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	<title>Racconti Erotici e Chat &#187; Romanzi e racconti erotici</title>
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	<description>Racconti Erotici e Chat</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Jul 2010 23:13:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Venerdì prima di Natale</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 23:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi e racconti erotici]]></category>
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		<description><![CDATA[ Venerdì prima di Natale. Come al solito da noi si respirava aria leggiera di festa, ben prima che il calendario ne segnasse l'inizio ufficiale, e avendo anche quest'anno raggiunto, per la seconda volta consecutiva, il monte-ore prestabilito, avevamo diritto a un'altra giornata “d'autonomia”, che però la presidenza aveva deciso di trasformare in un'altra occasione culturale, anche sta volta vista l'imminenza delle vacanze. ]]></description>
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<div>Venerdì prima di Natale. Come al solito da noi si respirava aria leggiera di festa, ben prima che il calendario ne segnasse l&#8217;inizio ufficiale, e avendo anche quest&#8217;anno raggiunto, per la seconda volta consecutiva, il monte-ore prestabilito, avevamo diritto a un&#8217;altra giornata “d&#8217;autonomia”, che però la presidenza aveva deciso di trasformare in un&#8217;altra occasione culturale, anche sta volta vista l&#8217;imminenza delle vacanze.</p>
<p>Ci stavamo recando al teatro comunale, quando notai tra la scolaresca un gruppuscolo di primini, e tra loro la bionda cavezza di Luca, che spiccava per la flavizie tra l&#8217;altre cucuzze circostanti: delle vere e proprie teste di primo, ma che a volte sapevan esser così buffe e tondeggianti che mi veniva voglia d&#8217;abbracciarli tutti quanti.<br />Allungai il passo, allontanandomi dai miei amici, per avvicinarmi a quel gruppo di primini, poi rallentai, per non essere avvistato: non volevo fargli pesare troppo la mia ingombrante presenza, o meglio non volevo sentirmi addosso tutte le loro saette oculari, che mi trafiggevan ogni volta che mi avvicinavo a uno di loro con la mia più alta figura: Luca, quasi fossi una minaccia per la loro cerchia. Luca nel frattempo si era portato all&#8217;esterno del gruppo, e ora camminava a non più d&#8217;uno o due passi davanti a me: – <i>Pss&#8230;! Ciao!</i> –bisbigliai.<br />– <i>Oh, ciao!</i> – disse come chissà da quan tempo non mi vedeva.<br />– <i>Allora&#8230;</i> – interloquii&#8230;: com&#8217;era bello ciacolare del più e del meno così, in sua compagnia, per il semplice <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/piacere/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con piacere">piacere</a> di stare vicini. Erano quelli, infatti, i momenti più belli di tutta mattinata: quando dop&#8217;esserci separati, trovavamo dei semplici pretesti per stare assieme, anche zitti, guardandoci l&#8217;un l&#8217;altro e ridendo come du&#8217; amici d&#8217;antichissima data; erano quelli i momenti in cui covavo la più secreta di stare assieme a lui, di stringerlo ed abbracciarlo, anche in mezzo ad una folla, anche in mezzo a quella fiumana umana. Mi sarei fermato volentieri ad abbracciarlo, interrompendo il flusso di quella disordinata folla e destando pubblico scandalo; ma venne poi dall&#8217;esterno una flebil voce ad irrompere nel nostro irrealistico sogno ad occhi aperti: – <i>Lucaa&#8230;</i> – disse con tono da benevola predicanza: – <i>&#8230;fai a modo, eh&#8230;</i> – come se si riferisse a una natural birba.<br />– <i>Chi è?</i> – pronunciai contrariato per quell&#8217;intrusione nella nostra sfera d&#8217;intimità.<br />– <i>È&#8230; è la sorella d&#8217;un mio amico!</i> – si giustificò subito per quella conoscenza femminile, che doveva essere una di quinta a giudicar dalla faccia, verso cui provai un&#8217;immediata gelosia.</p>
<p>Giungemmo al teatro, dove venne quindi il momento di separarci almeno per entrare, o i professori altrimenti si sarebbero anche parecchio arrabbiati nel vedersi sfaldare le classi ancor prima d&#8217;entrare: destino inevitabile una volta varcata quella soglia.<br />In platea, la scolaresca si partì naturalmente per ciascheduno dei tre settori che sentivano per età d&#8217;elezione: da destra a sinistra, dai più piccoli ai più grandi. I primini e quelli di seconda, per loro natura più avvezzi a stare uniti, a destra coi professori, che al solito preferivano custodire i più piccini; noi di terza e le quarte nel settore centrale, già più diradati; e i nonni disseminati per le poltrone di sinistra, tutte per loro, col lor maggiore carico di responsabilità che comporta l&#8217;anzianità e la maturità.<br />Mi sedetti coi miei soliti quattro al centro, in una fila tutta per noi, e a destra, poco più avanti, vedevo la nuchetta di Luca, capofila d&#8217;un gruppetto di primini, seduto a una poltrona dal corridoio centrale che ci divideva. Oh, come avrei voluto averlo lì con lui! di fianco tutto da coccolare e da accarezzare nel semibuio della stanza, mentre andava in onda quelle pantomima teatrale di cui presto nessuno si sarebbe più curato. Difatti, tosto, il chiacchiericcio coprì il silenzio della stanza, e delle quattro voci dei teatranti non si potea più coglier che qualche sillaba frammentata nei momenti di distrazione dal gioco o dalla confabulazione privata; ma il mio unico pensiero fisso era sempre a lui.<br />I più piccoli di solito eran sempre anche quelli più pacati, almeno all&#8217;inizio: quando non si concedevano più di qualche scherzetto composto per passarsi il tempo o sussurro all&#8217;orecchio; ma quando apprendevano da noi più grandi che non c&#8217;era per forza bisogno di stare tutto il tempo seduti per far passare quelle quattr&#8217;ore, incominciava un brulicare di piccole figure ai bordi del teatro, un brulichìo di fantasmini d&#8217;ombra che passavo perfino sott&#8217;al palco, impudenti come non mai. E i professori lasciavano correre: perché in fondo sapevano che non si può tenere troppo tempo fermi una mandria di naturalmente scalmanati.<br />Al contrario, noi più grandi giravamo di meno ma con maggiore disinteresse manifesto: vagando qua e là, di fila in fila, per passare di chiacchiera in chiacchiera in quell&#8217;immenso gioco del telefono senza fili che è la vita, oppure giocavamo a carte al lume di cellulare. Ma la noia presto sopravanzava sempre, e prima o poi neanche più quelle solite minchiate bastavano per fare passare il tempo, e i secondi trascorrevano lenti sul quadrante dell&#8217;orologio; allora ci si alzava, o ci s&#8217;imboscava, o si andava a prendere qualche merendina al distributore dell&#8217;<i>hall</i>, così come fecero gli amici di Luca lasciandolo solo lì a capofila d&#8217;una fila che non c&#8217;era più: come un generale solitario perché quei felloni dei suoi uomini se n&#8217;erano andati.<br />– <i>Io vado!</i> – dissi, intenzionato a non tornare più.</p>
<p>– <i>Posso?</i> – m&#8217;affacciai alla fila di Luca, indicandogli la giacca che ingombrava la prima seduta.<br />– <i>Oh, sì! sì!</i> – mi rispose, e la spostò immediatamente. Io intanto non potevo smettere di guardarlo, affascinato com&#8217;ero dalla sua solitaria bellezza nell&#8217;atmosfera buia del teatro; poi il mio sguardo cadde sulla sua patta, così trasbordante tra le sue coscette sottili e quella semiluce che n&#8217;esaltava le forme; Luca se ne accorse, ma non aggiunse niente.<br />– <i>Allora&#8230; com&#8217;è?</i> – gli chiesi della commedia per riallacciar bottone.<br />– <i>Boff&#8230;</i> – sbuffò, poi m&#8217;imitò lui che dormiva con un chiassoso – <i>Crrr&#8230;!!!</i> –per rendermi l&#8217;idea della sua noia, perché una suo gesto valeva più di centomila parole!<br />– <i>Lo sai che qua si può anche dormire?</i> – svelai, e mi stravaccai anch&#8217;io ancor più di lui per mostrargli come si poteva dormire su quel comode poltrone, allungandomi colle ginocchia fino alla poltrona successiva. Anche Luca s&#8217;allungò, e così in quelle morbide nicchie porpora ci rimettemmo a ciacolare come stamattina, come prima che quella scassa maroni irrompesse nella nostra intimità.<br />Incredibile com&#8217;ora il tempo trascorresse con suprema levità: or che i minuti e i secondi si riempivano del nostro ciacolar leggero frammezzo da lunghe pause e da silenzi, durante i quali fissavamo il palco, sopra l&#8217;orizzonte dei sedili, ove le immagini s&#8217;alternavano mute come s&#8217;uno schermo d&#8217;un cinema <i>d&#8217;antan</i>. Ridiscese su di noi quell&#8217;insolita intimità che ci isolava dal mondo, che ci eradicava dall&#8217;ambiente circostanze ma che al contempo ce lo rendeva anche più familiare; e preso in quel ritrovato senso d&#8217;informalità, ricomincia a scherzare: – <i>Oh, te lo ricordi il <a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/una-lunga-giornata.html">film</a>!</i> – iniziai a mimarmi una sega sotto l&#8217;egida di quel buio protettore; poi passai a lui: – <i>Cl&#8230; cl&#8230; cl&#8230;</i> –: scandivo il su e giù sulla verticale sul suo nobile pacco; finché ridiscendendo inavvertitamente non lo sfiorai.<br />Subito Luca si ritirò composto sulla poltrona, e io ritirai da lui la mano arciconvinto che qualcuno c&#8217;avesse visto; poi si ricoprì colla giacca sopra le ginocchia e cominciò ad armicolarci sotto. Evidentemente gli avevo procurato un&#8217;erezione involontaria, e ora faticava a domarla! ma dopo il troppo che c&#8217;impiegava, incuriosito buttai l&#8217;occhio, e Luca vedendo il mio interesse scostò di poco la giacca: nel nero più nero intravidi come una lunga canula rosina che da lui usciva per annidarsi più sotto la giacca. Ingenuamente ficcai la mano, su suo invito, per accertarmi di quel che il mio conscio si rifiutava d&#8217;affettare, ma che il mio inconscio ben conosceva; poi ratto la ritirai avendo inforcato quel tondo tubolo, riconoscendone dalla sodezza tipica della carne rigida.<br />– <i>Dai!</i> – mi fece lui silenziosamente, invitandomi a continuare.<br />– <i>Ma sei matto</i> – gl&#8217;indicai i professori alle nostre spalle qualche fila addietro.<br />– <i>Ma sai&#8230;, non ci notano!</i> – disse convincentemente, segnalandomi la giacca era lì apposta per quello, e insavio rinfilai la mano riprendendo contatto con quella maliarda verga. Sarà stata l&#8217;eccitazione, vuoi la tensione, ma pur tutte le volte che l&#8217;avevo toccato, mi sembrava tutto più nuovo: più <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a>; più grosso; perfin più lungo, se era possibile! Profondai col braccio in quella cavità posticcia seguendolo a mo&#8217; di guida, fino a tintillarne il prezioso prepuzio, che geloso il tutto ben custodiva. Provai come un perverso brivido di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/piacere/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con piacere">piacere</a>: adrenalina pura! quindi tornai a perderlo ben saldo alla radice, quel membro, e strizzai! Parte di me avrebbe voluto punirlo per quello che mi stava costringendo a fare, ma l&#8217;altra smagnava per continuare minimizzandone il rischi. Acclimatatomi a quella nuova tensione, cominciai a scorrendolo impacciatamente e poi prenderne viemaggiore dimestichezza e per non farcene beccare con qualche gesto un po&#8217; troppo sospetto. Io, &#8230;io che gli avevo detto «mai a scuola!», nel caso un giorno gli fosse venuta voglia di tentarmi con una sega nei bagni della scuola, ora ero lì che menavo in mezzo a millanta occhi potenzialmente delatori, in mezzo a una platea: luogo ben più rischioso dei bagni della scuola dove, perlomeno, avevamo le porte; ma il torbido brivido d&#8217;infrangere il proibito ormai mi comandava. Luca chiuse gli occhi gaudentesi la mia sega collo sguardo fisso al cielo, demandando a me ogn&#8217;impegno di salvaguardia del nostro onore.<br />Vigili, i miei sensi sondavano quell&#8217;oscura immensità, oltr&#8217;a cogliere ogni frammento di quell&#8217;inedita frenesia; ma quando m&#8217;accorsi, dall&#8217;altra parte, d&#8217;una figura che stava infilandosi nella fila dietro, d&#8217;istinto tolsi la man, lasciando incustodita quell&#8217;immane belva.<br />– <i>Lai&#8230; </i>  – disse venendo verso di noi: – <i>vieni a vedere cos&#8217;ha trovato Giovi!</i> – poi mi guardo sospetto, anche s&#8217;ero il “cugino”.<br />– <i>No&#8230;! dai&#8230;</i>– rispose lui tenendosi una mano sulla giacca per evitare che la verga s&#8217;alzasse.<br />– <i>Dai, vieni a vedere!</i> – lo tirò per l&#8217;altra mano facendogli quasi cadere la giacca.<br />– <i>Noo! T&#8217;ho detto no!</i> – resistette per non essere alzato, trattenendosi quella giacca sopra le ginocchia.<br />– <i>Simoni!</i> – venne una voce da dietro in nostro soccorso – <i>Lasci stare Leoni!</i> – sgridò. Era lei&#8230;, era lei&#8230;: la nostra prof d&#8217;italiano del biennio, che quando s&#8217;arrabbiava ci chiamava sempre per cognome per aumentare il valore della strigliata – <i>Vieni qua! a sedere!</i> – e il primino se n&#8217;andò mesto a sedersi di fianco alla prof.<br />Pfiu! pericolo scampato&#8230;, ma io già me l&#8217;ero vista brutta: m&#8217;ero già visto lui semimpiedi col bigolo di fuori e la giacca a terra, e  la faccia sbigottita di ‘sto qui; ma Luca invece, quasi metaforicamente, si passò la man sulla fronte sospirando, e si risistemò sulla poltrona. Io lo guardavo non capendo come stare così calmo e controllato, quasi il rischio non ci fosse stato; poi scostò la giacca, rinvitandomi a cominciare.<br />– <i>Ma sei scemo!</i> –<br />– <i>Ma dai è là!</i> – disse come se fosse una cosa nel tempo lontana, ma la cosa più assurda è che fui ancora così insavio rinfilarvi la mano.<br />– <i>Ma perché Lai?</i> – chiesi intanto che avevo ricominciato la sega.<br />– <i>Eh&#8230;</i> – non capì.<br />– <i>Prima,&#8230;</i> – annuì – <i>&#8230;ti ha chiamato Lai?</i> –.<br />– <i>Sì!</i> –<br />– <i>Eh, perché?</i> –<br />– <i>Mi chiamano così!</i> – fece spallucce come se fosse la cosa più intuibile del mondo, poi spiegò: – <i>Lai > Lion > Leoni!</i> – scandì.<br />– <i>Ch&#8217;! Ma vai a girare, va&#8217;!</i> – ripresi intanto a manovrar per bene quel pene.<br />Ecco! era questa la sua capacità di farsi scivolare tutt&#8217;addosso che m&#8217;affascinava, tanto che (oltre a quello che tenevo in mano&#8230;) non riuscivo mai a dir di no. Col tempo incominciai come ad avvertire uno strano senso di protezione addosso, come se gli schienali ora ci proteggessero dagli sguardi intrusivi dei professori (e di quel piccolo) alle nostre spalle, che finora m&#8217;ero sentito penetranti come spade di mille lame affilate; Luca addirittura si era completamente ri-rilassato, quasi che nulla fosse affatto accaduto,e stava godendosi la mia bella sega, con il faccino che sorrideva e di cui stavo  ammirando di profilo.<br />Non so perché, ma non riuscivo a mollarla quella bega magliarda: la tenevo, l&#8217;avrei voluto strizzare, ma continuavo a menarla; finché nol vidi collo sguardo pronto per venire, e allora mi fermai prima che impiastricciasse la sua giacca.<br />– <i>Dai che andiamo&#8230;</i> – dissi dopo avergli dato una bella ultima stretta  a quella cosa favoloso.</p>
<p>Luca cominciò a girare come il trottolino per il teatro, e io dietro, come un fesso, a far da cagnolino a un quattordicenne in foga esploratrice da novello <i>Indiana Jones</i>. Di su, di giù (cominciava a girarmi la testa), di qua, di là (cominciava a venirmi pure la nausea) per le scale, i corridoi, i loggiati, di cui voleva scoprire una porta che s&#8217;aprire: “per veder com&#8217;erano fatti dentro”, era la scusa ufficiale&#8230; Ogni tanto s&#8217;affacciava dal finestrone sopra l&#8217;ingresso, per poi sparire lesto e non essere visto; e intanto la nostra ricerca continuava. Giunti all&#8217;ultimo piano cominciai a lamentarmi: – <i>Dai, Luca ce ne andiamo?</i> –<br />– <i>Un attimo!</i> – esclamò cercando d&#8217;aprire un&#8217;altra maniglia – <i>e poi dove andiamo?</i> –<br />– <i>A casa!</i>–<br />– <i>Adesso!?</i> – esordì con una nota di stupore<br />– <i>Certo! Veh, che non è mica che ci controllano quando usciamo; non dobbiamo neanche tornare a scuola: secondo te perché c&#8217;abbiamo le cartelle dietro?</i> –<br />– <i>Ma mia mamma viene a prenderci la!</i> –<br />– <i>E la chiami!</i> – uffa, che palle quando doveva fare il bravo bambino! – <i>e le dici che siamo usciti prima e che siamo da me; tanto ci saresti venuto ugualmente!</i> –.<br />Finalmente riuscii a portarlo ai piani bassi del teatro dove già giravano altri ragazzi liberamente; ma appena tentai di fargli imboccare la via per la platea, s&#8217;infilò in un altro buco: questa in un corridoi di servizio: – <i>Aspetta! Così ci fai beccare!</i> –.<br />– <i>Ma dai che non succede niente!</i> – continuò. – <i>Oh, oh!</i> – disse poi accorgendosi che dietro una tenda passava un figuro, e c&#8217;infilammo in un anfratto: un piccolo spicchio di retropalco delimitato da tende, in cui c&#8217;erano arredi e strumenti di scena.<br />– <i>Visto!</i> – lo sgridai, ma avrei voluto picchiarlo.<br />– <i>Ma non è <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/successo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con successo">successo</a> niente!</i> –mi mandò a quel paese, come la vecchia zia petulante che porta scarogna.<br />Controllai che non arrivasse nessuno, poi ordinai: – <i>Dai che ce ne andiamo!</i> –, ma Luca non si mosse: – <i>Beh&#8230;?</i> –.<br />– <i>Ehm&#8230;</i>– fece Luca; mi avvicinai. – <i>Mi finisci?</i> – fece segno della sega.<br />– <i>Qua!?</i> – enfatizzai.<br />– <i>Eh!</i>– affermò. Poi quell&#8217;ormonico omettino si diresse dritto a una tenda, armeggiando per aprirsi i pantaloni; e io lo seguii dopo essermi assicurato che non ci fosse veramente nessuno. La tentazione era tanta, ma anche la paura era altrettanta; ma quando giunsi a quella sua verga perfetta: dura, pront&#8217;armata per sborrare: non resistetti. Tutte le inibizioni crollarono, e disinvolto afferrai con rinnovato coraggio per cominciare le sega e coll&#8217;altra su un suo fianco per stringerlo bene. Il mio primino era lì, tutto caldo e caliente, colla bega di fuori, che chiedeva soltanto d&#8217;essere sborrato; e io non mi tiravo di certo indietro. Poi capii perché l&#8217;avesse voluto fare in quel posto: la paura, l&#8217;eccitazione, il rischio, era tutto quanto in un mix perfetto che già sentivi brividi dietro la schiena, ch&#8217;altrimenti non avresti potuto sentire; e venire in quelle condizioni doveva essere fantastico, se già lo era masturbarlo. Mammamia quant&#8217;era bello! e poi non aveva eguali masturbarlo vedendo la sua lunga bega, e non a spippettarlo nascosto sott&#8217;una giacca in platea. Presto ricominciai anche a riavere quel senso di protezione alle spalle, come se ora la sua bega emanasse un&#8217;aura protettrice. Guardai Luca in faccia: veniva voglia di baciarlo; poi ansimò. Un forte respiro; un altro un poco ancora più profondo. Il suo fisico tremolante. E dal suo glande vidi due o tre schizzi uscirne fiottanti, imbrattando tutta la tenda rossa che c&#8217;era innanzi; Luca ebbe un attimo di cedimento, poi si riebbe; e dopo essermi riguardato intorno, feci per ripulirmi sulla tenda, ma preso da un improvviso moto di coraggio mi leccai la mano, e quindi scesi a ripulirlo con la mia avida di lussuria.<br />Dop&#8217;un po&#8217; di sucamento ce ne andammo, guardando con invidia alle chiazze di sperma lasciate sulla tenda, pensando a quanto sarebbero state fortunate quelle inservienti che un dì l&#8217;avrebbero cambiandola, toccandola proprio lì: inconsapevoli dell&#8217;onore di toccare il sacro sperma di Luca col quale aveva battezzato il teatro.</p>
<p>Via libera! l&#8217;odore fresco libertà ci riempiva i polmoni, e un primino telefonava alla mamma dalle gradinate del teatro per avvertirla dell&#8217;infrazione appena commessa e riceverne il benestare.<br />– <i>Hai telefonato alla mamma&#8230;</i> – gli dissi con una certa malignità, che però non colse.<br />– <i>Sì, andiamo!</i> – sembrava più leggero – <i>Ma come facciamo?</i> –.<br />– <i>Col bus!</i> –<br />Arrivati alla fermata, chiese: – <i>Ma il biglietto?</i> –.<br />– <i>Ma che biglietto &#8230;e biglietto, si va via alla portoghese!</i> –<br />– <i>Non voglio rischiare!</i> – criticò, come se finora non avessimo rischiato nulla.<br />– <i>Luca io sono anni che ci vado&#8230;</i> –e di un controllore non ne avevo mai visto l&#8217;ombra: anzi era praticamente un essere mitologico! tanto che chi anche avesse avuto la (s)fortuna d&#8217;incontrarlo, si sarebbe fatto fare apposta la multa, per mostrarla con orgoglio agli amici come l&#8217;autografo di un VIP o la foto prova provante dell&#8217;esistenza d&#8217;un <i>Big foot</i>.<br />Intimorito, il primino salì sull&#8217;autobus andandosi a nascondere subito nei sedili in fondo, come se in quel loco remoto fosse più difficile che un improbabilissimo controllore arrivasse a controllargli il biglietto<br />– <i>Luca stai calmo!</i> – dissi vedendolo seduto sugli spilli: fors&#8217;era persino la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/prima-volta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con prima volta">prima volta</a> che viaggiava sull&#8217;autobus senza mamma e papà: – <i>Non sale!</i> – e vedendolo sempre più nervoso a ogni fermata che l&#8217;autobus non saltava, comincia a commentare le scritte sui retri dei sedili vicino a noi, e finalmente si distrasse contando i “W la figa” e i cazzi graffittati intorno a noi.</p>
<p>
<div><span>*****<br /></span></div>
