse, la mia amica ed io riuscimmo comunque a capire che l&#8217;intenzione di quella meraviglia maschile era quella di poter utilizzare la caletta insieme alla ragazza, senza per questo volerci dare troppo fastidio.<br />
Credemmo anche di comprendere che se noi non fossimo state d’accordo, loro si sarebbero ritirati in buon ordine.<br />
La ragazza, nel frattempo, si era allontanata, scalando agilmente le rocce che chiudevano la piccola spiaggia sulla destra, e sparendo quindi alla nostra vista.</p>
<p>Forse fu per non apparire maleducate, più probabilmente perché quello che avevamo davanti era un gran bel ragazzo e ci sarebbe dispiaciuto non approfittare dell’occasione per averlo sotto gli occhi qualche ora, fatto sta che gli facemmo intendere che per noi non era un problema, e che lo spazio, sia pur ristretto, sarebbe stato sufficiente per tutti.<br />
Anzi, fui proprio io a dirglielo, cogliendo di sorpresa Martina, che non era abituata ad essere scavalcata da nessuno in fatto di iniziative e decisioni.<br />
Il ragazzo ci ricompensò della nostra cortesia sfoggiando un meraviglioso e solare sorriso, che evidentemente doveva riservarsi per le occasioni migliori, pronunciò quello che si rivelò essere, ad una successiva e approfondita analisi, un &#8220;thank you&#8221;, e si voltò verso la parete di rocce, cercando con lo sguardo la sua compagna.<br />
In effetti, lei stava ora tornando dalla sua esplorazione e, dall’alto di uno scoglio ed in una lingua per noi ancor più sconosciuta dell’inglese, gridò un qualcosa al suo ragazzo.<br />
Lui annuì e, accompagnando le parole con i gesti, ci fece capire che si sarebbero andati a sistemare oltre le rocce, probabilmente in una successiva caletta.<br />
E così la privacy di tutti sarebbe stata salva.</p>
<p>Entrambe un pò depresse per quella loro decisione (addio ore passate a rimirare addominali e bicipiti&#8230;) lo vedemmo scalare gli scogli e, una volta in cima e raggiunta la sua compagna, farci ciao ciao con la manina.<br />
A questo suo saluto si unì anche la ragazza che, con ogni stramaledetta certezza, aveva l’esclusiva su quegli addominali e su quei bicipiti.<br />
Pur con tutta l&#8217;esperienza accumulata negli anni, e cioè la capacità che Martina ed io avevamo nello smontare e criticare tutte le belle donne che ci capitava d’incontrare, in quell’occasione ci dovemmo arrendere all&#8217;evidenza.<br />
La donna era davvero bellissima, un viso forse addirittura troppo perfetto e incantevole, con due labbra carnose, un nasino all&#8217;insù che era tutto un programma e grandi occhi verdi, il tutto incorniciato da lunghissimi e lisci capelli castani, dalle sfumature quasi ramate sotto i raggi del sole.<br />
E non parliamo poi del resto.<br />
Il suo corpo era una specie di inno nazionale alla bellezza femminile.<br />
Seno generoso, fianchi morbidi, sedere da urlo e gambe lunghe e tornite.<br />
Dura da ammettere, ma per me e la mia amica sarebbe stata una battaglia persa in partenza.<br />
La ragazza indossava solo una mutandina, composta da due minuscoli triangoli di stoffa blu oceano, tenuti insieme da una stringa celeste legata alta sui fianchi.<br />
I seni, sodi e sfrontati, erano scoperti, ed il loro colore, così uniforme all’abbronzatura del resto del corpo, testimoniava la consolidata abitudine della proprietaria ad andarsene lungamente in giro in topless.<br />
Piccoli capezzoli, dalla tonalità leggermente più scura della pelle, guarnivano, come invitanti ciliegine, quelle due meraviglie, sulle quali gli uomini avrebbero potuto discorrere, con aria beata e sognante, per intere settimane. </p>
<p>Dopo un ultimo saluto, i due si allontanarono mano nella mano, scendendo sull’altro lato della parte di scogli, sparendo alla nostra vista e dirigendosi verso il successivo tratto di spiaggia.<br />
- Accidenti &#8211; esclamai &#8211; mi è venuto quasi un colpo quando li ho sentiti arrivare&#8230; -<br />
- Certo che è proprio carino, eh, Viola ? &#8211; mi rispose Martina con voce pericolosamente sognante.<br />
- Per la miseria se è carino&#8230; ma a me, uno così bello, quando mai mi capiterà ? &#8211; dissi a voce alta, pensando a Vittorio, il ragazzo che mi veniva appresso da qualche mese, e neanche lontanamente paragonabile al biondo vichingo.<br />
Ci rimettemmo a prendere il sole, turbate, inutile negarlo, dal sapere così vicino quel ragazzo così bello.</p>
<p>Era ormai pomeriggio inoltrato, quando mi girai sulla schiena per abbronzarmi anche sul davanti, decidendo all’istante di non rimettere il reggiseno (le famose stelline&#8230;) del costume.<br />
In definitiva ero l&#8217;unica donna nei paraggi ad indossarlo ancora, ed avevo la netta sensazione di essere stranamente fuori luogo.<br />
Continuammo così per un altra mezzora a prendere il sole ed a bagnarci con brevi immersioni in quelle acque meravigliose.<br />
La presenza dei nostri due vicini non era praticamente avvertibile: la scogliera c’impediva di sentirli e di vederli.</p>
<p>Martina rientrò in acqua, iniziando a nuotare e seguendo un percorso ormai divenuto familiare, visto che lo avevamo stabilito sin dal primo giorno: si andava dalla stretta spiaggia fino ad una punta di roccia affiorante sul pelo dell’acqua, dove l&#8217;insenatura si apriva sul blu scuro del mare profondo. Una volta che arrivavamo a toccarla, si ritornava indietro, spesso agevolate e sospinte dalle piccole onde. Nelle nuotate dei giorni precedenti avevo stabilito una specie di record personale, e del quale andavo sommamente fiera, anche se nelle nuotate in coppia con Martina lei arrivava regolarmente davanti a me.<br />
Sdraiata sulla spiaggia, seguii con lo sguardo il bagno della mia amica.<br />
La vidi iniziare a muoversi in acqua lentamente, senza aumentare, come era solita fare, la frequenza delle bracciate.<br />
Si spostava silenziosamente, evitando spruzzi e rumori, e non riuscivo a capire cosa stesse facendo, ne il perché di quel suo muoversi con così tanta circospezione.<br />
Ad un tratto, però, tutto mi fu chiaro, e la ragione di quel suo strano comportamento mi apparve nella sua assoluta semplicità.<br />
Invece di toccare la piccola sporgenza affiorante, Martina rallentò ulteriormente il moto delle sue bracciate, superò la roccia, si afferrò saldamente alla stessa sul lato del mare aperto, e si sporse con la testa al di là, guardando con curiosità cosa stessero facendo i nostri vicini di spiaggia.</p>
<p>Rimase circa un paio di minuti a spiare i due così nascosta, poi rapidamente tornò indietro.<br />
Quando arrivò di fronte a me, Martina aveva le guance arrossate.<br />
- Non ci crederai&#8230; ha un&#8230; cavoli, non ne ho mai visto uno così ! -<br />
- Ma di che cosa stai parlando ? &#8211; le chiesi, adesso curiosa anch’io come una scimmia.<br />
- Allora&#8230; sentimi bene&#8230; sono nudi, tutti e due&#8230; e stanno prendendo il sole&#8230; -<br />
- E&#8230;? -<br />
- E nulla. Prendono solamente il sole&#8230; ma lui&#8230; lui ha un&#8217;erezione da far paura&#8230; mai visto un arnese di quella portata&#8230; -<br />
- Non che tu ne abbia visti poi molti, diciamolo&#8230; &#8211; le risposi, cercando di alleviare quell’emozione che le sue parole mi avevano fatto sentire.<br />
- Ma sentila&#8230; ha parlato la donna vissuta&#8230; &#8211; mi canzonò lei.<br />
In effetti avevamo avuto entrambe le nostre brave esperienze sessuali, ma onestamente non erano state poi così numerose come ci piaceva credere: tre o quattro ragazzi per lei, ed un paio per me.<br />
Le mangiatrici di uomini abitavano da un’altra parte.</p>
<p>- Comunque è davvero&#8230; davvero&#8230; -<br />
Martina cercava la parola adatta.<br />
Poi, d’improvviso, la trovò.<br />
- E’ davvero bello. Bello. Non c’è altro termine per descriverlo -<br />
- Cosa può esserci di così bello, scusa&#8230; in fondo è solo un&#8230; beh, insomma, mi hai capito, no ? -<br />
Martina non mi rispose nemmeno, e si distese a pancia in giù sul suo asciugamano.<br />
Passarono cinque minuti, durante i quali strani vuoti allo stomaco avevano preso a tormentarmi.<br />
Avevo, ed ho sempre avuto, un normale appetito sessuale, nulla di esagerato, intendiamoci, ed in quel momento iniziai a dare la colpa di quei vuoti allo stomaco al fatto che non avevo avuto più un rapporto completo da molto tempo.<br />
L&#8217;ultima volta che avevo accarezzato un ragazzo era stato circa un mese e mezzo prima, un lungo e piacevolissimo petting durante una festa in discoteca.<br />
E, in verità, mi ero anche masturbata un paio di volte da allora.<br />
Poi nulla più.<br />
I vuoti allo stomaco salivano e scendevano, con un ben noto languore che si andava concentrando, sempre più spesso, in quella zona particolare che noi donne abbiamo tra le gambe.</p>
<p>La voce di Martina mi fece sussultare, riportandomi alla realtà.<br />
- Magari ora stanno scopando&#8230; &#8211; disse con un tono che non era il suo.<br />
Doveva avere anche lei i suoi vuoti allo stomaco.<br />
Mi voltai e la guardai, indecisa su cosa risponderle.<br />
Con un brivido di eccitazione (perché, ormai, mi ero chiaramente eccitata) notai che le natiche di Martina non riuscivano a stare ferme, percorse da un appena accennato e ritmico movimento, come se la mia amica le stringesse e le rilasciasse, premendo con il ventre sulla sabbia.<br />
Non ci voleva un genio a capire che, se Martina fosse stata sola su quella spiaggia, si sarebbe apertamente masturbata.<br />
E la capivo benissimo, perché anch’io avrei voluto fare lo stesso.<br />
L’arrivo della coppia, la descrizione fattami da Martina del pene del ragazzo e la possibilità che i due stessero ora facendo del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>, tutto questo aveva gettato anche me in uno stato di esaltazione sessuale assolutamente inatteso.<br />
Mi alzai per entrare in acqua e, inutile negarlo, per andare a vedere con i miei occhi quello che la mia amica aveva già visto.</p>
<p>- Viola&#8230; andiamo a dare una sbirciatina insieme ? Che ne dici ? -<br />
Martina si era voltata e mi guardava, attendendo una mia reazione.<br />
- Ci siamo ridotte a fare le guardone&#8230; proprio una vacanza da andarne fiere&#8230; &#8211; le risposi, in un patetico tentativo di porre fine a quella difficile situazione venutasi a creare.<br />
- Dai, Viola&#8230; o andiamo a dare un’occhiata ai due, oppure leviamo le tende e torniamo alla pensione. E’ inutile far finta di nulla&#8230; sei eccitata, esattamente come me&#8230; e restare qui, con questo chiodo infilato nella testa sarebbe soltanto una tortura&#8230; decidi tu&#8230; per me va bene in ogni caso&#8230; -<br />
Martina aveva perfettamente ragione.<br />
Era inutile mentire ancora a noi stesse.</p>
<p>- E va bene&#8230; entriamo in acqua insieme, facciamo finta di fare il bagno e andiamo a vedere che cosa stanno facendo&#8230; &#8211; le risposi, sapendo di prendere l’unica decisione che entrambe desideravamo.<br />
- Aspetta Viola&#8230; ho un’idea migliore&#8230; &#8211; mi disse Martina, alzandosi e guardandosi attorno.<br />
- Guarda&#8230; se noi risaliamo per un breve tratto il sentiero&#8230; c’infiliamo nel sottobosco, a sinistra, per una decina di metri&#8230; ci dovremmo trovare esattamente sopra di loro&#8230; -<br />
Avevo ormai perfettamente metabolizzato l’idea di andare a spiare la coppia, e la proposta della mia amica mi apparve assolutamente razionale.<br />
- Andiamo, dai&#8230; &#8211; le dissi, mettendomi le infradito.<br />
E così, completamente nude se non per i minuscoli tanga, ci avviammo su per il sentiero.</p>
<p>Percorremmo soltanto qualche metro dell’impossibile salita: poi, approfittando di un varco nella fitta vegetazione, c’inoltrammo nel sottobosco, tra cespugli in fiore e bassi e frondosi alberi, dai tronchi ritorti dal vento.<br />
Camminando piegate, a volte quasi strisciando, tra mille acrobazie e centomila acuminate spine,  cercando disperatamente di non fare alcun rumore, giungemmo, poco dopo, ad una sorta di stretta terrazza naturale, che affacciava direttamente sulla caletta occupata dalla coppia di stranieri.<br />
La fitta vegetazione ricadeva oltre il bordo della terrazza, nascondendoci alla vista di chiunque si fosse trovato sulla minuscola spiaggia.<br />
Martina ed io ci mettemmo in ginocchio, una accanto all’altra, e spingemmo lo sguardo verso il basso.</p>
<p>I due erano a non più di cinque o sei metri sotto di noi, completamente nudi, sdraiati fianco a fianco, in posizione obliqua rispetto al nostro punto di osservazione.<br />
Notai subito come il pezzo di stoffa, che doveva essere la mutandine del costume della ragazza, fosse appallottolato accanto a loro, insieme al pantaloncino multicolore che indossava il ragazzo quando era arrivato dove noi stavamo prendendo il sole.<br />
Erano entrambi sdraiati sulla schiena, e si tenevano per mano, crogiolandosi al sole e con gli occhi sicuramente chiusi.<br />
La respirazione faceva lentamente alzare e abbassare i loro petti.<br />
Seguii con lo sguardo, e per qualche secondo, il movimento dei seni della donna, quindi percorsi con gli occhi il suo ventre piatto, fino ad incontrare il pube perfettamente rasato, le grandi labbra appena visibili tra le cosce dischiuse.<br />
Subito dopo, però, spostai lo sguardo sul corpo del ragazzo.<br />
Non persi tempo, e puntai gli occhi direttamente lì.<br />
Ed era impossibile non farlo.<br />
Ora capivo la straordinaria eccitazione di cui Martina era stata preda.</p>
<p>Quel pene sembrava essere dotato di una sua vita autonoma, quasi costretto a seguire il corpo del ragazzo solo perché unito a lui.<br />
Era&#8230; grandioso, quello il termine che mi sembrava meglio si adattasse a quella meraviglia.<br />
Ma anche bello, in fondo, come aveva detto Martina, rendeva bene l&#8217;idea.<br />
Lungo, ma non in modo sproporzionato, si ergeva teso dal ventre di quello splendido ragazzo, senza la minima tendenza ad andarsi ad appoggiare sulla pelle della pancia.<br />
Se lo avesse fatto, probabilmente con la punta avrebbe superato, e non di poco, l&#8217;ombelico.<br />
Era turgido e magnifico, rigonfio, e la circonferenza si mostrava costante, dalla base all’estremità superiore.<br />
Solo verso la fine tendeva a restringersi, appena sotto il violaceo e splendido glande, parte terminale di quell’asta da favola.<br />
Per tutta la sua lunghezza era percorso dai rigonfiamenti delle vene, alcune piccole, altre decisamente più grandi, che ne disegnavano armoniosamente la splendida linea.<br />
Bello.<br />
Si, a ripensarci bene, forse era proprio quella la parola più adatta a descriverlo.</p>
<p>- Avevo ragione, no ? &#8211; mormorò estasiata la mia amica.<br />
- Sì&#8230; non hai per nulla esagerato&#8230; &#8211; le risposi in un roco bisbiglio.</p>
<p>Provai ad immaginare la sensazione che avrei provato nel toccarlo, nell’accarezzarlo, il suo meraviglioso  scorrere sotto le mie dita.<br />
Ne percepii quasi il calore, la delicatezza della pelle così tesa su quel turgore da favola.<br />
Lo sognai alle prese con il suo naturale obiettivo, la cappella a scorrere lungo le mie grandi labbra bagnate, a sfiorare il clitoride, a ridiscendere malizioso fino all&#8217;ano&#8230; e poi, guidato da un istinto naturale e antico come il mondo, a riempire interamente il mio corpo, senza difficoltà, meravigliosamente, fino a strapparmi gemiti e sospiri d’intensa passione&#8230;<br />
I vuoti allo stomaco non erano più tali.<br />
Al loro posto si erano andati sostituendo enormi buchi neri, che inghiottivano inesorabilmente tutti quei miei folli pensieri.<br />
Se fossi stata in piedi, le gambe mi avrebbero ceduto, ma in ginocchio, e con Martina vicina a me, mi era più facile mantenere un atteggiamento ancora composto e dignitoso.<br />
Con la coda dell’occhio guardai Martina, e la sua espressione mi confermò che quei miei erotici pensieri erano gli stessi che passavano nella sua mente.</p>
<p>Quelle mie riflessioni furono interrotte dalla donna che disse un qualcosa, in quella sua lingua a me sconosciuta, al ragazzo disteso al suo fianco.<br />
Vidi lui sorriderle.<br />
Lei parlò di nuovo, e lui girò il volto nella sua direzione, guardandola per alcuni istanti.<br />
Quindi annuì con la testa, accompagnando quel movimento con un mormorio.<br />
A quel punto la ragazza si girò sul fianco e si alzò, dirigendosi poi verso l&#8217;acqua, e, di conseguenza, allontanandosi dal punto in cui noi li stavamo osservando.<br />
In quegli attimi cercai una qualunque scusa che fosse adatta a giustificare la nostra presenza tra quei cespugli, inevitabilmente non trovandone però nessuna.</p>
<p>La bionda sirena nuotò agilmente verso il mare aperto: quindi, con una perfetta e armoniosa capriola, invertì la direzione e tornò verso riva.<br />
La vidi uscire dall’acqua, nuda e bellissima, e avvicinarsi al suo ragazzo.<br />
Sorridendo, si posizionò su di lui, in piedi e a gambe larghe, iniziando a far scolare l&#8217;acqua fredda e salata sul corpo del giovane, utilizzando i lunghi capelli castani come fossero una spugna.<br />
Al contatto con l&#8217;acqua, il giovane lanciò un grido, inarcando il corpo, ed il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> svettò ancora più imperioso di prima.<br />
Repressi a stento un mugolio d’eccitazione, mentre Martina si mordeva il labbro inferiore, anche lei chiaramente turbata da quei momenti.</p>
<p>La ragazza scavalcò il corpo del compagno e si andò a sistemare in ginocchio dietro di lui, le sue ginocchia a toccargli la testa, offrendo a noi spettatrici la visuale del suo sensuale profilo.<br />
La vedemmo chinare lentamente il capo verso il ventre di lui, ed io mi sorpresi ad aprire inconsapevolmente la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, come se avessi dovuto accogliere tra le labbra l’erezione dell’uomo. Malgrado i miei torbidi pensieri, la ragazza non prese in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> il suo uomo.<br />
Si limitò ad appoggiare la punta dei suoi lunghi capelli sul ventre del ragazzo, ed iniziò a farli scorrere sul quel perfetto corpo maschile, secondo un metodo evidentemente già sperimentato.<br />
La sua testa si muoveva da una parte all&#8217;altra, lambendo deliziosamente con i lunghi capelli la pelle del giovane, che dal canto suo rabbrividiva visibilmente, sia per il solletico procuratogli da quel lento sfiorare, sia per la sensazione di freddo dell’acqua del mare.<br />
Il gioco della ragazza ebbe l’effetto di far diventare, se possibile, il pene ancora più grande e fremente.<br />
All&#8217;improvviso lei smise di giocare col compagno e gli chiese un qualcosa, ricevendo come risposta un mugolio sommesso.<br />
Allora le mani della donna presero ad accarezzare il petto dell’uomo, scorrendo su di lui come se lo stesse modellando, lievi come piume, delicate come un alito di vento primaverile, ma abili e decise, con movimenti aggraziati e carichi di un <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/erotismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con erotismo">erotismo</a> senza confini.<br />
In punta di dita la vedevo disegnare i contorni della muscolatura del petto, e poi accarezzare le spalle, e quindi sfiorare i capezzoli del ragazzo.<br />
Subito dopo si dedicò agli addominali, percorrendoli uno per uno, con una lentezza quasi esasperante.<br />
Io ero ormai fuori di me per l’eccitazione che quello spettacolo mi provocava.<br />
Non capivo letteralmente più nulla, perché non mi era mai capitato di assistere ad una scena così erotica e sensuale.<br />
Mi voltai verso Martina.<br />
I suoi occhi erano fissi sulla coppia, la lingua guizzava ad umettare le labbra ed i capezzoli dei suoi grandi seni erano turgidi e svettanti.<br />
Eravamo entrambe letteralmente divorate dall’eccitazione.<br />
Tornai con lo sguardo alla spiaggia sottostante e, con un gemito quasi di dolore e mordendomi il labbro, vidi che la mano della ragazza aveva abbandonato gli addominali del compagno, per appoggiarsi, senza esitazione, su quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> svettante.<br />
Rimase immobile per qualche secondo, e poi le dita iniziarono a scorrere sull’asta.<br />
Fu quello l’esatto momento in cui smisi di ragionare, abbandonandomi all’istinto e alle impellenti esigenze del mio corpo.</p>
<p>In un attimo di assoluta follia erotica tirai i fiocchi dei laccetti che sorreggevano il tanga, me lo sfilai e, ora completamente nuda anch’io, mi misi seduta per terra, divaricando all’istante le gambe.<br />
Martina era ancora in ginocchio, e con le mani si accarezzava e si stringeva voluttuosamente i seni.<br />
Era fantastico spiare quella ragazza che aveva preso a masturbare il suo uomo, come era stupendo vedere Martina così eccitata: ed anche la mia nudità, in quei momenti, mi appariva stranamente e terribilmente erotica.</p>
<p>La mano destra della bionda scivolava leggera sul <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, e la sinistra accarezzava il petto, pizzicava i capezzoli dell’uomo, segnava il contorno della sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>.<br />
Mentre anche Martina si sfilava il tanga, mettendosi seduta, anche lei nuda, accanto a me, pensai a quanto mi sarebbe piaciuto trovarmi al posto di quella donna, con quello stupendo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> fra le mani, poterlo stringere e sentirlo sussultare sotto le dita per il crescente desiderio.<br />
Senza alcuna esitazione, feci scivolare la mia mano destra sul ventre, e poi ancora più in giù, fino ad incontrare le grandi labbra, già abbondantemente bagnate di umori.<br />
Anche Martina aveva preso a masturbarsi apertamente, premendo con le dita sul clitoride eccitato.<br />
Eravamo state ormai definitivamente travolte da quella folle esperienza.</p>
<p>La destra della ragazza continuava inesorabile in quell’affascinante sega, in un ipnotico e straordinario andirivieni: su e giù, su e giù&#8230; lenta, continua, inarrestabile.<br />
Iniziai a respirare affannosamente, quasi seguendo il ritmo che la ragazza imprimeva alla sua erotica mano.<br />
Il ragazzo si muoveva appena sotto il tocco abile della sua donna.<br />
E lei non aveva altro pensiero che il piacere da donare a lui.</p>
<p>Fu un attimo, e di cui ancora oggi non riesco a fissare gli esatti contorni.<br />
Credo, però, che ci voltammo nello stesso preciso istante, leggendoci reciprocamente negli occhi la straripante eccitazione che ci consumava.<br />
Poi la mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> e quella di Martina s’incontrarono in un leve sfiorarsi di labbra, dischiudendosi subito dopo alla ricerca delle lingue impazzite.<br />
Ci baciammo con una frenesia sconosciuta, e staccandoci l’una dall’altra solo quando il respiro ci venne a mancare.<br />
Stordite da quanto appena accaduto, la mia guancia appoggiata a quella di Martina, tornammo con gli occhi alla spiaggia e alla coppia al centro delle nostre attenzioni.</p>
<p>La mano della ragazza continuava ad andare nel suo fantastico movimento, ora decisamente più vigoroso e rapido, esponendo ogni volta che scendeva la larga cappella congestionata.<br />
Ad un tratto il suo compagno aprì le gambe, e la mano della ragazza fu veloce nello spostarsi sullo scroto, palpandolo, accarezzandolo, stringendolo con delicatezza.<br />
Poi scivolò ancora più in giù, alla evidente ricerca dell’ano del suo compagno.<br />
Ebbi la certezza di quanto stava accadendo quando, con un gesto deciso, lei infilò un dito in quel corpo adagiato sulla sabbia, penetrandolo a fondo e facendolo sussultare: aveva interrotto quella fantastica sega, e lo stava inculando.<br />
Ora erano immobili, il suo dito infilato nel culo del ragazzo.</p>
<p>Stavo anch’io per penetrarmi con le dita, quando la mano di Martina iniziò ad accarezzarmi fra le gambe, stuzzicandomi meravigliosamente il clitoride: senza un attimo di esitazione, allungai il braccio, trovai la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> straordinariamente fradicia e, priva di alcuna incertezza, la penetrai con l’indice ed il medio.<br />
Subito Martina incollò la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> alla mia, non solo per il desiderio di baciarmi ma, e soprattutto, per evitare di gridare tutto il suo dirompente piacere.  </p>
<p>Poi la scena sulla spiaggia riprese vita, come se non si fosse mai interrotta.<br />
La mano della ragazza tornò ad impugnare il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, per riprendere a masturbarlo con crescente velocità.<br />
Su e giù, su e giù&#8230;<br />
Anche le dita di Martina mi avevano penetrata, ed ora ci masturbavamo a vicenda con frenesia, gli occhi incollati a quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> vicinissimo al momento di esplodere&#8230;</p>
<p>Su e giù, su e giù: il ritmo di quelle dita infernali accelerò ancora&#8230;<br />
I nostri respiri ed i nostri sospiri erano l’inequivocabile segnale dei dirompenti orgasmi che squassavano il mio corpo e quello di Martina.</p>
<p>Su e giù, su e giù, ora senza sosta e freneticamente&#8230;</p>
<p>Venimmo insieme, io nella mano di Martina, e lei nella mia, le nostre dita inzuppate dei rispettivi liquidi dell’eccitazione&#8230;</p>
<p>E all&#8217;improvviso, finalmente, accadde.<br />
Il ragazzo venne, eiaculando un lungo e potente getto di sperma, talmente abbondante e violento che raggiunse la ragazza sulla spalla e sui capelli.<br />
Ne seguirono altri due, solo di poco meno grandiosi, per poi tramutarsi in un lento sgorgare sulla mano della sua compagna&#8230;</p>
<p>Tutto si era svolto in un silenzio irreale.<br />
Cercai di nuovo le labbra di Martina e la baciai con straordinaria intensità.<br />
Mi separai dalle sue labbra solamente quando vidi la ragazza alzarsi e avvicinarsi all’acqua del mare, per lavarsi via tutto quello sperma che aveva addosso&#8230;</p>
<p>In tutta fretta, Martina ed io, ci rimettemmo i tanga e, evitando accuratamente ogni rumore, tornammo alla nostra caletta.<br />
Il sole era ormai quasi tramontato.<br />
Raccogliemmo gli zaini, c’infilammo magliette e pantaloncini, e tornammo alla pensione, ancora scombussolate, ma anche notevolmente eccitate, per quanto accaduto.</p>
<p>Quella sera Martina ed io parlammo a lungo dei sorprendenti eventi della giornata, giungendo alla conclusione che quello che era accaduto tra noi, quel rapporto lesbico nel quale eravamo precipitate, era stato di certo causato solo dall’incontrollabile eccitazione di quei momenti.<br />
E, con ogni probabilità, era assolutamente vero.<br />
Ma l’ossessione per quella coppia di stranieri c’impedì quasi di chiudere occhio, al punto che all’alba avevamo deciso, e in modo del tutto irrazionale, di dare una nuova svolta a quella nostra vacanza.<br />
Avremmo cercato di rintracciare i due per tutta l’isola, convinte che, se li avessimo nuovamente incontrati, questa volta non ci saremmo limitate a spiare le loro effusioni.</p>
<p>E fu così che, il giorno successivo, partimmo in sella al motorino alla ricerca del ragazzo e della sua splendida compagna, dimenticando, di fatto, il nostro angolo di paradiso che tanto avevamo amato.</p>
<p>Ma, come spesso succede, i sorprendenti eventi dei giorni successivi andarono ben oltre le mie aspettative, a tal punto che di quella vacanza mi è rimasto un ricordo struggente e incancellabile.<br />
Un po’di pazienza, e vi racconterò per filo e per segno quello che poi accadde in quegli ultimi giorni di quell’indimenticabile estate greca.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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</p>
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		<title>Segnalazione nuovo racconto</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 20:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho pubblicato un nuovo racconto fuori cronologia " come cominciò... tre &#038; quattro "]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho pubblicato un nuovo racconto fuori cronologia &#8220;<a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/come-comincio-tre-quattro.html">come cominciò&#8230; tre &#038; quattro</a>&#8220;.
