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Il Tantra è un insieme di pratiche e idee. Il tantrista cerca di utilizzare il potere divino che scorre nell’universo e che passa attraverso il corpo per ottenere risultati spirituali e/o materiali.
Secondo la visione del mondo hindu, la storia si svolge in modo ciclico, partendo da un’età dell’oro per arrivare ad ere cosmiche di progressivo declino spirituale. Gli adepti del Tantra credono che sia possibile raggiungere l’illuminazione anche nelle peggiori condizioni morali e sociali: l’età oscura in cui siamo immersi presenta innumerevoli ostacoli, che rendono difficile la maturazione spirituale. Per questo sono necessarie misure drastiche come, appunto, il metodo tantrico I riti sessuali potrebbero essere emersi agli inizi del Tantra induista come un metodo pratico di generare fluidi corporei trasformativi, che costituiscono un’offerta vitale alle divinità tantriche, oppure essersi evolute da cerimonie di iniziazione dei clan che comprendevano la transazione di fluidi sessuali. L’iniziato di sesso maschile era inseminato o insanguinato con le emissioni sessuali della consorte femmina, talvolta frammiste al seme di un guru, ed era così trasformato in figlio del clan (kulaputra) per grazia della consorte; si pensava infatti che il fluido del clan (kuladravya) o nettare del clan (kulamrita) scorresse naturalmente dalla sua pancia. Sviluppi successivi del rito enfatizzavano l’importanza della beatitudine e dell’unione divina, che sostituirono le connotazioni più corporee delle forme più antiche. Sebbene in Occidente il Tantra sia pensato come coincidente con i riti sessuali, solo una minoranza di sette vi fa ricorso, e nel tempo per lo più questi riti subirono un processo di trasformazione in simbolismo psicologico. Nel Tantra è possibile andare oltre il piano sessuale dell’esistenza solo con la sua completa accettazione; utilizzando e spiritualizzando le proprie innate tendenze sessuali verso una maggiore consapevolezza. I Tantra riconoscono diversi approcci per condizionare gli aspiranti prima di una meditazione sessuale; il guru deve tenere conto delle tendenze e dei conseguimenti spirituali individuali e generalmente si considera un percorso appropriato solo per alcuni individui il cui temperamento e autocontrollo consenta loro di superare l’indulgenza sessuale — una necessità, se l’atto deve servire come uno strumento per trascendere l’identificazione con il corpo mortale. Come in altre pratiche tantriche la presenza di un guru è una premessa essenziale Quando eseguito in accordo ai Tantra il rituale culmina in una sublime esperienza di infinita consapevolezza, per entrambi i partecipanti. I Tantra specificano che il sesso ha tre finalità ben distinte — procreazione, piacere e liberazione. Coloro che cercano la liberazione evitano l’orgasmo frizionale per una forma più alta di estasi, e la coppia che prende parte al rituale si immobilizza in un abbraccio statico; diversi rituali sessuali sono raccomandati e praticati, e comprendono riti purificatori e preparatori elaborati e meticolosi. L’atto risulta in un equilibrio delle energie che scorrono nell’ida prāṇico nel corpo sottile di entrambi i partecipanti, il nadi susumna si risveglia e la kundalini risale dentro di esso. Questo può infine culminare nel samadhi, dove le rispettive individualità di ciascuno sono completamente dissolte nella coscienza cosmica. I praticanti del Tantra interpretano l’atto su molteplici livelli; i partecipanti maschio e femmina unendosi fisicamente rappresentano Śiva e Shakti, il principio maschile e quello femminile, e al di là del fisico le due energie si fondono generando in un’energia indistinta. Sul piano individuale ciascun partecipante esperimenta una fusione delle proprie energie Śiva e Shakti. Tags: fica, filosofia del sesso, mani, massaggio tantrico, piacere, sesso, sesso di coppia, tantraPost correlati
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