<p>Luca entrò strisciando lo zaino a terra e cristallizzandosi in una posa plastica da <i>rock star</i> in assolo: ero elettrizzato da questo suo brio ritrovato e mi avvicinai facendo per afferragli gioiosamente il pacco, ma&#8230;<br />– <i>Op! –</i> mi scacciò via la mano.<br />– <i>Beh&#8230;?</i> –<br />– <i>Pagamelo, se lo vuoi!</i> – mi disse inaspettatamente.<br />– <i>Eh&#8230;!</i><i>?</i> –<br />– <i>Diec&#8217;euro a centimetro&#8230;</i> – mise la mano in posa di richiedere denaro.<br />– <i>Luca&#8230;</i> <i>sei decisamente troppo caro&#8230;</i> – temporeggiai.<br />– <i>Va be&#8217;, allora uno a centimetro!</i> –<br />– <i>Va bene!</i> –volevo proprio vedere dove andava a parete.<br />– <i>Grazie!</i> – disse svelto rendendomi la banconota, e facendo per infilarsela nel portafogli con <i>nonchalance</i>.<br />– <i>No! No! hai capito male tu!</i> – mi arrabbiai perché mi sentii il naso bagnato da un quattordicenne: – <i>&#8230;a parte il fatto che mi dovresti quasi un euro indietro &#8230;</i> –<br />– <i>Esagerato! &#8230;un euro: al massimo un qualche centesimo&#8230;</i> –<br />– <i>Sì, va be&#8217;! Ma intanto ridammi i miei soldi!</i> – mi ripresi il maltolto e svelto me ne andai; e poi perché mai avrei dovuto pagare per qualcosa che potevo avere gratis, scusa! e specialmente poi quand&#8217;era lui, semmai, che avrebbe dovuto pagarmi! Mi allontanai in cucina, ma Luca mi raggiunse riallancciandosi immediatamente, capendo di avermi fatto arrabbiare<br />– <i>Ma scusa&#8230; ma i tuoi quanto di danno di paghetta?</i> –<br />– <i>Luca, io non ho la “paghetta”!</i> – mica ero un moccioso! e col tono glielo feci capire: – <i>quando mi servono li chiedo! Perché i tuoi quanto ti danno? </i>–<br />– <i>Ma neanch&#8217;io ce l&#8217;ho!</i> – tagliò corto, quindi secondo me mentiva – <i>Però adesso quanti ne hai?</i> –.<br />– <i>Luca c&#8217;avrò quaranta euro&#8230; a volte anche cinquanta!</i> –<br />– <i>EH!!</i> –<br />– <i>Scusa&#8230;: ma fai benzina&#8230;, vai a mangiare cogli amici una sera&#8230;, ti ci vanno, minimo minimo, venti euro in una settimana&#8230; poi mettici qualcosa di extra che ti vuoi comprare: il conto è bell&#8217;e che fatto! Ma perché, tu quanto c&#8217;hai dietro?</i> –<br />– <i>Dieci, boh&#8230; quindici euro!? </i>– come se a lui nella vita servisse solo quello; ma certo: tanto lui ci pensavano  mamma e papa! poi mi guardò col classico musino tristo di quanto parlavo dei miei amici e delle uscita il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sabato/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sabato">sabato</a> sera&#8230;<br />– <i>Uffa, Luca! lo sai che l&#8217;ultimo vieni con noi! Piuttosto, l&#8217;hai chiesto hai tuoi?</i> –<br />– <i>Sì!,mi han detto che va bene!</i> – bene! adesso toccava solo a me trovare il coraggio di chiedere a mia madre se poteva rimanere la notte da noi a dormire.</p>
<div><span>***<br /></span></div>
<p>– <i>Buono! Cosa c&#8217;è ora?</i> –<br />– <i>Niente!</i>– Luca mi guardò sconcertato: – <i>Luca io mangio così quando torno da scuola</i> – o un primo o un secondo, non di più.<br />– <i>Ma perché non vieni da me a mangiare, allora?</i> – dal suo tono intuii che gli facevo pena per il mio pranzare al ritorno da scuola.<br />– <i>No! meglio di no!</i> – o chissà cosa altro mia madre mi avrebbe costretto a fare per ripagare, se già gli doveva dare un aiuto di cui bisogno affatto non aveva; e poi sarei praticamente diventato schiavetto del suo uccello: sempre dietro a menarlo tutt&#8217;i dì! – <i>Mi aiuti a pulire!</i> – in quel frangente giunse il quadrupede miagolando: – <i>Eh meeeooo un corno! Chissà perché tu arrivi sempre quando c&#8217;è il tonno, eh? Dai, dagli i piatti da berleccare, ché li pulisce lui!</i> –. Scherzai, ma il felino alla fine si beccò tutt&#8217;e due i nostri piatti (doppia razione!) e perdipiù le coccole da Luca, mentre io sparecchiavo.<br />– <i>Luca vuoi anche imboccarlo!?</i> – polemizzai.<br />– <i>Ma dai! vieni a fargli le carezze!</i> –<br />– <i>No!!</i> –<br />– <i>Perché?!</i> –<br />– <i>Perché non se le merita! Lui&#8230; lui si merita soltanto le botte! come i primini!</i> – specie quando mi chiedevano venti euro per fargli la seghe!<br />– <i>È tutto matto! il tuo padrone è tutto matto&#8230;, vero?</i> – disse facendogli segno ch&#8217;ero svitato; ma intanto io ero il padrone&#8230;, loro due gli ospiti&#8230;, e solo io lavoravo!</p>
<p>– <i>Dai, Luca vin a fêr i compit!</i> –.<br />– <i>Io! Tu li avrai da fare: io non ho niente per domani!</i> – e te pareva!<br />– <i>Dai, vieni a farmi compagnia&#8230;</i> –<br />– <i>Sì, ma prima&#8230;</i> – mi tirò la maglietta.<br /><i>– Che c&#8217;è? –</i><br />– <i>&#8230;mi fai&#8230;</i> – fece segno eloquente d&#8217;un&#8217;altra sega.<br />– <i>Adesso!</i> – ma come facevo a dire di no?<br />Luca subito si fiondò sul divano slacciandosi i pantaloni, ma quanto arrivai eran ancora da abbassare: evidentemente eroticità d&#8217;un&#8217;espoliazione era troppa anche per lui, per potersela perdere. M&#8217;inginocchiai alla mia postazione davanti al suo pube; subito passai sopra la zona genitale e con l&#8217;altra accarezzai il suo petto: era tale l&#8217;ardore che sprigionava che ne sentivo la possanza, di quella cosa dura, anche da sotto i jeans, e me lo fece subito indurire; Luca se ne accorse, e me l&#8217;andò subito a tampinare. Aprii i labbri della cerniera e vi scivolai dentro, stendendo la mano a mo&#8217; di misura  su quel fallo immenso, poi scivolai sotto anche con l&#8217;altra a massaggiare tutto quel pacco genitale di cui Luca fiero andava. Mi rispostai quindi con una sul suo petto: perché volevo sentirne il contatto diretto, per cui mezz&#8217;addome spogliai; e con l&#8217;altra m&#8217;infilai sotto le sue mutande, seguendo la traccia che quella cosa mezz&#8217;uscita già aveva tracciato e spostando man mano i suoi slip sempre più in basso.<br />A quell&#8217;immagine d&#8217;un fallo slanciato, non resistetti e mi tuffai colla faccia sulla sua pancia, a strusciarmela contr&#8217;esso e contro la sua cappella turgida: Luca godeva, godeva e ansimava; e io le sue palle intanto tenevo e con l&#8217;altra strusciavo il suo sterno. Poi succhiai un attimo la cappella, e quindi discesi lungo la verga succhiandola su quel nerbo che normalmente la ergeva, e in fine presi a masturbalo.<br />– <i>Ti piace eh!</i> – dissi vedendolo stragodere.<br />– <i>Dai!</i> – m&#8217;implorò di farlo venire.<br />– <i>Eh no! adesso Gianluca lo sistemiamo per bene&#8230;</i> – aveva voluto farmi cominciare proprio adesso, e adesso io conducevo&#8230;, ma gli concessi magnanimamente il mio uccello in dono. Luca l&#8217;afferrò prendendo a masturbarlo, e intanto io il suo a svibradurarlo: con quella tecnica che sembra d&#8217;avere tra le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> un legnetto con cui appiccicare un focherello, ma il suo incendio era già divampato!<br />Luca urlò, menò, si dimenò: sembrava un vero indemoniato: ma di godimento! un demone che lascia ben poche speranze al suo impossessato, se non attraverso un esorcismo potente&#8230;: un <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/pompino/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con pompino">pompino</a>, succhiandone fuori sin all&#8217;ultima di stilla dello spirto “maligno”.<br />Luca s&#8217;agitava e in fretta il mio pene sfregava dandomi dolore, ma io resistevo; finché non giunse il momento di farlo godere: buttandomi colla <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> su quell&#8217;alabarda dell&#8217;<a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/amore/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con amore">amore</a> per toglier da lui quel fluido infame. Me lo sentivo fino in gola, e dopo pochi secondi anche la sua spuma dolce, a irrorarmi il cavo. Succiai fino in fondo, fino all&#8217;ultima stilla, fin a che quel pene non ebbe più nerbo, poi lo mollai; ma Luca  cercò immediatamente da me un po&#8217; coccole tendo le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>, ma io non avevo tempo e poi quel primino meritava d&#8217;essere punito.</p>
<div><span>***<br /></span></div>
<p>– <i>Alle&#8230; allora vieni?</i> – mi chiese per l&#8217;ennesima volta, ma questa venendomi ad abbracciare da dietro: mi si accostò colla nuca contro la mia, e poi scese con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> dentro le mutande, mentr&#8217;ero seduto al tavolo, per arruffianarmisi con un po&#8217; di sega.<br />– <i>Ho capito!</i> – gli dissi sbaciucchiandolo sulla guancia e facendogli una carezzina sul capo: bastava solo lasciarlo una volta senza il suo coccolino e ti veniva in cerca come un tenero un cagnolino.<br />Luca attese che fossi io il primo a coricarmi, poi lui venne tra le mie braccia. Non so se era ancora lui a comandarmi o se questa volta ero io ad avere le redini della situazione, ma comunque mi piaceva assecondarlo: mi piaceva servirlo come un fedele servitore, perché lo sentivo come un diletto. Incominciai a sentire di nuovo quel certo senso di calore alla schiena, come un senso di protezione alle spalle, e l&#8217;abbracciai per trasmetterglielo. Luca s&#8217;avvinghiò al mio braccio, e teneramente ripensai al modo dolce in cui mi era venuto a chiamare, e mugolai tenero il suo nome strusciandomi a lui. Luca allora si voltò guardandomi con lo sguardo innamorato: temevo quasi mi baciasse, ma m&#8217;abbracciò stretto stretto con una carica che mi voltai supino per sentirmelo tutt&#8217;addosso e contenerlo. L&#8217;abbracciai forte, più forte che potei senza fargli del male, per comunicargli quel senso di fraternità che sentivo per lui in quel momento; ma chissà cosa frullava per la mente di quel primino? Stette, non so, un mezzoretta su di me a pisolare, poi si mossi, soprattutto col bacino, e si sollevò.<br />Luca mi guardò dritto negli occhi con uno sguardo dolcissimo, ma mi chiese: – <i>Ce l&#8217;hai <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a>?</i> –.<br />– <i>Sì!</i> – balbettai, ma in realtà m&#8217;era venuto <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a> nel momento stesso in cui me l&#8217;aveva chiesto. Quindi si sollevò anche bacino e andò con una mano a tastarmi mi maroni: – <i>Mmh!</i> – disse sentendolo tosto e quindi s&#8217;infilo nelle mie mutande prendendomelo in uno strano modo e mi sorrise. Non so cosa fosse ma mi sentivo immobilizzato; poi col braccio d&#8217;appoggio s&#8217;infilò sotto il mio collo, che me lo ritrovai a pochi centimetri da me: temevo che mi volesse veramente baciare, ma poi rise ed intanto ritmicamente mi masturbava ma senza farmi una sega. Non so cosa ci fosse di più malizioso di tutto quello, ma cominciò a massaggiarmi la cappella e io gli ansimai in faccia; Luca allora sorrise ancora di più; io stavo quasi per supplicarglielo un bacio, ma s&#8217;alzò accoccolandosi sulle mie ginocchia. Prese il mio pene con ambe le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> e cominciò sussultandosi a scorrerlo su e giù prima soltanto toccandolo, poi facendomi una sega e infine scappellandomelo ad ogni ripresa; io gridavo perché avrei voluto essere stuprato e lui si compiaceva. Quindi si fermò tenendomelo scappellato, e si umettò le dita per poi passarmele sulla cappella tumida.<br />– <i>Ahhhh&#8230;</i> – gridai, allora scese mettendosi in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> quasi mezzo mio pene. Lo succhiò profondamente e con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> mi accarezzò lì intorno; colle mie andai sulla sua testa a carezzarlo e a incitare il suo sucamento. Non stava bene lo so, non verso lui, non verso il mio padroncino, ma tenere la sua crapa bionda mentre mi succhiava, era per me come tenere il più bel trofeo. Poi mollò un attimo la presa, sbuffò per la fatica di farmi venire, e quindi riprese menando e spompinando assieme.<br />– <i>Ahhh&#8230; Ahhh&#8230; Ahhhhhh&#8230; Lucaaa&#8230;! Lucaaaaa!</i> – gridai, e gradando il suo nome venni, venni stringendo la sua crapa che ancora mi succhiava.<br />Luca si rialzò sorridente e mi disse: – <i>Ti è piaciuto! eh&#8230; </i> – facendomi l&#8217;occhiolino.<br />Ma io, come prima lui, lo invocai a me colle braccia tesa; e lui invece d&#8217;abbandonarmi mi disse: – <i>Sì, arrivò!</i> –: com&#8217;era buono il mio padroncino.</p>
<p>Luca si lasciò spupazzare come io prima non mi concessi, poi convenne insieme a me che per lui era momento di andare, perché io dovevo finire di studiare.<br />– <i>Hai chiamato la mamma?</i> – dissi quando venne a risedersi dopo averle telefonato.<br />– <i>Sì!tra venti minuti è qui!</i> – si sedette altezzoso come un damerino, in risposta alla mia ironia.<br />Ma come si poteva resistere a un primino così: l&#8217;afferrai con una mano dietro e una sul petto per la frenesia,  ma poi mi ritrovai a smanare il suo poderoso pacco. Andai subito a prenderglielo, a manipolarglielo, ma non mi bastava: il mio ardore si era di nuovo acceso e con complice intesa andavo ancora a soddisfarlo. Mi buttai in ginocchio tra le sue gambe, e mentre lo slacciavo pensai a quanto provocatoriamente mi aveva chiesto del denaro per farlo, aumentando la mia eccitazione; così quanto mi trovai di fronte al mio idolo adorato, lo leccai immediatamente. Di&#8217; che oggi ne avevo fatta di scorpacciata di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, e che <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>! poi ammirai la sua cappella nuda.<br />Fissai un attimo Luca negli occhi per vedere se stava godendo, ma provocatoriamente mi chiese: – <i>Ti piace, eh?</i> – come a dirmi: «ti piace il mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, eh?», e in tutta risposta non riuscii a far altro che ficcarmelo in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>. Ma chi a volevo darla a bere: io per il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> avrei pure pagato, e pagato molto più di quanto non m&#8217;avesse chiesto!</p>
<p><span></span><br />
<hr /><span></span><span></span><br />– <i>Alle&#8230; Alle&#8230;</i> –<br />– <i>EEH!</i> – me ne stavo tranquillo sul divano a guardarmi i programmi e lui mi rompeva.<br />– <i>Oh, sta calmo!</i> – disse mio padre con il <i>cordless</i> in mano: – <i>Tieni! è per te</i> –.<br />– <i>&#8230;e chi è?</i> –<br />– <i>È <a href="http://cronachediterza.blogspot.com/search/label/Robertino">Roberto</a>&#8230; –</i><br />– <i>&#8230;e che <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> vuole?</i> –<br />– <i>Dai, cerca di essere un pochino gentile!</i> – e me lo riporse dopo averlo tolto per la mia precedente esternazione.<br />– <i>Pronto!</i>–<br />– <i>Ciao&#8230;</i> – sentii un salutino ruffiano dall&#8217;altra parte: – <i>allora domenica ci vediamo&#8230;</i> – incominciamo bene! già percepivo un suo sorrisino malizioso, ma dentro di me sentivo tutto lo spermino di Luca che di rabbia ribolliva.</div>
<div><a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/indice.html">Indice</a> &#8211; <a href="http://spreadsheets.google.com/embeddedform?key=pF_iulAha9AWNH0gAjTl4Cw">segnalazione errori</a>.</p>
<p>Per contattarmi: <i>erox06@gmail.com</i> (e-mail e <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/msn/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con msn">MSN</a>) o <a href="http://spreadsheets.google.com/viewform?key=pF_iulAha9AUf_3U0mwbddQ&#038;hl=it">qui</a> anonimamente.<img width="1" height="1" src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/411762708779642870-3496598512852076111?l=cronachediterza.blogspot.com" alt="" /></div>
</p>
<p>Read the original post:<br />
<a target="_blank" href="http://cronachediterza.blogspot.com/2010/07/venerdi-prima-di-natale.html" title="Venerdì prima di Natale">Venerdì prima di Natale</a></p>

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		<title>Il giocattolino</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 01:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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<div>Aveva un che d’insolitamente serioso oggi Luca: sarà stato per la scuola, o per qualche compito che non riusciva a finire, oppure per qualche verifica incombente; fatto sta che un’aria così greve, mal si addiceva al suo esserino minuto e solitamente giocoso: refrattario persino alle mie coccoline fattegli dietro l’orecchio o al coppino, che scartava infastidito scansando la testa. Tornai alla carica trascinandogli la seggiola – oggi insolitamente lontana – vicino e rigrattandogli l’orecchio, ma mi scacciò via la mia mano innervosito.<br />– <i>Beh…</i> – pronunciai io con sconcerto per chiedergli spiegazioni.<br />– <i>Cosa vuoi? Tanto io sono soltanto un primino!</i> – mi accusò.<br />– <i>Ma cosa…?</i> –<br />– <i>Oggi…. a scuola….! non è che perché voi siete di terza, noi non sentiamo!</i> – noi…? voi…? ma che cos’era tutta quella: l’inizio della rivolta dei primini?<br />– <i>Oh… ma si può sapere cos’hai&#8230;?</i> – gli pugnettai simpaticamente la spalla, ma lui s’allontanò invece di rispondermi come al solito.<br />Maledetto quel <i>roscio</i>! doveva esserci lui dietro! C’era lui infatti stamattina, quando avevo detto a Fausto di lasciar correre perché gli era cozzato contro: perché in fondo era “soltanto un primino”; e lui allora, offeso, doveva aver riferito tutto a Luca, con sommo godimento, stravolgendolo l’episodio: perché invidioso della nostra amicizia.<br />Piano riavvicinai la sedia, e lui seccato fe’ finta di niente, come se io non esistessi, continuando a legger sui quaderni; ma contemporaneamente quel fare permaloso m’incitava a tampinarlo: allora con <i>nonchalance</i> mi appropriai della sua mano, coccolandola, mentre lui fingeva ancora indifferenza, e dopo d’un po&#8217; me la portai con l’esplicito intento d’infilarmela nei pantaloni, e lui reagì scorbutico: – <i>Non sono il tuo giocattolino!</i> – strappandomela – <i>Te l’ho già detto!</i> –.<br />– <i>Veh, Luca, vedi di darti una calmata! eh… E poi cos’è sempre sta storia del “giocattolino”?</i> –<br />– <i>Lo sai benissimo: è per come mi tratti!</i> – ribatté.<br />– <i>Per come ti tratto? Luca, mi stai veramente seccando con sta fola: è dall’inizio dell’anno che vai avanti!</i> – allora lui mi guardò con aria di sfida: come se gli dovessi mostrare che non fosse vero: – <i>Luca, chi è venuto da me la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/prima-volta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con prima volta">prima volta</a>? chi è venuto a casa mia? chi è? chi è venuto nella mia scuola?</i> – replicai; e il suo sguardo che si fece perplesso: – <i>Quindi, come vedi, è tutto da ridire su chi dovrebbe sentirsi il giocattolino di chi!</i> – l’incalzai rinfacciandogli i termini della questione; e lui, in tutta risposta, si prese su e se n’andò via dalla parte della sedia, incazzato, e scomparendo dietro lo schienale del divano.</p>