<div><a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/indice.html">Indice</a> &#8211; <a href="http://spreadsheets.google.com/embeddedform?key=pF_iulAha9AWNH0gAjTl4Cw">segnalazione errori</a>.</p>
<p>Per contattarmi: <i>erox06@gmail.com</i> (e-mail e <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/msn/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con msn">MSN</a>) o <a href="http://spreadsheets.google.com/viewform?key=pF_iulAha9AUf_3U0mwbddQ&#038;hl=it">qui</a> anonimamente.<img width="1" height="1" src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/411762708779642870-5146697996999147342?l=cronachediterza.blogspot.com" alt="" /></div>
</p>
<p>Excerpt from:<br />
<a target="_blank" href="http://cronachediterza.blogspot.com/2010/03/segnalazione-nuovo-racconto.html" title="Segnalazione nuovo racconto">Segnalazione nuovo racconto</a></p>

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		<title>DIAPASON (hard)</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 19:02:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucrezia666</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI DIAPASON (hard) A ripensarci, quella era stata la prima volta in vita mia che avevo deciso di passare la serata in un locale del genere. Lussuoso e raffinato come mi era stato detto, un ambiente adatto a rendere più facile quel tipo di esperienza ad una neofita come me. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>DIAPASON (hard)</p>
<p>A ripensarci, quella era stata la prima volta in vita mia che avevo deciso di passare la serata in un locale del genere.<br />
Lussuoso e raffinato come mi era stato detto, un ambiente adatto a rendere più facile quel tipo di esperienza ad una neofita come me.<br />
Malgrado mi sentissi abbastanza tranquilla, c’era però un qualcosa nell’aria che solleticava maliziosamente la mia mente di nuove ed insolite sensazioni.<br />
Avevo scelto la serata riservata alle sole donne, la serata lesbo, come avevo letto su internet, anche se la cosa un po’ mi dava fastidio, certa di perdermi altre emozioni che la presenza di uomini mi avrebbe garantito;  ma non volevo iniziare dalla fine, almeno non quella prima volta che mi accingevo a provare il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> allo stato puro, senza coinvolgimenti sentimentali e implicazioni affettive.</p>
<p>Mi resi conto sin dal primo momento che il fine ultimo delle donne e delle ragazze presenti era fondamentalmente quello di trovare una compagna di giochi da coinvolgere con il marito o fidanzato di turno.<br />
<a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">Sesso</a> a tre, insomma, con implicazioni saffiche solo complementari.<br />
Ed infatti la conferma a quei miei sospetti venne da Monike, una bionda dal fisico prorompente e sensuale, simpatica ed estroversa al punto da incuriosirmi all’istante.<br />
Con il pretesto della gran confusione e della musica, che in verità avrebbero impedito una qualunque chiacchiera, la donna mi convinse a seguirla in uno dei salottini situati nel retro del locale, dove, una volta seduta sullo stretto divano di fronte al mio, evitò però accuratamente ogni approccio fisico.<br />
Passarono così lunghi minuti di futili discorsi prima che la donna si decidesse ad invitarmi nel suo appartamento alla periferia di Salonicco, facendomi chiaramente intendere che sarebbe stato presente anche il marito, e che entrambi avrebbero gradito la mia presenza nel loro letto, magari anche soltanto come spettatrice delle loro evoluzioni sessuali.<br />
Quell’improvvisa proposta mi era apparsa subito molto intrigante: Monike era di una bellezza unica, e la presenza anche di un maschio avrebbe dissolto quelle perplessità che un po’ mi avevano turbata all’inizio della serata.</p>
<p>Era da poco passata l’una di notte quando entrai con Monike nell&#8217;ascensore del suo palazzo.<br />
Fu solo in quel momento che, accorgendosi di un mio attimo d’indecisione, lei mi si accostò con fare volutamente sensuale, sfiorandomi il lobo dell&#8217;orecchio con le labbra umide: mi sussurrò che sarei stata libera di andarmene quando avrei voluto, e che non c&#8217;era proprio nulla di cui aver paura.<br />
Aveva ragione lei, ovviamente.<br />
Era stata una mia libera scelta ritrovarmi con lei in quell’ascensore.<br />
Ma l’imbarazzo e il turbamento mi assalirono nuovamente nel momento stesso in cui entrammo in un lussuoso salone dalla luce calda e rarefatta: Dimitri, il marito di Monike, mi venne incontro sorridente, cercando in ogni modo di mettermi a mio agio, offrendomi da bere e trattandomi come fossi una loro vecchia amica.<br />
Malgrado ciò, l’atmosfera restava permeata di una intensa tensione erotica, che si avvertiva palpabile in ogni sguardo o movimento.<br />
Il cuore mi andava a mille, e le spiegazioni, fra me e la coppia che mi aveva rimorchiata, erano francamente inutili: sapevamo tutti e tre quello che volevamo.</p>
<p>Monike e Dimitri, un bell’uomo sulla quarantina, dal fisico prestante e atletico, si sedettero su un divano di pelle bianca, ed io mi accomodai su una poltrona dello stesso colore, proprio di fronte a loro, con in mano un calice di vino bianco, fresco e appena frizzante.<br />
La musica di sottofondo aiutava a calmare i miei sensi, mentre la donna si stringeva, in maniera  decisamente provocante, al suo uomo.</p>
<p>La osservai slacciare con esasperante lentezza i bottoni dei pantaloni del marito, e poi la mano di Monike, una mano snella e dalle lunghe unghie smaltate di rosso, scomparve tra le pieghe della stoffa, mostrando subito dopo ai miei occhi il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di Dimitri, finalmente libero dalla prigione degli indumenti.<br />
La vidi far scorrere le dita su quel membro pulsante: pochi attimi appena, quindi Monike si chinò su di esso, stringendolo tra le umide labbra.</p>
<p>La mia eccitazione, fino a quel momento velata dall’imbarazzo, esplose dirompente come le acque di un fiume in piena.<br />
Mi ritrovai d’improvviso fradicia dei miei umori, e il desiderio di masturbarmi di fronte ai loro sguardi si fece quasi insopportabile, anche se un briciolo d’indecisione continuava ad affacciarsi alla mia mente. </p>
<p>Dimitri teneva gli occhi fissi su di me, divorandomi con lo sguardo, mentre i miei si alternavano far lui e il movimento della testa di Monike, che di frequente si girava verso di me, per consentirmi una vista migliore di quel suo pompino da favola.</p>
<p>Sul basso tavolino in cristallo, che separava la mia poltrona dal loro divano, c&#8217;era una coppa colma di fragole: lui me la indicò con un movimento del capo, invitandomi ad uscire da quello stato d’inerzia dal quale non mi riusciva di liberarmi.<br />
E le labbra di Monike m’indicarono quale fosse la strada.<br />
Forse per analogia, ma in quella rossa cappella che spariva e riappariva dalla <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> di Monike, lucida e bagnata di saliva, rivedevo quei frutti che avevo davanti ai miei occhi: presi tra le dita una grossa fragola e l’assaporai, la leccai, la succhiai, come se nella mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> entrasse davvero quello splendido <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> eccitato. </p>
<p>Ora lo volevo per me, tutto per me, e mi sarei gettata tra di loro rubando a Monike il piacere di gustare sino in fondo alla gola quella verga affamata di piacere; marito e moglie lo sapevano, e prolungavano di proposito la mia dolce agonia, aumentando a dismisura il desiderio che pulsava sempre più intenso nel mio ventre.</p>
<p>Alla fine le mia mano abbandonò ogni timore e raggiunse fremente quel calore che s’irradiava tra le mie cosce: scostai appena le mutandine e avvertii sotto le dita il bagnato dei miei umori che fuoriuscivano abbondanti dalla mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> bollente.<br />
Il clitoride, teso allo spasimo, era sensibile alla minima carezza: stavo letteralmente impazzendo per il folle desiderio, e di certo Dimitri e Monike erano consapevoli della cosa.</p>
<p>In un attimo fummo tutti e tre nudi.<br />
La donna si distese con il busto sul basso tavolino, le tette premute sul cristallo: prese ad accarezzarmi le gambe, mentre Dimitri la penetrava, iniziando a scoparla con frenesia.<br />
Presi a masturbarmi velocemente, ma Monike bloccò quasi subito la mia mano, sostituendola con la sua lingua guizzante: allargai al massimo le gambe e mi abbandonai a quella straordinaria carezza.<br />
Il clitoride, le grandi labbra, l’interno delle cosce&#8230; la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> di Monike mi aveva proiettato in paradiso, e lo spettacolo dei muscoli di Dimitri, tesi allo spasimo nell’atto sessuale, rappresentava la classica goccia che faceva traboccare il vaso.</p>
<p>Godetti in pochi secondi, in un delirio di oscenità che mai avrei pensato di pronunciare, mentre Monike si agitava sotto i colpi possenti del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di Dimitri.<br />
Ma ora lo desideravo io quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>: volevo sentirlo che mi riempisse la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, che scorresse tra le mie labbra, volevo accarezzarlo e lambirlo con la lingua, ancora bagnato del piacere della moglie.<br />
Mi divincolai da Monike, inginocchiandomi di fianco a loro: Dimitri non mi fece attendere troppo, uscendo rapidamente dalla moglie, rialzandosi e offrendomi quella meraviglia congestionata.<br />
Afferrai con le mani le natiche muscolose dell’uomo, stringendole e quasi graffiandole con le unghie. Ingoiai quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che mi si offriva, quasi per intero, e Dimitri si abbandonò alla mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, assecondando il ritmo che dettavo al pompino.</p>
<p>Monike, nel frattempo, aveva preso a leccarmi le tette, a tormentarmi i capezzoli con i denti, mentre la sua elegante ed erotica mano s’intrufolava diabolica tra le mie gambe.<br />
Scossa da brividi di puro piacere, sentii tra le labbra che anche Dimitri stava per esplodere.<br />
Leccai la cappella e quindi strinsi ancor di più le labbra attorno al <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di Dimitri, aumentando l’intensità del pompino, stringendo nella mano i suoi testicoli, quasi a voler contrastare la spinta dello sperma  che pulsava come il sangue nelle arterie.<br />
L’orgasmo di Dimitri si liberò con un vero e proprio urlo, proiettandomi oltre i miei stessi limiti del piacere, mentre le dita di Monike continuavano a penetrarmi sempre più a fondo: mi riempii la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> di quel getto denso e caldo, bevendo avidamente l’eiaculazione dell’uomo&#8230;</p>
<p>Pochi secondi, il tempo di lasciare il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di Dimitri, e la lingua di Monike s’insinuò nella mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, mischiando la sua saliva allo sperma del marito<br />
Fu un bacio lungo e profondo.<br />
Dolce promessa di una notte indimenticabile.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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</p>
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		<title>Le luci di Ixia (hard)</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 16:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucrezia666</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Le luci di Ixia (hard) Adoro laccarmi le unghie dei piedi e delle mani. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Le luci di Ixia (hard)</p>
<p>Adoro laccarmi le unghie dei piedi e delle mani.<br />
Lo faccio di frequente, con grande cura e attenzione.<br />
Trovo le mie mani particolarmente aggraziate e sensuali, i miei piedi diabolicamente erotici, e valorizzare queste parti del mio corpo mi regala un piacere intenso e particolare.<br />
Poi, una volta finito di passare lo smalto, mi piace guardarmi le mani che sfiorano le caviglie, che accarezzano e risalgono lentamente, in punta di dita, la morbida pelle dei polpacci, che lambiscono l&#8217;interno delle ginocchia, che scivolano bramose sulle mie cosce, per poi deviare verso l’esterno a toccare i fianchi e quindi risalire adagio verso il seno.<br />
Mi piace lasciare che i capezzoli si inturgidiscano, ma senza neppure sfiorarli, stuzzicare appena la pelle attorno in una danza di dita ed unghie smaltate.<br />
Poi mi accarezzo con gentilezza le guance, mi solletico facendo ricadere i miei lunghi capelli corvini sulle spalle, abbracciandomi e stringendomi forte da sola.<br />
E&#8217; in quegli istanti che mi sento felice: lascio che le emozioni dilaghino nella mia anima e sulla mia pelle, osservando il mio riflesso nel grande specchio, il viso perfetto, la linea sottile delle sopracciglia, l’intensità e la bellezza dei miei occhi azzurri, il disegno armonioso delle mie labbra,  che sembrano essere state dipinte per dispensare baci al mondo intero.<br />
E&#8217; questo il mio rito, tutte le sere che esco, prima di prepararmi alle ore di divertimento che mi attendono: allacciarmi il cinturino dei sandali alle caviglie, infilarmi in un vestitino comodo ma che  metta in risalto le mie gradevoli forme, lasciare che la mia serica pelle mostri tutta la sua tonicità, senza tutti quegli artifici che usa Melina, senza neanche un filo di rimmel.<br />
Forse potrei apparire ancora più bella con un po’ di trucco, ma non mi interessa più di tanto.<br />
Sono certa di stare bene così. </p>
<p>Soddisfatta dal mio consolidato rito personale, finalmente esco.<br />
Anzi, per essere più precisi, usciamo.<br />
Melina ed io.<br />
Questa sera guida lei.<br />
Sprofondata nei miei pensieri, attendo di conoscere la destinazione della nostra serata.<br />
Con Melina ci si può aspettare di tutto.<br />
Il caldo di questa interminabile estate è particolarmente afoso.<br />
Le decine di locali dell’isola pullulano di gente.<br />
Sarebbe facile fare incontri interessanti.<br />
Ma Melina mi trascina (e quando me ne accorgo è ormai troppo tardi) alla festa di Ixia, un villaggio con più alberghi che case.<br />
- Forse potremmo trovare qualcosa di meglio da fare, no ? &#8211; le chiedo quando lei ferma la macchina tra  il banco di un venditore ambulante di giocattoli ed il chiosco dei panini con le salsicce.<br />
Melina mi guarda e sorride.<br />
- Non mi dirai che vuoi un panino&#8230; &#8211; le dico.<br />
- E se anche fosse ? &#8211; mi risponde lei con fare beffardo e evasivo.<br />
Biondissima, slanciata, di una bellezza da mozzare il fiato.<br />
Melina è stupenda.<br />
Quando la guardo e mi perdo nel suo fascino mi sento un vuoto alla <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> dello stomaco.<br />
Sono sicura che lei si diverta a provocarmi in modo a dir poco sfacciato.<br />
Tempo fa, complice un bicchiere di troppo, ci siamo baciate.<br />
Ricordo la sua lingua scivolarmi rapida in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, esplorarmi denti e gengive,  mentre io perdevo quel poco di controllo che ero certa di avere e le accarezzavo beata i capezzoli.<br />
Sono stati solo pochi attimi, in realtà.<br />
Perché poi ci siamo guardate, forse imbarazzate dall’imprevista situazione, prendendo a ridere come due isteriche.<br />
Non abbiamo fatto più parola dell’accaduto.</p>
<p>Melina continua a fissarmi, mentre con il dorso di una mano mi accarezza la guancia.<br />
- Irini&#8230; sei favolosa, stasera&#8230; -<br />
Non mi torturare, ti prego, vorrei dirle.<br />
Vorrei urlarle di non accostare il fuoco alla benzina.<br />
Ma resto in silenzio, il cuore in gola.</p>
<p>Scendiamo dall’auto e percorriamo qualche decina di metri.<br />
La confusione della festa di strada ci sommerge.<br />
Ci prendiamo per mano per non perderci nel caos.<br />
Odori di spezie, colori sgargianti, musiche e grida&#8230; non mi accorgo di nulla.<br />
Ci sono solo i suoi meravigliosi capelli biondi, la linea della sua schiena che si perde nel corto vestito, le sue gambe, nude e slanciate, i suoi piedi, in bilico su sandali dal tacco esagerato&#8230;<br />
Ma dove mi stai portando, adesso che stringo la tua mano così forte da sembrare unita a te ? </p>
<p>Arriviamo in una stradina secondaria, lasciandoci alle spalle la confusione della festa.<br />
Ci avviciniamo ad un’anonima porta azzurra, incastonata in un muro di un bianco assoluto.<br />
Melina suona il campanello.<br />
Passano i secondi e nulla accade.<br />
Nessuno risponde.<br />
Si sente solo lo scatto della serratura.<br />
Sono nervosa e faccio l’atto di girarmi per andare via.<br />
Ma lei mi blocca e mi abbraccia, sussurrandomi parole dolci.<br />
Non capisco più nulla.<br />
Non so nemmeno dove mi trovo.<br />
Melina mi prende il viso tra le mani e appoggia le sue labbra alle mie, mi bacia gli occhi e con la lingua asciuga dal mio viso quelle lacrime che la rabbia ed il nervoso mi hanno spremuto.<br />
Quindi la sua lingua torna alle mie labbra, le lecca dolcemente, per tutto il loro contorno: bramosa di lei, apro la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> e lei mi è subito dentro, languida come un cioccolatino.<br />
Cerco di entrare con la mia lingua nella sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, ma mi sposta di lato.<br />
- Non temere&#8230; vieni con me&#8230; -</p>
<p>Entriamo e saliamo una rampa di scale buie.<br />
- Non mi piace &#8211; mormoro impaurita &#8211; sai che odio il buio&#8230; -<br />
Lei non mi risponde.<br />
Apre una porta dalla quale filtra una luce dal colore indefinibile.<br />
Melina c&#8217;è già stata qui, è evidente: l’invidia per questo suo segreto, ma anche la curiosità di scoprire cosa ci sia dietro quella porta, si mischiano alla paura che ancora mi stringe le viscere.<br />
Docile, la seguo dietro quella porta.<br />
Le pareti sono spoglie, arredate solo da giochi di luce bianca e gialla che le colorano, con lampade che escono dal basso, di lato, dall&#8217;alto, in una confusione incredibilmente luminosa e d’effetto: è solamente un corridoio di pochi metri di lunghezza, ma che si apre in un ampio locale illuminato di un blu soffuso, con al centro una colonna rivestita di legno e dalla quale piove un’intensa luce rossa.<br />
Per il resto l’ambiente è completamente vuoto.</p>
<p>- Perché siamo venute qui ? &#8211; chiedo nervosamente a Melina<br />
- Per fare quello che hai sempre desiderato&#8230; -<br />
Stringo ancora nella mia mano quella di Melina, e mentre mi chiedo cosa lei abbia voluto dire,  vedo un&#8217;ombra muoversi verso di noi.<br />
Mi aggrappo alla mano della mia amica e l&#8217;ombra prende consistenza.<br />
E che consistenza.</p>
<p>E&#8217; decisamente alto, ma non in modo esagerato.<br />
I pettorali sembrano scolpiti, così come gli addominali.<br />
E’ completamente nudo.<br />
Un fondoschiena da lasciarmi tramortita, due gambe dritte, sottili ma forti.<br />
Risalgo con gli occhi lungo quel corpo maschile favoloso.<br />
E quello che vedo mi strappa un sospiro di desiderio.<br />
Il pene non è eretto, dalle dimensioni perfette, ed i testicoli che mostrano di dover essere svuotati urgentemente.<br />
E&#8217; un ragazzo bello anche di viso, sinuoso nei gesti quando si muove.</p>
<p>Con dolcezza stacca la mia mano da quella di Melina, che ora mi guarda con occhi carichi di libidine, la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> socchiusa, il respiro affannoso.<br />
E&#8217; visibilmente eccitata.<br />
Il ragazzo si porta la mia mano sul petto e con una gamba s’intrufola tra le mie.<br />
Lo cingo con le braccia mentre mi abbasso a misurare la consistenza del suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>.<br />
Gli disegno una scia di saliva, dai capezzoli all&#8217;ombelico, con il quale gioco per alcuni istanti;  e poi, dall&#8217;ombelico sino ai peli del pube.<br />
Infine risalgo quella meraviglia, ora pienamente eretta, con la punta della lingua, fino a trovarmi a scivolare sull&#8217;asta avanti e indietro, con una lentezza esasperante.<br />
Melina, nel frattempo, mi spoglia, mentre alla lingua io sostituisco le labbra, non usando le mani.<br />
Deve essere solo un gioco di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>.</p>
<p>Lo tengo su posandogli le mie labbra sensibile alla base, e poi risalendo, sempre da sotto, con piccoli e ardenti baci.<br />
Melina ci guarda e si accarezza il seno: quindi viene a mettersi di fronte a me, e dal suo pube perfettamente depilato vedo la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> già umida per l’eccitazione.<br />
Siamo nude entrambe.<br />
Gli unici capi di abbigliamento che ancora indossiamo sono i sandali con i tacchi alti.</p>
<p>Il ragazzo si è afferrato il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e si fa scivolare la mano su e giù, lentamente: io gliela stacco con uno sguardo di rimprovero e prendo a girargli attorno, eccitata come poche volte in vita mia.<br />
Mi sento il fuoco tra le gambe.<br />
Non mi tocco, e non mi lascio toccare: qualunque cosa mi sfiorasse la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> ora, in pochi istanti tutto sarebbe finito, ed io starei urlando il mio orgasmo.<br />
No.<br />
Devo assaporare ogni istante, prolungare il piacere fino e oltre il limite del consentito.</p>
<p>Volto il ragazzo di spalle e gli sussurro di non toccarsi.<br />
E di non toccarmi.<br />
Lui accetta quel mio dolce ordine senza battere ciglio.<br />
Lo bacio sotto il collo, sui muscoli delle spalle, a sinistra, a destra, torno verso i capelli, scendo nuovamente.<br />
Melina ha il viso congestionato, soffre, vuole perdere il controllo, ma ha capito quale sia il mio gioco, e rimane seduta, per terra, a gambe spalancate,  fissando il ragazzo negli occhi ed eccitandolo umettandosi le labbra con la lingua.<br />
Ora lo sento tremare; per rilassarlo un po&#8217; gli massaggio la schiena, poi scendo ancora e con la lingua gli percorro tutto il filo della spina dorsale, vertebra dopo vertebra.<br />