<p>Dopo cinque minuti vidi lo schermo del televisore accendersi autonomamente: adesso il “<i>Piccolo principe</i>”, oltre a starsene immusonito in casa mia, si permetteva pure di accendermi il tivvù senza dir niente; da perfetto spadroncino di casa! Mi accusava di considerarlo soltanto come un “giocattolino” – a me…, dopo tutto quello che gli facevo! – e poi non aveva neanche il coraggio di andarsene da casa mia; ma anzi vi restava come se fosse il padroncino! Non ci potevo credere: cornuto e mazziato in casa mia; defraudato e detronizzato da un primino.<br />Dop’altri cinque minuti di matto ed inutile studio, scappai letteralmente in cucina a prender due merendine perché non ce la facevo più a sopportare quella situazione: dovevo chiarire la situazione e mi serviva un pretesto per incominciare. Avrei potuto portargli una banana scherzosamente, ma dopo quella sceneggiata: meglio evitare altri fraintendimenti; avrei potuto portargli anche il gatto, come calumet della pace, ma non lo trova: infatti ce l’aveva lui che già fusava tra le braccia, quando gli portai la merendina.<br />– <i>Posso?</i> – dissi per sedermi visto che occupava tutto il divano, disteso; e spostò appena le gambe.<br />Scartai una merendina di nascosto per fargli una sorpresa, mentre lui mi guardava incuriosito con la coda dell’occhio per non farsi notare, poi glie la passai; Luca la prese senza dir niente, senza un’occhiata, come se gli fosse una cosa dovuta dal suo servitore. Quindi scartai la mia, insipida, inconsistente: perché l’ultima al cioccolato l’avevo lasciata a lui.<br />Luca mangiava indifferente la sua merendina e Niki ne grufolava le briciole (al cioccolato… boia d’un gatto!), mentre l’accarezzava. Poi m’avventurai anch’io sulla schiena del gatto, accarezzandolo: sperando d’usarlo da tramite per lui; e presto le nostre <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> s’incrociarono scivolando su quel morbido manto, anche se il gatto pareva non gradire tutto quel traffico sul suo dorso arruffato. Cominciai a stuzzicarlo sopra al muso, suscitando il riso di Luca; – <i>Lo sai che qui è un triangolo perfetto?</i> – gl’indicai tra le orecchie e il muso del felino. Il primino mi guardò incuriosito, come chiedendomi altre spiegazioni. – <i>Le distanzea tra le orecchie e il naso formano un triangolo equilatero nel gatto!</i> – chiosai: ogni tanto qualche vaccata dovevo pur dirla per rendermi interessante; poi Niki, infastidito dal mio gesticolare davanti al suo muso, s’allontanò sdegnoso tra le risa mie e di Luca.<br />Vidi Niki zampettar via, e mi sentii toccare il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>. Luca si stava vergognosamente nascondendo dietro la mano come un bambino dopo aver fatto ‘na marachella, e io allora mi chinai , invece di dirgli: «<i>Non devi farlo: non ce n’è bisogno!</i>», per abbracciandolo. Una sensazione d’infinita tenerezza mi prese da quell’abbraccio, e cominciai a strusciarmi contro il suo volto, prima di mordicchiarlo al lobo, che lì vicino invitava tanto. Luca cominciò subito ad urlare aumentando il mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/piacere/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con piacere">piacere</a>, mentr’io m’accomodai sul suo corpicino per sbottonarlo meglio, a quella camicina flanellata a scacchi larghi e colori autunnali. Ero così preso dall’eccitamento da non riuscirmi più a coordinare nemmeno per sbottonarlo e mordicchiarlo al contempo; sicché preso dall’impazienza strappai fuori la camicia assieme alla canotta, e presi a carezzarlo su tutto quel busto nudo. Finii per riabbraccialo, scivolando con le braccia dietro, ed ebbi quasi un sussulto per la sensazione violenta di quelle scapole nelle coppe delle mie <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>, e lo riadagiai sul divano. Il suo fisichino magro m’infregolava: il suo petto glabro m’ingrifava con quegli occhietti (le sue areole) che mi guardavano strano; così mi buttai a bacettarlo nel mezzo dello sterno, mentre con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> andavo lo slacciavo, incitato da quella cappella già fuori dall’orlo dei pantaloni. La fibbia, la zip, le mutande… ecco! il suo <i>frenammano</i>, che mi alzai a osservare. Bella, lunga, come mamma glie l’aveva fatta, quella bega; e come nessuna ragazza gli aveva mai visto; presi a menarla, quasi sfibrandola, perché lui potesse godere e sentire tutto il bene che in cuore gli volevo. Il suo ansimo mi fe’ calare, un’altra volta, di nuovo a bacettarlo, ma sul collo, per poi incominciare con un succhiotto, mentre ardemente lo masturbavo.<br />Lui gemeva, e io intanto continuavo a bacettarlo sul quel collo teso: un po&#8217; mi sembravo un vampiro, ma non interessato al suo sangue, ma al suo sperma! Scesi ribacettando lungo lo sterno, ma giunto in prossimità d’un dei suoi capezzoli, mi buttai su di quello, e Luca emise un gemito profondo che m’incitò a ciucciarlo sempre più a lungo.<br />Luca sembrava letteralmente impazzire dal <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/piacere/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con piacere">piacere</a>, per la mia gioia e la sua delizia, ma implorandomi di farlo venire: così scesi allora, precipitandomi su quel begone, e infilandone in gran proporzione. Finalmente era mio! lo era sempre stato, e lo sarebbe stato per sempre: ma il sentirmelo in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, me lo faceva sentire più mio. Ma come poteva quel primino accusarmi d’una cosa del genere: d’esser come un suo burattinaio, o una specie, se lui e il suo pene eran per me il mio centro e il mio fulcro dell’universo? Dopo tutti quegli orgasmi prodigatigli a vuoto: come poteva, anche solo pensarmi capace d’una nefandezza del genere!? io lo veneravo, e ora, un’altra volta, gliel’avrei mostrato. Luca ululò nuovamente il suo godereccio afflato, inondandomi la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> del di lui <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/piacere/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con piacere">piacere</a>, che io succhiai intento a trarne sino all’ultima goccia.<br />Deglutii a goccia a goccia quell’insolita camomilla, per dilatargli <i>ad infinitum</i> ogni singolo attimo del suo prolungato orgasmo, che piaceva non solo a lui, ma anche a me, per placare il suo indomito orgoglio. Poi mollai quel pezzetto di carne, per guardarmi a faccia a faccia con quel primino e gli sclamai: – <i>Ma che giocattolino!</i> – vibrandogli la testa tra le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>: – <i>Tu, sei il mio primino!!!</i> – e Luca mi concluse con un bel sorriso.</div>
<div>Consulta l&#8217;<a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/indice.html">Indice</a> per l&#8217;elenco cronologico dei <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/racconti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con racconti">racconti</a>.<br />
Segnalarmi gentilmente gli errori a questo <a href="http://spreadsheets.google.com/embeddedform?key=pF_iulAha9AWNH0gAjTl4Cw">modulo</a>.<br />
Per contattarmi <i>erox06@gmail.com</i> (e-mail e <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/msn/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con msn">MSN</a>) o ponimi domande <a href="http://spreadsheets.google.com/viewform?key=pF_iulAha9AUf_3U0mwbddQ&#038;hl=it">qui</a> anonimamente.<img width="1" height="1" src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/411762708779642870-3971022319480749094?l=cronachediterza.blogspot.com" alt="" /></div>
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		<title>Vuoi un Bacio?</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 22:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzi e racconti erotici]]></category>

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		<description><![CDATA[ Il compito gli era andato bene, mi aveva detto: dopo la nostra ripassatina ..., e ora io ero lì che l’attendevo, come una fidanzatina alla finestra pronta a lucidare il motorino del suo bell’amato; del suo fidanzino. Poi, il suo prim prim , prima, e il suo drin drin , dopo, mi fecero le scale scendere velocemente, felice come una pasqua, e gridare a mia madre: – È per me! – perché stava per aprirgli; poi svelto mi dileguai dirigendomi al garage – avendogli indicato di dirigersi sul retro dalla finestra del salotto –, sotto gli occhi sbalorditi di mia madre per la mia velocità]]></description>
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<div>Il compito gli era andato bene, mi aveva detto: dopo la nostra <a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2009/06/la-vendetta-di-niki.html">ripassatina</a>&#8230;, e ora io ero lì che l’attendevo, come una fidanzatina alla finestra pronta a lucidare il motorino del suo bell’amato; del suo fidanzino. Poi, il suo <i>prim prim</i>, prima, e il suo <i>drin drin</i>, dopo, mi fecero le scale scendere velocemente, felice come una pasqua, e gridare a mia madre: – <i>È per me!</i> – perché stava per aprirgli; poi svelto mi dileguai dirigendomi al garage – avendogli indicato di dirigersi sul retro dalla finestra del salotto –, sotto gli occhi sbalorditi di mia madre per la mia velocità.</p>
<p>– <i>Dai entra!</i> – gli dissi sulla soglia del garage e lui v’irruppe sgasando, infestando tutto l’ambiente coi suoi gas di scarico.<br />– <i>Cs!&#8230; cs!&#8230; LucAA!!!</i> – lo rimproverai, e – <i>Scusa&#8230;</i> – mi chiese lui con la sua faccina mesta, togliendosi il casco: ma come facevo a rimproverare con un primino così!<br />– <i>Dai&#8230; vieni!</i> – lo traghettai in camera mia, intanto che i gas si dissipassero: – <i>&#8230; ‘tanto vienti a cambiare!</i> –.<br />– <i>Perché?</i> –<br />– <i>Perché così mi aiuti!</i> – si era infatti vestito “dalla festa”!!<br />Nel salire le scale, mi gustai già il momento in cui l’avrei rivisto nudo, o seminudo per la precisione: insomma, in mutande! e dentro la mia stanza l’osservai con attenzione, finché il gonfiore del suo intimo non scomparve dietro il tessutone grigiastro del tutame, a mo&#8217; di <i>separé</i>, che però l’evidenziava ugualmente. Per tutto il tempo non l’avevo ascoltato, eccitato com’ero dalla sua nudità e dalla compresenza di mia madre nella casa: i suoi discorsi mi scivolavano sulle orecchie; ma ora, era come se mi avessero riacceso l’apparecchio, e lo sentivo bene! – <i>Bene! andiamo&#8230;</i> – m’incitò, e io pronto l’accompagnai, come se mi avessero dato un comando.</p>
<div><span>***</span></div>
<p>– <i>Beh, non li laviamo?</i> – domandò/polemizzò quando vide che non mi accingevo a lavarli.<br />– <i>No, Luca, non ne ho proprio voglia!</i> – inoltre non era stagione per farlo all’aperto, e dentro mio padre avrebbe scuoiato vivo se gli avessi allagato il garage: – <i>Ti pulisco solo dove devo farci, e poi ti ci do un po&#8217; di Polish!</i> – e presi un secchio con dell’acqua e la spugna vecchia, accingendomi a lavargli la carena.<br />– <i>Uffa! Ma non si vede niente!</i> – brontolai per lo scuro, ma in realtà per fargli capire quanto non era profonda quella graffiatura cui lui voleva mettessi mano.<br />– <i>Che c’è?</i> –<br />– <i>Niente&#8230;</i> – <i>uff</i>: non aveva capito! – <i>Vammi a prendere la luce! di là in cantina&#8230;</i> – e niente «per <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/piacere/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con piacere">piacere</a>», perché non se lo meritava! Luca ci andò, ma dopo sentii una vocina provenirne.<br />– <i>Alleee&#8230;</i> –<br />– <i>Ehhh?!</i> – risposi alquanto scocciato: quel primino doveva servirmi per semplificarmela la vita, non per complicarmela!<br />– <i>Dov’èèè?</i> – mmmh! ma proprio nulla sapeva fare, quel primino! E te lo credo: la luce era spenta!<br />– <i>Toh! qua!</i> – gli sbattei sgarbatamente la torcia sul petto, che lui chiuse raccogliendo le braccia. Ma io, quasi quasi, in quel cantinin, ci facevo dell’altro con quel bel priminin..: ma tutta la mia buona predisposizione dell’inizio, l’avevo perduta dopo la sua palese dimostrazione d’imbranataggine e paranoia per quel seghettino; anche per un po&#8217; di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>.</p>
<p>Luca tornò appollaiandosi sulla sella del suo motorino.<br />– <i>Sì, ma però fammi luce!</i> – lamentai nuovamente per fargli intendere quanto non fosse “grosso” quello sgraffio, ma Luca non coglieva&#8230;<br />A un certo punto di soppiatto entrò Niki; e Luca corse subito ad accoglierlo; lasciandomi solo al lavoro, sul suo motorino; e la cosa m’indispettì parecchio, perché mentr’io mi facevo il mazzo, lui si divertiva a carezzare il gatto e a farsi strusciare (cosa che quel fetente non manco a me: il suo padrone!); così li richiamai: – <i>Veh, ruffiano! ch’è per colpa tua che ora son qua!</i> –.<br />– <i>Ma hai detto non è stato lui&#8230;</i> – controbatté prontamente Luca.<br />– <i>Sì, ma è per colpa sua che l’hai scoperto! dunque&#8230; Dai, vieni che finiamo!</i> –; e si avvicinò a me dubitando: – <i>Ma se sicuro che funzioni?</i> –.<br />– <i>Luca, è una crema abrasiva! senti!</i> – speravo che se ne rendesse conto da sé: c’intinse dentro le dita, si strofinò i polpastrelli e in fine mugolò il suo segno d’assenso, con vena sapientina.<br />– <i>Bene! Fatto!</i> – proclamai la fine dei miei lavori, ma quel primino arrivò torcia-munito a sindacare: – <i>Ma si vede ancora&#8230;!</i> – lamentò.<br />– <i>Sì, &#8230;con una torcia contro!</i> – gliela strappai: – <i>una lampadina alogena! e la lente d’ingrandimento!</i> – rimbeccai, e lui rise.<br />– <i>Bene! Adesso che cosa facciamo?</i> – ricominciò con buonumore.<br />– <i>Mah&#8230;, se vuoi possiamo controllarci le altre cose&#8230;</i> –<br />– <i>Cosa?</i> –<br />– <i>Le candele&#8230;, la batteria&#8230;, l’olio&#8230;</i> – enumerai: – <i>&#8230;hai portato il libretto, vero?</i> –.e poi ci sarebbe stato anche il mio da fare: ma questo problema a lui sembrava non interessare.<br />– <i>Sì!</i> –<br />– <i>Bene, allora cominciamo!</i> – ricominciai ovviamente dal suo; e lui ovviamente stava a guardare, e sindacava: – <i>Ma sei sicuro che si faccia così?</i> –.<br />– <i>Sììì, Luca&#8230;: prima il negativo e poi il positivo!</i> – insomma, mio padre me l’aveva bene insegnata qualcosa? E il suo&#8230;? – <i>Toh! prendi e mettila là, sul bancone! E non la girare!</i> – lo rimproverai perché stava per rovesciarla: per guardarla.<br />– <i>Perché?</i> –<br />– <i>Perché NO!</i> – beh! mah&#8230; insomma, ma proprio niente sapeva&#8230;! eppoi si permetteva di sindacare!<br />In quatto e quattr’otto cavai la mia batterai e la misi sul bancale accanto alla sua, sempre accompagnato dallo sguardo controllore del mio primino, manco fosse il mio direttore d’opera.<br />– <i>E ora</i>&#8230; –<br />– <i>&#8230;controlliamo i livelli! Vedi questi qua? Sono i livelli dell’acqua, e devono essere tutti pari, e oltre la linea!</i> –<br />La sua era a posto (e te credo: era nuova!), anche se per controllare mi dovetti abbassare, perché la plastica biancastra m’impediva di confrontare; e quando gli chiesi dell’acqua perché la mia no, mi ritrovai il suo pacco praticamente in faccia: e porcavacca, se non era grosso!Mi ci sarei tuffato dentro colla faccia, in quella prosperità! Ma mi ripresi tornando su tutto rosso, quando mi passò la boccetta dell’acqua distillata.<br />– <i>Grazie&#8230;</i> – ero imbarazzato per quanto che appena visto e pensato, e il suo tocco mi aveva elettrizzato. Quando mi riabbassai per controllare nuovamente, nel riprendere la boccetta, inavvertitamente sfiorai la sua patta e: – <i>Ops!</i> –, ritirai immediatamente la mano vergognato; ma lui mi esortò.<br />– <i>Dai, fallo!</i> – mi disse; e allora con tutt’e due le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> mi precipitai sul suo fallo. Già <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a> ce l’aveva! Con una mano scesi sotto le sue palle e coll’altra fin in cima, nei pressi dell’ombelico, e da questi estremi tirai evidenziandone la forma tubolare: un tubo sembrava che c’avesse sotto quella tuta! Una palpatina veloce per tutta quella sagoma vergale; e poi abbassai, smutandandolo sul davanti soltanto quanto serviva, e presi a masturbarlo; e non me ne fregava niente se in quel momento entrava mia madre! Anzi, già solo il pensiero m’incitava: cosi finalmente l’avrebbe capito! Eppoi, se volevamo continuare, dovevamo pur sfogarci: sfogarlo e sfogarmi; o non ce l’avremmo più fatta ad andare avanti con quella libidine in corpo,<br />Me lo vedevo proiettato dinnanzi quel lungo pene diritto, e mentre che lo segavo mi faceva l’occhiolino, col suo meato che ritmicamente spariva. L’infilai mezzo in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>: per calmarmi. Mmm&#8230; non potevo far a meno di un bel begone del genere: era per me in po&#8217; come l’erogatore di benzina per il motorino: mi dava la carica, la “miscela” che mi serviva per tirare avanti, e che a me piaceva tanto; solo che adesso era fuori servizio, o meglio, io volevo che fosse fuori servizio, perché ancora non volevo far il pieno.</p>
<p>Leccai, ciucciai quel pistolotto fino in fondo, fino a sfogarmi del tutto, e poi mi alzai; e anche lui vidi bello che soddisfatto, e insieme pronti a ricominciare sul motorino. – <i>Dai, che controlliamo la candela!</i> – mi spronai, e poi non aveva senso controllare la batteria senza pulire la candela, anche se così ci stavamo completamente dimenticando del mio: – <i>Ce n’hai eventualmente una di scorta, vero?</i> –.<br />– <i>No!</i> – mi guardò come se gli avessi chiesto qualcosa d’alieno in ostrogoto, poi mi ripeté candidamente: – <i>no!</i> – con la sua faccina scontata.<br />– <i>Per fortuna che n’ho una io!</i> – brontolai: – <i>Filetto lungo o corto?</i> – gli chiesi, ma Luca alzò le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> al cielo in segno di resa: – <i>Lasciam perdere&#8230;</i> – probabilmente pensava fosse quello del pisello&#8230;, eppoi tralasciai quel «vah!», che ci sarebbe anche stato bene, ma avrebbe saputo troppo di strafottenza.<br />– <i>Ma me la cambi?</i> – mi chiese.<br />– <i>No, se posso la pulisco!</i> – e ci mancava anche che ora gli regalavo pure le candele: dopo tutta la sgobbata che mi sarei fatto; anzi, era lui che avrebbe dovuto regalarne una a me!<br />– <i>Bene! così mi insegni!</i> – ma chi voleva prendere in giro&#8230;: lo sapevamo tutti che, d’ora in poi, sarei stato io il suo manutentore ufficiale del motorino.<br />– <i>Wow! Guarda com’è sporca!</i> –<br />– <i>Accidenti! e ora come si fa?</i> –<br />– <i>Cartavetro e spazzola! di ferro&#8230;</i> – precisai, e tornammo al bancale. Morsettai la candela, e indi tirai fuori il kit di pulizia dal cassetto “senza fondo” di mio padre. Luca non volle neanche provarci a grattarla: sembrava quasi che avesse paura di rovinare un qualcosa che poi avrebbe dovuto ripagarmi. – <i>Toh, guarda com’è venuta bene!</i> –.<br />– <i>Dai, mettiamola!</i> –<br />– <i>Aspetta! Prima voglio controllare una cosa!</i> – e sfilai il calibro elettronico di mio padre dallo stesso cassetto: – <i>voglio controllare l’elettrodo!</i> – in realtà volevo solo fare il figo.<br />– <i>Ma questo cos’è?</i> – chiese con la sua indole di primino curioso.<br />– <i>Questo? È un calibro elettronico: serve per misurarti il pisellino!</i> – e gli sbatticchiai il becco semiaperto – a mo’ di misura – contr’al pacco, scherzosamente; ma lui mi prese sul serio: – <i>Dai!</i> – disse tirandolo fuori.<br />Ero stupito da come l’esibiva sempre con estrema naturalezza: senza vanagloria, ma con somma fierezza; poi ruppi ogn’indugio e presi la sua cappella, misurandolo al centro, tra base e cappella: – <i>Toh, “46,59 mm”! Il mio invece&#8230; ‘spetta&#8230; &#8230;“45,48 mm”! –</i>.<br />– <i>Aaaah, ce lo più grosso!</i> –.<br />– <i>Sì! di un millimetro!</i> – gli strizzai per rappresaglia: – <i>ma comunque non sei più lungo!</i> – e li misi alla pari; e lui mi guardò tutto fiero, facendomi intendere che era proprio quel che voleva! Presi a masturbarci insieme, con la stessa mano, entrambi i nostri peni: mi sembrava di stringere due candelotti di dinamite pura, talmente eran duri; e intanto quel piccoletto mi sorrideva: facendomi intendere ch’era proprio quello che voleva. Mi sentivo stregato da quello sguardo <i>sprudintato</i>: avrei voluto baciarlo su quelle due virgole sottili, che mi sorridevano a così pochi centimetri da me; i suoi respiri m’ebriavano, giungendomi dopo avermi accarezzato il volto: non potevo resistere a un primino così spregiudicato! Mollai nostri peni, e presi il suo soltanto, alla radice, per stringerglielo forte: perché in fondo m’infastidiva che lui ce l’avesse più grosso di me, anche se solo di un millimetro, e anche se solo frutto d’un errore di misurazione!<br />Mi allontani da lui per rompere definitivamente quell’incantesimo, e così m’accorsi dal suo sorriso che lui aveva ottenuto veramente quel che voleva, anche se non capivo cosa. Senz’imbarazzo ripresi a maneggiare attorno al suo motorino, anche se avevo l’impressione che sino a poco tempo prima, ci saremmo ritrovati piuttosto imbarazzati di ritorno da una situazione del genere.<br />– <i>Su, che rimettiamo la candela! vuoi farlo tu?</i> –<br />– <i>No, no! fai pure!</i> – disse come se avesse ancora paura di rompere qualche cosa. Gli spiegai che la candela andava dentro il buco&#8230;, e che poi ci voleva la pipa per farla andare, e lui ironizzò: – <i>La pippa&#8230;</i> – disse maliziosamente.<br />– <i>No, quella te le fai te! Questa è la pipa, con una P sola!</i> – ma la sua battuta mi fece ugualmente ridere: – <i>Dai, prendi la batteria che guardiamo se va!</i> – finalmente s’allontanò; mammamia, mi sentivo stuprato dall’intensità del suo sguardo.</p>
<p>– <i>Va!</i> – esultò poco dopo avviando il motorino sedutoci sopra.<br />– <i>Eh, certo che va!</i> – rimproverai la sua poca fede; e poi già che c’ero, mentre sgasava, gli scostai la tuta trovando Gianluca già bello <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a>: – <i>e anche qua c’è una candela!</i> – stimolai la cappella: – <i>forse ha bisogno di una pippa!</i> – iniziai; e più forte io andavo, lui più sgasava. Ma un bel candelone del genere, non aveva bisogno soltanto di una pi<i>pp</i>a, bensì d’una pi<i>p</i>a, e così ci andai di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>. Il rombore del motore mi tremava nella testa; e più io ci davo, più lui sgasava contento, fintanto che l’ambiente si stava riempiendo di fumo, ma io non ci potevo far niente: mi piaceva troppo spompinare un primino in sella al suo motorino; era una fantasia che avrei dovuto togliermi da tempo, ma finora non ne avevo mai avuto l’occasione. E se anche in quel momento fosse entrata mia madre mentre spompinavo il mio bel primino: chissenefrega sul serio! così finalmente l’avrebbe capito! Poi smisi, perché stavo scomodo.<br />– <i>Bene! dai&#8230; finiamo di sistemarlo!</i> – dissi, senza però trovare il coraggio di guardarlo in faccia: non so perché ma improvvisamente mi vergognavo di quello che avevo appena fatto: spompinarlo sul suo motorino&#8230; mi sembrava di avergli dato un eccesso di dimostrazione del mio coinvolgimento. Ma presto anche quest’imbarazzo sparì, dopo avergli controllato il liquido refrigerante proprio per avere la scusa di non alzare lo sguardo; e questa volta dovetti accettare che fosse lui a metter mano direttamente sul mio motorino, perché su di esso volle esser lui ad agire. Però, mica scemo il ragazzino! prima fare l’esperienza sul motorino d’un altro, così se lo rompeva non era mica il suo quello da riparare&#8230; Scherzo: ovviamente mi fidavo&#8230;, anche perché volle che fossi comunqu’io a sovrintendergli i lavori.<br />– <i>Dai, prova!</i> – mi disse quand’ebbe finito, e poi tutto felice mi s’accostò per sgasare anche lui col mio motorino.<br />– <i>Va bene!</i> – mi complimentai, e allora lui, tutto contento, si voltò verso me e come se volesse un premio da me, mi scostò i pantaloni e si mise a succhiare com’io prima feci con lui. Avevo quel primino chino sulle mie gambe, e mi sentivo mozzare il fiato; il mio primino mi stava succhiando il pene e io gliene ero grato. Non sapevo se accarezzarlo sulla schiena oppure sulla testa; ma a un certo punto mi sentii sollevare la maglietta con la nuca e solleticarmi la pancia. Per il solito solletichìo, mi piegai su di lui, sentendomelo come in grembo: parte di me; parto di me. E in quel momento avrei benedetto il mondo, c’avesse sprofondati cristallizzandoci così per sempre, in quella condizione. Poi tornammo alla realtà.<br />– <i>Dai&#8230; basta, continuiamo su da me!</i> – l’invitai in camera mia.</p>
<div><span>***<br /></span></div>
<p>Salimmo contenti e intenti ad andare in camera mia; ma prima, già che c’eravamo (in cucina), c’era qualcos’altro da fare&#8230;: andai verso la biscottiera e dissi: – <i>Luca, vuoi un Bacio?</i> – porgendogliene uno; ma glielo chiesi come: «<i>&#8230;vuoi un bacio?</i>». E lui: – <i>Sì, grazie!</i> – rispose, mentre mia madre ci guardò male: vidi con la coda dell’occhio; l’avevo fatto apposta!<br />– <i>Dai Luca, che andiamo in camera!</i> –<br />– <i>Aspetta!</i> – ci fermò mia madre: – <i>Resti qui a cena?</i> – chiese mielosamente a Luca.<br />– <i>Eeh&#8230; sì! Però devo telefonare!</i> –<br />– <i>Bene, fai!</i> – risposi io.</p>
<p>– <i>Tutt’a posto!</i> – disse ritornando dalla telefonata – <i>Però mi devi riaccompagnare tu!</i> – m’informò avvicinandosi col suo musetto simpatico, e sembrava quasi chiedermi una carezza, ma non potevo: c’era mia madre.<br />– <i>Va bene, non c’è problema!</i> – l’avevo già messo in preventivo – <i>Dai, che andiamo in camera!</i> –; ma mia madre ci fermò nuovamente: – <i>Ragazzi!</i> – disse: – <i>Perché non andate a farvi una doccetta, visto che siete stati tutto il tempo in garage?</i> – guardandoci con una faccia da lavandaia che osservava i suoi panni sporchi: e in effetti non aveva tutti i torti!<br />– <i>Bene!</i> – l’assicurai io: – <i>andiamo!</i> –.<br />Salimmo le scale e alla fine della rampa Luca mi chiese, davanti l’uscio del bagno: – <i>Ma&#8230; adesso ci facciamo la doccia?</i> – con inflessione tremula e sincopata.<br />– <i>Sì!</i> – risposi serenamente, dirigendomi verso la porta della mia stanza: in effetti l’avevo visto piuttosto teso nel salire le scale, come se ci fosse qualcosa che non riusciva a capire, né a capacitarsene; e forse sapevo cosa&#8230;<br />Dentro la mia stanza, Luca parve farsi come più imbranato e nervoso di prima: incapace perfino di coordinare il pensiero coi movimenti per raccattare i suoi panni, totalmente incapace di localizzarli; tanto che più volte dovetti io indicarglieli: – <i>Toh! prendi anche questi!</i> – gli lanciai i pantaloni; e per fortuna che le mutande ce le aveva indosso, altrimenti si sarebbe dimenticato pure di quelle.<br />Usciti dalla stanza, la sua ansia si fece ancora più trepidante, quasi vibrante nell’aria; – <i>Allora, facciamo la doccia&#8230;?</i> – richiese censurando ancora quell’«insieme».<br />– <i>Sì, tu qui! Io vado giù!</i> – dissi, sentendomi come uno che gli aveva gettato una secchiata d’acqua gelata addosso.<br />– <i>Ah&#8230;!</i> – fece lui, sembrando darsi dello scemo internamento: – <i>&#8230;bene! allora&#8230; a dopo!</i> – disse e vergognoso chiuse la porta, celandosi dietro; comunque aveva reagito bene. Che dolce però&#8230;: ma veramente sperava/pensava che ci saremmo potuti docciare insieme? secondo lui, con mai madre presente, avremmo potuto chiuderci dentro il bagno assieme?! Che primino&#8230;! ma era proprio questa sua, a volte, ingenua malizia a farmi impazzire: la prima m’inteneriva; la seconda mi attizzava; e tutt’e due assieme, mi facevano correre verso il bagno col bisogno irredimibile di stringerlo ed abbracciarlo, come in quel momento.</p>
<p>Corsi subito in bagno, nel mio bagno, smutandandomi e buttandomi sotto la doccia per sedarmi quella fregola di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>. Non ci potevo credere: Luca era sotto la doccia con me, in quel momento! non nella stessa stanza, ovviamente; ma in mia casa, e con mia madre presente! e con quella stessa acqua ci bagnava entrambi. Io e lui divisi, ma uniti metafisicamente da quell’unico elemento, quell’acqua che scorreva nelle tubature e ci lavava entrambi; anzi, visto che lui stava su, io, idealmente, ero bagnato dalla sua stessa acqua: che dopo aver lavato lui, attraverso lo scarico, giungeva a me, e mi lavava. Io ero lì con lui, e lui lì con me, particella dopo particella; e io lo baciavo, lo lavavo, lo masturbavo; sì, lo masturbavo! perché anche lui, certamente, in quel momento, si stava masturbando pensando a me: si stava spugnettando il suo bel punzone eccitato dall’idea di stare nella stessa doccia con me, <a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/09/sabato-pome.html">dove già c’eravamo lavati</a>.<br />Ooh&#8230; Luca&#8230;! io lo menavo, e intanto vedevo quella goccia di rugiada scendere sul suo volto perfetto, e che baciavo&#8230;; ma&#8230; nooo!!!! venni! pensando al suo orgasmo bagnato, ero venuto del suo umor bianco, che assieme al mio si mescolava all’acqua della vasca e finiva via nello scarico, questa volta per sempre.</p>
<p>Appena uscito, trovai già Luca seduto sulla tavola in cucina, e mia madre davanti: – <i>Oh, ben uscito!</i> – mi rimproverò.<br />– <i>Eh!! mi sono lavato i capelli!!</i> – mi giustificai: mamma che palle! per appena un po&#8217; che m’ero trattenuto sotto la doccia! ma che colpa ne avevo io, se lui era più veloce nel spararsi le pippe!?</p>
<div><span>***<br /></span></div>
<p>– <i>La macedonia non c’è! la vuoi una banana, Luca?</i> – offrì mia madre, e tutt’e due scoppiammo irrimediabilmente a ridere: – <i>Perché? che cos’ho detto?</i> – disse vergognandosi e un po&#8217; seccata dalla nostra risata.<br />– <i>No, niente! –</i>risposi io: – <i>è che, già due volte, mi ha chiesto da mangiare, e allora io gli ho sempre dato una banana! e lui mi ha chiesto se in casa c’avevamo soltanto banane da mangiare!</i> –.<br />– <i>Ma, Alle&#8230;,</i> – mi richiamò: – <i>lo sai che in casa abbiamo anche le merendine!</i> – disse temendo che io le avessi fatto fare brutta figura, facendogli creder che in casa non c’avessimo nient’altro da mangiare; ma io, al mio primino, volevo dargli soltanto roba genuina!<br />Per tutto il tempo io e Luca continuammo a riderci in faccia e a farci le boccacce, mentre quella banana finiva progressivamente dentro la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, boccone dopo boccone; ma non c’era alcuna malizia, infatti i miei non lo coglievano, ero soltanto io che la vedevo assaporandomi già, quello che sarebbe accaduto.</p>
<p>Finita la banana: niente mio caffè di rito! e infatti mia madre ci guardò stralunata quando corremmo in camera mia e Luca chiuse la porta a chiave dietro di sé: – <i>Guardiamo un po&#8217; di porno?</i> – mi disse subito venendo verso me con lo sguardo infoiato.<br />– <i>Sì&#8230;, va be’</i> – balbettai basito dalla sua schiettezza.<br />– <i>Dai!</i> – esclamò traendo la sediòla: – <i>Scarichiamo o CD?</i> –<br />– <i>Ma che ciddì!</i> – sbottai io, indispettito dal suo repentino allupore per dei film – <i>Io li guardo direttamente in rete! non lascio tracce, io!</i> –.<br />– <i>Beneee!</i> – esclamò: – <i>Così mi insegni: per quando avrò internet!</i> – bene! e allora io speravo che suo padre non gliela regalasse proprio la connessione diretta alla rete: troppo rischiosa per un bel primino così! metti che una qualche priminofila me lo adescasse!<br />Ero nervoso: non l’avevo mai visto così “incalorato”, e per dei porno poi&#8230;; inoltre mi sentivo sotto osservazione, messo alla prova, perché il sito su cui sarei andato mi avrebbe connotato: e io, con lui, non sapevo ancora come connotarmi.<br />Scelsi un sito misto, di tutto un po&#8217;, ma soprattutto di gran pompini eseguiti da attempate quarantenni: quello che era per me ancora materiale franco, anche se non sapevo ormai se li guardavo più per le tette di lei o per <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di lui. Selezionai un video, con nell’anteprima un gran cazzon negro, finente nella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> di lei, che quasi sembrava soffocarne; e partì nel bel mezzo dell’azione. Mi venne immediatamente <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a> a vederlo, ma non per il filmato, ma per l’eccitazione di essere di fianco a lui guardarlo, perché altrimenti mi ci voleva un bel po’ prima di venire davanti a quei video; invece ora avrei voluto buttarmi sulla cappella rosea di Luca, che invece ne sembrava plagiato. Vedere quel gran cazzone; stringerlo; conficcarselo in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>: mi fece venir voglia di fare lo stesso con Luca; ma non in quella posizione! così aggiustai la sedia: sterzandola verso lui e mi ci appiccai. Scorrevo sulla sua coscia la mano tentando di richiamarmelo, ma lui guardava quel film soltanto sembrandone rapito; allora andai con ambe le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> ad aprirgli la patta, ma lui non si scomodò di un millimetro. Se ne stava lì fermo, famelico ricurvo su quel video, mentre io trafficavo tra le sue gambe con le braccia allungate; quindi decise finalmente di farsi indietro, permettendomi il lavoro, perché il video era finito. Non capivo perché non mi aiutasse: quel piccolo pornografo era così infregolato da quei video da non curarsi di me, né di quello che mi accingevo a fare con l’in-mezzo delle sue gambe, che avevo finalmente liberato. Finalmente io potevo masturbarlo, e lui darsi alla sua infoiata ricerca; un&#8217;altra piccola aggiustatina con la sedia ed eravamo finalmente a posto per le nostre irreciproche attività: io alla sua masturbazione, e lui alla sua matta ricerca. Era veramente bello visto così da vicino: lo era sempre, ma in quel momento, il suo sguardo dolce, il suo rapito profilo, era veramente angelico; e intanto i segni della mia sega si facevano avvertire: ogni tanto si muoveva come spinto da degli spilli sotto il sedere, oppure si affannava per la resistenza alla mia sega, mentre decideva su quale altro film andare a finire.<br />Finalmente aveva deciso per un altro bel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/pompino/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con pompino">pompino</a>, ma questa volta tutto in bianco; ma vedere per l’ennesima volta una cappella sbaciucchiata: mi fece venir voglia di fare lo stesso con lui. Mi poggiai dapprima alla sua spalluccia in cerca d’una tenera moina, ma poi, vista l’inedia, mi chinai, strusciandomi sulla sua camiciola per fargli una carezzina, verso il suo pene che intanto scappellavo; ma appena mi posai sulla sua cappella insaporita: – <i>Can! guarda che poppe!</i> – mi sentii richiamare nel mondo violento.<br />– <i>Già&#8230;, però sono esagerate!</i> – commentai disperato.<br />– <i>Già!</i> – confermò anche lui; ma allora perché m’aveva interrotto nel mio bell’uffizio? e per mostrarmi che&#8230;: una con due lonze da tre chili l’una? esagerate poi&#8230;! Luca, ma perché mi facevi così? che cosa dovevo pensare io? certe volte proprio non riuscivo a capirlo &#8230; eppure si faceva masturbare da me! Presi a menare quell’uccello con maggiore frustrazione di prima; poi Luca riattaccò con un’altra osservazione: – <i>Ma sono tutti circoncisi ‘sti qui?</i> –.<br />– <i>Perché?</i> –<br />– <i>Perché sono sempre scappellati&#8230;</i> –<br />– <i>Boh! saranno americani! Là, ho letto, è quasi una moda!</i> – ma, forse, poi, non dovevo neanche preoccuparmi così tanto per il mio Luca: perché in fondo tutti i fotogrammi che aveva scelto, eran dei gran pompini, con dei gran begoni!<br />– <i>Luca, andiamo sul letto?</i> –</p>
<p>Che bello trovarsi un bel primino nel proprio letto, dopo tutta l’ansia di prima, e ripresi a masturbarlo con gran passione, soprattutto perché mi piaceva vederlo ansimare e tenere la sua lunga verga stretta dentro la mia mano; che dopo tutte quelle viste prima, non avevo certo da lamentarmene. Gli abbassai le mutande, quel quanto che serviva per far prendere un po&#8217; d’aria a Leoluca e Pierluca, che come due coglioni se ne stavano sempre allo scuro nelle mutande, e cominciai a massaggiarli. Luca reagì improvvisamente come “tirandosi”, come quando puntava coi piedini, quando godeva&#8230; – <i>Luca&#8230; dai! che ti faccio venire!</i> –. Mi misi s’una sua gamba, sempre accarezzandogli i testicoli, e mi fermai a soffiare su quel grandioso genitale che tra un po&#8217; avrei fatto eiaculare. Lecchicchiai, bacettai lungo tutta quel verga da sapore masculo, e poi alla fine la rimenai, per vederlo nuovamente ansimare di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/piacere/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con piacere">piacere</a>, prima di farlo godere e gaudere definitivamente. Bene! il mio primino era pronto: un’altra piccola stuzzicatina su quella verghetta adorata e tutto quello che avrei potuto ottenere, sarebbe soltanto stata una sbrodolata peccaminosa della sua manna santa lungo la mano bagnata; ma questa volta no: l’infilai in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>. Finalmente potevo rimetterlo in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> (e questa giornata per la terza volta!), e senza temere alcun confronto con nessuna donna: perché in cuor mio sapevo, che lui sapeva, che nessuna donna avrebbe potuto dargli <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/piacere/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con piacere">piacere</a>, com’io potevo farlo. Mi ci sarei piccato sopra su quella lunga verga, che proiettavo vigorosamente dentro e fuori dalla mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, e quella cappella protrusa mi sprofondava fino alla mia gola. Lo sentivo gemere, modulare il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/piacere/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con piacere">piacere</a> in un mugolio soffuso, proprio per non farci sentire; e poi finalmente il mio primino venne con la sua spuma gioiosa. Lo assaporai per bene quel succo priminico, poi mi coricai con lui, caricandomelo parzialmente sul corpo dosso, con la cavezza poggiata al mio petto e lui a ridosso, per essere più comodo a coccolarlo.<br />Mmm&#8230; avevo proprio voglia di un bel coccolino così: stringerlo, toccarmelo, ciondolarmelo addosso, e piano caricarmelo sempre più, su di me. Mmm&#8230; non potevo lasciarlo andare: il suo corpicino lasso m’imponeva di coccolarlo, e praticamente finii per ritrovarmelo quasi tutto quanto addosso. – <i>Mmm&#8230; Luca</i> – mi lasciai scappare ad alta voce la mia voglia per lui; e lui: – <i>Che c’è?</i> –.<br />– <i>No, niente!</i> – nicchia imbarazzato e poi lo feci scendere un po&#8217; da me: perché forse gli stavo dimostrando che troppo avevo voglia di lui.<br />Dopo di un po&#8217; cominciò a ricamarmi sul petto e poi mi chiese: – <i>Ma stasera non esci?</i> – disse, sembrando convinto che stasera io non sarei usciti per stare con lui.<br />– <i>No, dopo esco: quando ti ho accompagnato! Telefono ai miei amici e poi ci vediamo; come facciamo sempre!</i> – ma Luca si volse in basso: come solitamente, quando parlavo dei miei amici, con cui lui voleva strenuamente uscire: – <i>Dai Luca&#8230;</i> – lo accarezzai: – <i>&#8230;piuttosto, sai già cosa farai l’ultimo&#8230;</i> –.<br />– <i>Mah&#8230; di solito l’ho sempre passato coi miei&#8230;</i> – beh, in fondo fino all’anno scorso aveva solo tredic’anni: – <i>Perché?</i> –.<br />– <i>Perché&#8230; ecco:</i> – lo accarezzai nuovamente – <i>quasi certamente, anche quest’anno, coi miei amici andremo ad una festa che fanno qui, in un capannone nel villaggio artigiano, organizzato dal Centro giovani; e quindi&#8230; pensavo anche tu non potresti venire!</i> – gli aggiustai una ciocca dei suoi dolci capelli dietro l’orecchio: – <i>Così&#8230; li potrai conoscere&#8230;</i> – ripresi – <i>e, magari, dopo fermarti qui a dormire&#8230;</i> – avanzai la proposta.<br />– <i>Beh&#8230; devo chiedere&#8230; Però non penso che ci saranno problemi!</i> – affermò: – <i>per venire&#8230;, non credo; per dormire&#8230;, beh! in fondo ci ho già dormito!</i> – insomma, tutto per lui era già praticamente scontato: ora restava solo mia madre, da spiegarle perché Luca sarebbe rimasto qua a dormire. Quindi Luca si alzò, e gattonò fino ai miei pantaloni, e cominciò a segarmi. Il mio leoncino biondo mi sembrava felice col mio uccello in mano: mi ricordava tanto la scena in cui mangiava la banana; poi lo scappellò. Una bella e arrapante leccatina allo scroto e poi su su fino a culminare in un in bocchino: sembrava il premio per quello che gli aveva appena proposto; tirava e succhiava, succhiava e tirava tenendomi il pene alla base, e quasi non lo si vedeva, tra la mano e la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, se non per quel pezzettino che ogni tanto compariva quando risaliva. Non godevo però: il pensiero che lo facesse solo per darmi un contentino, mi disturbava; e anche se fossimo lì rimasti per tutta sera, non sarei venuto, neanche se lui mi pregava.<br />– <i>Dai, Luca lascia! Sono già venuto oggi!</i> – lo dissuasi; ma lui niente: a quelle parole, riprese a succhiare con maggiore vigore di primi, quasi volesse forzarmi col risucchio l’uscita dello sperma.<br />– <i>Dai, Luca basta!</i> – gli ordina, e visto che lui non s’arrestava, mi trassi indietro col bacino, sottraendogli il mio pene ancora durello.<br />Luca mi fissò, prima il mio uccello e poi me, chiedendomi implicitamente il «perché?». – <i>Su, che ti accompagno!</i> – dribblai la risposta mi diressi all’armadio.<br />Luca rimase perplesso, seduto sul mio letto taciturno, interrogandomi ancora con lo sguardo depresso. – <i>Allora&#8230;, vediamo che cosa mi metto? Questa o quest’altra?</i> – gli chiesi per stemperare l’atmosfera.<br />– <i>Quella!</i> – m’indicò, sembrando già un po&#8217; più su di morale.<br />– <i>Questa?</i> – mi accertai: – <i>Bene! allora quest’altra!</i> – dispettosamente mi si via proprio quella scelta da lui.<br />Infilai la camicia, ma al primo bottone vidi Luca arrivarmi incontro e abbracciarmi con vigoria, tanto da sentirmi imprigionato, anche se le braccia erano fisicamente fuori, talmente era l’emozione. Poi scese in ginocchio, calandomi le braghe e le mutande, e intraprendete riprese a ciucciarmi. Io, non riuscivo più a muovermi: immobilizzato dal suo muto abbraccio che ancora sentivo avvolgermi; sottomesso alla sua fermezza. Mi spinse contr’al muro, e riabbracciandomi succhiò con maggior risolutezza. Io non sapevo più come rispondere: la determinazione di quel biondino mi aveva sopraffatto; quante volte anch’io avrei voluto buttarmi ai suoi piedi e, senza dir niente, mettermi a succhiarlo; ma non ne trovavo il coraggio. Il mio però non sarebbe stato un atto di sopraffazione, ma di prostrazione; e il mio mite silenzio, un’umile richiesta di poterlo far venire, e assieme godere, introducendo una sì nobile parte di lui in me. Misi una mano sulla sua nuca – come avrei voluto io in segno di benedizione prima di farlo venire –, e spasimando venni.</div>
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Per contattarmi <i>erox06@gmail.com</i> (e-mail e <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/msn/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con msn">MSN</a>) o ponimi domande <a href="http://spreadsheets.google.com/viewform?key=pF_iulAha9AUf_3U0mwbddQ&#038;hl=it">qui</a> anonimamente.<img width="1" height="1" src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/411762708779642870-5611669218901194200?l=cronachediterza.blogspot.com" /></div>
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		<title>Nuovo racconto</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 16:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho pubblicato un nuovo racconto fuori cronologia " Come cominciò... sabato " Consulta l' Indice per l'elenco cronologico dei racconti. Segnalarmi gentilmente gli errori a questo modulo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho pubblicato un nuovo racconto fuori cronologia &#8220;<a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/come-comincio-sabato.html">Come cominciò&#8230; sabato</a>&#8220;
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		<title>La vendetta di Niki</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 15:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Luca era più bello e assorto del solito stamane, e la mia animella dispettosa non poteva far a meno di tramargli dietro, perché in fondo a me dava fastidio vedermi intorno della gente tranquilla – fosse essa persona o animale –; e forse per questo che quando vedevo Niki sopire tranquillo, tutto rotondo, lo stigavo sempre: perché la sua tranquillità mi faceva invidia! – Allora, Luca hai finito di farci il rodaggio al tuo trabiccolo? ]]></description>