Ritorno in su, centimetro per centimetro, e poi, con la stessa esasperante lentezza, vado di nuovo verso i suoi magnifici glutei.<br />
Prendo ad accarezzarli e a leccarlo nell&#8217;attaccatura in alto.<br />
Melina geme sempre più forte: sta godendo senza nemmeno toccarsi, o magari non ce la fa più a trattenersi.<br />
Sembra quasi piagnucolare, ma ad un mio sguardo supplichevole lei china la testa e poi la tira di scatto all’indietro, facendo volare nell’aria i suoi splendidi capelli biondi.<br />
E’seduta sulla moquette, le gambe oscenamente aperte, ed il ragazzo è ora scosso da brividi per il desiderio animale di possederci entrambe; ma io lo costringo a stare ancora fermo, mentre con due dita inizio a sodomizzarlo.<br />
Melina non si trattiene oltre, e prende a masturbarsi con frenesia, tormentandosi il clitoride e penetrandosi con le dita, fino ad arrivare a contorcersi dal piacere, preda di un orgasmo incontenibile.</p>
<p>E&#8217; in quell’istante che vedo scendere alcune gocce da quel magnifico <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e, mentre Melina è stesa in terra, sconvolta dall’orgasmo, infilo di nuovo tre dita nel culo del ragazzo, quasi con sadica violenza, e gli mordicchio un testicolo, bloccando l’eiaculazione che sta per iniziare.<br />
Mi sento capricciosa e lo voglio punire, non so nemmeno io per che cosa.<br />
Melina solleva appena la testa e rimane esterrefatta per quello che si mostra ai suoi occhi: con la punta dei capelli solletico i capezzoli di quel petto virile, scendo, salgo, scendo di nuovo, finché lui non ce la fa più a trattenersi, e capisce che mi sto allagando, che il mio clitoride è duro e teso allo spasimo, che la mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> non chiede altro che il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e, con astuzia e perfidia, si tira indietro. Io cerco di toccarlo, di accarezzarlo, si sentire sotto le dita la sua pelle, e lui si sposta.<br />
Forse lo fa per riacquistare un minimo di equilibrio, quell’equilibrio che Melina, con la sua straordinaria bellezza e con il suo fantastico spettacolo di autoerotismo, masturbandosi e godendo davanti a lui, gli ha incrinato.<br />
O forse lo fa per punire me, rea di averlo sodomizzato con le dita.<br />
Non so.<br />
Potrebbe essere un insieme di tutto questo.</p>
<p>Tende i pettorali, mi lascia avvicinare ma non si fa toccare.<br />
Anche Melina ora si diverte con me, accarezzandomi la schiena e le natiche con mani leggere e dita delicate.<br />
Vogliono entrambi farmi impazzire di desiderio.<br />
E io sto al loro gioco, e lascio che Melina inizi a percorrere la mia pelle infuocata con la sua sapiente lingua.<br />
Scivola lieve su di me, senza sfiorare neppure i capezzoli turgidi e la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> palpitante, indugiando invece su altri centimetri della mia pelle, strappandomi brividi di pura passione.<br />
Lui, intanto, osserva i nostri corpi nudi e si masturba lentamente, avvicinandomi di tanto in tanto il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> svettante: ora mi permette di allungare una mano, di afferrarlo e di tirarmelo tra le labbra.  Sono felice di poter nuovamente scorrere con la lingua su tutta l’asta congestionata.<br />
Chiudo gli occhi e assaporo la cappella&#8230;</p>
<p>D’improvviso esce dalla mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>.<br />
Il vuoto.<br />
Solo il suo sapore sulle labbra umide, e che mi passo con la lingua in continuazione.<br />
E’dietro di me.<br />
Sono in ginocchio, preda della sua volontà.<br />
Sento due mani forti che mi afferrano per i fianchi, poi un dolore lancinante quando il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> mi penetra, sodomizzandomi senza riguardi.<br />
In quel momento potrei svenire, afflosciarmi come una bambola di pezza.<br />
Mi appoggio sui gomiti, e le braccia sembrano cedere.<br />
Lentamente il dolore si trasforma in piacere, e l’orgasmo non tarda ad arrivare, impetuoso e straripante.<br />
E&#8217; una sensazione strana, mai provata con questa intensità, ma mi sento infinitamente felice.<br />
Il ragazzo sta dando sfogo a tutta la sua tensione erotica, così a lungo trattenuta: ma io non voglio farlo venire, anche se non ho i mezzi per impedirglielo.<br />
E&#8217; Melina, che continua ad esplorare il mio corpo con la lingua, ad avvertire la mia esigenza e lo blocca quando vede che i suoi bellissimi lombi stanno aumentando vertiginosamente il ritmo.<br />
Dalla mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> escono solo gemiti convulsi.<br />
Sicuramente sono venuta più volte, di certo non nel modo che conosco, ma ogni singola fibra del mio corpo sta godendo come non mai. </p>
<p>Lo sento bloccarsi di colpo, e mi dispiace da morire non sentire più il suo fallo scivolare nel mio culo.<br />
Noto Melina sdraiarsi a terra e farmi segno di salirle sopra.<br />
Lo sento uscire da me.<br />
Mi volto e lo guardo: è sudato, stravolto, il volto arrossato.<br />
E’ bellissimo.<br />
Gli tremano impercettibilmente le labbra.<br />
Sta per esplodere.<br />
Guardo Melina sdraiata che si masturba di nuovo: vuole me, ma di certo vuole anche lui.<br />
Mi volto verso il ragazzo e gli faccio cenno di andare da lei.<br />
Era quello che aspettava.<br />
S’inginocchia, con le mani le allarga ancor di più le gambe, se le porta attorno ai fianchi ed entra nella mia amica che rovescia la testa all’indietro.<br />
I seni si Melina sobbalzano e la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> le si deforma in mille smorfie di puro piacere.<br />
Mi accosto a quei due corpi uniti e sfilo il sandalo dal piede sinistro della mia amica.<br />
La cavigliera dorata dondola ritmicamente sul collo del piede, ed io prendo a leccarla, metallo e pelle, le sue unghie del piede laccate di rosso nelle mie pupille.<br />
I suoi sospiri diventano mugolii animali.<br />
Poi i mugolii si trasformano in grida d’estasi.<br />
Dalla caviglia risalgo fino al clitoride, ed alterno la mia lingua tra lei e quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> durissimo che la sta scopando.<br />
Melina irrigidisce le gambe, le serra contro i fianchi del ragazzo lucido di sudore.<br />
S’inarca con un paio di colpi del bacino, distende le braccia all&#8217;indietro e vola in paradiso, travolta da un altro orgasmo che la lascia senza fiato, i muscoli ancora contratti.<br />
Lui si stacca dalla mia amica ed entra di prepotenza nella mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>. </p>
<p>Sono fuori di me, ma non mi permetto di toccarmi.<br />
Continuo a leccare e a succhiare quella mazza fantastica per lunghi minuti, aiutata dalla lingua di Melina, che sembra trasfigurata dal piacere.<br />
E finalmente arrivo al capolinea della sopportazione.<br />
Con una mano lo spingo per terra e gli salgo addosso.<br />
Quando entra in me ha le dimensioni di un palo: sento che ne vorrei ancora, ma non faccio in tempo ad abituarmi a quella meraviglia che lui, con una possente spinta verso l&#8217;alto, mi fa vedere tutte le stelle del firmamento.<br />
Sono come impazzita.<br />
Inizio ad agitarmi sui suoi fianchi, sempre più spasmodicamente, e non mi accorgo quasi di Melina che se la fa leccare in ginocchio di fronte a me, continuando a godere senza sosta.<br />
M’impalo sempre di più, sempre con maggiore velocità, insisto, spingo con tutta me stessa, mi arruffo i capelli per il piacere, rallento un attimo cercando un briciolo di lucidità, ma è troppo, non ce la faccio: mi accarezzo il seno, uso la lingua per inumidirmi la punta dell&#8217;indice e vado a torturarmi i capezzoli.<br />
Getto la testa all&#8217;indietro, in avanti, mi tiro su con il busto appoggiandogli le mani sui pettorali, e godo in modo così travolgente che con le unghie lo faccio sanguinare.<br />
Me ne accorgo e serro i pugni sui suoi polsi, e spingo, spingo così forte da urlare oscenità e frasi sconnesse, spingo senza mai un attimo di pausa, un calore quasi insopportabile che s’irradia dal basso ventre, e mi gira la testa, non capisco più niente, mi accanisco su quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> infinito.<br />
Lo sento ingrossarsi a dismisura e cavalco, cavalco fino a sentire un brivido alla schiena, un&#8217;improvvisa esalazione dell&#8217;anima, un colpo alla <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> dello stomaco.<br />
Ed urlo.<br />
Impazzita.<br />
Non più collegata alla realtà che mi circonda.</p>
<p>Quando torno in me, dopo un tempo che non so quantificare, mi fermo un attimo.<br />
Riprendo fiato.<br />
Vedo Melina che freme di piacere nella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> del ragazzo.<br />
Vado nuovamente in estasi e ricomincio, più veloce di prima: sono tutta indolenzita ma continuo nella mia cavalcata, ed esplodo ancora, e poi ancora, e poi di nuovo.<br />
Ma non riesco a staccarmi da lui.<br />
Solo quando sento i miei muscoli cedere capisco che è arrivato il momento.<br />
Mi lascio cadere di lato.<br />
Lui si alza e si allontana di qualche decina di centimetri.<br />
Melina si mette in ginocchio sopra la mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, e mi ritrovo il suo clitoride tra le mie labbra.<br />
La lingua saetta famelica, e lecco le grandi labbra, e bevo quel fiume di piacere che la inzuppa; la penetro con una, due, tre dita, mentre quel palo stupendo va a riempirla da dietro, inculandola poderosamente, strappandole altri orgasmi irrefrenabili.<br />
Ora la fa urlare, muovendo i fianchi instancabili con crescente velocità, finché un suo rantolo, a stento represso, non mi annuncia l&#8217;imminente ondata.<br />
Tutto avviene in un attimo.<br />
Esce da una Melina ipnotizzata e sconvolta e schizza il suo seme caldo sul mio viso, sul mio seno, sui miei capelli.<br />
Si siede, esausto, sfinito nel corpo e nella mente.<br />
Melina si accosta a me e mi spalma sul corpo con quel liquido bianco e denso, per poi ripulirmi tutta, leccandolo fino all&#8217;ultima goccia.<br />
Sono in trance.<br />
Credo di morire.</p>
<p>Quando ci svegliamo il sole è già alto.<br />
La stanza ora mi appare più piccola della sera prima.<br />
Il ragazzo è sparito.<br />
Vedo Melina, ancora esausta, che mi sorride.<br />
- Ti è piaciuto ? -<br />
- Sì &#8211; mormoro in risposta, godendo della sua splendida bellezza e sapendo di amarla.<br />
Sorride.<br />
Si sdraia al mio fianco ed inizia ad accarezzarmi il seno.<br />
Poi la sua mano scivola sul mio ventre.<br />
E’ pronta a ricominciare.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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		<title>FRAMMENTI DI EROTISMO/1 (hard)</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 11:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Frammenti di erotismo/1 (hard) Era ormai da un po&#8217; di tempo che quell&#8217;idea ci solleticava la mente. Era una di quelle fantasie che ci eccitava quando facevamo l&#8217;amore, ma che non avevamo mai avuto il coraggio di metterla in pratica. Decisi così di prendere io l&#8217;iniziativa, e organizzai la festa del suo compleanno. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
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<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Frammenti di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/erotismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con erotismo">erotismo</a>/1 (hard)</p>
<p>Era ormai da un po&#8217; di tempo che quell&#8217;idea ci solleticava la mente.<br />
Era una di quelle fantasie che ci eccitava quando facevamo l&#8217;amore, ma che non avevamo mai avuto il coraggio di metterla in pratica.<br />
Decisi così di prendere io l&#8217;iniziativa, e organizzai la festa del suo compleanno.<br />
Fu una ricerca attenta e minuziosa ma finalmente, tramite internet, trovai il locale che cercavo: elegante, raffinato, molto discreto, dove era specificato che si poteva anche solo andare a bere qualcosa e, per capirci, il resto a discrezione.<br />
Prenotai per il venerdì sera, la serata che solitamente dedicavamo al cinema: a lui non dissi dove saremmo andati a festeggiare, ma gli consigliai di vestirsi in modo elegante.<br />
Ed io feci altrettanto, mettendo la massima cura nell&#8217;abbigliamento e nel trucco.</p>
<p>Quando arrivammo al locale, lui capì immediatamente di che ambiente si trattasse: per stare al gioco, fece finta di essere un po&#8217; imbarazzato ed incerto, ma io sapevo perfettamente che la cosa cominciava già ad intrigarlo, e che la sua fantasia aveva preso a galoppare.</p>
<p>Entrammo, non senza una certa agitazione considerato il passo che stavamo per intraprendere.<br />
Ci sedemmo al tavolo a noi riservato e ordinammo da bere, iniziando a guardarci in giro decisamente incuriositi.<br />
L&#8217;atmosfera del locale era tranquilla e serena, anche se ci sentivamo un po&#8217; osservati, in quanto era abbastanza evidente che i presenti erano quasi tutti abituali frequentatori del locale.<br />
Sorseggiammo così le nostre bevande e, come da programma, attorno alle undici, le luci si fecero ancora più soffuse e, su uno schermo così grande da occupare quasi per intero una parete, iniziò la proiezione di un film hard.</p>
<p>Mentre guardavamo le immagini, estremamente erotiche e sensuali,  i nostri corpi e le nostre menti presero ad andare su di giri, e l&#8217;eccitazione cresceva in maniera esponenziale.<br />
Ad un tratto avvertii uno sguardo penetrante e insistente scivolarmi addosso, come se quegli occhi fissi su di me volessero spogliarmi: incuriosita mi guardai attorno e notai la coppia che, senza che me ne accorgessi, si era seduta alla nostra destra, di fatto allo stesso nostro tavolo.<br />
Lo sguardo della donna era fisso sul mio corpo, uno sguardo insistente e per nulla celato, così intenso da farmi sentire un alito ardente sulla pelle, un fuoco che si propagava veloce e inarrestabile, accendendo di passione ogni mia più remota terminazione nervosa.<br />
Non avevo mai avuto rapporti con una donna in passato, ma in quel momento l&#8217;unica cosa che desideravo era vedere la sua chioma corvina e lucente fra le mie cosce aperte.</p>
<p>E fu così che iniziò il gioco di quella straordinaria serata: il mio partner, eccitato all&#8217;idea che la sua più erotica fantasia potesse finalmente prendere vita, con la mano mi divaricò dolcemente le gambe e scostò le mutandine, facendo intravedere alla mia nuova spasimante l&#8217;oggetto nascosto del suo desiderio: quindi prese lentamente  ad accarezzarmi quel lago di umori che era la mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> bollente, leccandosi poi le dita con voluttà, provocando in modo fantastico la sconosciuta che ci osservava.<br />
E lei ci guardava, travolta dall&#8217;eccitazione, mentre con una mano aveva iniziato a masturbarsi con delicatezza e con l&#8217;altra accarezzava la stoffa del pantalone che ricopriva il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del suo compagno, anche lui chiaramente eccitato dal gioco.</p>
<p>Nel locale, ormai, erano rimasti in pochi a guardare il film porno.<br />
Nella penombra delle tenui luci corpi maschili e femminili, seminudi, si accarezzavano e si baciavano, si leccavano e si penetravano, in una fantastica e stimolante confusione erotica.</p>
<p>Allentai la cintura dei pantaloni del mio uomo e, una volta fatta scorrere la cerniera lampo, mi ritrovai in mano la sua verga pulsante.<br />
Presi a leccare piano quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> turgido che ben conoscevo, perfettamente conscia di come la bella sconosciuta desiderasse la mia lingua sul suo corpo: e mentre io leccavo e succhiavo, le sue dita s&#8217;infilavano nella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>, sempre più a fondo e velocemente, cercando di placare in qualche modo la sua irrefrenabile voglia, quasi supplicandomi in una muta preghiera.<br />
Ma il suo desiderio era anche il mio.</p>
<p>Mi voltai completamente verso di lei.<br />
Eravamo ora una di fronte all&#8217;altra.<br />
Mi sfilai le mutandine lasciandole vedere il minuscolo triangolino di peli che spiccava sul mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> rasato e cominciai ad accarezzarmi, mentre accanto a noi i nostri uomini si masturbavano, travolti ed eccitati dalla quella esibizione.</p>
<p>Ci guardavamo fisse negli occhi, ansimando e sospirando, in spasmodica attesa ognuna di una mossa dell&#8217;altra: sentivo che per quella prima volta mai sarei riuscita a fare quello che lei desiderava così intensamente, ma speravo con tutta me stessa che fosse lei a cedere e a venire da me, che fosse lei ad infilarmi la sua lingua in mezzo alle gambe, liberandomi finalmente da quella tortura.<br />
Probabilmente la sconosciuta intuì la mia indecisione.<br />
Perchè fu lei a chinarsi tra le mie cosce, cominciando a leccarmi, a mordermi e a succhiarmi il clitoride, quasi come se stesse succhiando il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del suo uomo, mentre con le dita continuava a penetrarsi; era stato così intenso il desiderio e così irrefrenabile l&#8217;eccitazione che non riuscii a trattenermi a lungo:<br />
Le venni in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, spingendola contro le mie labbra che grondavano il miele dell&#8217;orgasmo, mentre lei si dibatteva in preda al suo piacere.<br />
Ancora sconvolta da quel delirio di sensazioni, mi girai verso il mio uomo che attendeva solo di vedermi godere per riempirmi la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> con tutto il suo caldo sperma e, mentre anche la bella sconosciuta si dedicava al <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del suo compagno, in un altro pompino da favola.<br />
Le labbra macchiate dal bianco dello sperma, avvicinammo poi le nostre bocche e ci baciammo lungamente, assaporando quella commistione di saliva e seme.</p>
<p>Poi, d&#8217;improvviso, lei si alzò, e senza dire una parola sparì dietro una porta sul fondo del locale, seguita dal suo compagno.<br />
Non abbiamo mai saputo i loro nomi e non abbiamo più rivisto i nostri complici di quella notte di follia.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 16:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucrezia666</dc:creator>
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<p>RITORNO A PAVLOS (hard)</p>
<p>Erano dieci anni, ormai, che, per una ragione o per l’altra, non ero più riuscito a tornare a Pavlos, il grande paese a nord di Atene dove ero nato trentotto anni prima.<br />
A dire proprio tutta la verità, non solo non avevo trovato il momento adatto, ma anche il desiderio di rivedere i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza mi aveva abbandonato da molto tempo.<br />
L’ultima volta che ero ritornato a Pavlos era stata per il funerale di mia madre, una circostanza di certo non piacevole: e con la sua scomparsa si era definitivamente spezzato il legame con la terra natia e con quei pochi lontani parenti che ancora mi erano rimasti.<br />
Vivere e lavorare in Australia mi aveva inesorabilmente allontanato da Pavlos e dalla Grecia.<br />
Non che io avessi rinnegato le mie origini, per carità, ma la mia esistenza e i miei affetti erano ben radicati, e da tempo, a Sidney.</p>
<p>Stranamente pero’, quell’anno, il desiderio di tornare a respirare l’aria e i ricordi del paese che mi aveva dato i natali mi aveva ronzato sempre più insistente nella testa, al punto che, in giugno, avevo deciso all’improvviso di prendermi le ferie dalla ditta dove lavoravo come contabile e di volare verso il mio passato.<br />
Ero curioso di vedere se Pavlos fosse cambiato, se i miei amici di allora fossero ancora lì, se l’intera Grecia, come si sentiva dire, fosse veramente cambiata in meglio, avvicinandosi, con il passare degli anni, alle nazioni dell’Europa più evoluta.<br />
E, sopra ogni altra cosa, volevo portare un fiore sulla tomba dei miei genitori, per ringraziarli ancora una volta di tutti quei sacrifici che avevano fatto per farmi studiare e permettermi così un futuro migliore e più agiato rispetto a quello che i miei nonni avevano potuto dare loro.<br />
Era il richiamo del sangue che, dopo molti anni, era prepotentemente tornato a farsi sentire, riportandomi finalmente a Pavlos.</p>
<p>L’aereo era atterrato ad Atene, al Venizelos, il mattino presto, in una radiosa e già calda giornata d’inizio estate, ed io, anche se scombussolato per il cambio di fuso orario, avevo subito noleggiato una macchina alla Hertz, ed ero quindi partito alla volta del mio paesello natio.<br />
Ma, dopo pochi chilometri nel caotico traffico della capitale greca, mi ero immediatamente reso conto che, se non avessi dormito al più presto qualche ora, a Pavlos non sarei mai arrivato vivo: gli occhi mi si chiudevano e la concentrazione necessaria alla guida mi era assolutamente impossibile.</p>
<p>Di fatto, mi trovavo ancora alla periferia settentrionale di Atene quando vidi il parcheggio di un motel aprirsi invitante sulla mia destra.<br />
Senza ulteriori indugi fermai l’auto, mi presentai alla reception, presi una camera, mi feci una rapida doccia nello striminzito bagno e m’infilai a letto, crollando all’istante in un lungo sonno, profondo e senza sogni.</p>
<p>Quando mi risvegliai, stiracchiandomi e sbadigliando come una foca, era già quasi sera.<br />
Sorpreso per quanto fosse stato lungo il mio sonno, capii all’istante che a Pavlos sarei potuto arrivare soltanto il giorno successivo: anche se fossi partito subito, sarei giunto in paese solo a notte fonda, visti i molti chilometri che dovevo ancora percorrere.<br />
Non avevo alcuna intenzione, però, di restare in quella camera d’albergo a rigirarmi i pollici e ad attendere l’alba: volevo uscire qualche ora, approfittando di quel tempo che avevo a disposizione per rivedere la cara e vecchia Atene.<br />
Indossai dunque un paio di jeans e una maglietta, salii in macchina ed andai a passare la serata nel centro della capitale, passeggiando per le strade come un turista (cosa che ormai in definitiva ero a tutti gli effetti) e cenando in un ottimo ristorante ai piedi del Partenone.<br />
Quando, a tarda sera, rientrai al motel, chiesi al portiere di notte di essere svegliato molto presto: non vedevo l’ora di partire per Pavlos, e di vedere l’effetto che mi avrebbe fatto rientrare in paese a distanza di ben dieci anni.</p>
<p>Superai l’ultima curva sulla cima della bassa collina, emozionato come non mai.<br />
Pavlos mi apparve all’improvviso. adagiato in quell’ampia conca che così bene ricordavo.<br />
Il grande villaggio, che avevo impresso in modo indelebile nella memoria, si era andato trasformando in una vera e propria cittadina: anche da quella distanza potevo vedere con estrema chiarezza i nuovi edifici costruiti nelle zone periferiche, schiere di graziose villette residenziali dalle moderne linee architettoniche.<br />
Anche il centro storico di Pavlos risaltava nettamente nel panorama cittadino per le sue vecchie costruzioni in pietra: il contrasto tra l’antico degli edifici storici ed il moderno delle nuove costruzioni non disturbava più di tanto l’occhio dell’osservatore, inserendosi quasi alla perfezione nel caotico panorama urbanistico della Grecia moderna.<br />
Il campanile della chiesa di Agios Nikolaus, sulla piazza principale di Pavlos, svettava imperioso al di sopra delle basse costruzioni circostanti.<br />
La mia prima visita di quella giornata sarebbe stata proprio lì vicino, alla taverna di fronte alla chiesa, taverna che avevo frequentato assiduamente fino a quando non ero andato via: avrei di certo incontrato qualcuno di mia conoscenza, ed il mio ritorno a Pavlos sarebbe stato così consacrato dalla prima bevuta di quel giorno.</p>
<p>Parcheggiai l’auto nelle vicinanze della chiesa e, proseguendo a piedi, raggiunsi la piazza principale del paese.<br />
Dieci anni erano passati, eppure tutto mi appariva uguale al giorno in cui ero partito: i negozi, l’asfalto delle strade, gli sconnessi marciapiedi, i passanti&#8230; tutto contribuiva a riportarmi indietro nel tempo, e la nostalgia per quella mia vita irrimediabilmente passata iniziò ben presto a struggermi l’anima.</p>
<p>La taverna aveva la stessa insegna scolorita di allora, i medesimi tavolini sgangherati e traballanti, ed il medesimo proprietario, il vecchio e arcigno Tassos.<br />
Vecchio, arcigno e scostante.<br />
Così l’uomo era sempre stato, e così sarebbe morto.<br />
Ma l’abbraccio che Tassos mi riservò fu così intenso e carico d’affetto da meravigliarmi non poco e spingermi quasi alla commozione.<br />
Altri avventori mi riconobbero, ed io riconobbi loro, ed in pochi minuti l’intera taverna festeggiava, a base di birra e di ouzo, il ritorno dall’Australia del figliol prodigo.<br />
Il riprendere a parlare greco, dopo tanti anni d’inglese, mi apparve curioso e strano, ma allo stesso tempo naturale e piacevole.<br />
Ormai ero diventato il centro dell’attenzione generale, sommerso da domande d’ogni tipo, e quando Dimitri fece il suo ingresso nell’ampio locale io nemmeno me ne accorsi, tutto preso com’ero a narrare della mia nuova vita in Australia ai vecchi paesani di Pavlos.</p>
<p>La mano, che ad un tratto si posò sulla mia spalla, era calda e ferma.<br />
- Guarda un pò chi si rivede da queste parti&#8230; il vecchio Costas&#8230; credevamo tutti tu fossi diventato un canguro&#8230; -.<br />
Sorpreso, mi voltai, e Dimitri era lì, un gran sorriso ad illuminargli il volto e gli occhi.<br />
Mi alzai e ci abbracciammo, fra le risate e gli applausi di tutti i presenti, rinnovando quella stretta amicizia che ci aveva unito sin dall’infanzia.<br />
- Potevi almeno avvisarci che saresti tornato&#8230; ti avremmo organizzato un vero e proprio comitato di ricevimento, con tanto di banda e fuochi d’artificio !! &#8211; proseguì il mio amico di sempre.<br />
- E’ stata una decisione improvvisa, Dimitri. Un fulmineo attacco di nostalgia. Un giorno sei in Australia, e due giorni dopo brindi con i tuoi compaesani all’altro capo della terra&#8230; -.<br />
Tornammo ad abbracciarci, entrambi con le lacrime agli occhi, felici di esserci ritrovati a distanza di tanti anni. </p>
<p>L’amicizia con Dimitri era nata sui banchi di scuola, ed era proseguita, sempre più stretta e complice, durante gli anni dell’adolescenza, fino al giorno in cui io ero emigrato in Australia.<br />
Dopo la mia partenza, avevamo continuato a sentirci per telefono abbastanza di frequente, ma poi la lontananza si era fatta inevitabilmente sentire, ed erano ormai più di sette anni che di Dimitri non avevo avuto più notizie dirette.<br />
Anzi, a voler essere più precisi, circa tre anni prima ero venuto a sapere da un mio lontano parente che il mio vecchio amico si stava per sposare, e con una ragazza italiana per giunta: allora, qualche giorno prima del matrimonio, lo avevo chiamato per fargli gli auguri , ma era stata una telefonata decisamente formale, sbrigativa e piuttosto fredda, senza alcuna traccia di quel trasporto che ci aveva unito in gioventù.<br />
Quella era stata l’ennesima prova che la lontananza aveva indiscutibilmente spento la nostra amicizia.<br />
Ora, invece, nella taverna della piazza principale di Pavlos, sembrava che il tempo non fosse passato, e lo straordinario rapporto d’amicizia di un tempo fra me e Dimitri tornava a farsi sentire in tutta la sua intensità.</p>
<p>- Voglio sperare che ti fermerai almeno qualche settimana, Costas&#8230; -.<br />
- Sì&#8230; certo&#8230; una quindicina di giorni&#8230; di più non posso&#8230; ma sono appena arrivato da Atene, e devo ancora trovare una camera d’albergo dove sistemarmi&#8230; -.<br />
A Pavlos un vero e proprio hotel non c’era mai stato, e non sapevo se ne fosse stato aperto uno durante la mia assenza: ma ricordavo che nel centro storico del paese esistevano un paio di piccole pensioni, nelle quali confidavo di trovare una stanza.<br />
- Vuoi scherzare, Costas ? Un albergo ? Vieni a stare da me, ovviamente. Oltretutto sono in ferie anch’io, e così avremo tutto il tempo per stare insieme. Capisco che i tuoi parenti ci potrebbero restare un tantino male, ma&#8230; tu vieni a casa mia !! -.<br />
- Oh&#8230; i parenti&#8230; figurati&#8230; dopo la morte di mia madre non ho sentito quasi più nessuno&#8230; ti ringrazio, Dimitri, ma non voglio disturbare troppo&#8230; tua moglie nemmeno mi conosce, e avere un estraneo fra i piedi non è il massimo&#8230; l’albergo è la soluzione migliore, credimi. Avremo lo stesso tutto il tempo per stare insieme e ricordare il passato&#8230; -.<br />
- Non dire sciocchezze, Costas. Guarda che mi offendo&#8230; &#8211; mi rispose sorridendo Dimitri -&#8230; per quanto le ho parlato di te e della nostra amicizia, Monica sarà sicuramente curiosa e felice d’incontrarti&#8230; e poi lei, da buona italiana, adora avere compagnia&#8230; tu vieni a stare da noi&#8230; non se ne parla nemmeno&#8230; -.<br />
Dimitri era assolutamente irremovibile riguardo al suo invito.<br />
Accettai, dunque, la sua generosa offerta, anche perché faceva veramente piacere anche a me passare le vacanze in sua compagnia, a raccontarci le nostre vite e a ricordare con lui i tempi passati.<br />
Ci attardammo alla taverna ancora un po’, nell’ilarità generale; quindi andai a recuperare la mia auto e seguii Dimitri, che con la sua mi faceva strada, fino alla casa dove abitava con la moglie.<br />
In effetti, non ci sarebbe stato bisogno alcuno che lui mi guidasse, perché conoscevo a memoria la strada per casa sua.</p>
<p>La casa di Dimitri, ora, sorgeva poco fuori Pavlos.<br />
Dico ora perché, con la costruzione delle zone periferiche, il confine tra il centro abitato e la casa si era avvicinato, e anche di parecchio: dieci anni prima l’abitazione del mio amico sorgeva in piena campagna, a sei o sette chilometri dal paese, mentre adesso la distanza si era notevolmente accorciata, i campi sostituiti da strade ed edifici.<br />
Ciononostante, quando arrivammo, la sensazione di essere isolati dal resto del mondo restava immutata.</p>
<p>L’abitazione di Dimitri era una grande e solida costruzione in pietra, dove la famiglia del mio amico viveva ininterrottamente da molte generazioni: circondata su tutti i lati da campi coltivati a vite (come poi venni a sapere, la produzione del vino era il passatempo preferito da Dimitri), la casa era divisa su due piani, con il classico tetto spiovente fatto di tegole rosse e di vecchi camini.<br />
In quei giorni di cui vado raccontando, Dimitri, figlio unico, era l’ultimo erede della sua famiglia: alla morte dei genitori aveva ovviamente ereditato la casa, ed ora l’abitava con la moglie.<br />
Il solo pensiero di vendere e di trasferirsi altrove era, per lui, assolutamente inconcepibile.<br />
Io, invece, dopo la scomparsa di mia madre, anche se con molta amarezza, avevo venduto quasi subito la casa dove ero nato: vivevo in Australia, non dietro l’angolo, e l’idea di tornare un giorno a Pavlos mi era apparsa ormai irrealizzabile.<br />
Inoltre, i soldi che avevo ricavato da quella vendita, mi erano tornati molto utili per sistemarmi definitivamente a Sidney.<br />
Dimitri, per contro, era rimasto a Pavlos, con il suo lavoro in Comune, la sua vita tranquilla e soddisfacente, ed ora anche con una moglie.<br />
In parte sentivo d’invidiare questa sua scelta di vita, per lui così appagante: forse aveva rinunciato a molte cose, ma il restare a vivere sulla sua terra e nella sua casa lo ricompensava alla grande di questa sua decisione.</p>
<p>Parcheggiammo le auto nell’ampio piazzale davanti all’abitazione, il caldo afoso di quel giorno di giugno che già si faceva sentire nell’aria.<br />
Mentre scaricavo i bagagli dalla macchina, la porta principale della casa si aprì, ed una donna dalla straordinaria e raffinata bellezza ci venne incontro sorridente.<br />
- Guarda un pò chi ho incontrato in paese stamattina, Monica ! Fresco fresco dall’Australia&#8230; ti presento il mitico Costas&#8230; e questa è Monica, mia moglie&#8230; &#8211; fece Dimitri, presentandoci.<br />
Con lo zaino buttato su una spalla e due borsoni nelle mani, rimasi imbambolato a guardare l’affascinante moglie del mio amico.<br />
Una cosa era sapere che Dimitri si era sposato, un’altra vedere che aveva sposato una delle più belle donne che mi fosse mai capitato d’incontrare.<br />
- Benvenuto, Costas&#8230; &#8211; mi disse Monica, riportandomi alla realtà, un meraviglioso sorriso ad illuminarle il volto &#8211; &#8230; sapessi quanto mi ha parlato di te Dimitri in questi anni&#8230; a tal punto che mi sembra di conoscerti da sempre&#8230; -.<br />
Ci abbracciammo, ed il profumo delicato della donna mi fece quasi girare la testa.<br />
La moglie di Dimitri era una ragazza dalla bellezza assolutamente unica.</p>
<p>Sulla trentina, una cascata di biondi capelli, lisci e lunghi fino alla vita, era lo straordinario contorno di un viso a dir poco perfetto, dagli occhi azzurri e lievemente a mandorla, dal naso piccolo e impertinente, dalle labbra sensuali e accattivanti, dai denti così bianchi da renderle il sorriso fulgido e smagliante, messo in risalto ancor di più della lieve abbronzatura che impreziosiva la pelle della donna.<br />
Inutile girarci attorno, ma ero rimasto letteralmente senza fiato di fronte a Monica, una vera e propria apparizione ai miei occhi, imbarazzato e intimidito dalle prorompenti forme del suo corpo: seno generoso, vita stretta, fianchi perfettamente modellati, natiche e gambe fasciate in pantaloni di cotone bianchi talmente aderenti che la vestivano come una seconda pelle.<br />
La ragazza calzava scarpe da ginnastica senza calze, eppure era alta quasi come me, di certo più del marito.<br />
Dove diavolo Dimitri l’avesse incontrata ancora non lo sapevo, ma di certo i due mi avrebbero presto raccontato tutta la loro storia.</p>
<p>- Finalmente il nostro Costas ha deciso di fare questo tuffo nel passato. Passerà qui le sue vacanze e ho pensato che potremmo ospitarlo per il periodo che si tratterrà a Pavlos&#8230; sarà bello riparlare della nostra infanzia&#8230; -.<br />
Dal tono di voce di Dimitri si capiva che la decisione era già stata presa, e che il parere della moglie, riguardo la presenza del sottoscritto in casa loro, non era di certo per lui vincolante.<br />
Rimasi infastidito da questo suo comportamento, e mi sentii in dovere di giustificare in qualche modo il mio arrivo improvviso.<br />
- Monica&#8230; non ti devi sentire in obbligo&#8230; io sarei andato tranquillamente in albergo senza problemi&#8230; è Dimitri che ha insistito&#8230; non vorrei in alcun modo importi la mia presenza&#8230; -.<br />
Ma Monica m’interruppe subito.<br />
- Costas&#8230; vuoi scherzare ? Io sono felicissima che tu stia qui da noi. La casa è grande, come ben sai, e un pò di compagnia mi è proprio gradita&#8230; non ti devi assolutamente preoccupare di nulla&#8230; -.<br />
- Grazie, Monica. Sei veramente molto gentile. Mi meraviglio che tu riesca ancora a sopportare un troglodita come Dimitri&#8230; -.<br />
Scoppiarono entrambi a ridere alla mia battuta, ed io fui molto sollevato nel constatare che anche Monica era felice di ospitarmi.</p>
<p>Li seguii, dunque, all’interno della casa, ancora incantato e stordito dal fascino della moglie di Dimitri.<br />
Monica era una donna così sensuale da lasciare tramortito qualunque uomo che si possa definire tale: non solo era bella e attraente, ma era circondata da un alone di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/erotismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con erotismo">erotismo</a> inimmaginabile.<br />
Tutto, in lei, risultava essere sexy: l’aspetto fisico era la caratteristica che più balzava agli occhi, ovviamente, ma la sua stessa voce, calda e profonda, e con quell’inflessione particolarissima della donna straniera che parla il greco, risultava terribilmente eccitante.<br />
Quella punta d’invidia, che avevo provato poco prima per il mio amico Dimitri, andò aumentando in modo esponenziale.<br />
Incontrare una donna simile era stata, per lui, una straordinaria fortuna, una lotteria che a pochi uomini capita di vincere nella vita.</p>
<p>Mi riservarono un’ampia camera da letto al primo piano, con annesso un bagno spazioso e rifinito d’ogni comodità.<br />
La casa era stata completamente ristrutturata dall’ultima volta che c’ero stato, ma ricordavo benissimo che quella stanza era stata da sempre la camera riservata agli ospiti.<br />
Sistemai rapidamente i miei bagagli, mi detti una rinfrescata e raggiunsi i miei amici al pianoterra.</p>
<p>Dopo un pranzo veloce (con Monica che si era scusata, ma non sapendo del mio arrivo non aveva avuto tempo di dedicarsi ai fornelli), un po’ per lasciare tranquilli Dimitri e Monica, e un po’ perché volevo fare una visita ai miei genitori al cimitero, mi accomiatai da loro, con la promessa di rientrare nel tardo pomeriggio: Monica mi disse che avrebbe preparato una cena speciale, ovviamente in mio onore e per festeggiare il mio ritorno a Pavlos.<br />
Ringraziai entrambi per la loro squisita ospitalità, salii in macchina e, nel caldo del primo pomeriggio, tornai verso il paese; non mi vergogno nel dire che in quelle ore il pensiero di Monica non mi abbandonò un istante, unitamente al senso di colpa che provavo nei confronti di Dimitri.<br />
Lui mi aveva voluto ospitare ad ogni costo, dimostrandomi, se mai ce ne fosse stato bisogno, come ancora tenesse alla mia amicizia, ed io lo stavo ripagando in quel modo, desiderando con la mente sua moglie, la bellissima e seducente Monica.<br />
M’imposi di abbandonare l’irrazionalità di quei miei pensieri, e di tornare ad essere la persona posata ed equilibrata che sempre ero stato nella vita.<br />
Constatare l’oggettiva bellezza della moglie di Dimitri era una cosa, ma desiderare la compagna del mio amico andava oltre l’educazione ed il buongusto.<br />
Vi giuro che tutto sarebbe rientrato nella normalità se fosse dipeso esclusivamente da me, ma la realtà fu che rimasi travolto dai sorprendenti eventi che si verificarono in quei giorni: e, in definitiva, oggi sono più che felice che le cose mi siano sfuggite di mano in quel modo.</p>
<p>Il cimitero di Pavlos era esattamente come lo ricordavo: piccolo e molto curato, ombreggiato da fitti cipressi e grandi querce, le tombe ordinate in lunghe file circondate dal verde e dai fiori di mille colori, un’oasi di fresco nella calura opprimente.<br />
Rimasi una buona mezz’ora in raccoglimento sulle tombe dei miei genitori, con la certezza che sarebbero passati ancora molti anni prima che io potessi tornare a far loro visita.<br />
Quando uscii dal cimitero, mi ripromisi di tornare in quel luogo una seconda volta, magari il giorno prima di prendere l’aereo per l’Australia.</p>
<p>Passai il resto del pomeriggio alla ricerca di quei pochi parenti che mi erano rimasti in paese, convincendomi quasi subito, però, che quello che pensavo da tempo corrispondeva alla realtà: la mia partenza aveva definitivamente spezzato quei pochi legami di sangue che avevo ancora a Pavlos, e l’accoglienza che ricevetti, da lontani cugini e ancor più lontani zii, risultò essere formale, al limite della freddezza; è sufficiente dire dell’espressione di sollievo che avevo letto nei loro occhi quando venivano a sapere che avevo già una sistemazione in paese, con questo liberandoli dal fastidio di dovermi offrire ospitalità.<br />
Me lo aspettavo, comunque, e la cosa non m’infastidì più di tanto.<br />
Mi rimaneva Dimitri, il mio amico di sempre, e questa consapevolezza mi fece ancora più apprezzare il suo caldo e disinteressato benvenuto.<br />
Si stava avvicinando la sera, ormai, quando rientrai a casa di Monica e Dimitri.</p>
<p>Cenammo sull’ampia veranda posteriore della casa, con lo sguardo che spaziava sulla campagna e sui lunghi filari di viti, avvolti, ogni minuto di più, dall’oscurità della notte incipiente.<br />
La conversazione procedeva in un’atmosfera d’allegria e di spensieratezza, e Dimitri era un vero e proprio fiume in piena di ricordi: Monica ed io ridevamo a crepapelle ai suoi lunghi e divertenti <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/racconti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con racconti">racconti</a>, mangiando di gusto le ottime pietanze preparate dalla ragazza, e bevendo il delizioso vino bianco della loro proprietà.<br />
Prima era stata Monica a raccontarmi di come si erano conosciuti, complice una vacanza in Grecia della ragazza, e di come, in pochi mesi, loro avessero deciso di sposarsi.<br />
Lei sentiva ancora molto la mancanza dell’Italia e della sua famiglia, ma a Pavlos si era ambientata benissimo, e la nostalgia per la sua terra era comunque mitigata dalla vita gradevole che conduceva con il marito.<br />
Poi aveva attaccato Dimitri: aveva voluto sapere tutto dell’Australia, sul mio lavoro, sulla casa dove vivevo, sulle mie conquiste femminili (nulla da tramandare ai posteri, credetemi&#8230; a quel tempo avevo una relazione, questo sì, ma non era di certo una cosa impegnativa e che mi facesse immaginare un futuro matrimonio), per poi lanciarsi in interminabili monologhi che iniziavano, invariabilmente, con “Costas, ti ricordi quella volta che&#8230;”.<br />
Insomma, tutto andava per il meglio e la serata si stava rivelando sempre più piacevole, quando, forse a causa dell’eccessivo vino bevuto, Dimitri iniziò ad avventurarsi su argomenti per me un po’ troppo delicati, considerata la presenza della moglie.</p>
<p>“Adesso senti questa, Monica&#8230; ti ricordi, Costas, di quella ragazza che piaceva ad entrambi&#8230; si chiamava&#8230; si chiamava&#8230; ora il nome mi sfugge&#8230; parlo di quella ragazza scura di capelli e di carnagione, e che avevamo conosciuto quell’anno a Patmos&#8230;  dai&#8230; non fare quella faccia&#8230; non puoi non ricordarla anche tu&#8230; -.<br />
Improvvisamente mi sembrava di aver iniziato a camminare su una scivolosissima lastra di ghiaccio, e di dover fare molta attenzione alla mia risposta.<br />
- La ricordo, Dimitri&#8230; certo&#8230; Caterina si chiamava, ma non credo che sia questo il momento adatto per rinvangare quella storia&#8230; -.<br />
Così dicendo accennai di sfuggita con gli occhi alla moglie, cercando di far capire al mio amico che era sicuramente meglio se lui avesse cambiato discorso.<br />
Ma Dimitri era ormai inarrestabile.<br />
- Tranquillo, Costas&#8230; Monica non è certo gelosa del mio passato&#8230; come io non lo sono del suo&#8230; e poi sono convintissimo di quanto lei sia curiosa di sapere quello che ci accadde quell’estate&#8230; -.<br />
E, infatti, fu proprio la moglie di Dimitri a confermare subito quelle sue parole.<br />
- E’ vero. La curiosità è proprio una delle mie caratteristiche&#8230; raccontatemi la vostra avventura, ragazzi. Non sono certo il tipo di donna che si scandalizza&#8230; -.</p>
<p>Fu in quel preciso momento che iniziai a sentirmi in imbarazzo.<br />
Conoscevo Monica solo da poche ore, e il portarla a conoscenza di dettagli così intimi del mio passato mi sembrava non solo di cattivo gusto, ma anche assolutamente prematuro e fuor di luogo.<br />
Ma questo problema Dimitri non mostrava minimamente di averlo.<br />
Con ogni probabilità era abituato ad avere una gran confidenza con la moglie, e l’argomento che si apprestava a toccare non gli sembrava essere imbarazzante nemmeno per me.<br />
Invece io mi sarei volentieri astenuto dall’andare oltre.<br />
Ma&#8230;<br />
Mi versai l’ennesimo bicchiere di vino e attesi che lui continuasse a parlare. </p>
<p>- Allora&#8230; avevamo incontrato quella ragazza, Caterina si chiamava, come ha ricordato Costas&#8230; insomma, l’avevamo conosciuta in un locale dell’isola dove eravamo andati in vacanza quell’anno. Era talmente bella che entrambi ce ne innamorammo all’istante&#8230; dico bene, Costas ? -.<br />
- Sì&#8230; è vero&#8230; fu proprio così&#8230; eravamo ragazzi, e anche alle prime esperienze&#8230; &#8211; risposi, sempre più a disagio, e cercando di far apparire la cosa, agli occhi di Monica, per quello che, in effetti, era stata: una vera e propria ragazzata, dove il testosterone era stato l’assoluto ed incontrastato protagonista.<br />
Dimitri riprese il suo racconto.<br />