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<div>Luca era più bello e assorto del solito stamane, e la mia animella dispettosa non poteva far a meno di tramargli dietro, perché in fondo a me dava fastidio vedermi intorno della gente tranquilla – fosse essa persona o animale –; e forse per questo che quando vedevo Niki sopire tranquillo, tutto rotondo, lo stigavo sempre: perché la sua tranquillità mi faceva invidia!<br />– <i>Allora, Luca hai finito di farci il rodaggio al tuo trabiccolo?</i> – guardò interrogativo: – <i>quando vuoi, dimmi, che lo portiamo a truccare!</i> –.<br />– <i>Si,che ho finito!</i> – disse acidosetto: – <i>e già da un mese!</i> –.<br />– <i>E hai tolto i fermi?</i> –<br />– <i>No!</i> – continuò come prima: – <i>e comunque sarà il tuo un catorcio! e pure vecchio!</i> –<br />– <i>Oh, ma che hai!?</i> –<br />– <i>Ah, fai tu&#8230;, mi hai detto che ho un “trabiccolo”!</i> –<br />– <i>Ma ve’ che non è mica offensivo!</i> –<br />– <i>Ah no&#8230;!</i> –<br />– <i>No! vuol dire:&#8230; ‘aggeggio’!</i> – e si tacque – <i>quindi taci se non sai le parole! o chiedi&#8230;</i> – l’incalzai: – <i>e poi il mio non è neanche così vecchio come credi, &#8230;bello!</i> – dissi ora io acidosetto.<br />– <i>No&#8230;?</i> –<br />– <i>No, saranno sì e no&#8230; dieci mesi che ce l’ho!</i> –<br />– <i>Davvero?</i> –<br />– <i>Certo! Io non ho mica mamma e papà che me lo comprano appena l’ho chiesto! a quattrodic’anni&#8230;</i> – sottolinea, spargendo veleno da tutt’i pori: – <i>Io per un anno sono andato col Ciao, carino!</i> – ma finita la mia filippica, Luca mi guardava cogli occhi lucidi.<br />– <i>Ma perché mi tratti così!?</i> – disse: – <i>delle volte sembra quasi che io ti stia sul <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>!</i> – e fece come per andarsene, ma io lo fermai.<br />– <i>No&#8230;! no&#8230;! dai Luca&#8230; scusa!</i> – e l’abbracciai.<br />– <i>Eh, prima mi tratti male, e poi mi abbracci!</i> – disse tentando ancora di scappare.<br />– <i>Dai, Luca scusa&#8230; scusami</i> – lo strinsi ancora più forte; non l’avrei dovuto trattare così: come un ragazzino viziato non lo era affatto, ma l’invidia certe volte fa dire cose irragionevoli. – <i>&#8230;lo sai che delle volte sono un po&#8217; stronzo!</i> –.<br />– <i>Un po&#8217;&#8230;? Un po&#8217; molto!</i> – mi disse, ma me lo meritavo tutto.<br />– <i>Scusami dai&#8230;, hai ragione!</i> –<br />– <i>Sì, va be’, ma lasciami!</i> –<br />– <i>No, dai&#8230;, resta qua!</i> –<br />– <i>Devo finire!</i> – s’impuntò.<br />– <i>Dai, fallo qua!</i> – lo trascinai tra le mie gambe, sulla mia sedia: non potevo lasciarlo andare, o sarebbe scappato.<br />Senza dir niente si rimise a studiare con me che l’abbracciavo, così – per me – mi diede anche l’implicito assenso ad accarezzarlo in ogni suo dove, su tutto il suo corpo. Per tutto il tempo non lo lasciai andare: sempre un braccio cinto intorno alla vita, sempre una mano sulla schiena o la chioma, volevo essere per lui l’ideale guscio di tartaruga entro cui rifugiarsi, ma sentivo che ancora mi resisteva: – <i>Luchino che fai?</i> – lo accarezzai lungo i fianchi affacciandomi alla sua spalla.<br />– <i>Non chiamarmi così!</i> – disse stizzoso.<br />– <i>Dai&#8230;</i> – lo accarezzai ancora per ricever risposta, ma non rispondeva: – <i>Perché?</i> –.<br />– <i>Perché no!</i> –<br />– <i>Va be’, allora Luchetto&#8230;</i> –<br />– <i>No! neanche quello!</i> – ma che aveva contro gl’ipocoristici? Fors’era per il mio stesso motivo che non amavo di sentir pronunziare il mio nome per intero, ma lui era per gli alterativi.<br />– <i>Allora Cinnazzo&#8230;</i> – provocai.<br />– <i>Mhmm!</i> –<br />– <i>Ma allora come ti debbo chiamare&#8230;?</i> –<br />– <i>Luca! anzi non chiamarmi affatto!</i> –<br />– <i>Ma si può sapere cos’hai oggi?</i> – gli strofinai i capelli.<br />– <i>È che domani ho un compito&#8230;</i> – s’accasciò disperato: – <i>&#8230;e non ci riesco!</i> –.<br />– <i>Oh Luca, a cosa?</i> –<br />– <i>A impararlo&#8230;</i> – e dopo un po&#8217; d’insistenza mi spiegò che quel periodo di storia proprio non riusciva ad entragli nella testa, o meglio ad uscirgli, perché quando ne aveva bisogno che non riusciva a rammentarlo, tipo durante le interrogazioni, fin dalle medie; insomma una sorta di sua nemesi storica. Ma la cosa che più, sentivo, lo disperava era l’idea dell’insuccesso che proprio non digeriva; e strano perché i suoi, mi sembrava, non lo pressassero affatto, ma forse era la sua predisposizione innata all’eccellenza a impedirglielo.<br />– <i>Dai Luca&#8230;, scommettiamo che la sai?</i> – gli accarezzai la sua testolina bionda, ma Luca emise solo un muggito sconfortato. – <i>Oh&#8230; facciamo una pausa&#8230;</i> – proposi: – <i>dai che ti faccio una bella sega!</i> –, e dopo un po&#8217; di moine cedette alla mia sega rilassatrice.</p>
<p>Lo accompagnai al divano con la testa poggiata al braccio e le gambe in centro, poi ne sollevai una per mettermi a sedere.<br />– <i>Perché?</i> – mi chiese.<br />– <i>Perché così sto comodo anch’io, permetti?</i> – o solo lui primino doveva star comodo mentre io gli facevo la mia sega rilassatrice? così m’infilai tra le sue gambe, una davanti e l’altra dietro, e incominciai a sbottonarlo. O che dolce! mentre se ne stava buono buonino a farsi slacciare i pantaloni, poi gli presi il suo notevole fallo: non <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a>, ma già abbastanza barzotto per poterlo segare.<br />– <i>Dove metto?</i> – mi chiese.<br />– <i>Ma metti dove vuoi!</i> – ma cosa vuoi che me n’importi a me di dove metteva la televisione, ché mi stavo godendo la sua bella bega, ormai più famigliare nella mia mano del manubrio della bici o della manopola del motorino.</p>
<div><span>***</span></div>
<p>– <i>Allora, sei più rilassato?</i> – gli chiesi dopo un bel po&#8217; di masturbazione ma senza alcun intento di libiditorio, perché io volevo rilassarlo, non stimolarlo: infatti l’avevo preso appena sotto la cappella.<br />– <i>Sì! però ora devo continuare&#8230;</i> – disse alzandosi sui gomiti.<br />– <i>No! stai&#8230;</i> –<br />– <i>Ma&#8230;</i> –<br />– <i>Stai qui, lo facciamo insieme!</i> –<br />– <i>Ma&#8230;</i> –<br />– <i>Stai lì!</i> – lo bloccai con risolutezza: – <i>Torno subito!</i> – e lo ripoggiai con una mano sul petto. – <i>Allora dov’è?</i> – ritornai col libro.<br />– <i>Ma devo studiare!</i> – ribadì alzando il tono, come io se non avessi capito.<br />– <i>E adesso lo facciamo&#8230; stai tranquillo! Dimmi la pagina!</i> – lo calmai: – <i>L’hai studiato?</i> –.<br />– <i>Sì!</i> –<br />– <i>E allora, dai&#8230; che ripassiamo insieme&#8230;</i> – poi mi rimisi tra le sue gambe, riprendendone l’uccello: – <i>Bene, inizia!</i> –.<br />– <i>Mahhh&#8230;</i> – mi guardò perplesso mentre tenevo il suo uccello; ma era proprio quello il bello!<br />– <i>Tu inizia, che io continuo!</i> – continuai la sega e dop’ancora un po&#8217; di titubanza Luca incominciò a ripetere. Io lo masturbavo e lui ripassava, e quando sbagliava gli stringevo il fallo in modo ch’associasse l’idea del dolore all’errore, e poi correggevo e quindi lui ripeteva; e se diceva tutt’esatto, ogni tanto, scendevo e gli baciavo quella carminia cappella.</p>
<div><span>***<br /></span></div>
<p>– <i>Bene! Allora, visto che sai tutto!?</i> – gli cominciai un’energica sferzatina.<br />– <i>Sì, però dammi che voglio controllare!</i> –<br />– <i>No!</i> – allontanai il libro: – <i>Luca, sai tutto!</i> – e dopo averlo messo via velocemente, gli salii sopra.<br />– <i>E adesso&#8230;?</i> – mi chiese con malizia.<br />– <i>Adesso ti do il voto!</i> – mi fiondai sul suo pene. Quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di primino mi aveva fatto perdere l’intero pomeriggio per il suo ripasso, e ora mi doveva per lo meno una ricompensa: quel contentino che solo lui mi poteva dare; già il sentire il suo lungo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> nel mio cavo orale era per me una rimunerazione più che degna, poi, se mi faceva partecipe anche del suo orgasmo, come sinora sempre aveva fatto, eravamo definitivamente a posto.<br />Luca gridò: un gridolino acuto pervase l’aere e un saporino acre il mio palato: come sperato.<br />– <i>Luca&#8230;</i> – volevo chiedergli; ma mi fermai, perché mi sembrava blasfemo chiedergli se il voto che gli avevo dato gli era piaciuto, data l’estasi sul suo volto. – <i>Vieni sù!</i> – allora lo tirai in piedi, per coricarmelo addosso, ma vista l’ora preferii abbracciarmelo e accoccolarmi con lui a guardare la tivù.<br />Che bello stropicciarsi un primino guardando la tivì, era un po&#8217; come avere un orsacchiotto tutto per me e anche d’una discreta consistenza visto che non si sfaldava come certi pupazzi al primo strapazzo; poi a un certo punto sentii la sua faccia vicina: un bacio m’aspettavo, casto, sulla guancia; ma mi sentii leccarmi a fianco dell’orecchio.<br />– <i>Beh, mah!&#8230; Luca&#8230;!</i> – esclamai portandomi la mano su quell’impronta d’umido che m’aveva lasciato quasi come una basetta d’acqua.<br />– <i>Mm&#8230; così!</i> – disse con <i>nonchalance</i> in risposta alla mia implicita richiesta di spiegazioni.<br />– <i>Cosììì&#8230;?! Te lo do io così!</i> – gli saltai addosso eccitato dalla sua trovata, mentre lui rideva. Io lo sovrastavo e lui rideva: iniziammo una giocosa lotta fatta di risate e solletico, e quel biondino stava avendo la peggio, quando sentii commentare alle spalle: – <i>Dunque è così che studiate!</i> – disse mia madre apparendo dalla cucina.<br />– <i>Oh oh!</i> – bisbigliò subito Luca portandosi le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> a chiudere la patta, per fortuna che lo schienale lo nascondeva.<br />– <i>Dai, muoviti!</i> – intanto io andai. – <i>Allora ma’&#8230;</i> – dissi come riempitivo per prendere tempo.<br />– <i>Cosa?</i> –<br />– <i>Niente&#8230;!</i> – tanto era solo per perdere tempo, e dare modo a lui di sistemarsi, infatti arrivò d’improvviso tutto puntino<br />– <i>Ciao allora&#8230; io vado! Ci vediamo domani! Ciao!</i> – saluto anche mia madre, per la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/prima-volta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con prima volta">prima volta</a>, con un «ciao» per la fretta, scomparendo poi per la tromba delle scale.</p>
<div><span>***<br /></span></div>
<p>Stavo bevendo a collo ribeccandomi l’ennesima la romanzina da mia madre, quanto Luca rientrò dalle scale con la faccia sconvolta. – <i>Beh&#8230;?</i> – esclamò lei vedendolo che sembrava appena aver visto un fantasma; a me invece la sua espressione suscitava un sacco di risa.<br />– <i>C’è&#8230; c’è Niki sul mio scooter&#8230;</i> – balbettò; benedetto d’un gatto: ce l’aveva quel brutto vizio!<br />Subito mi misi le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> tra i capelli per assumere anch’io una faccia sconvolta: – <i>Beh&#8230;, caccialo via!</i> – gli risposi con ovvietà.<br />– <i>Ma ho paura che me lo graffi&#8230;!</i> – sembrandomi così pìcciolo, che subito cercai lo sguardo di mia madre per irriderlo, ma lei si raccomandò: – <i>Dai aiutalo!</i> – con fare compassionevole; in fondo c’aveva ragione: un primino andava aiutato, non deriso, e così lo accompagnai per un braccio a vedere il motorino.<br />Era un <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/amore/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con amore">amore</a> vederlo scendere le scale così timidamente preoccupato, mi faceva una tenerezza assurda, specie se pensavo alla nullezza del suo cruccio ch’eppure gli faceva uno sguardo così dolcemente turbato da non potermi però esimere dallo spauricchiarlo! Aprii la porta; ed eccola là la vendetta di Niki, che per averlo <a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2009/03/lavaggio-di-niki.html">lavato</a> ora si toelettava, per una legge del contrappasso, fieramente sul suo scooter, quasi fosse su di un piedistallo.<br />– <i>Luca, mi raccomando, non muoverti!</i> – lo vidi impietrirsi.<br />– <i>Perché?</i> –<br />– <i>Perché dopo, se si spaventa, scappa e ti graffia la sella&#8230;</i> – il suo sguardo si fece d’un bianco che pareva svenirsi all’idea di trovarsi uno squarcio sul motorino (nuovo): – <i>lascia fare a me!</i> –.<br />Lemme mi avvicinai per aumentare la tensione e facendogli cenno di tanto in tanto di non fiatare, così da vederlo col groppo in gola, poi giunto in prossimità di Niki l’afferrai ratto, mentre ancora si lavava. – <i>Preso!</i> – gridai esibendolo come un trofeo, e Luca subito s’avvicinò per fargli un «<i>veeehh</i>» che suonava di tutte le raccomandazioni del mondo, poi si chinò a controllare lo scooter.<br />– <i>Ma no&#8230;!</i> – lamentò mentre crogiolavo Niki.<br />– <i>Che c’è?</i> –<br />– <i>M’ha graffiato lo scooter!</i> – disse indicando le carene, avendo come un moto stizza in cui non sapeva quasi se prendersela con quel batuffolo in fusa tra le mie <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> o se perdonarlo per la sua incoscienza.<br />– <i>Dove?</i> –<br />– <i>Qui!</i> – m’indicò sotto la sella.<br />Vidi un piccolo rigo sottile un fil di capello: – <i>Hai ragione! hai fatto bene a dirmelo: così ora lo picchio!</i> – alzai la mano, ma lui: – <i>NOO!!!</i> – mi fermò il braccio: – <i>Ma poverino!!</i> –.<br />– <i>Ma poverino de che!? T’ha graffiato lo scooter!</i> –<br />– <i>Sì&#8230;, ma non è colpa sua! non l’ha fatto apposta!</i> – sì, in fondo era solo un gatto&#8230;, non avrebbe potuto farlo con intenzionalità (o no?); tanto, comunque, non avrei picchiato il mio micio: non era mica il mio scooter quello &#8230;; poi Luca tornò a ridisperarsi come un primino lagnoso.<br />– <i>Uffa&#8230; ma <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>!</i> – continuava a guardare il suo motorino “graffiato”, mentre io mollavo il gatto.<br />– <i>Fa’ vedere, vah!</i> – intanto lui continuava calpestare come un Paperino inocato: – <i>&#8230;ma questo non te l’ha fatto un gatto!</i> – dissi.<br />– <i>Ah no&#8230;!</i> –.<br />– <i>Luca, il gatto non fa free climb per salirti sul motorino; ci salta!</i> – lo ammutolii immediatamente.<br />– <i>Ma allora cos’è?</i> – non voleva però arrendersi ad attribuire la colpa a qualcun altro.<br />– <i>Mah&#8230; l’avrai fatto tu&#8230;</i> – l’imbeccai.<br />– <i>E come!?</i> –<br />– <i>Luca&#8230; queste carene sono belle, ma si graffiano con niente! guarda il mio&#8230;, ch’è solo lavato!</i> – e si precipitò a osservarlo tutto micrograffiato da graffiature circolari. – <i>Comunque, dai&#8230;, con un po&#8217; di Polish va via tutto!</i> –.<br />– <i>Come&#8230;</i> –<br />– <i>È un prodotto per levare i graffi! lo usa mio padre lava l’auto!</i> – Luca mi guardò come per chiedermi di non dargli false speranze: – <i>Dai, faccio così: un giorno di questi, quando vieni, li laviamo e ce lo diamo&#8230;</i> – dissi per confortarlo, ma lui&#8230;<br />– <i>Ehm&#8230;</i> – mormorò, ciondolando come un bimbetto vergognato: – <i>non è che si potrebbe fare domani?</i> – domandò velocemente.<br />– <i>Va be’, dai&#8230; facciamolo domani!</i> – l’accontentai&#8230;</div>
<div>Consulta l&#8217;<a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/indice.html">Indice</a> per l&#8217;elenco cronologico dei <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/racconti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con racconti">racconti</a>.<br />
Segnalarmi gentilmente gli errori a questo <a href="http://spreadsheets.google.com/embeddedform?key=pF_iulAha9AWNH0gAjTl4Cw">modulo</a>.<br />
Per contattarmi <i>erox06@gmail.com</i> (e-mail e <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/msn/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con msn">MSN</a>) o ponimi domande <a href="http://spreadsheets.google.com/viewform?key=pF_iulAha9AUf_3U0mwbddQ&#038;hl=it">qui</a> anonimamente.<img width="1" height="1" src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/411762708779642870-5333328267823805892?l=cronachediterza.blogspot.com" /></div>
</p>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 23:19:00 +0000</pubDate>
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<div>– <i>Beh, almeno a me una donna me l’ha toccato in vita mia!</i> – replicò Luca vendicativo in risposta a una mia provocazione giocosa, mandandomi diritto nel panico (manco m’avesse fatto una sua mossa d’<i>aikido</i>!). Chi? Come? Quando? subito mi venne in mente sua madre che gli toccava il pisellino da piccolo mentre gli faceva il bagnetto, ma poi compresi ch’era inverosimile, persino per lui, ch’elevasse quella figura materna a icona femminile, per di più in accezione erotica, di “donna”; ma allora chi era quella sciagurata? – <i>Chi scusa?</i> – domandai con pacatezza per celare il mio rovello interno.<br />– <i>La dottoressa!</i> – esclamò, scontando ch’io conoscessi ogni minuto della sua vita –  quella che me l’ha scappellato! – precisò: aaha&#8230; ‘<a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/il-malatino.html">quella</a>’ dottoressa&#8230;<br />– <i>Ah, beh&#8230;, ma, se è per quello, allora anche a me una dottoressa me l’ha toccato in vita mia!</i> – e a differenza sua non c’era mia madre con me nella stanza!<br />– <i>Quando?</i> –<br />– <i>Boh, sarà stato in prima media&#8230;, durante la visita credo&#8230;</i> – Cacchio! ma allora anche a lui l’avranno fatta &#8230; – realizzai – quindi non eravamo affatto pari quanto a toccatine da quelle parti&#8230;<br />– <i>Come!?</i> – esclamò stupito.<br />– <i>In prima media! Non ve l’hanno fatta la visita?o forse eri ammalato&#8230;</i> –<br />– <i>Sì&#8230;, forse&#8230;,</i> – smozzicò rammentando: –  ma a me non l’ha toccato! – beh, meglio! comunque non avrebbe potuto dimenticarselo se fosse <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/successo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con successo">successo</a>, visto che si ricordava quella volta in cui aveva nove anni! Probabilmente, allora, era soltanto la nostra dottoressa, la pervertita che si divertiva a toccare i pistoletti di noi ragazzini delle medie. – <i>Ma che ti ha fatto?</i> – mi chiese interessato: avevo acceso la sua curiosità pruriginosa.<br />– <i>Niente,</i> – mi atteggiai a figo: – <i>più o meno quello che ha fatto a te!</i> – e mi fece segno dello scappellamento – <i>Beh&#8230;, a me non l’ha aperto, e poi prima mi ha toccato le palle!</i> – specificai.<br />– <i>Ma allora te l’ha toccato o no?</i> – a lui interessava solo sapere se l’avessero toccato anche a me o se era soltanto lui l’unico detentore di quell’insolito primato.<br />– <i>Sì! ma non come a te!</i> –<br />– <i>Cioè?</i> –<br />– <i>Cioè me l’ha scappellato&#8230;</i> –<br />– <i>&#8230;pure a me!</i> –<br />– <i>Mhmm, ma lasciami finire! A te l’hanno “aperto”, nel senso di ‘scappellato per la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/prima-volta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con prima volta">prima volta</a>’; a me no, invece! e poi io non ce l’avevo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a>&#8230;</i> – e questo per me era motivo d’orgoglio, perché significava che io, al contrario di lui, non ero un ragazzetto che non andava in eccitazione per ogni nonnulla, compresa una dottoressa racchia! e poi c’era la questione della madre anche: che nel mio caso non era dentro con me nello studiolo a guardare, ma forse su questo aspetto era meglio sorvolare se non volevo farlo incazzare, come spesso succedeva se gli si sottolineava un qualcosa che, secondo lui, potesse farlo sembrare ‘piccolo’. Ma l’attenzione di Luca era incentrata tutta s’un unico aspetto: – <i>Ma allora perché te l’ha fatto?</i> – mi chiese con la faccia che sembrava un punto interrogativo.<br />– <i>Per controllarmi se s’apriva! Vieni, che ti mostro!</i> – lo presi per un braccio e lo trascinai con me sino al divano; non c’entrava un cacchio, ma dopo tutto quel parolare di scappellature e toccamenti, mi era venuto voglia di toccarglielo, solo che non sapevo che pretesto trovare.</p>
<p>Luca si lasciò trasportare tranquillamente, come un bambino condotto per mano incapace d’esprimere una propria autonoma volontà; non l’avevo mai visto così mansueto: mi pareva recasse la scritta: «fai di me quel che vuoi», e io lo feci: – <i>Dai spogliati!</i> –.<br />– <i>Perché&#8230;?</i> –<br />– <i>Devo farti vedere cosa m’ha fatto&#8230;, allora spogliati: io ero in mutande!</i> – e il bello è che lui non mi aveva chiesto un bel niente, ma iniziò ugualmente a spogliarsi. Bravo, bravissimo, mi piaceva troppo vederlo seminudo, specie che ora quella <i>mise</i> gli s’addiceva così bene alla sua docilità: – <i>No, lascia! La canottiera ce l’avevo&#8230;</i> – perfetto, ora esattamente com’ero io allora, solo che lui era più carino di me.<br />Senz’obiettare seguì i miei consigli di mettersi sul divano e mentre m’ubbidiva, gli sarei saltato addosso mordicchiandogli quella spallina nuda, che sembrava spoglia apposta per me. – <i>Mmm&#8230; bene! dunque&#8230;,</i> – rimasi incantato dalla sua beltà.<br />– <i>Allora&#8230;?</i> – fu lui a spronarmi.<br />– <i>Dunque! va beh&#8230;, lei prima mi ha pesato e misurato&#8230;</i> – ma questo l’avevamo già fatto&#8230; – <i>&#8230;poi mi ha fatto stendere, come te adesso, e</i> (a tradimento) <i>m’ha tirato giù le mutande!</i> – che a pensarci bene non dovevo essere tanto diverse dalle sue di adesso, solo che io allora avevo undic’anni, non quattordici! Poi notai che il suo bel randazzo s’evidenziava già vistosamente <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a> sotto la canottiera, che per fortuna lo ricopriva, ma la sua sagoma mi creò ugualmente imbarazzo, forse perché m’immedesimavo troppo, col lui d’adesso, nel me d’allora; poi Luca m’acconsentì ad abbassargli le mutandine e così con un brivido di libidine, fu come se scoprissi lui adesso e me allora. Rimasi un’altra volta incantato dalla sua nudità, o per meglio dire dalla sua genitalità, anche se ora era soltanto quella dei maroni: ma dov’altro lo trovavo un più bel paio di maroni di quei due penduli testicoli! –  Poi mi ha toccato i maroni! – gli dissi, e glieli presi proprio come lei allora, per fargli sentire lo stesso senso di fastidio che mi diede, isolandogli per bene una gonade fra le dita: – <i>Ricordo che mi diede un fastidio tremendo&#8230;</i> – commentai, infatti, anche lui movette la gamba infastidito.<br />– <i>Sì! dai&#8230;</i> –<br />– <i>Aspetta, mi ha fatto anche l’altro&#8230;</i> – e gl’isolai anche quell’altro testicolo: mi piaceva troppo sentire quella fava dura dentro il suo sacco scrotale, e poi io ero un patito delle “ricostruzioni”e se le facevo, le facevo per bene&#8230;<br />– <i>Dai&#8230;!</i> – ripeté infastidito: – <i>Poi che ha fatto?</i> –.<br />– <i>Mi sono sentito toccare il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>!</i> – e finalmente svelai il pezzo da novanta: mamma che cannone! era già <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a> in canna! – <i>Vabbè, il mio poi non era così <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a>&#8230;</i> – e neanche così lungo!<br />– <i>Mmm! poi&#8230;</i> – a lui interessava solo ch’io arrivassi al dunque.<br />– <i>&#8230;me l’ha preso qua</i>(sotto la cappella)<i> e ha tirato su e giù per veder se scorreva!</i> – e io per mostrargli quella cretinata, avevo fatto tutta quella pantomima&#8230; -_-&#8217; ! poi presi a masturbarlo.<br />– <i>Beh, e non te l’ha misurato?!</i> – chiese Luca quasi stupito.<br />– <i>Ma Luca&#8230;, era una dottoressa, mica una maniaca!</i> – ma che razza di visite s&#8217;immaginava lui&#8230; con dottoresse in <i>guêpière</i> e calze a rete? – <i>e non credo che l’abbiano fatto neppure a te&#8230;</i> –.<br />– <i>No&#8230;, però mi ha commentato&#8230;</i> – disse con lo sguardo furbettino, come a lasciarmi intendere chissà quali apprezzamenti per le sue misurine intime.<br />– <i>Ma che <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> vuoi ch’abbia commentato!</i> – replicai io.<br />– <i>Niente&#8230;, però ha detto che “c’ero”&#8230;</i> – continuò.<br />– <i>“c’eri”&#8230;!? &#8230;a nove anni?!</i> –<br />– <i>Veh, ch’ero così&#8230;!</i> – mi mostrò la sua mano.<br />– <i>E allora, quelli saranno, sì e no, otto &#8211; nove centimetri al massimo&#8230;</i> – gli ridimensionai il suo grand’affarino, poi ripresi a masturbarlo lungo tutti quei centimetri; ora sì, che si poteva dire che, in effetti, c’era&#8230;: sembrava di scorrere la mano lungo un tondino di ferro, <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a> e caldo, oltreché lungo! inoltre, era impressionante vederlo con quell’affare così saldamente innervato al suo figurino, propri ora che dalla nudezza traspariva tutta la sua esilità.<br />Gli poggiai una mano sul ventre per seguitarlo respirare, e che bello sentire tutto quel corpicino indaffararsi alla meta dell’orgasmo: doveva essere decisamente l’attività naturale più completa che il nostro organismo potesse fare: tutti i muscoli contratti in attesa dello spasmo, la circolazione in fermento, la mente rivolta a un unico traguardo e quelle manine, le sue manine, in vano cercare qualcosa d’afferrare; gli misi in mano l’uccello e subito Luca lo strinse. Incominciò a masturbarmi, ma l’impulso di vigore che mi diede, lo riversai immediatamente sul suo pene, di lui che ora iniziava ad ansimare. Vidi il suo fisico tendersi, la schiena inarcarsi, e lo svibradurai, e Luca vociò il suo primo gemito di godimento. Mentre glielo rollavo, mi chiedevo come mai sua madre non avvertisse proprio adesso, a quattordici anni – che si avvicinava all’età giusta per fare <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> – , la necessità di portarlo a un’altra bella visita andrologica il suo bell’ometto; anzi, mi sarei offerto io stesso di fargliela, persino davanti a lei: gli avrei controllato io la discesa dei testicoli, la loro dimensione, l’evaginazione del glande, e pure la sensibilità balanica alla stimolazione orale, in luogo di quella vaginale, cosa che immediatamente feci. Mi tuffai su quella cappella affusolata e riflettei su quanto una donna, pur toccandoglielo con dovizia, non avrebbe mai potuto regalargli quello ch’io, in quel momento, gli donavo con la mia devozione: iniziai con profondi risucchi di gola e a maneggiargli i testicoli nel mentre coll’altra gli brandivo saldamente l’asta; e al terzo quasi mio colpo di singhiozzo, per via del suo pene fino in gola, sentii finalmente la sua fontana.</p>
<p>Luca smise pian piano di gemere e di stringermi pene, e io il suo ormai snerbo; era incredibile per me come un coso così grosso e <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a> potesse restringersi e divenire quella cosina così umile e tenera, che poggiandomi sul suo ventre, chiudendo un occhio, mi pareva ora terminare con una breve proboscidina rughettata, ora che fosse essa stessa una lunga proboscide liscia, e là in fondo la peluria bionda che io tanto amavo carezzare. Mi levai per baciarlo su quella tremenda pisellessa, ma quando mi alzai, Luca mi trattenne: – <i>Dove vai?</i> – mi disse: – <i>adesso tocca a me!</i> –.<br />– <i>Cosa?</i> –<br />– <i>Afarti vedere quello m’ha fatto!</i> –<br />– <i>Va be’&#8230; però io non mi spoglio!</i> – precisai fin da subito.<br />– <i>Va bene&#8230;</i> –<br />– <i>&#8230;al massimo mi tiro giù le mutande, fino alle caviglie&#8230;</i> –<br />– <i>Va be’, tanto anch’io ero così!</i> –<br />– <i>Ma come&#8230;!</i> – l’aveva visitato con la camicia e tutto il resto indosso?: – scusa, ma come ha fatto a visitarti? –.<br />– <i>Ma non mi ha visitato; ero andato là apposta per quello!</i> – cioè per farselo scappellare&#8230;? no, basta! di quella vicenda non volevo più sapere nient’altro!<br />– <i>Beh&#8230; toh! allora&#8230;</i> – mi tirai giù la tuta, ma quando venne il momento delle mutande&#8230;<br />– <i>No,’ spetta! faccio io; me le ha tirate giù lei&#8230;</i> – argh! Luca&#8230;basta! Mi veniva voglia di piangere: come avrei voluto far parte di quel capitolo della sua vita; magari, essere anche solo l’assistente di quella dottoressa per potergli stare vicino&#8230;; poi mi abbassò le mutande col mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che a banderuola gli puntò subito contro. Su suo invito mi distesi sul divano di sghimbescio, e Luca lamentò che quella non era la posizione giusta.<br />– <i>Luca se ti va bene è così, se no è lo stesso&#8230;</i> – m’impuntai: gli dovevo pur far vedere,ogni tanto, ch’ero io il più grande!<br />– <i>Okay&#8230;</i> – disse Luca smorzando subito i toni, poi mi prese i maroni brandendoli con gran soddisfazione; ma non di quella che hai quanto fai a qualcun altro quello che lui t’ha fatto prima, ma proprio di quelle che ti prendono quando gremisci un gran bel paio di maroni che ti riempiono il palmo.<br />– <i>Allora, è adesso che t’ha detto che “c’eri”&#8230;?</i> – provocai.<br />– <i>No, prima! quando mi ha tirato giù le mutande&#8230;</i> – mannaggia&#8230;! avrei voluto saltargli addosso!<br />– <i>Va bene allora cosa t’ha fatto?</i> –<br />– <i>E&#8230; me la scappellato!</i> –<br />– <i>Così&#8230;, subito!?</i> –<br />– <i>Yesss!</i> – e me lo prese in procinto di scappellarlo.<br />– <i>E tu hai gridato&#8230;</i> – ricordai.<br />– <i>Sì!</i> – ricordavo bene!<br />– <i>Allora inizio&#8230;</i> – e appena mi aprì di poco il pene, iniziai: – <i>uè&#8230; uè&#8230; uè&#8230;</i> – imitando il verso del neonato.<br />– <i>Non è vero! Non ho fatto così!</i> –<br />– <i>E invece sì!</i> – continuai: – <i>gnueh&#8230; gnueh&#8230;</i> – allora Luca me lo scappellò di colpo infilandolo mezzo in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>.<br />– <i>No, aspetta! Menamelo prima!</i> – protestai, allora iniziò a sferzarmelo rudemente, stringendomi quasi al limite del dolore e scappellandolo a ogni discesa; era veramente eccitante così irruente: mi ricordava tanto il primino che avevo conosciuto al mare&#8230;, e poi mi chiese: – <i>Te lo scappello anche?</i> –.<br />– <i>Sì, certo!</i> – e con una scappellatina e una leccatina alle dita, i suoi polpastrelli si trovarono presto a strusciare sul mio glande.<br />– <i>Ahh&#8230; Luca&#8230;</i> – gemetti volgendo lo sguardo indietro e quando reclinai di nuovo il capo, lo vidi girarmi attorno al solco balanico con la lingua libidinoso: – <i>Dai&#8230; Luca vai!</i> – l’incitai, ma Luca continuò a leccarmi, a svibradurarmi, a tocchicchiarmi nuovamente sulla punta; insomma, di tutto tranne farmi venire. Continuò con quelle pratiche sado-erotiche fino a farmi implorare per venire, e solo allora decise magnanimante di concedermi l’orgasmo. Mi sentivo umiliato, ma, mentre colle <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> gli tenevo il capo, a ogni affondo gridavo il suo nome: guardavo quella cucuzza bionda muoversi su e giù e intanto lo ringraziavo fino all’orgasmo.<br />Luca continuò a ciucciarmi anche quand’era finita; sembrava quasi volersi divertire a ballonzolarmi il pene con la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, come un cane che non voleva mollare il suo osso, poi finalmente smollò il boccone. – <i>Non sei venuto molto!</i> – mi criticò com’ultimo atto d’umiliazione, quasi m’avesse voluto far capire che m’aveva colto in flagrante dopo una masturbazione.<br />– <i>Eh&#8230; sono venuto l’altro ieri&#8230;</i> – mi scusai, oramai era come se fosse doverosissimo venire insieme, come una coppia d’usitati amanti, soltanto l’un per man dell’altro; e quindi s’accoccolò sul mio corpo gentile, dop’essersi ricomposto, giochicchiando col mio pene sino all’arrivo di mia madre.</div>
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		<title>Malanno</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 05:02:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ ...– Dai, Anna... – brontolai, ed ella s’allontanò; però, bastava poco per dissuaderla: una semplice enne al posto d’una emme , una dentale al posto d’una labiale, e subito quella semplice frase, che altrimenti poteva sembrare di dolce finta-ritrosia, risuonava fredda e distaccata, tanto da far desistere anche il più amorevole cuore di mamma. Non lo facevo per cattiveria, ma è che, a sedic’anni, non è dignitoso farsi abbracciare dalla mamma, neanche se hai la febbre a quaranta, sei distrutto sul divano di casa, e son tre giorni che non vai più nemmeno a scuola! – Oh..., scusa se volevo sentirti la febbre! – No, lei valeva abbracciarmi; il che era diverso! – Ma vattene! – l’esclamai con la voce supina e nasalizzata per il cuscino contro la faccia. ]]></description>
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<div>&#8230;– <i>Dai, Anna&#8230;</i> – brontolai, ed ella s’allontanò; però, bastava poco per dissuaderla: una semplice <i>enne</i> al posto d’una <i>emme</i>, una dentale al posto d’una labiale, e subito quella semplice frase, che altrimenti poteva sembrare di dolce finta-ritrosia, risuonava fredda e distaccata, tanto da far desistere anche il più amorevole cuore di mamma. Non lo facevo per cattiveria, ma è che, a sedic’anni, non è dignitoso farsi abbracciare dalla mamma, neanche se hai la febbre a quaranta, sei distrutto sul divano di casa, e son tre giorni che non vai più nemmeno a scuola!<br />– <i>Oh&#8230;, scusa se volevo sentirti la febbre!</i> – No, lei valeva abbracciarmi; il che era diverso!<br />– <i>Ma vattene!</i> – l’esclamai con la voce supina e nasalizzata per il cuscino contro la faccia.<br />– <i>Ooh! Veh, dolcezza, che oggi sono stata a casa per te!</i> – mi rinfacciò.<br />– <i>E chi te l’ha chiesto!?</i> – ribattei io con la voce ancor più nasalizzata per la faccia conficcata dentro il cuscino, poiché il mio comportamento non s’addiceva a quella situazione, e io lo sapevo, però non potevo neanche tornare indietro per quella natural “sprezzanza” giovanile che pungola l’orgoglio nel momento del confronto.<br />– <i>&#8230;“Chi me l’ha chiesto”? C’hai un bel coraggio!</i> – glissò con flemmatico autocontrollo: – <i>Sei qui con la febbre a trentanove e secondo te io ti lascio a casa da solo!?</i> – ma che palle! ma perché non se n’andava e mi lasciava fare una bella sega! – <i>Piuttosto, l’hai presa la medicina?</i> –.<br />– <i>Ma Sììììì!!!!</i> – beh, ma insomma&#8230;, non ero mica un bambino!? non c’avevo mica diec’anni!? e per fortuna che la porta suonò.<br />Tra gli acufeni e i fruscii per l’otite, mi parve d’odire la voce argentina di Luca; o Luca&#8230; Luca&#8230; dove sei? (l’invocai al mio capezzale) perché non giungi a me, se sei qui? ma forse sei solo l’illusorio frutto d’una mia allucinazione. Poi, dopo un interminabile quarto d’ora, ella tornò: – <i>Chi era?</i> – le chiesi.<br />– <i>Era Luca; era venuto a trovarti, ma l’ho dovuto mandar via: devi riposare!</i> – decreto: – <i>Smh!!</i> – emise uno sbuffo misto di riso e fastidio trattenuto: – <i>però se insisteva&#8230;, devi proprio avergli preso&#8230;!</i> – commentò e si allontanò con altre farneticherie.<br />Tornò poco dopo, per dirmi che sarebbe andata via e tornata al più presto.<br />– <i>Sì, brava&#8230; va’!</i> – va’ e lascia a casa il tuo unico figlio, solo e con la febbre alta: febbricitante&#8230;</p>
<p>La porta si chiuse, e finalmente potevo spararmi le mie belle seghe ripensando al mio Luca.</p>
<div><span>***<br /></span></div>
<p>Mi stavo sparando un gran bel segone, quando la porta risuonò: «<i>Mmm&#8230; ma cheppalle! Ma non se le può prendere dietro, le chiavi!</i>» lamentai, per non inveire contro mia madre, poi andai alla porta ad aprirle, ma mi trovai davanti Luca: – <i>Beh!</i> – esclamai sbigottito.<br />– <i>Ciao&#8230;</i> – mi disse col suo visino dolce e il casco sott’al braccio.<br />– <i>Ma come hai fatto?</i> – m’affacciai per controllare che non ci fosse mia madre, poi mi ritirai per i rigori del freddo.<br />– <i>Eh&#8230;, ho scavalcato!</i> – affermò candidamente: il mio piccolo saltacinte <img src='http://www.raccontieroticichat.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> <br />Pensai un momento se farlo entrare o no, poi lo trascinai dentro: – <i>Dai, entra! Non stare sulla porta, ch’ho freddo!! Ma che ci fai qui?</i> –.<br />– <i>Son venuto a trovarti!</i> – disse mentre lo tiravo dentro: – <i>Tu <a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/il-malatino.html">sei venuto</a> a trovare me&#8230;</i> – si legittimò.<br />– <i>Sì!</i> –<br />– <i>e allora anch’io!</i> – rimarcò la reciprocità della cortesia; sarà&#8230;, ma a me la cosa non suonava ancora chiara.<br />– <i>Ma tra un po&#8217; ritorna mia madre&#8230;</i> – l’avvisai e lui sapeva bene il perché.<br />– <i>Va be’, ma vado via presto!</i> – assicurò; insomma, voleva rimanere: chiusi la porta e lo feci accomodare. La sua presenza inaspettata però mi stava conturbando e il mio pene lo rivelava, infatti ma toccai; ma il suo sorriso malizioso, mi disturbò però: quasi fosse venuto lì apposta per quello; poi c’era anche la questione di mia madre che mi preoccupava: vabbè, in fondo cazzi suoi&#8230;, sarebbe toccato a lui doversi giustificare e per l’autoinvito e per l’essersi intrufolato – compiendo, tra l’altro, una violazione di domicilio –, dopo il divieto ricevuto.<br />Ci sedemmo abbastanza taciturni a guardare la tivù, in fondo dopo i primi convenevoli cos’altro avevamo da dirci, e poi lo vedevo piuttosto impaccio in quella situazione, forse per quella cosa che – sospettavo – era venuto a chiedermi e che ora, si era accorto, non poteva chiedermi più. Continuavo ad osservarlo quel primino, ma lui niente: non si tradiva; continuava a guardare imperterrito la tivù e a sembrar soddisfatto soltanto da quello, dallo stare insieme a me: di fare, insomma, l’amico ch’era venuto semplicemente a trovare l’amico. Forse mi sbagliavo a pensare su di lui, a vederlo solo come un primino assetato di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>; forse ero troppo prevenuto nei suoi confronti.<br />– <i>Sei stanco?</i> – mi chiese mentre <i>spigozzavo</i>.<br />– <i>Mh!</i> – confermai, ripensando a quanto mi sarebbe piaciuto poggiarmi sulla sua spalla.<br />– <i>Stenditi, dai&#8230;</i> – m’invitò sulle sue gambe, facendone segno con la mano.<br />Mmm, stendermi sulle gambe di un primo? la proposta, anche, mi allettava&#8230;, ma mi sembrava anche dargli troppa importanza (lui si sarebbe trovato in una posizione di naturale vantaggio e io d’inevitabile sudditanza) e di rendermi ridicolo (io sulle ginocchia di uno più piccolo!); e poi, scusa&#8230;, ma, se mi rifiutavo di accettare le coccole da mia madre, perché mai avrei dovuto accettare di stendermi sulle sue gambe!? – <i>No,</i> – (grazie&#8230;) rifiutai.<br />– <i>Su!</i> – m’incoraggiò. Evidentemente il non mio diniego non gli era sembrato così convinto.<br />– <i>Ma vah&#8230;</i> –<br />– <i>Dai!</i> – insistette, e allora io, convinto dal suo bel faccino, mi calai. Giunsi a pochi centimetri dal suo florido pacco, e finalmente realizzai: – <i>Veh, Luca che oggi proprio non ci riesco&#8230;!</i> – mi rialzai e lui mi guardò perplesso: – <i>Non ce la faccio proprio a prenderlo in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>! ho il vomito solo appena mangio!</i> –.<br />– <i>Ma secondo te!</i> – mi sclamò quasi scandalizzato: – <i>Io sono venuto solo a trovarti, come hai fatto te!</i> – e in quel «<i>te</i>», cioè <i>me</i>, non dovevo leggere, dal suo tono, quello che gli avevo fatto: la sega, il bidè, l’accompagnamento al letto; ma le coccole, lo star tranquillamente insieme, le carezze; quindi mogio mi calati sulle sue gambette sottili, zittito. Luca subito iniziò a carezzarmi i capelli e subito anche il sorriso comparve sul suo volto, era veramente bello star lì: le sue gambe erano d’una confortezza infinita, d’una comodità che mai avrei immaginato prima, senza provarle; e intanto mi guardavo il mio bel primino carezzarmi, poi il mio sguardo cadde sulla sua patta paurosa: indossava quei jeans stretti stretti in vita, ma che gli facevano un pacco mostruoso; una collina, insomma, d’inconcepibili proporzioni, a cui non si poteva resistere. Chiusi gli occhi, e mentre lui mi carezzava, io col pensiero accarezzavo il suo boffice pacco, poi mi c’intrufolavo dentro ed era già <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a> per me il suo ottimo fallo; aaahhhhh&#8230;, se solo avessi potuto&#8230;, ma mi sentivo immobilizzato: il mio maghetto mi aveva un’altra volta stregato, ed ora non riuscivo più a muovere la mano, vicino al suo sedere, per portarla suo nobile pacco. Come avrei voluto che l’avesse tirato fuori e postomelo direttamente dentro la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, già scappellato, allora l’avrei succhiato com’un immenso ciucciotto: qual era! Sì, avrei iniziato a fare proprio come da piccolino, quando stavo sulle gambe di mia madre, proprio su quel divano, e succhiavo il mio ciuccio – vezzo che avrei tenuto fino ai quattr’anni –, e lei mi carezzava; quanto mi piaceva&#8230; proprio come ora mi sarebbe piaciuto ciucciare il suo grande ciucciotto. La mia mente vagava come una nuvola eterea pei pensieri del dormiveglia, soffermandosi, or qua, or là, sulle fantasie più gradite, proprio come quanto la mente rilassata, prima del riposo, svolazza tra il mondo e il sogno, sconoscendo qual è la realtà.</p>
<p>Al mio risveglio Luca più non c’era, ma vidi lei con le sacche della spesa.</p></div>
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		<title>Mal di testa</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 05:50:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Mollai i compiti per buttarmi sul divano, proprio non ce la facevo ad andare avanti: il mal di testa non mi dava tregua e più leggevo, più cresceva; poi arrivò Luca a interrogarmi su come stavo: – Allora, come va? –. – Eh, dammi tempo! Ho appena preso la Tachi! – proferii abbastanza scazzato: – Dai, siediti! – poi mi poggiai sullo schienale sperando che guardare all’insù mi facesse scemare l’effetto, ma niente: erano anni che curavo così le mie emicranie episodiche, e proprio quel giorno sembrava non voler funzionare. ]]></description>
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<div>Mollai i compiti per buttarmi sul divano, proprio non ce la facevo ad andare avanti: il mal di testa non mi dava tregua e più leggevo, più cresceva; poi arrivò Luca a interrogarmi su come stavo: – <i>Allora, come va?</i> –.<br />– <i>Eh, dammi tempo! Ho appena preso la Tachi!</i> – proferii abbastanza scazzato: – <i>Dai, siediti!</i> – poi mi poggiai sullo schienale sperando che guardare all’insù mi facesse scemare l’effetto, ma niente: erano anni che curavo così le mie emicranie episodiche, e proprio quel giorno sembrava non voler funzionare. Luca mi si sedette accanto, prendendomi il braccio e appoggiandosi con testa alla mia spalla, ma io malintesi il suo gesto di puro e semplice affetto: – <i>Dai, Luca, non ne ho voglia&#8230;, non vedi che sto male? e tu insisti!</i> – mi mollò amareggiato, ma non attaccò, come al suo solito, con inutili polemiche.<br />– <i>Dai ci provo io!</i> – disse d’un tratto rallegrato.<br />– <i>A cosa? Ti ho detto di no!</i> –<br />– <i>Ma no, che hai capito&#8230;, a farti passare il mal di testa!</i> –<br />– <i>Eh sì, è poi&#8230;</i> – mo’, pure i miracoli ora mi faceva? Vabbè che lui, per me, era taumaturgico, ma in senso metaforico!<br />– <i>Dai, fammi provare! Dici sempre che riesco a farti bene i massaggi, magari riesco a farti passare il mal di testa!</i> – sì, ma non era mica mal di schiena!– <i>Dai siedi, su!</i> – m’indicò fra le sue gambe.<br />– <i>Maddai, sul tappeto&#8230;</i> – lamentai.<br />– <i>Dai&#8230;</i> – insistette impazientemente; non avevo voglia di lottare contro di lui, né, tantomeno, contro la sua insistenza, così mi accomodai e Luca cominciò a carezzarmi i capelli, poi d’un tratto mi buttò in avanti bruscamente la testa.<br />– <i>Ahi!</i> –<br />– <i>Su&#8230; su&#8230;</i> – mi riprese, poi vigorosamente mi frizionò i capelli, quasi mi stesse facendo <i>shampoo</i> per estirparmeli.<br />Sembrava più un suo personale divertimento, piuttosto che un tentativo di farmi sentir meglio, ma alla fine anch’io finii per divertirmi con quello strapazzamento: il tocco energico delle sue dita, i polpastrelli mi distraevano dalla mia tensione e quindi dalla cefalea, che andava attenuandosi; ma Luca ebbe poi la bell’idea di reclinarmi la testa all’indietro: – <i>No, contro il pacco no!</i> – brontolai per riprendere un certo tono di contegno.<br />– <i>Ma dai, rimettiti!</i> – mi rimproverò, riportandomi la testa a posto e dovetti arrendermi. Però&#8230;, era comodo il suo cuscinetto pubico, ma per me degradante starci sopra, anche s’era una delle mie fantasie erotiche preferite, assieme a quella di sprofondargli la faccia dentro le pudenda, contenute nelle mutande, ma non ne avevo ancora realizzata nessuna, perché davanti a lui mi sentivo ridicolo.</p>