- Che noi due potessimo arrivare a litigare per una donna era assolutamente escluso, visto il livello di amicizia che ci univa. Ma Caterina la desideravamo entrambi, questo era il problema: e fu così che decidemmo di lasciare la scelta a lei, a Caterina stessa, in modo da non avere rimpianti su quella storia&#8230; -.<br />
- E Caterina, alla fine, chi scelse tra i due ? &#8211; chiese Monica, guardando con sguardo divertito prima me e poi il marito.<br />
- Nessuno &#8211; le risposi in tutta fretta, augurandomi di cuore che la questione finisse così.<br />
Ma Dimitri, accidenti a lui, non era di certo dello stesso mio parere.<br />
- Dire nessuno non è propriamente corretto. Caterina la sua scelta la fece, eccome&#8230; scelse di non scegliere, diciamo così. Perché lei ci voleva entrambi&#8230; ed entrambi, in effetti, c’ebbe&#8230; -.<br />
A quel punto ero pronto per sprofondare in qualche buco sottoterra: mi augurai che il calore che sentivo in volto fosse dovuto al troppo vino bevuto, e non alla vergogna che mi faceva avvampare le guance.<br />
- Una sera con te ed una con Costas, eh ? Non male, soprattutto per lei&#8230; &#8211; fece Monica con un sorriso, sorseggiando il suo bicchiere di vino.</p>
<p>Guardai fisso Dimitri negli occhi, in un muto e disperato appello al silenzio.<br />
Lui sostenne tranquillo il mio sguardo, ridendo del mio evidentissimo imbarazzo.<br />
Capii all’istante che non si sarebbe fermato per nessuna ragione.<br />
- No, Monica&#8230; non mi sono spiegato bene&#8230; Caterina non uscì una sera con Costas e quella dopo con me&#8230; accadde che, una notte, sulla spiaggia, Costas ed io ce la siamo scopata insieme&#8230; -.<br />
Dimitri aveva superato il limite della mia sopportazione, ed ora ero decisamente arrabbiato.<br />
- Basta, Dimitri&#8230; stai andando troppo oltre&#8230; &#8211; gli dissi, senza alcuna traccia di gentilezza nella mia voce.<br />
Il silenzio che seguì a quelle mie parole fu lungo e fastidioso.<br />
Mi dispiaceva di essere stato scortese con il mio amico, e mi dispiaceva molto, ma ritenevo che la presenza della moglie avrebbe dovuto sicuramente consigliargli un po’ più di tatto.</p>
<p>Fu proprio Monica a porre fine a quei secondi di silenzio che si erano fatti insopportabili.<br />
- Dai, Costas&#8230; non te la prendere&#8230; capisco perfettamente il tuo imbarazzo, ma&#8230; conosci Dimitri da sempre, e sai com’è fatto il tuo amico&#8230; e poi&#8230; e poi&#8230; beata questa Caterina, no ? -.<br />
Li guardai entrambi e scoppiammo finalmente tutti e tre in una risata liberatoria.<br />
Il momento di difficoltà era fortunatamente passato, ed era passato grazie alle parole di quella splendida donna che era la moglie di Dimitri, a quella sua battuta che aveva sdrammatizzato e rasserenato l’atmosfera attorno alla tavola.</p>
<p>La conversazione, dunque, tornò ad essere più leggera, ed il buonumore aleggiava nuovamente tra noi.<br />
Ma non mi era sfuggita quella scintilla d’interesse che era apparsa, anche se solo per un attimo, negli occhi di Monica, quando aveva capito che io ed il marito avevamo fatto l’amore in tre con quella ragazza, a Patmos: la moglie di Dimitri non era rimasta di certo insensibile a quell’immagine che le si era formata nella mente, ed ero sicuro che se il marito si fosse avventurato a raccontare particolari ancora più intimi di quella notte sulla spiaggia (e ci sarebbe stato molto da dire, credetemi), lei si sarebbe certamente eccitata.<br />
In quei minuti non sapevo quale fosse la loro vita sessuale, ma gli occhi di Monica e la mancanza di pudore di Dimitri mi avrebbero dovuto far intuire quanto il loro rapporto di coppia fosse, a dir poco, singolare; e, in verità, non mi ci volle troppo tempo per capire come stessero realmente le cose&#8230;<br />
Ero convintissimo che la ragazza sarebbe andata su di giri se fosse venuta a conoscenza dei dettagli di quella scopata in tre&#8230;<br />
Ed il pensiero di vedere Monica eccitata aveva fatto sì che mi fossi eccitato, e sul serio, anche io: avvertii chiaramente i primi sintomi di una potente erezione tendermi la stoffa dei pantaloni.<br />
Cercai di dominare queste mie reazioni, non volendo in alcun modo offendere Dimitri e la sua compagna.</p>
<p>Per mia fortuna, la fine della cena scivolò via in maniera più tranquilla.<br />
La sera si era andata trasformando in notte, e la luce della veranda era l’unica fonte luminosa che si poteva vedere nella campagna buia.<br />
I grilli avevano iniziato a cantare il loro assordante concerto, e una miriade d’insetti volteggiava impazzito attorno alle lampade accese.<br />
Dimitri ed io continuavamo a chiacchierare, sicuramente un po’ brilli per il troppo vino bevuto, mentre Monica era andata in cucina a prendere il dessert.<br />
La moglie del mio amico tornò con tre coppe piene di fragole: usando una bomboletta di panna, Monica guarnì i rossi frutti con una generosa dose della stessa.<br />
Quel lampo che le avevo visto passare negli occhi poco prima era ora del tutto scomparso, al punto che ero arrivato a credere di aver immaginato un qualcosa che non era mai esistito.<br />
Probabilmente era stato il vino a confondere le mie idee.<br />
Meglio così, mi dissi, sollevato dal fatto che quei momenti d’imbarazzo fossero passati.</p>
<p>Avevo appena iniziato a mangiare le fragole, quando Dimitri riprese a parlare: &#8211; Adoro le fragole&#8230; e adoro anche la panna&#8230; anche se il modo in cui più mi piace mangiarla è questo&#8230; -.<br />
Incuriosito, sollevai lo sguardo e vidi il mio amico intingere un dito nella sua coppa, raccogliere una quantità notevole di panna e, sporgendosi verso la moglie, cospargerle il collo con la bianca sostanza.<br />
Monica indossava una scollata camicetta gialla senza maniche, ed il suo collo era così completamente scoperto: rimasi immobile a guardarla, bellissima ed affascinante con la sua pelle abbronzata macchiata del bianco della panna.</p>
<p>A quel punto Dimitri avvicinò le labbra al collo di Monica e, con una sensuale leccata, portò via quasi tutta la panna dalla pelle della moglie.<br />
Osservai Monica chiudere gli occhi e rabbrividire percettibilmente di piacere al contatto con la lingua di Dimitri.<br />
L’atmosfera fra noi tre era d’improvviso nuovamente cambiata, la goliardia di quella serata che si stava trasformando in un qualcosa di completamente diverso, in un’eccitante miscela di sensualità ed <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/erotismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con erotismo">erotismo</a>, ed il gesto di Dimitri ne era stato il più chiaro dei segnali.<br />
Ancora oggi non ho capito fino in fondo quando i due avessero scelto di coinvolgermi in quella notte folle che stava iniziando: forse si trattò di una decisione improvvisa, alimentata dal vino e dalla calda serata estiva, ma io sospetto che i miei due ospiti avessero lungamente premeditato le loro mosse durante la giornata, entrambi eccitati all’idea di ritrovarsi il sottoscritto nel loro letto.<br />
Non ho avuto occasione di chiedere a Dimitri quale fosse la verità, anche perché, dopo quella mia vacanza, non sono più tornato a Pavlos, temendo di scivolare di nuovo in quel pozzo di lussuria e di libidine nel quale mi ritrovai a precipitare in quei quindici giorni.</p>
<p>Il mio amico allontanò le labbra dalla calda pelle della moglie, un ambiguo sorriso a distendergli ora le labbra ancora macchiate di panna.<br />
E anche Monica, seduta immobile al suo posto, mi osservava con uno sguardo divertito: era più che evidente come i due stessero valutando le mie reazioni alla loro esplicita proposta.<br />
Onestamente la situazione si era fatta per me molto difficile, non sapendo con certezza se i due mi stessero soltanto provocando, o se, invece, mi stessero mettendo alla prova, sondando quale potesse essere la mia risposta a quel loro chiaro invito a partecipare ai loro giochi erotici.<br />
Evidentemente, però, l’espressione del mio viso parlava da sola, perché non ci vollero più di trenta secondi a convincerli di avermi definitivamente invischiato nella loro diabolica trappola erotica.<br />
Infatti Dimitri allungò un braccio e, con le dita, prese a sbottonare la camicetta di Monica.<br />
- Mio caro Costas, ora ti faremo vedere il modo in cui noi siamo soliti giocare&#8230; -.<br />
La voce di Dimitri sembrò venire da molto lontano.<br />
Le mie debolissime difese d’ordine morale erano state definitivamente spazzate via, ed i miei occhi erano fissi su quella mano che aveva preso a spogliare Monica: ero prontissimo a partecipare a quella festa del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> che andava ad iniziare, e gli eventuali rimpianti e rimorsi per quella mia decisione avrebbero dovuto attendere il giorno successivo.</p>
<p>Bottone dopo bottone, la camicetta si aprì completamente, ed i seni di Monica, tonici e perfettamente modellati, mi apparvero come una straordinaria visione: la ragazza non indossava il reggiseno, non so se per una sua consolidata abitudine o perché i due avessero effettivamente previsto l’incredibile conclusione di quella cena.</p>
<p>Dimitri afferrò la bomboletta, la accostò ai seni di Monica e ricoprì i capezzoli della moglie di candida panna, mentre lei si mordeva sensualmente il labbro inferiore.<br />
- Dai, Costas&#8230; facciamo come ai vecchi tempi&#8230; lo so perfettamente che anche tu non aspetti altro&#8230; &#8211; mi disse Dimitri, accostando le labbra al seno sinistro della moglie.<br />
- Sì&#8230; leccami anche tu&#8230; &#8211; m’invitò Monica, con il suo sguardo sempre più torbido ed ambiguo.<br />
Gli ultimi residui di perplessità e d’incertezza che ancora provavo si dileguarono all’istante, sostituiti da una travolgente e dilagante eccitazione: mi chinai verso Monica, avvicinando la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> al suo seno destro e, in punta di lingua, leccai la panna ed il capezzolo, già meravigliosamente duro e sporgente.<br />
Fu una sensazione straordinaria quella di sentire la ragazza rabbrividire di piacere al contatto delle nostre lingue: ed il suo respiro, subito fattosi affannoso, contribuì ad accrescere, e di tanto, le mie emozioni di quegli istanti.<br />
Dimitri ed io le ripulimmo rapidamente i seni dalla panna, godendoci quei capezzoli così eccezionalmente eretti: quindi, senza pronunciare nemmeno una parola, ci alzammo tutti e tre dal tavolo dove avevamo cenato e rientrammo in casa, salendo al piano superiore e dirigendoci verso la loro camera da letto.<br />
La serata aveva preso una direzione per me assolutamente inaspettata, ma l’idea di poter avere la moglie di Dimitri, di vederla nuda e desiderabile, di godere del suo corpo che rasentava la perfezione, di perdermi con la donna che avevo conosciuto solo quella stessa mattina, ma che avevo desiderato sin dal primo momento in cui i miei occhi si erano posati su di lei, mi aveva proiettato in una dimensione in cui l’eccitazione aveva travolto qualunque freno inibitore.<br />
Ero pronto a dare tutto quello che loro desideravano, e a prendermi tutto il piacere che Monica mi avrebbe regalato.</p>
<p>Monica accese una piccola lampada posta sul comodino di fianco al letto: quindi, con movimenti sinuosi ed aggraziati, si liberò velocemente degli abiti, andandosi a mettere poi, completamente nuda, in ginocchio sull’ampio letto matrimoniale.<br />
La donna era di una bellezza a dir poco sconvolgente: la pelle, liscia e morbida, appena colorata da quella lieve abbronzatura che faceva risaltare magicamente i segni del ridotto costume a due pezzi che evidentemente lei era solita indossare per prendere il sole, era un richiamo assolutamente irresistibile.<br />
I lunghi capelli biondi sembravano riflettere la tenue luce della lampada, e le fantastiche forme del suo corpo mi strapparono un fremito di puro ed incontrollabile desiderio animale.</p>
<p>Anche Dimitri ed io, in silenzio e con gli occhi fissi su quella straordinaria bellezza, ci togliemmo rapidamente i vestiti di dosso e, nudi, ci sdraiammo sul letto, lei ancora in ginocchio tra noi.<br />
Monica, visibilmente eccitata, guardò per alcuni lunghi secondi i due cazzi in piena erezione che si offrivano alle sue attenzioni: quindi, dalla mano del marito prese la bomboletta della panna che lui aveva portato sul letto, iniziando ad agitarla, negli occhi un pozzo di libidine senza fine.<br />
Immobile, lo sguardo puntato su di lei, attesi, con il cuore che mi batteva furioso in gola, le sue prossime mosse.</p>
<p>Monica allungò la mano, una mano dalle snelle ed eleganti dita, dalle lunghe unghie laccate con un delicato smalto trasparente, la fece scivolare lieve sul mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, scappellandomelo del tutto: poi la stessa mano riservò il medesimo trattamento al pene del marito, scoprendone per intero la larga e violacea cappella.<br />
Quindi la donna accostò la bomboletta alle due erezioni, ricoprendole completamente con la panna: con il respiro reso difficoltoso dalla violenta eccitazione, Dimitri ed io la osservammo lasciar cadere la bomboletta ai piedi del letto.</p>
<p>Monica (e in quel momento mi passò per la testa la curiosa idea che, anche in quei frangenti, la ragazza si dimostrava una perfetta padrona di casa, riservando per primo all’ospite le sue attenzioni) chinò la testa su di me e lasciò finalmente guizzare la lingua sul mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, iniziando a ripulirlo con cura della panna.<br />
A quell’improvviso contatto, un’impetuosa scossa di desiderio dilagò nel mio corpo, insinuandosi in ogni più remota terminazione nervosa.<br />
Affondai le mani tra i biondi e morbidi capelli della donna, e guidai la sua testa su di me.</p>
<p>Intanto che Dimitri, affascinato ed eccitato dalla scena, guardava la moglie all’opera sul mio pene, Monica leccò via tutta la panna, strappandomi dall’anima fremiti e sospiri sempre più intensi.<br />
Poi la ragazza circondò delicatamente con le labbra la cappella, per poi ingoiare il mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> per più di metà, iniziando a succhiare l’asta in un pompino da favola.<br />
La moglie di Dimitri si rivelò veramente diabolica nella sua straordinaria abilità: le dita delle sue erotiche mani a carezzarmi la base e lo scroto, con la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> mi trascinò verso il paradiso, facendomi esplodere  in pochi minuti: spingendo con le mani la sua testa sul mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, le inondai la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> di sperma, scaricando tra le sue labbra tutto il mio orgasmo.<br />
Nel momento in cui Monica risollevò il viso, vidi un rivolo bianco di seme colarle lentamente sul mento&#8230;</p>
<p>Svuotato di ogni energia, osservai la ragazza lasciare la verga ancora pulsante, voltare il viso verso il marito ed iniziare subito a ripulire dalla panna quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che, spasmodicamente, attendeva le sue straordinarie attenzioni.<br />
E così anche Dimitri ebbe il mio stesso trattamento, venendo alla fine anche lui nella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> della moglie, e gridando tutto il suo piacere, troppo a lungo trattenuto.</p>
<p>Dopo averci regalato quell’indimenticabile e fantastico orgasmo, Monica ci accarezzò a lungo, un <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> in ogni mano, restituendoci il vigore assopito da quella prima e così intensa eiaculazione.<br />
Poi la donna si sdraiò tra noi, l’eccitazione a livelli per lei non più tollerabili, offrendo il suo erotico corpo alle nostre amorevoli cure.</p>
<p>Dimitri ed io, anche noi nuovamente eccitati, non la facemmo attendere un istante di più.</p>
<p>Mentre il mio amico aveva accostato le labbra a quelle della moglie, iniziando a baciarla con passione, io presi ad accarezzarle i seni ed il ventre, provando un immenso piacere dal contatto delle mie mani con la vellutata pelle della ragazza.<br />
Scivolai con una mano lungo quel corpo vibrante per la straordinaria tensione erotica di quegli istanti, sfiorando appena i radi peli del pube di Monica, e quindi l’interno delle sue cosce divaricate, bagnandomi le dita nei suoi caldi e profumati umori, già abbondantemente fuoriusciti per la dilagante e irrefrenabile eccitazione della donna.<br />
Insieme al marito, le percorremmo l’intero corpo con le lingue, leccandole i capezzoli e l’ombelico, e inumidendole con la nostra saliva il collo e le spalle, le gambe ed i piedi.<br />
Intanto che Dimitri indugiava sapientemente con le labbra sul clitoride della moglie, io dedicai le mie attenzioni ai piedi della ragazza, baciando le agili caviglie e succhiando, una ad una, le splendide dita, eccitandomi come non mai al contatto e alla vista delle sue unghie, voluttuosamente laccate dello stesso smalto lucido che Monica aveva su quelle delle mani.<br />
Quindi, nel momento in cui la mia tensione erotica aveva raggiunto l’apice del sopportabile, accostai uno dei suoi piedi al mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, premendolo sull’asta congestionata: subito le dita del piede della ragazza presero a masturbarmi, scoprendomi la cappella con crescente rapidità.</p>
<p>Ancora preda della <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> di Dimitri, che ora aveva lasciato il clitoride della moglie per leccarle le grandi labbra, Monica si sciolse nel suo primo orgasmo, inarcandosi e gridando tutta la sua incontenibile eccitazione.<br />
Fu allora che allontanai il suo piede dal mio pene, non volendo godere in quel modo, anche se l’idea di sporcarle le dita e le unghie con il mio sperma mi affascinava terribilmente: ma io volevo penetrarla, entrare subito in lei e scoparla fino allo sfinimento.<br />
Dimitri, però, mi prevenne: si sdraiò sul letto a gambe divaricate e Monica fu lesta a salirgli sopra.<br />
Con la destra la ragazza afferrò il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del marito, lo guidò fino al punto in cui la cappella fu a contatto con la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> dischiusa, e quindi, in un solo colpo, s’impalò su quell’asta che così bene conosceva.<br />
Con una punta di delusione, mi presi il pene con la mano e iniziai a masturbarmi, gli occhi fissi su quei due corpi uniti, non resistendo alla visione della schiena eretta della donna, dei suoi lunghi capelli biondi che si agitavano al ritmo della scopata, delle sue magnifiche natiche, armoniose e perfette, e che si muovevano con seducenti movimenti verticali.<br />
Rimasi ipnotizzato dalla bellezza del corpo di Monica.<br />
Allungai la mano libera e le accarezzai lentamente la schiena, dal collo fino alle reni, per poi insinuare le mie dita nel solco che si apriva tra le due superbe natiche.</p>
<p>- Puttana&#8230; sei la mia puttana&#8230; la mia troia&#8230; una grandissima e meravigliosa troia&#8230; -.<br />
La voce di Dimitri, resa roca dall’eccitazione e rotta dall’intenso desiderio, contribuiva a rendere ancora più torridi e carichi di libidine quei momenti di folle lussuria.<br />
- Sì&#8230; sono la tua troia&#8230; continua ad insultarmi&#8230; adoro essere scopata così&#8230; -.<br />
Quelle parole volgari, quelle oscenità che i due si rivolgevano in continuazione mi portarono ad un tale livello d’eccitazione da farmi quasi star male.<br />
In ginocchio, alle spalle di Monica, smisi di masturbarmi e, con le mani, le allargai le natiche, prendendo quindi a stuzzicarle l’ano con le dita.<br />
Lentamente infilai l’indice della destra nel suo culo, strappandole ancora più intense grida di piacere.</p>
<p>A distanza di tanti anni, rivedo ancora nella mente quelle straordinarie immagini con estrema nitidezza,<br />
Monica, seduta sul <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di Dimitri, la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> piena della carne bollente del marito, che lentamente volta il viso verso di me, i suoi lunghi capelli biondi in una splendida cascata dai riflessi del grano, la sua mano destra, dalle meravigliose e lunghe unghie, appoggiata sulla natica, ad allargarla ed a mostrarmi l’ano, e la sua sensuale voce ad accarezzarmi l’udito.<br />
- Prendimi, Costas&#8230; entrami di dietro&#8230; inculami&#8230; e fammi godere&#8230; -.<br />
Mi sembrava di vivere in un sogno, in una dimensione sconosciuta e sconvolgente.</p>
<p>Mi accostai ancor di più a lei, a Monica, a quella donna che, malgrado fosse la moglie del mio migliore amico, avevo desiderato sin dal primo momento in cui l’avevo incontrata: il mio petto sulla sua schiena, e le mie mani a stringerle i seni.<br />
Portai il mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> incredibilmente duro a contatto con il suo ano, e spinsi senza alcuna esitazione, entrandole nel culo completamente e fino in fondo, riempiendola della mia straordinaria eccitazione.<br />
Avvertii nettamente come le sue pareti interne già fossero pronte alla penetrazione, segno inequivocabile di come Monica fosse abituata a farsi prendere da dietro, ad offrire il suo culo a quelle indelicate intrusioni.<br />
Così, mentre il marito continuava a scoparla, io la inculai con sempre maggior vigore.<br />
Monica urlava i suoi orgasmi, senza un attimo di sosta, stretta fra noi due, e così riempita dalle potenti erezioni che le scavavano le viscere, unica e meravigliosa dispensatrice del piacere più sfrenato&#8230;</p>
<p>Nell’esatto momento in cui il marito le esplodeva dentro tutto il suo orgasmo, anche io venni, allagandole il culo con nuovi e potenti getti di caldo sperma&#8230;</p>
<p>Inutile dire che il mio ritorno a Pavlos, dopo dieci anni di assenza dal paese natale, fu segnato da quell’esperienza sconcertante.<br />
Nei giorni in cui fui ospitato in casa di Dimitri e Monica, il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> esplose in tutta la sua dirompente magnificenza: non passò notte, in pratica, che io non fossi ospitato nel loro letto, e le straordinarie arti erotiche di Monica ebbero modo di rivelarsi in tutta la loro incredibile sensualità.<br />