<p>Luca mi massaggiava la testa e io, sotto la nuca, mi beavo della sua “sofficezza”, della sua miglior parte, e di quel bel visino che, contornato di biondo, mi sorrideva com’una corona di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sole/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sole">sole</a>; finii per appisolarmi al tocco cadenzato delle sue dita, ma poi si spostò. Non ebbi neanche la forza di seguitarlo con lo sguardo, talmente ero stanco, ma presto sentii il suo sorbile peso posarsimi sopra, sul mio bassoventre: non avevo voglia d’aprir gli occhi per spiarlo, mi sentivo troppo rilassato, ma avrei voluto sapere che cosa gli passava per la mente: – <i>Luca che fai?</i> – mi sentii toccare&#8230; <br />– <i>Niente! </i>– mi sfilò l’uccello dalle mutande: – <i>Ecco, vedi&#8230;, dov’è il problema? è qui!</i> –.<br />– <i>Dai&#8230; Luca, non ho voglia&#8230;!</i> – gli dissi senz’aprir gli occhi.<br />– <i>Capito&#8230;</i> – recepì che non avevo voglia di giocare, ma lui iniziò a masturbarmi. Quasi una danza mi pareva la sua mano lungo il mio pene; ehhh&#8230; se solo avessi potuto aprir gli occhi&#8230;, ma io mi sentivo immobile, come stregato da quel primino che con un suo potente incantesimo, prima, mi aveva immobilizzato corpo e palpebre: mi sentivo un po’ come un cieco che aveva percezione del mondo esterno solo da quello che i sensi rimanenti gli permettevano, dandomi d’esso un’immagine piuttosto fosca, in cui c’era lui soltanto e null’altro attorno: il buio, il nero; un’immagine solitamente angosciante, ma che a me, in quel momento, comunicava pace. Sentivo la sua mano, mi masturbava, ma non godevo: mi sentivo stembàizzato; finché fu lui a riaccendermi la vista, riparlandomi: – <i>Va meglio ora?</i> –.<br />Come in ritorno da un sonno eterno, reclinai il capo con sforzo disumano e riaprii gli occhi focalizzando quel primino davanti a me: – <i>So’ stanco!</i> – biascicai, e Luca si fece tosto indietro, flettendosi poi sul mio bacino.<br />Richiusi gli occhi e reclinai di nuovo indietro il capo. Era strano sentirsi fellare mentr’ero estraniato dal mio corpo: era come se la mia parte erotica fosse completamente distaccata da me, mentre, tenendo in erezione la mia verga, io non ne traevo alcun giovamento; mi sembrava d’osservare uno schermo lontano in cui quel primino spompinava qualchedun altro all’infuori di me! All’improvviso ebbi di nuovo come il controllo degli arti e scorsi la mano sulla sua testa a carezzargli la chioma; il biondino si staccò guardandomi con gran sorriso, poi tornò a rifarmi la sega, rifacendosi avanti: così che anch’io potessi masturbarlo.<br />Era abbastanza raro vedere i nostri peni così vicini, tanto che, volendo, avremmo potuto anche confrontarceli, ma tanto era inutile sapendo già ch’eravamo eguali! Poi, però, cominciai ad avere una maggior voglia di bega, mentre lo stringevo: non riuscivo a coglierne tutta la soddisfazione che di solito coglievo quando lo prendevo alla radice, e così tirai. Luca intuì che cosa volevo e si alzò verso di me mettendosi in ginocchio; ponendomela proprio davanti agli occhi quella verga immane: era magnifica! lo spinsi sul sedere per sentirmelo contro la guancia e quella sensazione di caldo e turgido insieme m’inebriò: reclinai allora di lato il capo per poterla baciare e assaporare quella cosa lunga, nel senso della lunghezza, che andava naturalmente all’insù; ma i bordi incernierati del pantalone mi davano fastidio, e così l’allontanai. Luca mi puntò tosto il pene verso la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, e vi entrò subito. Incominciai immediatamente a soddisfarlo quel mio piccolo cavalierino che, con lancia sempre in resta, mi cavalcava; ma possibile che mi bastassero quei venti centimetri per farmi sentire subito meglio? io sapevo che lui lo faceva: perché sapeva d’essere per me era l’unica medicina; e io cosa potevo fare se non prenderla tutta diligentemente&#8230; Chissà se per tutti quei giorni l’aveva conservata per me? non potevo di certo pretenderlo, ma l’avrei gradito, e presto anche saputo: perché stava già ansimando.<br />L’abbracciai all’altezza del sedere per spingermelo meglio dentro la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> e sostenerlo, poi, in piedi, quando, venuto, fosse mancato per il naturale rilassamento; spompinai due o tre volte voracemente e poi fu lui a pompare dentro me il suo liquido medicamentoso; lo assaporai, lo lasciai fluire in gola come una spuma di <i>Mentos</i> e <i>Cola</i>, eppoi lo lasciai calare all’indietro gradualmente, goduto e sfinito. Luca si adagiò spontaneamente sul mio petto in cerca d’un riposino, e fors’anche d’un coccolino, mentre l’abbracciavo e reclinando indietro la testa, ringraziavo il cielo d’averlo conosciuto e liberatomi finalmente da quell’ostinato mal di testa che non voleva andarsene.</div>
<p>
<div><span>***<br /></span></div>
<p>
<div>Arrivò mia madre che ancora eravamo slacci e distesi per terra: appena avvertii il suo rientro, balzai per la paura di essere beccati e destai Luca per un pronto vestimento: – <i>Dai, Luca, svelto!</i> – questa volta c’eravamo attardati parecchio.<br />– <i>Ohhh, <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>! <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>!</i> – proruppe impanicato guardandosi intorno.<br />– <i>Su&#8230; presto!</i> – l’affrettai, intanto io mi ero già ricomposto essendo in tuta; quando entrò mia madre in cucina.<br />– <i>Ciao Alle!</i> – salutò, voltandosi per mettere i sacchetti sul tavolo.<br />– <i>Cia&#8230;</i> – mi sentii in dovere di salutarla per colmare il vuoto che sarebbe passato tra me e l’apparizione di Luca ancora in vestizione, e intanto avanzavo per far barriera, col mio corpo e la cornice della porta, alla scena di panico che di certo si stava consumando alle mie spalle: fortuna che in sala era buio: – <i>Ma Luca dov’è?</i> – chiese mia madre: – <i>che c’è il motorino là fuori! </i> –.<br />– <i>Eh&#8230; è qui!</i> – per fortuna che si era alzato, lo vidi di sfuggita con la coda dell’occhio.<br />– <i>Son qui! </i> – sopraggiunse; mammamia, era ancora scomposto! per fortuna che la cerniera, almeno quella, era chiusa.<br />– <i>Ma che buio!</i> – esclamò: – <i>Ma come fate a fare i compiti?</i> –.<br />– <i>Eh&#8230; no&#8230;, ci siamo appisolati un momento; ho avuto mal di testa!</i> –<br />– <i>Infatti si vede che non hai una bella cera&#8230;</i> –&#8230;</div>
<div>Consulta l&#8217;<a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/indice.html">Indice</a> per l&#8217;elenco cronologico dei <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/racconti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con racconti">racconti</a>.<br />
Segnalarmi gentilmente gli errori a questo <a href="http://spreadsheets.google.com/embeddedform?key=pF_iulAha9AWNH0gAjTl4Cw">modulo</a>.<br />
Per contattarmi <i>erox06@gmail.com</i> (e-mail e <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/msn/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con msn">MSN</a>) o ponimi domande <a href="http://spreadsheets.google.com/viewform?key=pF_iulAha9AUf_3U0mwbddQ&#038;hl=it">qui</a> anonimamente.<img width="1" height="1" src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/411762708779642870-601594960232122594?l=cronachediterza.blogspot.com" /></div>
</p>
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		<title>Lavaggio di Niki</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 22:52:00 +0000</pubDate>
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<div>– <i>Alle, ma si può sapere che cos&#8217;hai oggi?</i> – brontolò mia madre nel vedermi girare avanti e indietro per la casa ansiosamente, perché lei non sopportava di vedermi gironzolare il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sabato/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sabato">sabato</a> pomeriggio quando sfaccendava – cosa che difficilmente io e mio padre contribuivamo a fare ;-P –, ma io avevo Luca d&#8217;aspettare.<br />– <i>Sto aspettando Luca&#8230;</i> – risposi, affacciandomi alla finestra.<br />– <i>Luca&#8230;?</i> –<br />– <i>Sì, per lavare Niki!</i> –<br />– <i>Alle&#8230;, ma il gatto non è un giocattolo!</i> – lamentò mia madre, ma in quel momento arrivò Luca in motorino.<br />– <i>Sì&#8230; sì&#8230; c&#8217;è Luca!</i> – scappai letteralmente via.<br />– <i>Beh, io non pulisco, lo pulite poi voi il bagno!</i> – decretò la mia punizione, mentre fuggivo; chissà come l&#8217;aveva presa questa mia fuga entusiasta per l&#8217;arrivo di Luca: manco fossi stata una ragazzina entusiasta per l&#8217;arrivo del fidanzatino&#8230;</p>
<p>Oggi, non so perché, ma mi sentivo un&#8217;agitazione incredibile in corpo: da quando l&#8217;avevo lasciato, nel suo abitacolo, avevo iniziato a maturare un&#8217;aspettativa tale, nella sua attesa, da non riuscirmi più a controllare, tanto che, appena parcheggiò, mi avvicinai a lui per toccarlo e scaricare così su di lui tutta la mia tensione:– <i>Ciao&#8230;</i> – dissi.<br />– <i>Ciao</i> – mi salutò sospettoso, guardando con diffidenza a questo mio caloroso saluto, quasi temesse, dietro, una vendetta per <a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2009/02/lagopuntura.html">ieri</a>, ma io l&#8217;avevo già del tutto perdonato, e come si faceva a non perdonare un faccino così!<br />– <i>Dai, che andiamo&#8230;</i> – incalzati, e salimmo le scale.<br />– <i>Ma Niki dov&#8217;è?</i> – domandò appena entrato in cucina.<br />– <i>È in bagno! L&#8217;ho chiuso in bagno!</i> – sennò col cacchio che lo beccavi, poi! Stranamente mia madre non era in cucina&#8230;, forse si era allontanata apposta per non doverci riprendere e farci quella sua solita faccia da biasmo, che poi io le avrei rinfacciato.<br />Luca si liberò del giubbotto e poi entrammo in bagno; Niki quando ci vide fece subito due occhi sgranati da civetta, anticipando già da lì a poco quello che gli sarebbe capitato. Mmm&#8230;, due maschi chiusi dentro il mio bagno&#8230;, se non ci fosse stato anche il gatto, dopo avrei avuto qualcosa di cui giustificarmi; intanto Luca si guardava intorno incerto: – <i>Allora&#8230;, cosa facciamo?</i> –.<br />– <i>Niente! ci mettiamo qui, in ginocchio&#8230;</i> – e m&#8217;inginocchiai davanti alla vasca per mostrargli, ma quando Luca tentò, si fermò a mezz&#8217;aria rendendosi conto di avere indosso i pantaloni buoni, e balbettò:– <i>Eehh&#8230;</i> –.<br />– <i>Già&#8230;, vero!</i> – serviva qualcosa da mettergli addosso: – <i>Vieni!</i> –.<br />Uscimmo dal bagno e incontrammo mia madre che aveva ripreso dominio in cucina: – <i>Ciao Luca&#8230;</i> – disse.<br />– <i>Mamma, hai qualcosa da fargli mettere ché sennò si sporca!</i> –<br />– <i>Sì, c&#8217;è una vecchia tuta tua in camera tua: nel secondo cassetto a destra&#8230; gli starà un pochino larga&#8230;</i> – spiegò, ma anche questa volta scappai via prima che finisse, trascinandomi Luca.</p>
<p>– <i>Toh, prendi!</i> – buttai la mia vecchia tuta grigia sul letto, riconoscendo in quella non certamente quella che indossavo quando avevo quattordic&#8217;anni, quindi gli sarebbe stata di sicuro larga. Aspettai che si cambiasse con intento assolutamente non erotico, ma mi godetti ugualmente la vista del suo fisichino asciutto in canottiera e quelle mutandine pingui, che scomparivano dentro il tessuto morbido della mia tuta; poi scendemmo. Mia madre ci guardò come se avesse appena scorto una tribù d&#8217;indiani in assetto di guerra in salotto, poi guardò lui, gli sorrise, e ci fece una faccia accondiscendente, come se avesse appena approvato quello che stavamo andando a fare: che rabbia quando esercitava il suo ascendente magnetico su mia madre!<br />Finalmente ci trovammo <i>tête-à-tête</i> col gatto, che indietreggiava sulla difensiva:– <i>Che dobbiamo fare, allora?</i> –.<br />– <i>Niente&#8230;, tu ti metti lì, che io lo prendo!</i> – Luca s&#8217;inginocchiò, quasi fiero finalmente di poterlo fare, e io presi il gatto per riporlo, rigido come un mattone, dentro la vasca miagolante:– <i>Mau&#8230; mau-mau-mauu!</i> – lo presi in giro.<br />– <i>Adesso&#8230;</i> –<br />– <i>Adesso passami la cornetta&#8230;</i> – davanti a Niki mescetti l&#8217;acqua fredda con la calda, mentre Luca già se la rideva; poi, pronto, m&#8217;incantai a guardarlo.<br />– <i>Beh, che c&#8217;è?</i> –<br />– <i>Niente&#8230;</i> – mi ero incantato per la sua bellezza: – <i>Ehm&#8230;,</i> – mi cadde l&#8217;occhio sul suo pube:– <i>Gianluca come sta?</i> – chiesi per rompere l&#8217;imbarazzo.<br />– <i>Adesso va meglio, però non sento ancora niente&#8230;</i> – lo sfilò fuori puntandomelo contro per mostrandomi il rossore sul suo glande scappellato. Io avevo una paura matta ch&#8217;entrasse mia madre, e lui invece se ne stava lì tranquillamente con estrema naturalità; quasi automaticamente mi chinai verso quella cappella, che attirò le mie labbra, poi lecchicchiai. Per una decina di secondi mi sentii in paradiso, poi per paura di mia madre mi staccai:– <i>Eh, già&#8230;!</i> – dissi salendo, mentre Luca mi guardava come un bambino a cui avevo appena dato un bacino sulla bua. Incominciammo a lavare Niki e tra schizzi e schiamazzi il buonumore tornò per la stanza, scacciando via quella cappa turbida che prima vi aleggiava: bastava il miagolio d&#8217;un micio bagnato per farlo sorridere.<br />Finito il risciacquo, il volume di Niki era la metà di quello fiero che di solito gli donava un aspetto altezzoso: – <i>Sì, mauuuu&#8230;</i> – lo ripresi in giro: – <i>Dai, Luca, stendi l&#8217;asciugamano!</i> –.<br />– <i>Perché?</i> –<br />– <i>Perché adesso l&#8217;asciughiamo!</i> –<br />– <i>Pronto!</i> – disse tutto orgoglioso del suo operato.<br />– <i>Bene! allora&#8230;. ecco che arriva il micio volante!</i> – e con un movimento roteante lo portai sull&#8217;asciugamano, pronto per essere avvolto tra sette panni di carezze:– <i>Tu asciugalo, che io intanto pulisco!</i> – o mia madre dopo mi avrebbe fatto il mazzo.<br />– <i>Dai&#8230; Niki sta&#8217; fermo!</i> – lo sentii tribolare col gatto.<br />– <i>Ora arrivo&#8230;</i> – ma appena mi voltai, mi prese come un moto di tenerezza nel vederlo così goffamente trattare con quel fagotto ribelle e, invece d&#8217;aiutarlo, lo brancai.<br />– <i>Dai&#8230;!</i> – mi sgridò, perché l&#8217;avevo sbilanciato nel mio avvinghio, rendendolo ancora più ingoffito, ma cosa ci potevo fare se sentivo il bisogno d&#8217;abbracciarlo! Invece di coadiuvarlo, affettuosamente mi strusciavo – e chissene&#8230; s&#8217;entrava mia madre! – grato per essere venuto anche oggi nonostante l&#8217;accaduto di ieri, ma Luca mi disse: – <i>Ora che si fa?</i> – per dissuadermi dal mio abbraccio.<br />– <i>Ora lo foniamo!</i> – e Luca si sedette sul bordo vasca col gatto in braccio, infagottato come un bambino, anche se Niki sembrava di più un re col fon in faccia che gli soffiava il vento caldo e Luca che l&#8217;accarezzava.</p>
<p>– <i>Finito! Dai, mollalo!</i> – e subito il gatto andò a grattare la porta per voler uscire, e mentre noi ridevamo, mi resi conto che Luca si era completamente bagnato dalla felpa in giù, infatti mia madre ci rimproverò appena usciti, mandandoci subito a cambiare.<br />Per la seconda volta noi due chiusi dentro la stessa stanza con lui che si cambiava&#8230;, mi sentivo un tantino agitato, però, con mia madre in casa, anche se in fondo era stata lei a dirci di andarci a cambiare e anche se quella <a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/al-centro-commerciale.html">volta</a> era stata lei a spingermi a cambiarmi con Luca dentro lo stesso spogliatoio: quindi, in teoria, lei non doveva avere nulla in contrario al fatto che due maschi si cambiassero dentro la stessa stanza e a vista, ma chissà perché avevo l&#8217;impressione che non l&#8217;avrebbe presa così bene se ci avesse beccati col suo pene dentro la mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>: ma allora perché due maschi potevano cambiarsi insieme e fare <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> no? Mah&#8230;, le madri&#8230;!<br />– <i>Che facciamo?</i> – mi chiese visto che avevamo ancora gran parte del pomeriggio davanti.<br />– <i>Boh, non so&#8230; chiudi la porta&#8230;</i> – ci tentai, e Luca colse subito l&#8217;invio, mentre io mi distendevo sul letto e lui corse poi tra le mie braccia. Su mio invito si adagiò con la guancia sul mio letto, e poi si fece ancora più stretto, cosicché io potessi stringerlo, ma questa volta c&#8217;era qualcosa di differente dalle altre volte e non solo perché il suo pene era tecnicamente fuori uso, ma anche perché nell&#8217;aria c&#8217;era proprio una voglia di tenerezze da parte di entrambi. Passammo parecchi minuti sonnecchiando, mentre io mi divertivo a carezzargli la capigliatura, che scorgevo come un&#8217;indistinta massa bionda; però ora mi sentivo anche un sottofondo di senso di colpa, che mi avrebbe spinto a baciarlo sulla nuca, ma potendo scomodarlo, lo strinsi più forte. A un certo punto mi sentii una mano scorrermi lungo la vita e poi infilarsi sotto: Luca mi stava palpeggiando il pacco, e poi il suo palpeggio si fece una sega vera e propria, man mano che il mio soldatino prendeva vita, anche se avevo il giogo delle mutande. – <i>Aspetta, che mi libero!</i> – mi calai i pantaloni, così che fosse bello libero di masturbarmi: non capitava molto spesso che fosse Luca a volermi segare, solitamente ero io, com&#8217;era anche giusto che fosse, essendo io quello più grande e anche quello più predisposto a dare e lui a ricevere <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/piacere/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con piacere">piacere</a>, eppoi lui il mio primino! Sfortunatamente usava la mancina, però, forse non voleva solo segarmi, perché di tanto in tanto lo stringeva: lo teneva e rimirava, tirandolo verso l&#8217;alto, come io facevo quando guardavo il suo lungo; oppure lo prendeva alla radice e stringeva, come se volesse provare <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/piacere/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con piacere">piacere</a> di sentire la resistenza del pene allo stringimento: si vede che gli piaceva! poi riprese a segarmi, ma dopo tutto quello stringere, mi era venuta anche voglia di sentirmelo scappellare. – <i>Scappellamelo&#8230;– </i>gli dissi: – <i>se vuoi&#8230;</i> – ma Luca mi guardò subito strano: si vede che a lui non tornava la mia richiesta di sentirmi la cappella snudata, visto che a lui dava fastidio, ma a me piaceva sentirmi la pellicina scorrermi lungo il glande, sentirmelo aprire – mi dava l&#8217;idea che il pene s&#8217;ossigenasse – , ma lo scoprì ugualmente, soffermandosi a guardalo, poi capì per farmi sentire qualcosa doveva anche toccarmelo, e allora iniziò a stuzzicarmelo.<br />A un certo punto ricevetti un messaggio: «Stas da me alle 9».<br />– <i>I tuoi amici?</i> – chiese.<br />– <i>Mh! Per l&#8217;appuntamento di stasera&#8230;</i> – ma Luca s&#8217;intristì come se non facesse parte pienamente della mia vita: – <i>Dai, una volta vedrò d&#8217;organizzare qualcosa&#8230;</i> – recuperai, solo che io avevo delle serie remore a presentarlo ai miei amici del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sabato/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sabato">sabato</a> sera, non mi sembravano adatti per lui: lui era abituato ai miei compagni di scuola, ma quelli erano quelli del paese, quelli delle medie, con cui uscivo la sera, e ultimamente mi sembra di non riconoscerli più neanche a me. Luca si alzò allora gattoni e scese portandosi sulla verticale del mio pene con l&#8217;evidente intenzione di succhiarlo: – <i>Non ce ne bisogno&#8230;</i> – tentai di fermarlo.<br />– <i>Lo faccio lo stesso!</i> – disse quasi con indifferenza alzando le spallucce, e iniziò. non capivo bene perché lo faceva, c&#8217;era qualcosa di diverso però: non era alimentato dalla sacra passione come al suo solito, aveva quasi un che di redentorio; subito pensai che lo facesse per attestarsi ai miei occhi come di un amico di cui non potevo fare a meno, per convincermi a farlo uscire con noi il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sabato/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sabato">sabato</a> sera, un incentivo insomma, ma poi mi resi contro che c&#8217;era un qualcosa di più consolatorio, quasi volesse definitivamente farsi perdonare per l&#8217;altro giorno. Mi sentivo strano però: non era <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/pompino/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con pompino">pompino</a> gioioso come al solito e mi veniva difficile venire, anche se per accontentare il mio amico dovevo farlo, visto che serviva per renderlo conscio de mio perdono; allora mi misi con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> sopra la sua dolce testolina e iniziai a pensate a tutti i bei momenti erotici ch&#8217;avevamo passato insieme, e tutte quelle eiaculate che lui aveva fatto dentro la mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> e da lì a poco venni, mentre lui lungamente mi continuava a succhiare quasi non fosse ancora sazio, né pago del mio perdono. </div>