In quei giorni venni a conoscenza, tra l’altro, della loro folle passione per i rapporti sessuali a tre: nei fine settimana, o quando i due partivano in vacanza per periodi più lunghi, il mio amico d’infanzia e la moglie andavano sempre alla ricerca di forti emozioni: uomini e donne (Monica non disdegnava di certo anche le compagnie femminili, come una notte mi raccontò mentre Dimitri ed io le spalmavamo il corpo di olio abbronzante)) si alternavano con loro tra le lenzuola, in un girotondo sessuale che entrambi desideravano vivere fino in fondo.<br />
In paese, ovviamente, risultavano essere una coppia assolutamente normale, e Monica in particolare era considerata una ragazza schiva e di poche parole: e loro, proprio per evitare chiacchiere e pettegolezzi, stavano molto attenti ad incontrare il partner o la partner di turno sempre lontano da Pavlos e dagli occhi dei compaesani.<br />
Ho la quasi matematica certezza che io, in quei giorni, rappresentai la classica eccezione alla regola.</p>
<p>Malgrado siano passati tanti anni da quei giorni, con Monica e Dimitri mi sento regolarmente per telefono.<br />
A Pavlos, però, non sono più tornato da allora, malgrado loro mi abbiano invitato più volte.<br />
E difficilmente prevedo di ritornarci.<br />
Quello che accadde in quelle due settimane lo ricordo sempre con piacere ed emozione, ma voglio che il tutto resti solo un ricordo; aver capito di essere stato soltanto uno fra i tanti uomini che allietano le loro bollenti avventure sessuali mi mette chiaramente a disagio.<br />
In definitiva, per loro, io sono stato solamente un giocattolo da usare per qualche notte di piacere e di passione.  </p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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</p>
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		<title>Roberta (racconto di Diabolik1)</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 12:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Roberta (racconto di Diabolik1) La mia vita con Roberta scorre serena e devo dire che dal punto di vista sessuale le cose vanno veramente molto bene. Roberta è una donna incredibile che mi ha riempito la vita, grazie a lei sono un uomo migliore, e quella sensazione di solitudine ormai è sparita. ]]></description>
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<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Roberta (racconto di Diabolik1)</p>
<p>La mia vita con Roberta scorre serena e devo dire che dal punto di vista sessuale le cose vanno veramente molto bene. Roberta è una donna incredibile che mi ha riempito la vita, grazie a lei sono un uomo migliore, e quella sensazione di solitudine ormai è sparita. Ho, finalmente, quello che desideravo di più e mi sento finalmente appagato.</p>
<p>Vi vorrei ora raccontare come Roberta è diventata quello che è oggi, in queste poche righe cercherò di narrarvi i primi turbamenti sessuali di una ragazzina e come da essi sia sorta una donna la cui voglia di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> dopo tanti giri l’ha fatta arrivare tra le mie braccia.  I rapporti sessuali tra adolescenti spesso sono brutti e fatti in modo e per ragioni sbagliate, infatti…</p>
<p>Roberta ha avuto un’iniziazione al mondo del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>, forse un po’ particolare, infatti, a 19 anni Roberta veniva da una relazione con un ragazzo da cui era uscita con le ossa rotte. Stavano insieme da almeno 3 anni e dallo stesso tempo facevano regolarmente <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>, senza che Roberta avesse mai provato la sensazione dell’orgasmo.<br />
Giacomo, questo era il suo nome, entrava in lei,  si agitava un po’, poi rantolava, veniva e quindi usciva, si vestiva e la salutava, sempre con meno trasporto, perché doveva uscire per  spassarsela con i suoi amici lasciando in Roberta, ogni giorno sempre di più, una sensazione di profonda tristezza e amarezza.<br />
Roberta, come tutte le ragazze, forse un po’ romantiche sognava il grande amore e solo con lui fare l’amore, ma poi per accontentare il suo ragazzo e per dare seguito a quel irresistibile desiderio di fare <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> che le cresceva nel cervello ed in mezzo alle cosce, accettò di accontentarlo. E lo faceva con entusiasmo pensando che tutto finisse lì con l’orgasmo maschile, Giacomo usava il preservativo e quindi per lei non c’erano mai conseguenze. Non capiva, però, come mai le sue amiche parlassero sempre di com’era stato bello, dolce, eccitante farlo con i loro ragazzi o, per le più spregiudicate, con degli amanti occasionali. </p>
<p>Poi Roberta, appunto un paio di giorni dopo aver compiuto 19 anni andò a trovare Giacomo a casa sua, voleva fargli una sorpresa, aveva comprato un completino intimo molto sexy, però quando arrivò a casa sua scoprì che il suo Giacomo era a letto con un’altra e i due si stavano divertendo moltissimo, e per quanto lei poteva sentire molto di più di quanto lei non si fosse mai divertita. Entrò in stanza, ma lui fece finta di non vederla, l’altra impallidì. Roberta fu gelida: “non ti voglio più vedere” e se ne andò.<br />
Giacomo non si fece più vedere.<br />
Dopo alcuni giorni in cui il dolore sembrava prevalere Roberta dette ascolto alla sua migliore amica Angelica che le diceva che non ci doveva rimanere male, che Giacomo era stato uno stronzo e che, anzi, doveva essere contenta di essersi liberata di quello, e che doveva capire che Giacomo non l’aveva mai amata. Roberta ci mise alcuni giorni ad accettare la nuova situazione, ma poi, come dice il proverbio, il tempo lenisce tutti i dolori e ogni mattina lei si svegliava sempre meglio, sempre più serena.</p>
<p>Dopo alcuni mesi in cui non ebbe alcun tipo di relazione sentimentale per Roberta cominciarono a cambiare le cose.<br />
La madre, le chiese di andare dal loro medico perché aveva bisogno d’alcune ricette mediche, quando arrivò dal medico la sala d’aspetto era completamente piena tranne per un posto vicino ad una giovane donna. Roberta ci si sedette e cominciarono a parlare, Sara era di Milano, ma ormai viveva, da alcuni mesi, in Liguria dove lavorava in un piccolo studio legale che si occupava di diritto della navigazione.<br />
La mia amata all’inizio non capiva cosa le stesse succedendo ma non riusciva più a toglierle gli occhi di dosso. Sara era vestita in modo classico, aveva un abito giacca doppio petto e pantaloni nero, sotto la giacca indossava solo il reggiseno, ai piedi portava delle scarpe eleganti con  tacco vertiginoso, il trucco quel pomeriggio era semplice sui toni del rosa, nulla di eccitante, ma nel complesso quella donna la intrigava oltre misura. Dopo la visita Sara sparì dalla circolazione per un bel po’ di tempo. </p>
<p>Dopo la maturità Roberta andò al mare in Liguria con i suoi genitori e lì, proprio nello stabilimento balneare dove andavano da anni ritrovò Sara. Lei era la sdraiata, completamente ricoperta di olio abbronzante. Quando Roberta la vide ricoperta solo dal triangolino degli slip ebbe un moto di entusiasmo, e quando fu Sara a salutarla lei ne fu ancora più contenta. Sara e Roberta passarono tutta la giornata a  prendere il sole, a ridere, a scherzare e a fare il bagno insieme.<br />
I genitori di Roberta ne furono felici, finalmente la loro bambina sembrava che fosse tornata allegra e spensierata. Dopo 2 giorni i suoi  genitori dovettero tornare a Milano per problemi di lavoro e Roberta restò sola con la sua amica. Al terzo giorno anche Sara dovette andare a Genova per lavoro e con l’occasione avrebbe portato al mare dei vestiti per le serate mondane che avrebbero trascorso insieme. Roberta rimase sola, e francamente, un po’ triste tutto il giorno e anche all’inizio della serata, poi intorno alle 11 di sera Roberta vide arrivare Sara, vestita con un abito molto corto di pelle lucida nera, i capelli castani erano pettinati tutti indietro con un uso abbondate di gel, Sara era truccata di tutto punto e aveva sulle labbra carnose un rossetto rosso scuro, le unghie erano dello stesso tono di rosso, lunghe e molto sexy, ai piedi aveva dei sandali neri di vernice con  tacco almeno di 15 centimetri. Roberta rimase affascinata dalla bellezza della sua amica, la quale aveva un vestito pure per lei. Andarono nella stanza di Roberta e Sara fece spogliare Roberta poi la mandò a farsi una rapidissima doccia, in realtà doveva solo bagnarsi i capelli e il corpo. All’uscita della doccia Sara pettinò i capelli di Roberta più o meno come i suoi, in altre parole all’indietro, ma con la riga da una parte e legati dietro la nuca, anche in questo caso ci fu abbondante uso di gel, poi Sara truccò Roberta mettendole anche lo stesso rossetto e lo stesso smalto. Il vestito che doveva indossare Roberta era una tuta di pelle aderentissima che metteva in risalto l’abbondante seno oltre che il magnifico sedere. Il quadretto estremamente sexy era completato da un paio di stivali di vernice con il tacchi a spillo anch’esso di almeno 15 centimetri.<br />
Le due donne scesero in discoteca così vestite e tutti i presenti sia maschi che femmine rimasero ammaliati dalla straordinaria bellezza delle due donne. La serata si concluse con un primo bacio che si diedero sulle labbra, ma nulla di più.</p>
<p>Il giorno dopo Sara non volle sentire ragioni, dovevano assolutamente prendere il sole in topless. E Roberta non oppose troppe resistenze voleva vedere il seno di Sara e voleva che Sara vedesse il suo. La giornata trascorse in grande serenità, ormai tra le due donne si era istaurato un rapporto di grande intimità ed amicizia che andava oltre le cose che si dicevano, e comprendeva tutti gli sguardi e le carezze che le due donne si davano quotidianamente. La sera Roberta sperava di riandare in discoteca con la sua Sara, ma lei le consigliò di andare a letto presto perché la giornata sarebbe stata molto pesante e Sara voleva che la sua giovane amica fosse in splendida forma. Quella sera Roberta indossò gli stivali che le aveva dato Sara e si mise il rossetto e poi si andò a sdraiare sul letto e per la prima volta in tutta la sua vita cominciò a toccarsi, venne interrotta da una telefonata dei suoi che volevano sapere come andavano le cose.</p>
<p>L’appuntamento per il giorno dopo era stato fissato dalle due amiche per le 9 del mattino per fare colazione ed iniziare la loro giornata. Sara si presentò all’appuntamento vestita con un completo da tennis che lasciò perplessa Roberta, lei  aveva un paio di pantaloncini e sopra indossava una magliettina con sotto il reggiseno del costume. Sara chiese ai bagnini di caricare i due borsoni termici sul piccolo motoscafo su cui le due donne sarebbero salite dopo pochi secondi. Sara e Roberta cominciarono a navigare verso una non meglio identificata spiaggia accessibile solo dal mare. A circa metà del viaggio Sara cominciò a spogliarsi, rimanendo completamente nuda, Roberta aveva davanti agli occhi lo spettacolo voluttuoso del corpo nudo dell’amica, i seni perfetti, grandi e rotondi con i capezzoli completamente duri, la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> completamente depilata, con il clitoride in bella vista, a completare questa magnifica immagine il sedere di Sara di una bellezza sconvolgente. Roberta non perse un solo istante per imitare l’amica e nel giro di pochi secondi, anche lei, espose il suo scultoreo corpo ai raggi del sole e agli occhi estasiati dell’amica. Roberta, la sera prima, dopo essersi toccata, decise anche lei, di depilarsi completamente la patata. Del corpo di Roberta e del suo seno già vi ho narrato devo solo aggiungere che il mix tra la sua dolcezza, la sua ingenuità si trasformava in un’incredibile carica erotica che doveva essere assolutamente sconvolgente in quei momenti.</p>
<p>Sara fece molti complimenti all’amica  per il magnifico corpo, arrivate alla piccola spiaggia, Sara ormeggiò il loro piccolo mezzo di trasporto e con l’aiuto di Roberta portò le vettovaglie a riva e si sdraiarono al sole, ad un certo punto Sara chiese a Roberta se le poteva fare piacere se le spalmava l’olio solare su tutto il corpo, lei accettò, le due donne si misero sedute sull’asciugamano di Roberta una dietro l’altra. Il massaggio di Sara iniziò in modo molto tranquillo, ma una volta resasi conto che all’amica il massaggio piaceva molto e quasi perdeva il controllo di se mentre le sue mani le accarezzavano la pelle liscia e vellutata, allora Sara si mise altro olio sulle mani e cominciò ad accarezzare le tette dell’amica, che al solo contatto delle sue mani diventarono come di marmo, e i capezzoli dritti e duri, Roberta bloccò le mani dell’amica e poi le chiese di non fermarsi, contemporaneamente allargò le gambe come per invitare l’amica a massaggiarla proprio li. Roberta indietreggiò per cercare sempre di più il contatto con l’amica e quando buttò la testa indietro lei cominciò a baciarla sul collo, con la schiena sentì i capezzoli della sua amante completamente duri. Sara non era un sadica, ma non voleva scoparla subito voleva che l’amica assaporasse ogni istante di quei preliminari, in fondo Roberta non era una vera lesbica come lei.<br />
Sara fu introdotta al <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> al femminile da una insegnante del suo liceo, la quale per punirla delle sue marachelle un giorno la convocò in classe, quando non c’era nessuno a scuola e cominciò a sculacciarla con un righello con dei piccoli colpetti facendole scoprire in culetto di diciassettenne. Dopo la sculacciata la professoressa cominciò a massaggiare il sedere di Sara che non riuscendo a capire il turbamento che provava, ma per lei era assolutamente chiaro che si stava eccitando molto di più di quanto non le fosse mai capitato con il suo ragazzo dell’epoca, poi la professoressa cominciò massaggiare la michetta depilata di Sara provocandole un incredibile orgasmo. Le due donne fecero <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> in aula per alcune donne. La loro storia proseguì fino alla fine del liceo.<br />
Dopo quell’insegnante Sara ebbe anche delle relazioni etero, ma la sua vera anima era lesbo e all’università si innamorò di una collega con cui visse alcuni anni.</p>
<p>Sara continuò con la mano destra a massaggiare il seno di Roberta, ma con l’altra mano le accarezzava tutto il corpo, mandandola in estasi. Per la prima volta nella sua vita lei ebbe un orgasmo. Un primo e sconvolgente orgasmo che le devastò il cervello e il corpo. Ora capiva perché per le sue amiche fare <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> fosse così dolce e tenero e sconvolgente.</p>
<p>Sara ormai non ebbe più preoccupazioni, era evidente che Roberta, veramente, desiderasse fare l’amore con lei e che veramente Roberta fosse pronta per iniziare un rapporto saffico. Finalmente Sara aveva la possibilità di insegnare tutto quello che sapeva sull’amore ad una donna e poteva uscire con lei, andare in tutti i locali pubblici erano due belle e giovani donne molto complici e non destavano di certo sospetti. E quando fossero andati in certi locali, a quel punto, Sara non si sarebbe più vergognata, come spesso le capitava, a causa di donne non certamente affascinanti e sensuali come lei. Le due donne passarono l’intera giornata in quell’angolo di paradiso facendo l’amore e ridendo e scherzando, in quei momenti Roberta era di nuovo una ragazza felice. </p>
<p>Al loro ritorno in albergo, le due donne ebbero per così dire una brutta sorpresa, Sara doveva cambiare stanza, e l’unica libera era quella comunicate con quella di Roberta (quella era la stanza dei suoi genitori), Roberta aiutò immediatamente l’amica a traslocare e poi si fecero aprire la porta di comunicazione interna, in questo modo avevano a disposizione una suite e potevano girare liberamente nude e decidere in quale letto passare la notte. Si erano appena fatte la doccia e Sara stava spalmando il dopo sole sul corpo di Roberta, quando lei ricevette una telefonata dai suoi genitori parlò con la madre e poi si fece  passare il padre a quel punto aveva voglia di Sara e si girò a pancia in su e cominciò a pomiciare con la sua Sara, i suoi non capirono perché Roberta divenne così strana, e decisero di chiudere la telefonata mandando un grande bacio alla figlia. Sara si alzò da Roberta e le disse che le voleva fare una sorpresa, si vestì e uscì di corsa, quando era fuori dalla porta intimò alla sua donna di chiudere gli occhi lei sarebbe tornata da li a poco, infatti, dopo circa venti minuti Sara fu di nuovo a casa dalla sua bella, in mano aveva una busta grande, da cui  tirò fuori una busta più piccola da cui tirò fuori una completino intimo in pelle nero, il perizoma era talmente piccolo che era quasi un filo di pelle, il reggiseno era molto più strutturato, fatto  a posta per contenere ed esaltare lo splendido seno di Roberta, poi visibilmente eccitata Sara tirò fuori un mini abito anch’esso di pelle nero che sembrava fatto a posta per mettere in evidenza, ancora una volta il corpo della giovane, il trucco sarebbe stato sicuramente pesante e molto affascinante Roberta scoprì quanto la eccitava avere le unghie laccate di rosso scuro o di color prugna, ormai non c’era più traccia di quella ragazzina timida che era tornata al mare con i suoi genitori, Sara quella sera decise che si sarebbe vestita di rosa, voleva evidenziare un contrasto con la sua amante. Roberta e Sara scesero, prima in sala da pranzo e poi andarono in discoteca facendosi guardare da tutti quanti, erano due giovani e eccitanti donne. Per tutta la sera non fecero altro che stuzzicarsi sfiorando i loro bellissimi corpi, quando arrivarono in camera fu evidente a tutte e due che era giunto il momento di dare sfogo alle loro più inconfessabili voglie.  Sara voleva possedere la sua amante nei modi più completi, la sua sessualità aveva bisogno di più, ma ancora lei aveva paura che per Roberta fosse troppo presto, ma questo dubbio venne fugato immediatamente quando chiusero la porta della camera, Roberta chiese alla sua donna di possederla e le chiese se aveva un <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di gomma, a Sara quelle parole sembrarono miele. </p>
<p>Sara era una persona molto particolare e spesso amava giocare con i falli di gomma, anche se non amava essere penetrata dal <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, ma ogni tanto l’idea di possedere la compagna del momento come se fosse un uomo era quasi un desiderio inconfessabile ed inconfessato, quella sera Sara voleva indossare il suo strapp-on e possedere la sua donna in tutti modi possibili, Roberta quella notte ebbe un numero incalcolabile di orgasmi e diede piacere alla sua donna fino a sfinirla. </p>
<p>Il giorno dopo andarono a Genova per una piccola questione lavorativa di Sara, Roberta fece una sorpresa alla sua Sara e si presentò vestita da uomo, indossò il suo completino intimo più audace, quello di pelle, che le rendeva ancora più sodo e tonico il suo magnifico seno, sopra aveva un tailleur gessato, con sotto una camicia bianca, i capelli erano tutti ingellati e raccolti in uno chignon che sembrava fatto a posta per sconvolgere il suo prossimo, il look vagamente dark venne completato sa un paio di scarpe allacciate nere con il tacco di 20 centimetri. Il trucco era ovviamente molto pesante e scuro, quando Sara la vide pensò che era veramente fortunata. Il giorno passato a Genova fu un’autentica tortura, le due donne erano talmente tanto eccitate che bastava che si sfiorassero perché l’eccitazione crescesse in loro. La sera venne vista come una liberazione, infatti, non scesero nemmeno  a cena passarono l’intera notte a fare <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>, quello più sfrenato a tratti quasi violento, il loro amore le portava anche ad atti di infinita dolcezza e delicatezza ad ogni orgasmo e ve ne furono veramente tanti.</p>
<p>Le due donne in quei giorni aumentarono sempre di più la loro intesa sia sessuele che sentimentale, Roberta Aveva trovato finalmente l’amore e per nessun motivo al mondo avrebbe permesso a qualcuno o a qualcosa di frapporsi tra lei e la sua felicità</p>
<p>La loro storia d’amore andò avanti per tutto il resto della vacanza, poi le due donne si separarono Roberta tornava a Milano e Sara a Genova. Roberta fin da piccola voleva fare l’avvocato, credeva con tutta se stessa che quella sarebbe stata la strada per la felicità lavorativa e con Sara spesso parlavano di lavoro e di quanto fosse interessante il diritto della navigazione, quindi quando si doveva iniziare l’università la scelta della facoltà e dell’indirizzo di studi da prendere fu chiara  per Roberta c’era solo una possibilità, cioé la facoltà di legge di Genova. Roberta telefonò a Sara per darle il lieto annuncio, ma Sara era a Milano, e quando rientrò e sentì il messaggio della sua Roberta la richiamò subito per proporle di andare  a vivere assieme, i genitori ignari della loro storia pensarono che fosse bene che la loro bambina andasse a vivere con una persona del suo stesso <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> e molto più grande di lei. Roberta arrivò a casa dell’amica con i genitori, i quali furono molto contenti di vedere che la loro bambina andava a vivere in una casa così bella e in un bel quartiere. Poco prima dell’ora di cena i genitori di Roberta tornarono per sempre a Milano e per le due donne fu solo amore, una storia che durò per tutto il tempo dell’università e che finì nel modo più dolce e delicato, come era stata la loro storia d’amore. Roberta nel corso degli anni si rese conto che le mancava qualcosa, anche se all’inizio no capì cosa fosse. Sara dal canto suo sentiva di avere bisogno di un altro tipo di rapporto, alle soglie dei 35 anni Sara aveva bisogno di avere accanto a se una donna e non solo una splendida ragazza, ma pur sempre troppo piccola per lei. Le due donne rimasero amiche per la pelle per sempre ed ancora oggi cercano di vedersi il più spesso possibile, ma l’intesa sessuale ormai no esiste più Sara convive con una donna della sua età di una bellezza e sensualità sconvolgenti, Agnese è il classico tipo mediterraneo alta bruna occhi neri penetranti e le labbra sono divine.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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</p>
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		<title>Il giocattolino</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 01:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi e racconti erotici]]></category>
		<category><![CDATA[dicembre 2003]]></category>
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		<description><![CDATA[ Aveva un che d’insolitamente serioso oggi Luca: sarà stato per la scuola, o per qualche compito che non riusciva a finire, oppure per qualche verifica incombente; fatto sta che un’aria così greve, mal si addiceva al suo esserino minuto e solitamente giocoso: refrattario persino alle mie coccoline fattegli dietro l’orecchio o al coppino, che scartava infastidito scansando la testa. ]]></description>
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<div>Aveva un che d’insolitamente serioso oggi Luca: sarà stato per la scuola, o per qualche compito che non riusciva a finire, oppure per qualche verifica incombente; fatto sta che un’aria così greve, mal si addiceva al suo esserino minuto e solitamente giocoso: refrattario persino alle mie coccoline fattegli dietro l’orecchio o al coppino, che scartava infastidito scansando la testa. Tornai alla carica trascinandogli la seggiola – oggi insolitamente lontana – vicino e rigrattandogli l’orecchio, ma mi scacciò via la mia mano innervosito.<br />– <i>Beh…</i> – pronunciai io con sconcerto per chiedergli spiegazioni.<br />– <i>Cosa vuoi? Tanto io sono soltanto un primino!</i> – mi accusò.<br />– <i>Ma cosa…?</i> –<br />– <i>Oggi…. a scuola….! non è che perché voi siete di terza, noi non sentiamo!</i> – noi…? voi…? ma che cos’era tutta quella: l’inizio della rivolta dei primini?<br />– <i>Oh… ma si può sapere cos’hai&#8230;?</i> – gli pugnettai simpaticamente la spalla, ma lui s’allontanò invece di rispondermi come al solito.<br />Maledetto quel <i>roscio</i>! doveva esserci lui dietro! C’era lui infatti stamattina, quando avevo detto a Fausto di lasciar correre perché gli era cozzato contro: perché in fondo era “soltanto un primino”; e lui allora, offeso, doveva aver riferito tutto a Luca, con sommo godimento, stravolgendolo l’episodio: perché invidioso della nostra amicizia.<br />Piano riavvicinai la sedia, e lui seccato fe’ finta di niente, come se io non esistessi, continuando a legger sui quaderni; ma contemporaneamente quel fare permaloso m’incitava a tampinarlo: allora con <i>nonchalance</i> mi appropriai della sua mano, coccolandola, mentre lui fingeva ancora indifferenza, e dopo d’un po&#8217; me la portai con l’esplicito intento d’infilarmela nei pantaloni, e lui reagì scorbutico: – <i>Non sono il tuo giocattolino!</i> – strappandomela – <i>Te l’ho già detto!</i> –.<br />– <i>Veh, Luca, vedi di darti una calmata! eh… E poi cos’è sempre sta storia del “giocattolino”?</i> –<br />– <i>Lo sai benissimo: è per come mi tratti!</i> – ribatté.<br />– <i>Per come ti tratto? Luca, mi stai veramente seccando con sta fola: è dall’inizio dell’anno che vai avanti!</i> – allora lui mi guardò con aria di sfida: come se gli dovessi mostrare che non fosse vero: – <i>Luca, chi è venuto da me la prima volta? chi è venuto a casa mia? chi è? chi è venuto nella mia scuola?</i> – replicai; e il suo sguardo che si fece perplesso: – <i>Quindi, come vedi, è tutto da ridire su chi dovrebbe sentirsi il giocattolino di chi!</i> – l’incalzai rinfacciandogli i termini della questione; e lui, in tutta risposta, si prese su e se n’andò via dalla parte della sedia, incazzato, e scomparendo dietro lo schienale del divano.</p>
<p>Dopo cinque minuti vidi lo schermo del televisore accendersi autonomamente: adesso il “<i>Piccolo principe</i>”, oltre a starsene immusonito in casa mia, si permetteva pure di accendermi il tivvù senza dir niente; da perfetto spadroncino di casa! Mi accusava di considerarlo soltanto come un “giocattolino” – a me…, dopo tutto quello che gli facevo! – e poi non aveva neanche il coraggio di andarsene da casa mia; ma anzi vi restava come se fosse il padroncino! Non ci potevo credere: cornuto e mazziato in casa mia; defraudato e detronizzato da un primino.<br />Dop’altri cinque minuti di matto ed inutile studio, scappai letteralmente in cucina a prender due merendine perché non ce la facevo più a sopportare quella situazione: dovevo chiarire la situazione e mi serviva un pretesto per incominciare. Avrei potuto portargli una banana scherzosamente, ma dopo quella sceneggiata: meglio evitare altri fraintendimenti; avrei potuto portargli anche il gatto, come calumet della pace, ma non lo trova: infatti ce l’aveva lui che già fusava tra le braccia, quando gli portai la merendina.<br />– <i>Posso?</i> – dissi per sedermi visto che occupava tutto il divano, disteso; e spostò appena le gambe.<br />Scartai una merendina di nascosto per fargli una sorpresa, mentre lui mi guardava incuriosito con la coda dell’occhio per non farsi notare, poi glie la passai; Luca la prese senza dir niente, senza un’occhiata, come se gli fosse una cosa dovuta dal suo servitore. Quindi scartai la mia, insipida, inconsistente: perché l’ultima al cioccolato l’avevo lasciata a lui.<br />Luca mangiava indifferente la sua merendina e Niki ne grufolava le briciole (al cioccolato… boia d’un gatto!), mentre l’accarezzava. Poi m’avventurai anch’io sulla schiena del gatto, accarezzandolo: sperando d’usarlo da tramite per lui; e presto le nostre mani s’incrociarono scivolando su quel morbido manto, anche se il gatto pareva non gradire tutto quel traffico sul suo dorso arruffato. Cominciai a stuzzicarlo sopra al muso, suscitando il riso di Luca; – <i>Lo sai che qui è un triangolo perfetto?</i> – gl’indicai tra le orecchie e il muso del felino. Il primino mi guardò incuriosito, come chiedendomi altre spiegazioni. – <i>Le distanzea tra le orecchie e il naso formano un triangolo equilatero nel gatto!</i> – chiosai: ogni tanto qualche vaccata dovevo pur dirla per rendermi interessante; poi Niki, infastidito dal mio gesticolare davanti al suo muso, s’allontanò sdegnoso tra le risa mie e di Luca.<br />Vidi Niki zampettar via, e mi sentii toccare il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>. Luca si stava vergognosamente nascondendo dietro la mano come un bambino dopo aver fatto ‘na marachella, e io allora mi chinai , invece di dirgli: «<i>Non devi farlo: non ce n’è bisogno!</i>», per abbracciandolo. Una sensazione d’infinita tenerezza mi prese da quell’abbraccio, e cominciai a strusciarmi contro il suo volto, prima di mordicchiarlo al lobo, che lì vicino invitava tanto. Luca cominciò subito ad urlare aumentando il mio piacere, mentr’io m’accomodai sul suo corpicino per sbottonarlo meglio, a quella camicina flanellata a scacchi larghi e colori autunnali. Ero così preso dall’eccitamento da non riuscirmi più a coordinare nemmeno per sbottonarlo e mordicchiarlo al contempo; sicché preso dall’impazienza strappai fuori la camicia assieme alla canotta, e presi a carezzarlo su tutto quel busto nudo. Finii per riabbraccialo, scivolando con le braccia dietro, ed ebbi quasi un sussulto per la sensazione violenta di quelle scapole nelle coppe delle mie mani, e lo riadagiai sul divano. Il suo fisichino magro m’infregolava: il suo petto glabro m’ingrifava con quegli occhietti (le sue areole) che mi guardavano strano; così mi buttai a bacettarlo nel mezzo dello sterno, mentre con le mani andavo lo slacciavo, incitato da quella cappella già fuori dall’orlo dei pantaloni. La fibbia, la zip, le mutande… ecco! il suo <i>frenammano</i>, che mi alzai a osservare. Bella, lunga, come mamma glie l’aveva fatta, quella bega; e come nessuna ragazza gli aveva mai visto; presi a menarla, quasi sfibrandola, perché lui potesse godere e sentire tutto il bene che in cuore gli volevo. Il suo ansimo mi fe’ calare, un’altra volta, di nuovo a bacettarlo, ma sul collo, per poi incominciare con un succhiotto, mentre ardemente lo masturbavo.<br />Lui gemeva, e io intanto continuavo a bacettarlo sul quel collo teso: un po&#8217; mi sembravo un vampiro, ma non interessato al suo sangue, ma al suo sperma! Scesi ribacettando lungo lo sterno, ma giunto in prossimità d’un dei suoi capezzoli, mi buttai su di quello, e Luca emise un gemito profondo che m’incitò a ciucciarlo sempre più a lungo.<br />Luca sembrava letteralmente impazzire dal piacere, per la mia gioia e la sua delizia, ma implorandomi di farlo venire: così scesi allora, precipitandomi su quel begone, e infilandone in gran proporzione. Finalmente era mio! lo era sempre stato, e lo sarebbe stato per sempre: ma il sentirmelo in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, me lo faceva sentire più mio. Ma come poteva quel primino accusarmi d’una cosa del genere: d’esser come un suo burattinaio, o una specie, se lui e il suo pene eran per me il mio centro e il mio fulcro dell’universo? Dopo tutti quegli orgasmi prodigatigli a vuoto: come poteva, anche solo pensarmi capace d’una nefandezza del genere!? io lo veneravo, e ora, un’altra volta, gliel’avrei mostrato. Luca ululò nuovamente il suo godereccio afflato, inondandomi la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> del di lui piacere, che io succhiai intento a trarne sino all’ultima goccia.<br />Deglutii a goccia a goccia quell’insolita camomilla, per dilatargli <i>ad infinitum</i> ogni singolo attimo del suo prolungato orgasmo, che piaceva non solo a lui, ma anche a me, per placare il suo indomito orgoglio. Poi mollai quel pezzetto di carne, per guardarmi a faccia a faccia con quel primino e gli sclamai: – <i>Ma che giocattolino!</i> – vibrandogli la testa tra le mani: – <i>Tu, sei il mio primino!!!</i> – e Luca mi concluse con un bel sorriso.</div>
<div>Consulta l&#8217;<a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/indice.html">Indice</a> per l&#8217;elenco cronologico dei <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/racconti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con racconti">racconti</a>.<br />
Segnalarmi gentilmente gli errori a questo <a href="http://spreadsheets.google.com/embeddedform?key=pF_iulAha9AWNH0gAjTl4Cw">modulo</a>.<br />
Per contattarmi <i>erox06@gmail.com</i> (e-mail e <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/msn/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con msn">MSN</a>) o ponimi domande <a href="http://spreadsheets.google.com/viewform?key=pF_iulAha9AUf_3U0mwbddQ&#038;hl=it">qui</a> anonimamente.<img width="1" height="1" src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/411762708779642870-3971022319480749094?l=cronachediterza.blogspot.com" alt="" /></div>
</p>
<p>Here is the original post:<br />
<a target="_blank" href="http://cronachediterza.blogspot.com/2009/11/il-giocattolino.html" title="Il giocattolino">Il giocattolino</a></p>

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		<title>Rossella (racconto di occhiverdeoliva)</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Rossella (racconto di occhiverdeoliva) Si chiamava Rossella. La incontrai un giorno in cui ero di turno per Servizio Clinico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div>
<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Rossella (racconto di occhiverdeoliva)</p>
<p>Si chiamava Rossella. La incontrai un giorno in cui ero di turno per Servizio Clinico. Eravamo entrambe studentesse di medicina, lei al sesto anno, io al primo. Succede molte volte di incontrarsi in sala lettura, nei corridoi o stipate negli ascensori degli ospedali, di scambiarsi qualche normale formula di saluto cortese, ma infondo, non ci si conosce mai abbastanza. Così io non conoscevo Rossella, non la conoscevo nel suo carattere, nei suoi pensieri, nei suoi interessi, ma la conoscevo nel suo corpo. Sapevo delle pagliuzze azzurre nei suoi occhi verde intenso, sapevo del profumo di frutti che emanavano i suoi capelli al mattino. Era alta, snella e aveva il corpo tonico di un’amazzone.<br />
Fu un Venerdì sera alla fine delle lezioni che le nostre strade si incrociarono, sotto un cielo blu notte incastonato in una trama di nuvole grigie, circondate da un vento pungente d’inizio gennaio, io e Rosella diventammo amanti.<br />
Era affacciata sul motore della sua Fiat Croma che evidentemente l’aveva abbandonata. Aveva il viso contratto in un’espressione di disappunto. Per andare alla mia macchina dovevo passarle vicino. Eravamo sole nel parcheggio e la gendarmeria era lontana. Mi avvicinai.</p>
<p>“hai bisogno di una mano?” – le chiesi –<br />
“si, ho la batteria scarica. Contavo di cambiarla domani mattina, ma ha deciso di lasciarmi prima” – rispose sorridendo gonfiando le gote sbiancate dal freddo.<br />
“hai i cavetti?” –aggiunse-<br />
“no mi dispiace, ma ho il numero di un elettrauto. Possiamo chiamarlo e chiedergli di venire” – risposi<br />
Acconsentì. Chiamò l’elettrauto ma non rispondeva nessuno. Guardai l’orologio: erano già le 9 di sera, quando si dice il servizio italiano! Era evidente che non sarebbe venuto nessuno a quell’ora, così le proposi un passaggio.<br />
“dove abiti? Ti do un passaggio fin dove posso”<br />
“Abito ai Parioli” – rispose in tono amichevole, aggiungendo: “I miei mi hanno comprato un piccolo attico quando sono venuta a studiare a Roma”.<br />
M risultò evidente ora perché, così giovane, avesse già una macchina così grande.<br />
“Ma allora abitiamo vicine! Io sono del Nuovo Salario”.<br />
Scoppiammo a ridere insieme. Prese le sue cose e saltammo in macchina.<br />
Nello stesso momento scoppiò un violento temporale, e il vento era talmente forte che gli alberi si piegavano come un giovane virgulto scosso da un’impertinente mano infantile.<br />
“ti dispiace se aspetto 10 minuti prima di partire? La strada è troppo pericolosa con questo tempo”. In effetti le uniche due strade che collegavano la nostra facoltà al resto del mondo erano entrambe di campagna, una con i tornanti, e un’altra senza illuminazione.<br />
Restammo a chiacchierare per diversi minuti, scoprendo come i nostri interessi collimassero alla perfezione, come il mio amore per la danza del ventre completasse il suo per il folklore arabo, come la mia predilezione per il sushi, la sua infarinatura della lingua giapponese. Si creò un bellissimo feeling.<br />
Un tuono caduto a 30 metri da noi ci fece sobbalzare.<br />
Era passata più di mezz’ora d8al nostro incontro e già ci conoscevamo come amiche di sempre.<br />
“non credo che sia il caso di partire. Non accenna a calmarsi, aspettiamo ancora 10 minuti. Intanto, vogliamo passare dietro che così stiamo più comode?” mi disse con uno sguardo talmente profondo che mi sentìi il cuore in gola. Con un’agilità degna di una ginnasta saltò sui sedili posteriori: aveva un sedere bellissimo. Mi sentii bagnata. “Ma non sono lesbica!”pensai. Quando fu il mio turno, notai che nel mentre sbirciò nella scollatura provocante del mio maglione. Li indossavo anche con il brutto tempo, adoravo il modo in cui mi esaltavano il punto vita.<br />
C’era una strana luce, quel tanto che bastava per proiettare sulle nostre figure, le strisce che le gocce d’acqua disegnavano cadendo lungo i finestrini. Queste gocce fantasma scivolavano dal collo, dai capelli, lungo la mani e nell’incavo delle cosce. Ero stranamente agitata e non capivo da cosa. </p>
<p>“Sei fidanzata?” mi chiese Rossella.<br />
“Si ma adesso è un periodo particolare, ci siamo presi una pausa di riflessione. Lui insiste sul fare certe cose che a me non vanno”.<br />
“quali cose?Ti ha chiesto di partecipare a Miss Tette 2007? No perché il mio me lo propose!” Sorrisi e timidamente aggiunsi:”Vuole una prova d’amore, ma io non sono pronta”.<br />
“Fai bene, nessuno ti costringe, sei tu che prima di tutto devi volerlo. Fallo solo se ti senti pronta e se credi che lui ti ami veramente”.<br />
Un secondo fulmine cadde a pochi passi dall’auto:ci spaventammo a morte e in un secondo ci trovammo abbracciate l’una all’altra. Sentivo il suo seno da terza premere contro il mio e il calore delle sue braccia attorno alla mia vita. Era una doccia fredda. Tremavo per l’agitazione. Non so perché, iniziati a tremare e a piangere. Quello spavento aveva smosso tutta l’agitazione che mi portavo dentro come una corazza che piano piano, si stava sciogliendo. Rossella mi avvicinò a me, mi strinse al suo petto e non disse nulla. Sentivo premere sulla guancia il suo capezzolo enorme. Le mie mutandine erano completamente bagnate. Con un gesto delicatissimo, mi prese il viso tra le mani, lo avvicinò al suo e mi baciò. Quasi mi si fermò il cuore. Non dicemmo una parola. Avevo gli occhi pieni di lacrime, le labbra gonfie perché avevo pianto.<br />
Mi guardò e disse: “Sei bellissima”.<br />
Mi fece appoggiare dall’altro lato della macchina, e si sdraiò vicino a me. Infilò la sua mano sotto il maglione e si fece strada verso il reggiseno. Scostò il merletto e graffiò il mio capezzolo con la punta dell’indice laccato di rosa. Mi venne la pelle d’oca. Aveva capito che ero attratta da lei e che quell’odore che impregnava l’aria nell’auto già da diverso tempo, era l’odore del mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> che ansimava di venire allo scoperto. Mi alzò il maglione fin sotto il mento e mi slacciò il reggiseno. Affondò il viso nei miei seni, facendo scivolare la sua lingua tra l’incavo delle ascelle e la prominenza delle tette. Sdraiata sopra di me come un predatore sulla sua innocente preda, serrava le sue labbra sopra il mio petto, stringendolo tra le dita e avvicinandolo al viso. Il mio clitoride era gonfio, aspettava solo che la sua amante scendesse a farle visita.<br />
Le misi le mani tra i capelli e le massaggiai la cute, volevo guidarla verso il mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>, avevo troppa voglia di lei. Feci scivolare una mano lungo la sinuosità della sua schiena e raggiungi il suo culo. Infilai una mano sotto i jeans ed accarezzai la pelle, strinsi le dita per sentire i suoi muscoli. Presi il filo del perizoma che le correva tra le chiappe e lo tirai verso di me. La stoffa si insinuò tra le labbra della sua micetta e questa volta, percepii il suo odore. Rossella si ritirò lontano da me, abbassò i miei pantaloni ed allargò le labbra del mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>. Baciò il clitoride e con la punta della lingua iniziò a farlo saltare su e giù: lo prese in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> e lo succhiò e lungo, con molta forza. Ebbi un orgasmo e le venni in faccia. Dal mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> colava quel nettare che lei adorava, e continuava a leccarlo insinuando la lingua tra le pieghe della mia vagina. Tremavo dal piacere, ansimavo ed accarezzavo la sua testa per tenerla serrata contro il mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>.<br />
Poi la tirai verso di me e la baciai: le sue labbra avevano il mio sapore. Mi girò la testa. La feci sdraiare e le infilai due dita dentro, poi tre. Era bollente e molto umida, era un lago di piacere. Succhiai le sue tette con violenza perché volevo possederla, volevo avere un <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> duro e grosso per aprirla e farla godere, ma avevo solo due mani ed una lingua. Presi tra i denti il clitoride e le riserbai lo stesso suo trattamento che pochi minuti prima mi aveva fatto godere come un puttana. Con un gridolino, mi riempì la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> di sborra femminile. Assaporavo voracemente la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> perché volevo farla venire dieci, cento, mille volte per merito mio.<br />
Adoravo il suo corpo, adoravo la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>.<br />
Io e Rossella eravamo amanti.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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</p>
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		<title>Le voglie di Anna – parte prima (racconto di Paola28)</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 12:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Le voglie di Anna &#8211; parte prima (racconto di Paola28) Questo racconto racchiude la storia realmente vissuta da una coppia di amici. ]]></description>
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<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Le voglie di Anna &#8211; parte prima (racconto di Paola28)</p>
<p>Questo racconto racchiude la storia realmente vissuta da una coppia di amici. Li ho conosciuti perché si sono messi in contatto con me dopo la lettura dei miei <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/racconti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con racconti">racconti</a>. Mi hanno scritto sinteticamente la loro storia e mi hanno pregata di tirarne fuori qualcosa. Poiché la trama mi ha intrigata mi sono messa al lavoro ed è venuto fuori il racconto: “Le voglie di Anna” che si sviluppa in due puntata.<br />
Loro l’hanno letto e sono rimasti contenti e mi hanno esortata a pubblicarlo. Ho esaudito il loro desiderio e spero che il racconto trovi il favore dei lettori.<br />
È ovvio che questo racconto è dedicato all’amica protagonista e a suo marito.</p>
<p>È la storia di una coppia di coniugi. Lei Anna 48 anni, alta 1,65, una seconda di seno, un bel fisico interessante, un bel sederino che mette in mostra solamente quando indossa abiti molto aderenti.<br />
Lui, Lorenzo 52 anni, alto 1,75, leggermente soprappeso ha una classica pancetta da commendatore.<br />
Sono entrambi docenti in un Liceo della loro città. Lei, pur essendo una donna decisamente affascinante, è arrivata vergine al matrimonio. Lui non ha avuto <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/storie/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con storie">storie</a> con altre donne prima di sposarsi. In ciò avrà sicuramente influito la preoccupazione di avere un <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> piccolino. Ha conosciuto Anna nel posto di lavoro. Erano e ancora oggi sono colleghi. Anche lei aveva le sue fisime e, pur avendo voglia di stare con un uomo, faceva di tutto per non farsi notare. Un giorno di pioggia Anna accettò il passaggio in macchina che le offrì Lorenzo e d’allora ebbe iniziò la loro storia. Il fidanzamento fu breve e, pur non essendo più giovanissimi, arrivarono al giorno fatidico entrambi vergini. Infatti il senso di rispetto di lui e la discrezione di lei non li hanno portati oltre allo scambio di qualche bacio.</p>