<div>Consulta l&#8217;<a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/indice.html">Indice</a> per l&#8217;elenco cronologico dei <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/racconti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con racconti">racconti</a>.<br />
Segnalarmi gentilmente gli errori a questo <a href="http://spreadsheets.google.com/embeddedform?key=pF_iulAha9AWNH0gAjTl4Cw">modulo</a>.<br />
Per contattarmi <i>erox06@gmail.com</i> (e-mail e <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/msn/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con msn">MSN</a>) o ponimi domande <a href="http://spreadsheets.google.com/viewform?key=pF_iulAha9AUf_3U0mwbddQ&#038;hl=it">qui</a> anonimamente.<img width="1" height="1" src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/411762708779642870-6576593486118202256?l=cronachediterza.blogspot.com" /></div>
</p>
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		<title>L&#8217;agopuntura</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 17:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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<div>Oggi Niki non doveva assolutamente uscire (perché io avevo deciso così!), così andai a prendere Luca direttamente in <i>garage</i>, cosa che lui trovò immediatamente strana: – <i>Come mai qui?</i> –.<br />– <i>Beh, non ho capito&#8230;, non posso stare qui?</i> – polemizzai: – <i>e non posso venire a prenderti?</i> –.<br />– <i>No&#8230; no&#8230;, fai pure&#8230;</i> – ah, ecco! e senza replicare salì le scale dietro di me. Non so perché ma la sua reazione stupita mi aveva infastidito, quasi che io – secondo il suo pensiero – non fossi padrone, in casa mia, di andarlo a prendere in <i>garage</i>; e al momento di sedersi, trovò pure un&#8217;inattesa sorpresa: – <i>Mah&#8230;; Niki!</i> –.<br />– <i>Cosa c&#8217;è?</i> –<br />– <i>C&#8217;è Niki sulla mia sedia!</i> – sua&#8230;? – <i>Su&#8230;! su&#8230;!</i> – tentò di scacciare via il gatto, che giustamente non si muoveva.<br />– <i>Scusa&#8230;, ma lascialo lì!</i> –<br />– <i>E io dove mi siedo?</i> –<br />– <i>Ma <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, Luca, non ci sono altre sedie&#8230;, vero!?</i> – dissi indicandogli intorno la tavola; era questo suo atteggiamento imbranato delle volte che mi faceva incavolare, perché lo teneva soltanto con me! – <i>e poi, Niki&#8230;,</i> – accarezzai il micio: – <i>vero che domani ne passerai già delle belle, eh?</i> –.<br />– <i>Perché?</i> – chiese incuriosito quel primino sedutosi, intanto, autonomamente alla mia sinistra.<br />– <i>Perché domani gli farò un bel bagnetto!</i> – gli arruffai tutto il pelo.<br />– <i>Il bagno&#8230;?</i> –<br />– <i>Sì, il bagno!</i> – riaffermai risoluto al suo tono incredulo.<br />– <i>Al gatto!?</i> –<br />– <i>Sì, il bagno al gatto!</i> – perché, che c&#8217;era di strano&#8230;: – <i>Visto che ora sta di più in casa, è giusto fargli il bagno!</i> –.<br />– <i>Ma&#8230;, come fai?</i> –<br />– <i>&#8230;fai che lo metti nella vasca e poi, scihhhh&#8230;, doccia!</i> –<br />– <i>E ci sta?</i> – chiese perplesso.<br />– <i>Sì, Si lamenta, ma ci sta: fa</i> <i>mau-au-au-au&#8230;, ma una volta che è dentro, ci sta!</i> – e poi iniziai a mostrargli come risciacquavo quel micio, che intanto tentava di mordermi la mano, finché mi chiese di potermi aiutare a lavare il gatto l&#8217;indomani, divertito alla sola idea di vedere Niki fradicio disperarsi nella vasca da bagno, come un piccolo sadico cui brillavano di già gli occhi.<br />– <i>Certo, sennò mi tocca chiederlo a mia madre&#8230;</i> – e lei non era molto d&#8217;accordo nel lavare il gatto &#8220;a umido&#8221;: diceva che mi divertivo troppo e che lo facevo solo per vederlo gnaulare, anche se alla fine ammetteva che, dopo tre stagioni passate a zonzo, un bel lavaggio se lo meritava; poi iniziammo a fare i compiti, perché oggi, gli avevo promesso, avremmo poi avuto altro da fare, molto altro da fare&#8230;</p>
<p>A un certo punto incominciai ad avere una certa voglia di bega, mentre Luca leggeva, così allungai la mano verso i suoi pantaloni e lui stette fermo, come un piccolo uomo sicuro di sé e di avere il bel giochino che a me piaceva tanto; scivolai con la mano sotto il suo maglioncino, a sbottonargli la camicia, e mi c&#8217;intrufolai dentro: che bello trovare il suo bell&#8217;amichetto, già bell&#8217;e che pronto, con la testa rialzata e sotto la canottiera, come un velo a proteggerla! Continuavo a massaggiarlo e quel primino a lasciarmi fare stando fermo: vacca s&#8217;era esaltante! Poi ci alzammo insieme, tacitamente, e mentre io continuavo a stuzzicarlo, lui si poggiò al tavolo, guardandomi provocante: com&#8217;era bello! lo guardai in faccia quel primino tutto biondo, e gli slacciai i pantaloni con quella cosa magnifica che mi attendeva. – <i>Facciamo come l&#8217;altra <a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2009/01/il-koala.html">volta</a>?</i> – disse buttandosi all&#8217;indietro sulla tavola: strano che proprio lui volesse riprovarlo, visto che ci stava scomodo.<br />– <i>No!</i> – lui meritava di meglio! – <i>Andiamo sul divano!</i> – e lo accompagnai per l&#8217;uccello allo schienale del divano poggiandovelo sopra, come prima sullo spigolo del tavolo; sballottarlo così, avanti e indietro, mi dava l&#8217;illusione di comandarlo temporaneamente, ma in realtà sapevo che era lui a dominare la situazione. Lo smanazzai per bene quell&#8217;uccellone, poi scesi coll&#8217;intento famelico di leccarlo tutto quanto, ma, per fortuna, ci pensò un briciolo d&#8217;amor proprio a dissuadermi dall&#8217;intento una volta giuntoci davanti; lo guardai con ossequio devozionale, e poi fu la mia memoria ad andarmi autonomamente a quella <a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/lezioni-di-aikido.html">volta</a>, a quella sagoma, che vidi nella sua palestra, coi puntini dell&#8217;agopuntura stampati sopra e la promessa, di allora, di ricercarglieli sopra, su quella tanta parte di lui che stranamente ne sembrava priva. – <i>Ehm&#8230;</i> – come dirglielo&#8230;: – <i>posso cercarti una cosa?</i> –.<br />– <i>Cosa?</i> –<br />– <i>Mmm, faccio prima a farlo che a spiegartelo!</i> – bypassai la spiegazione e così anche l&#8217;eventuale attimo d&#8217;imbarazzo: – <i>Posso?</i> –.<br />– <i>Mmm&#8230;</i> – meditò, poi disse sì: evvai, carta bianca!<br />– <i>Bene, aspetta qui!</i> – e corsi subito in camera dei miei a frugare nei cassetti di mio padre in cerca dell&#8217;apparecchio per l&#8217;elettro-agopuntora, che puntualmente trovai nella sua vecchia scatola nera. Era quello un baracchino comprato lui, tempo fa da un vucumprà, ai tempi in cui soffriva ancora di un tremendo mal di schiena, intrattabile coi mezzi della medicina tradizionale e che, nel frattempo, aveva tentato di curare con ogni sorta di medicina alternativa nella ricerca di una cura autarchica assoluta, usando pure me e mia madre come cavie.<br />Scesi, che Luca si era già ricoperto pudibondo con il maglioncino: ma perché occultava al mondo quella parte di lui che, invece, avrebbe dovuto ostentare con tanta fierezza? – <i>Ecco, vedi&#8230; è questo che voglio fare!</i> – scartai l&#8217;apparecchio.<br />– <i>Cos&#8217;è?</i> –<br />– <i>È un affare&#8230; per l&#8217;elettro-agopuntura</i> – lessi testualmente sulla confezione; e non so bene se per quell&#8217;«elettro», o per quell&#8217;«ago», o per quel «puntura», ma la sua faccia si fece piuttosto intimorita: – <i>No, tranquillo! io voglio solo usarlo per cercarteli&#8230;</i> –.<br />– <i>Ma cosa&#8230;?</i> – già, non gli avevo ancora spiegato niente&#8230;<br />– <i>Ecco, li vedi questi punti?</i> – stirai un foglietto sullo schienale con sopra i diagrammi dell&#8217;agopuntura: – <i>&#8230;sono i punti dell&#8217;agopuntura?</i> –.<br />– <i>Mh!</i> –<br />– <i>Ecco, io te li voglio cercare su Gianluca!</i> – sfiorai la sua verga, e poi mostrai come il led lampeggiava più veloce nella vicinanza teorica dei punti segnalati dallo schema sulla mia mano, anche se i falsi positivi erano numerosissimi. Per tutto il tempo Luca rimase a fissarmi, mordicchiandosi il labbro inferiore, vezzo per cui l&#8217;avrei violentato immediatamente, ma poi con tacito assenso presi Gianluca e iniziai la ricerca.<br />O che bello, quel randello di carne! non ci potevo credere che su tutta quella parte di lui non ci fosse assolutamente nulla, niente, nemmeno un puntino, quando invece io me lo sentivo vibrare tra le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>. L&#8217;entusiasmo di Luca crebbe man mano che la sua collezione privata di puntini aumentava sul suo fier&#8217;amico, e praticamente m&#8217;imponeva di continuare: ora sopra, ora sotto, ora di lato, perfino le palle si fece mappare, per completare la sua personale costellazione di punti&#8230;; a un certo punto mi venne pure in mente di dargli una scarica, azionando la rotella posta sull&#8217;aggeggio, ma non lo feci: perché ero buono! Ormai con Luca potevo fare quel che volevo, così gli scappellai la punta e dissi: – <i>Ora proviamo qui!</i> –<br />– <i>Ma poi come funziona con quel coso?</i> – mi chiese.<br />– <i>Cioè?</i> –<br />– <i>Cioè, cosa fai quando li trovi&#8230;</i> –<br />– <i>Ah&#8230; beh, normalmente, si dovrebbe stimolare con la corrente. Vedi questa rotella?</i> –<br />– <i>Con la corrente&#8230;!</i> – sussultò.<br />– <i>Eh&#8230; sì, se è &#8220;elettro-&#8221;&#8230;; comunque si sente pochissimo: è pur sempre la scossa di una pila! Dammi, che ti faccio sentire!</i> – presi il suo braccio con un po&#8217; di resistenza, e dopo aver chiuso gli occhi fece il ganassetta: – <i>Sì, è vero non si sente niente!</i> – peccato che fosse solo la scossa minima.<br />– <i>Beh, c&#8217;è anche più forte!</i> – ma su di lui non avrei mai provato, era troppo bello come primino per me!<br />– <i>Dai&#8230; ora te li cerco io!</i> – mi prese l&#8217;apparecchio.<br />Ci scambiamo di ruolo e mi lasciai spogliare da Luca fin dapprincipio perché era più eccitante, anche se lui aveva già messo via il suo Gianluca, così che io non vedessi più. Con Luca la ricerca prese inevitabilmente più i toni di un gioco: si divertì dapprima a seguirmi la venuzza che caratterizzava il mio dorso, e poi la bordatura del glande che emergeva da sottopelle; io, invece, con quel suo sorrisino, gli avrei stampato un bel bacio sulle labbra e mi sarei adagiato assieme a lui sulla seduta per stringerlo e abbracciarlo più forte per l&#8217;intera giornata; poi Luca mi fece una preoccupante proposta puntandomi la vena: – <i>Do la scossa&#8230;</i> –.<br />– <i>Lucaaa&#8230;!</i> – lo ripresi: va bene ch&#8217;era la scossetta d&#8217;una pila, ma sul braccio è un conto, sul genitale un altro.<br />– <i>Dai, solo un pizzico&#8230;</i> –<br />– <i>Uuh!</i> – avverti un profondo pizzico sul pene.<br />– <i>Scusa&#8230;</i> – mi chiese col faccino ruffiano: – <i>Ora guardiamo la cappella!</i> – e mi scappellò puntandomi il glande in modo piuttosto losco, come se stesse cercando soltanto un preteso, poi&#8230;<br />– <i>AAAAHHHH!!</i> – una fitta tremenda lungo la verga e tutta la zona pelvica, mi fece chinare su me stesso dal dolore.<br />– <i>Scusa! Scusa!</i> – chiese subito scusa concitato, preoccupato d&#8217;averla fatta grossa.<br />– <i>UHH! LUCA fottiti!</i> – lo spintonai.<br />– <i>Ti fa male?</i> – si riavvicinò.<br />– <i>VATTENE!</i> – gli gridai, ma se avessi potuto gli avrei sputato foco.<br />– <i>Scusa&#8230; Mi spiace&#8230; Non volevo farlo apposta!</i> – continuava a petularmi intorno.<br />– <i>Luca&#8230; vattene!</i> – non lo sopportavo intorno, così corsi in cucina, bestemmiando lui e il giorno in cui l&#8217;avevo incontrato: quello stramaledetto primino! L&#8217;odiavo dal più profondo del mio cuore, non solo per quello che m&#8217;aveva fatto, ma anche per l&#8217;avermi fatto lacrimare dal dolore davanti a lui. Mi sedetti sofferente sulla seggiola ancora chino su me stesso: non sentivo più il mio genitale, che prima avvertivo pulsare, ma solo un&#8217;indistinta dolia che non riuscivo a individuare.<br />Dopo cinque minuti Luca si rifece vivo: – <i>Alle, scusa! ti prego&#8230;, ho sbagliato&#8230;, perdonami!</i> –; c&#8217;aveva un bel coraggio! ma anche la faccia mortificata di chi, a momenti, si metteva a piangere.<br />– <i>No! Vattene! Perché sei uno STRONZO!</i> – l&#8217;apostrofai e Luca accusò la tutta veemenza di quello «<i>stronzo</i>», urlatogli contro, ma continuò ugualmente: – <i>Come va?</i> – si avvicinò accorato.<br />– <i>Prima lo sentivo pulsare&#8230; ora neanche quello!</i> – l&#8217;accusai.<br />– <i>C&#8217;hai messo del ghiaccio?</i> –<br />– <i>Ma vaffanculo, vah! Luca&#8230;</i> – pure i consigli ora mi dava! la surrealtà di quell&#8217;incontro stava sfiorando il ridicolo, e rincominciavo a non sopportarlo più: così mi alzai.<br />– <i>Andiamo di là?</i> – domandò fiducioso.<br />– <i>No, tu adesso te ne vai!</i> –<br />– <i>NO!</i> –<br />– <i>E invece SÌ!</i> –<br />– <i>No! finché non abbiamo risolto la questione!</i> – ma quale questione!?<br />– <i>Ma che <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">CAZZO</a> vuoi&#8230;!</i> – gli sbraitai contro.<br />– <i>Non voglio perdere la tua amicizia!</i> – alzò la voce.<br />– <i>&#8230; dopo quello che m&#8217;hai fatto&#8230;!</i> –<br />– <i>Ho sbagliato, lo so! e mi dispiace&#8230;, ma non me ne vado finché non mettiamo le cose in pari!</i> –<br />– <i>Luca, vattene! </i> –<br /><i>– NO!!</i> – ribadì.<br />– <i>LUCA!!</i> – caricai immediatamente la mano per dargli uno schiaffo, adirato dalla sua insistenza, e Luca chiuse gli occhi intimorito; da quella scena, da quella smorfia, capii che cosa stavo facendo: stavo per picchiare Luca, e quella parte di me che davanti a lui s&#8217;inteneriva mi fece riavere, terminando il tutto con un&#8217;intimazione fredda ad andarsene, ma lui mi si parò davanti.<br />– <i>Tirami un pugno, se vuoi&#8230; se ti fa sentire meglio!</i> – dichiarò, e di nuovo quella scena di lui che chiudeva gli occhi mi si mostrò davanti.<br />– <i>No!</i> – dissi ancora più seccato.<br />– <i>Fammi quello che t&#8217;ho fatto prima, allora&#8230;</i> – insistette.<br />– <i>NO!</i> – la sola idea di fargli del male, mi faceva star male!<br />– <i>E io non me ne vado!</i> – gridò quasi sull&#8217;orlo del pianto.<br />Non si poteva che ammirare il suo spirito di sacrificio e la sua determinazione nel salvare la nostra amicizia, ma sapevo anche che non sarei mai riuscito perdonarlo senza prima essermi vendicato, ma non potevo neanche fargli del male direttamente, così l&#8217;idea: – <i>Vuoi veramente mettere le cose in pari?</i> – gli offrii una via d&#8217;uscita e lui annuì; – <i>Allora seguimi!</i> –. Presi dell&#8217;alcol e mi avvicinai al tavolo in sala: – <i>Mettiti lì!</i> – gli indicai l&#8217;angolo: – <i>e tiralo fuori!</i> –; e Luca tirò fuori il suo pene già <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/duro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con duro">duro</a>, come un soldatino ligio al suo dovere: – <i>Scappellalo!</i> – gli dissi.<br />– <i>Ma cosa vuoi fare?</i> –<br />– <i>Ci verserò sopra dell&#8217;alcol&#8230;</i> –<br />– <i>Ma brucia&#8230;?</i> – obbiettò giustamente preoccupato.<br />– <i>Vuoi mettere le cose a posto&#8230;</i> – lo rimproverai e Luca deglutì, chiudendo gli occhi, preparandosi a ciò che doveva essere fatto; caricai il braccio, guardai quei venti centimetri scappellati sul mio tavolo (ma non li bloccai <a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/come-cominci-la-retta-via.html">come feci</a> con Robertino dandogli un maggiore trauma al momento del salto) e schizzai. Luca immediatamente fece un balzo all&#8217;indietro gridando dal dolore e piegandosi su se stesso si voltò, quasi non volesse farsi vedere; io pensavo che dopo mi sarei sentito subito meglio, e invece mi sorse subito un atroce dolore nel vederlo rannicchiato e trattenere ogni lacrimazione, quasi non si confacesse alla sua dignità. Corsi subito da lui a coccolarlo e farfugliargli: – <i>Scusa Luca&#8230; scusa&#8230; Luca</i> – in una litania che divenne quasi un&#8217;omofonia; mi sentivo il cuore a pezzi&#8230;: lo trascinai sul divano e gli accesi la televisione, poi tornai da lui ad abbracciarlo, ma senza guardarlo e senza parlare, perché non ne ero degno.<br />Che cosa avevo fatto? lui si era detto disposto a immolare la parte più importante di sé per salvare la nostra amicizia, e io mi ero vendicato&#8230;; non ero degno di lui; ero un verme! man mano che il suo corpicino si fece meno contratto, lo adagiai insieme a me sul divano e silenziosamente lo accarezzai: dovevo farmi perdonare, dovevo. Piano Luca si fece sempre men teso e il suo corpicino incominciò a rilassarsi, mentre lui guardava la tivvù, e io non potevo far altro che osservarlo dall&#8217;alto acquietarsi; ripensai a quella scena, alla sua vivacità: l&#8217;effetto dell&#8217;alcol doveva essere più caustico di quello del limone – pensai –, povero Gianluca! e andai con la mano a cercar di tastarlo, ma vi trovai ancora le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> sopra. – <i>Posso</i>? – gli dissi accostandomi con la guancia in un momento di tenerezza, e Luca mi guardò diffidente, ma poi allentò le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> permettendomi di prendere il posto della sua conchiglia protettiva, che custodiva il suo genitale. Lo baciai sulla guancia e poi tornai al mio posto: grazie Luca! grazie di avermi dato un altro segno della tua magnanimità! se solo avessi potuto piangere lo avrei fatto, ma poi avvertii il suo Gianluca riacquisire volume, e diventare bello barzotto, così incominciai a segarlo.<br />Luca doveva avermi perdonato, perché mi prese il braccio e l&#8217;abbracciò comunicandomi tenerezza, così gli chiesi riaffacciandomi alla sua guancia: – <i>Come va, allora?</i> –.<br />– <i>Mah&#8230; adesso va meglio, non mi brucia come prima&#8230;</i> – glielo scappellati per osservare la sua cappella viola, poverino: – <i>ma prima mi sembrava un puntaspilli!</i> –.<br />La vivacità di quell&#8217;immagine, mi suonò d&#8217;accusa: – <i>Oh, anche tu prima mi hai fatto male&#8230;; comunque non preoccuparti! passerà nel giro di due o tre giorni&#8230;</i> –.<br />– <i>&#8230;e il tuo come sta?</i> –<br />– <i>Bene, oramai non mi fa più male!</i> – però mi vergognavo a confessargli che quasi non sentivo più niente, mentre a lui avevo appena predetto due o tre giorni di conseguenze; poi ritornò tutto come prima: io a segarlo e lui a ricevere le mie coccole, come non fosse accaduto niente.</p>
</div>
<div><span>***</span></div>
<div>– <i>Luca&#8230;, dai, che è ora di alzarsi!</i> – avvertimmo la macchina di mia madre entrare nel cortile.<br />– <i>Sì, hai ragione!</i> – o che bravo&#8230; si alzò e poi cominciò a sistemarsi, mentre io mi voltai per non veder il suo amico scomparire, ché mi rattristava, ma appena mi avviai sentii Luca chiamarmi: – <i>Oh&#8230; oh!</i> –.<br />Cosa c&#8217;è? Mi voltai vedendo la sua mano insanguinata e il naso sanguinare: – <i>Ma che fai&#8230;? copriti! Che mi stai sanguinando sul pavimento!</i> – poi presi velocemente un fazzoletto e gli tappai il naso: – <i>Toh! Tieni&#8230; ma perché non ti sei turato? </i> –<br />– <i>Eeeh&#8230;</i> – lo vedetti impacciato: non sapeva con quale mano tenere il fazzoletto: – <i>Da, reclina la testa!</i> – gliela buttai indietro io e così mi trovai con la sua cavezza bionda tra le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>, mentre mia madre entrava.<br />– <i>Oh, mioddio! Che hai fatto?</i> – esclamò allarmata: come che ho fatto!? semmai era lui ad aver fatto prima qualcosa a me! cos&#8217;era questa <i>accusatio</i> preventiva?<br />– <i>Ma gli sta sanguinando il naso&#8230;</i> – mi discolpai gridando: possibile che doveva essere sempre colpa mia, soltanto perché, nelle sue fottute convinzioni, io ero quello prepotente?<br />– <i>Ma dagli del cotone emostatico?</i> – disse frettolosamente, avvicinandosi per costatarlo come se temesse non le avessi detto la verità: ora Luca sembrava un bambolotto con la testa tra le nostre <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>, finché lei si mosse per portargli il cotone emostatico: – <i>Tieni!</i> – disse con dolcezza, ma perché non glielo metteva direttamente nel naso, già che c&#8217;era!<br />Finito di rubarmi mia madre, lo accompagnai in <i>garage</i>, anche se non ce la facevo proprio ad avercela con lui con quello sbuffetto giallo che gli usciva dal naso: – <i>Allora a domani&#8230;</i> – mi scappò ridendo.<br />– <i>Sì, per lavare Niki</i> – mi ricordò con la voce lievemente nasalizzata.<br />– <i>Beh, prima domattina!</i> – e alla fine tornai su finalmente sollevato, perché mi aveva ricordato quella cosa, che io davo ormai per tramontata.</div>
<div>Consulta l&#8217;<a href="http://cronachediterza.blogspot.com/2008/06/indice.html">Indice</a> per l&#8217;elenco cronologico dei <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/racconti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con racconti">racconti</a>.<br />
Segnalarmi gentilmente gli errori a questo <a href="http://spreadsheets.google.com/embeddedform?key=pF_iulAha9AWNH0gAjTl4Cw">modulo</a>.<br />
Per contattarmi <i>erox06@gmail.com</i> (e-mail e <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/msn/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con msn">MSN</a>) o ponimi domande <a href="http://spreadsheets.google.com/viewform?key=pF_iulAha9AUf_3U0mwbddQ&#038;hl=it">qui</a> anonimamente.<img width="1" height="1" src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/411762708779642870-2278403265544355280?l=cronachediterza.blogspot.com" /></div>
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