<p>Fino ad allora l’unico piacere sessuale che entrambi avevano provato era quella che veniva dalle masturbazioni.<br />
Anna, pur non avendo avuta occasione di vedere altri cazzi, nella prima notte di nozze scopre che il fallo di suo marito non è un granché. Inoltre riscontra lui soffre pure di eiaculazione precoce. La prima notte non è un fiasco totale perché, finalmente, dopo la seconda venuta, lui riesce a scopare la moglie. Del suo primo rapporto sessuale Anna ha il ricordo di un leggerissimo fastidio, per la rottura dell’imene, e del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di Lorenzo arrossato dal suo sangue. Cosa sia orgasmo e godimento inutile parlarne.<br />
Lei, dopo la delusione della prima notte, ha fatto l’abitudine ai due difetti del marito e poiché non si vive di solo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, è riuscita a conoscere meglio Lorenzo e a trovare insieme il modo di potere godere lo stesso. La lingua di lui è sempre stata un’alternativa al pene e da buon linguista è riuscito a dare alla compagna quello che il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> fallava.<br />
Il loro menage ha vissuto un momento di crisi circa sei anni fa. Essendo entrambi persone intelligenti, sono riusciti a dare una scossa e superare il momento negativo grazie alla scoperta della visione di film hard. Dopo ogni visione sentivano la voglia e il desiderio di fare <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> e in tal modo riuscivano a soddisfare le voglie dei loro sensi.<br />
La loro vita coniugale scorre su questi binari fino a quando non decidono di fare una vacanza a Capo Verde.</p>
<p>Nel meraviglioso arcipelago posto nell’oceano Atlantico, Anna scopre la sua calda natura di donna. Conosce un ragazzo indigeno. Appena lo vede il suo corpo ha un fremito. Percepisce una fitta, a lei fino ad allora sconosciuta, nel basso ventre. Il ragazzo ogni volta che l’incontra la saluta servilmente e le sorride con i suoi meravigliosi denti bianchissimi. Ad ogni suo sguardo Anna rimane sconvolta. Verso quel bel giovane, dal corpo sodo e tutto muscoli, intuisce di avere un debole. Una notte svegliandosi inizia a pensare di trovarsi tra le braccia del ragazzo. Si meraviglia moltissimo che a tale pensiero la sua femminilità inizia a inumidirsi e a prudere. Scopre sensazioni mai provate ma che le risultano molto piacevoli. Allora per la prima volta da quando è sposata si trova a scandagliarsi la passera con le dita. Percepisce il clitoride teso e lentamente inizia a menarselo. Soffoca i suoi gemiti per non farsi sentire dal marito, che le dorme profondamente accanto, e quando soddisfatta e col corpo tutto tremante per il piacere provato viene mette la mano stretta e si tappa la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> per paura che i suoi succhi femminei possano macchiare le lenzuola. Si alza, va in bagno, si lava la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> e poi, col seno ancora palpitante dal piacere provato, si rimette a letto. Si addormenta poco dopo ma nel suo cervello è scattata una molla. </p>
<p>La mattina seguente avrebbero dovuto fare un’escursione. Lei con una scusa resta al villaggio mentre Lorenzo va a farsi la gitarella.<br />
Ormai le sue idee sono chiare. Appena vede il ragazzo di colore invece di scansarlo, come ha fatto fino ad ora, si ferma e gli sorride affabilmente. Lui si avvicina e dice: la signora non è andata in escursione? … Vuole venire a vedere il villaggio con Jamel?<br />
Anna accetta e in breve si trova in una insenatura meravigliosa e solitaria. Indossa un bikini e sopra un trasparente copricostume. Il ragazzo l’invita a fare il bagno. Lei sorridendo si leva il copricostume e entra nel meraviglioso azzurro mare. Jamel l’osserva e levatosi i pantaloncini si tuffa in acqua completamente nudo. Anna rimane abbagliata da quello che vede. Mai, dal vivo, aveva visto cazzi all’infuori di quello piccolino del marito. I cazzi grossi li aveva scoperti nei film hard che aveva visionato insieme a Lorenzo. Il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del ragazzo è di una lunghezza e grossezza che mai avrebbe pensato.</p>
<p>Lui si avvicina e la prende tra le braccia. Percepisce le voglie della donna e insinua le mani sotto il reggiseno. Lei non si oppone. Le piacciono le dita che stuzzicano i capezzoli che al contatto diventano ancora più duri. Ansima e sospira di desiderio. Mai il suo corpo ha vibrato in tal modo. Ora una mano del ragazzo s’intrufola nello slip. Lei, ormai in trance, allarga le cosce e si fa toccare la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>. Il ragazzo sospirando la prende tra le braccia, esce dall’acqua e l’adagia sulla sabbia bianca e sottile. Prima le sgancia il reggiseno e poi le sfila lo slip. Anna lo lascia fare perché orami è decisa a godersi il piacere che sicuramente sarà capace di darle quel meraviglioso membro teso e che le palpita sotto il naso.<br />
Si abbandona alle carezze di Jamel che la mandano in estasi. I suoi gemiti diventano incontrollati e liberi da freno quando lui la penetra con il suo immenso pene. Il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> sembra un martello pneumatico che la stantuffa a lungo instancabilmente e la fa venire copiosamente una marea di volte. Il membro le riempie tutta la vagina e lo sente urtare sul collo dell’utero. Ad ogni colpo il suo corpo viene percorso da scariche e vibra tutto. Dopo l’ennesima venuta sente che pure lui è sul punto di scoppiare. La sua preoccupazione è che gli venga dentro la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>. Invece Jamel, che ci sa fare, al momento giusto lo tira fuori e sborra i suoi infiniti fiotti sui peli del pube, sulla pancia, sulle tette e sul viso di Anna che inconsciamente lecca lo sperma che si adagia nelle vicinanze della sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> e lo trova di suo gradimento.</p>
<p>Rimessi reggiseno, slip e copricostume rientrano al villaggio. Grande è la sua sorpresa quando scorge Lorenzo che l’aspetta seduto ad un tavolino del bar. Jamel è ancora vicino a lei e la sensazione che suo marito abbia capito tutto si fa strada nella sua testa. Infatti Lorenzo, vedendo lo splendore del suo viso fa una smorfia che lei non riesce a comprendere se di piacere o di fastidio. Ha paura che lui abbia intuito qualcosa di quello che è successo.<br />
Saluta il ragazzo e si dirige verso il marito. Ha paura della sua reazione ma non succede nulla. Apprende che è tardissimo e arriva alla conclusione che quel ragazzo l’ha scopata e sollazzata per quasi 4 ore, cosa mai successa a lei. Il marito non sembra rabbuiato, le propone di prendere un aperitivo e lei accetta senza indugi. Dopo si recano in camera per vestirsi e recarsi al ristorante.<br />
Durante il pranzo si accorge che Lorenzo la guarda con occhi particolari. Non sembra incazzato ma piuttosto sembra desideroso di conoscere quello che lei ha fatto.<br />
Stanno passeggiando in riva al mare quando lui chiede: sei stata con quel ragazzo? Lei annuisce e cerca di bisbigliare qualcosa. Lui sorridendo dice: ti è piaciuto? La sua risposta è affermativa. Allora lui fa: dai! Raccontami cosa avete fatto. Anna, che non si aspettava questa richiesta, rimane un poco imbarazzata ma poi dopo veloce riflessione conclude che è meglio raccontargli tutto. </p>
<p>Mentre parla si accorge che il ricordo le provoca un bel prurito nella femminilità che inizia a inumidirsi e a farle venire la voglia di essere ancora presa dal ragazzo. Lui pende dalle sue labbra e ascoltandola l’osserva sorridendo. Quando lei termina lui tra lo stupore di Anna dice: il tuo viso mi dice che hai voglia di rifarlo, se devi incontrare nuovamente Jamel voglio esserci pure io presente. Oggi sono rientrato anzitempo dall’escursione e il portiere dell’albergo mi ha detto che ti eri allontanata con Jamel. Ti ho vista da lontano mentre lui ti scopava e la cosa mi ha eccitato tantissimo. Anna lo ascolta quasi incredula e poi dice: se a te piace vedermi mentre scopo col ragazzo per me sta bene, l’importante è che io godo come ho goduto questa mattina e tu non ti devi adombrare del mio godimento. Lorenzo sorridendo bofonchia: su questo potrai stare tranquilla. Vederti, anche se da lontano, mi ha data una gran carica erotica.<br />
In camera lui le chiede di farlo. Anna acconsente e si rende conto della grande differenza che c’è tra il cazzetto del marito e il cazzone robusto del ragazzo.</p>
<p>Il pomeriggio scorre normalmente tra un bagno, una bibita al bar e una distensiva passeggiata. Dopo cena nel fare un giro attorno al villaggio s’imbattono nel ragazzo. Anna lasciando indietro il marito si avvicina a Jamel e gli dà appuntamento per l’indomani. Nel vederlo sente una fremito nella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> e chiudendo gli occhi non può trattenere un profondo sospiro.<br />
Ora è nel letto e tarda a prendere sonno. Il lento russare di Lorenzo le fa capire che sta dormendo mentre lei si crogiola rimembrando la sua vera prima scopata. Il ricordo della carnosa <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> che le succhia i capezzoli e che lecca vigorosamente la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> le fa accapponare la pelle mentre un fremito la percorre per tutto il corpo. Sarebbe bello averlo accanto prendergli in mano il grosso e lucido <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e leccarlo tutto. Il pensiero la eccita ancora di più. Pensa che mai ha fatto un pompino completo a suo marito. Al ragazzo non solo lo farebbe ma si ciuccerebbe tutto lo sperma che i suoi coglioni generosamente producono. Non riesce più a fermarsi. La sua mano è quasi tutta dentro la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> e lei si titilla vigorosamente piccole labbra e la clitoride. Geme soffocando i suoi lamenti di piacere per non svegliare Lorenzo. Finalmente l’orgasmo liberatorio l’invade e tremando tutta sente gli spruzzi della sua vagina che le imbrattano le cosce e bagnano il lenzuolo. Questa volta non si preoccupa di sporcare le lenzuola e si gode in pieno la venuta. Calmati i sensi il sonno ristoratore la coglie discintamente con le cosce oscenamente divaricate e tutte bagnate dei suoi succhi. </p>
<p>Il giorno seguente si sente decisamente di buon umore. È veramente tranquilla ed allegra. Dopo la colazione risale in camera e si prepara.<br />
Cerca tra i costumi che ha portato quello più eccentrico e che non ha mai voluto mettere perché, essendo molto sgambato, si insinua nel solco del culo lasciandole nude tutte le natiche. Si guarda allo specchio e si rammarica di non avere mai voluto comprare un perizoma. Ora sarebbe stato bellissimo potere mostrare al ragazzo e al marito le sue sode natiche tutte scoperte. Pazienza! Si dice vedendo che lo slip indossato già incomincia a insinuarsi tra le sue chiappe. Il reggiseno non lo mette. Sente le sue piccole mammelle sode e decide di lasciarle libere. Si avvolge in un pareo multicolore e si trova pronta per andare incontro ad un’altra meravigliosa giornata di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>.<br />
Il ragazzo si fa trovare fuori dell’hotel sopra a un fuoristrada. Vedendoli sorride in modo affabile. Si salutano e lei prende posto davanti, Lorenzo dietro. Anna sedendosi fa in modo che il pareo le scivoli leggermente dalle spalle col risultato che il ragazzo può ammirare le rotondità delle sue tette.<br />
Jamel guida per una diecina di minuti lungo la spiaggia e si ferma davanti ad una capanna costruita con foglie di palma.<br />
Scende e si precipita ad aiutare Anna. Materialmente la prende tra le sue braccia e la conduce proprio davanti l’ingresso della capanna. Lorenzo nel vedere come il ragazzo solleva la sua donna tra le bracca ha un fremito e sente il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> muoversi. Lei entra, la stanza è bella linda e con due giacigli ben ordinati. Si toglie il pareo e si piazza davanti al ragazzo. Questi la guarda le palpa entrambe le poppe e poi dice: signora tu essere veramente bella! Le sue parole la incitano ad osare e decisamente dice: levati il pantaloncino voglio vedere il tuo meraviglioso <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>! Lui sorridendo fa scivolare lo short e le mette sotto il naso il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che tende ad alzarsi. Voglio succhiartelo tutto! Esclama Anna nel mentre si sfila lo slip.</p>
<p>Jamel si stende sul giaciglio. Il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> ora è bello consistente e teso. Lei si avvicina, s’inginocchia e lo stringe tra le mani. Le sue dita non riescono a cingerlo tutto in quanto è veramente grosso. Le mani riescono a coprire solamente poco più della metà di quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>. Tasta i coglioni e li trova belli pieni. Ora le sue mani si muovono lentamente lungo tutta l’asta dura. Parte dai coglioni e arriva fino alla cappella. Mette la punta del suo indice nel buchetto del glande trasmettendo al giovane sensazioni piacevoli. Ora vuole conoscerne il sapore. Abbassa la testa, spalanca al massimo le labbra e finalmente realizza il sogno di averlo dentro la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> infuocata. Lo sente che le arriva nella gola ma si rende conto di averne preso dentro appena un terzo. Percepisce il glande palpitante che le si muove in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> ed immediatamente viene assalita dal suo primo orgasmo.<br />
Per alcuni secondi si ferma come a voler assaporare il sapore del muscolo che le riempie la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, poi inizia a leccarlo per lungo. Dal buchino arriva giù fino ai coglioni, poi risale e con la punta della lingua solletica nuovamente il buchino. Nel frattempo il ragazzo le pastrugna la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> e il buco del culo con le sue dita enormi. Lei ansima e vibra di piacere. Con la coda dell’occhio vede il marito che ha il suo cazzetto in mano e si sta segando. Non gliene fotte niente di Lorenzo. Vuole godere da maiala e allora inizia a succhiare rumorosamente il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che ha in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>. Leccate, succhiate, pompate, le dita di lui nella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> e nel culo in breve la portano alla soglia del piacere al quale lei si abbandona completamente. In breve il piacere l’invade e gridando gioiosamente viene inondando con i suoi succhi vaginali le mani del ragazzo che non potendone più le scarica in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> tutta la bianca e densa produzione dei coglioni. Lei ingoia tutto quello che può ma una buona parte le scivola sul mento e poi sulle tette.</p>
<p>Dopo l’orgasmo si sdraia sul giaciglio per riprendere fiato. Nota che il ragazzo, malgrado sia venuto e abbia sborrato a lungo, ha il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> ancora teso. Qualche gocciolina brilla sulla punta del pene allora, ingordamente, si solleva su un braccio, lecca con la lingua la gocciolina e poi, come a ringraziarlo scocca un sonoro bacio sulla lucida e immensa cappella.<br />
Tutta nuda va a tuffarsi nel mare azzurro. Nuota per alcuni minuti mentre Jamel l’affianca e le sta vicino. Poi, come presa da un pensiero, si avvicina alla riva. Appena sente la sabbia sotto i piedi si solleva e si dirige verso il marito che si trova sulla battigia. Sembra Venere che esce dalla schiuma del mare. Non appena l’acqua le arriva sotto le mammelle percepisce due mani che l’abbrancano per i fianchi e subito dopo sente la punta del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del ragazzo che si adagia nella fessura del suo culo. Ricominciano i brividi mentre la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> inizia nuovamente a palpitare. Il ragazzo la fa mettere in ginocchio la dove l’acqua le arriva a mezza gamba. Nella nuova posizione la sua eccitazione aumenta per due motivi:<br />
1 la risacca del mare le carezza la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> e il culo provocandole nuove e piacevoli sensazioni;<br />
2 le dita del ragazzo le percorrono in lungo lo spacco che dall’ano va all’estrema sommità della <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> dove la clitoride si erge fantasticamente tesa.<br />
Le viene il pensiero: per caso me lo vuole mettere nel culo? La riflessione le crea una scarica tra le cosce. È convinta! Vuole provare quel bel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> nel suo culo vergine. Sentirà dolore? Sicuramente sì! Poi le sovviene che alla fine pure il dolore porta piacere!<br />
Il ragazzo sembra capire i suoi pensieri ed inizia a insinuare nel buchetto un dito. Capisce che ha il culo intatto e allora la solleva tra le braccia e la conduce nella capanna. Apre lo sportello di un mobile e prende un’ampollina. Bagna il dito con il liquido e poi lo insinua nel buco del culo di Anna. Ora va meglio e il dito scivola lentamente dentro. Il ragazzo ripete l’operazione ed ora sono due le dita che penetrano nel buco. Le ruota a lungo e quando capisce che l’ano si è allargato riunge le dita e questa volta ne ficca tre nel bel culetto di lei che aspetta ansiosa di godere.</p>
<p>Il ragazzo fa scivolare alcune gocce di olio d’argan nel buchetto e poi si unge per benino il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>. Il corpo di Anna vibra mentre lei aspetta la nuova esperienza con eccitazione e preoccupazione. Eccitazione perché ormai è convinta di farsi inculare, preoccupazione perché sa che avrà dolore. Sente il glande di lui che poggia sul buco e aspira profondamente aria. Durante l’aspirazione lui ha fatto pressione e il glande si è fatto strada nel buchetto. Si sente squarciare il buchetto ma stringe i denti e sopporta. Una nuova aspirazione e un altro pezzetto di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> le entra dentro. Sente dolore ma pure piacere. Anzi il piacere supera il dolore. Altra aspirazione ed ancora un altro pezzetto di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> si insinua dentro. In un film porno aveva visto che la protagonista per farsi inculare meglio si sforzava come se volesse evacuare. Allora succede quello che mai si sarebbe sognata. Buona parte di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> le entra nel culo e lei si sente come strappare le viscere. Un bruciore l’assale ma nello stesso tempo una sensazione piacevolissima le percorre le membra localizzandosi nella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>, nel culo e nelle tette.</p>
<p>Il ragazzo intuisce che non le può ficcare nel culo tutto il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e allora si ferma a metà e comincia lentamente a fare dentro fuori. Anna non ce la fa più ed inizia a gridare e per il dolore ma anche per il piacere che prova. Grida: nooo! … Rimettilo dentro! … Quando lui glielo sfila lentamente. Il dentro fuori del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del ragazzo la porta alla soglia di un sublime godimento anche perché Jamel le stuzzica contemporaneamente la clitoride e i capezzoli. Vede il marito che si mena il cazzetto e gli fa cenno di avvicinarsi. Appena lui le è di fronte gli grida di leccargli la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>. Ora la lingua di Lorenzo le lavora la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>, il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del ragazzo le riempie il culo e lei si strizza i capezzoli. Questo piacere dura alcuni minuti. Poi non ce l’ha fa più e viene gridando come una baccante. Mentre i suoi schizzi femminei imbrattano il viso del marito il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di Jamel scoppia dentro il suo culo. È un attimo. Ha la sensazione che il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> le stia squarciando il retto. Subito dopo percepisce i caldi fiotti di sperma che le riempiono il canale e contemporaneamente una scarica per tutto il corpo le fa gridare al mondo tutto il suo godimento di donna.</p>
<p>In sala pranzo fa fatica a stare seduta Il culo le brucia un poco ma si aspettava di peggio. Il fastidio l’ha avuto ma il piacere ha offuscato il dolore.<br />
I rimanenti giorni a Capo Verde sono stati per lei momenti di vera goduria. Non solo per lei però. Anche Lorenzo ha goduto moltissimo nel vedere la moglie tirare pompini al ragazzo, e si crogiolava menandosi quando Jamel la chiamava violentemente e la inculava altrettanto violentemente.<br />
Prima di andare in aeroporto Anna saluta calorosamente Jamel e dicendogli: grazie di tutto, lo bacia nella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> ficcandogli dentro la lingua.<br />
L’aereo è decollato. Lei finge di leggere ma nella realtà è assorta nelle sue riflessioni. Un pensiero fa continuamente capolino nella sua testa: e ora? Come farò a soddisfare le mie voglie?<br />
Pure Lorenzo finge di leggere ma invece pensa di essere inadeguato per soddisfare la moglie. Si ripromette: appena a casa debbo trovare un rimedio. Non posso lasciarla come ho fatto fino ad ora.<br />
A casa lui gli confessa di essere felice di averla vista godere e che ora cercherà in tutti modi di trovare qualcuno che la possa farla godere cosi come l’ha fatta godere Jamel a Capo Verde.<br />
Lei lo ascolta in silenzio e quelle parole le aprono uno spiraglio nel il suo futuro di donna.</p>
<p>- continua -</p>
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