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	<title>Racconti Erotici e Chat &#187; erostorie</title>
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		<title>QUELL’ANGOLO DI PARADISO (hard)</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 18:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI QUELL&#8217;ANGOLO DI PARADISO (hard) Una curva dietro l’altra, la strada si stendeva sinuosa, dispiegandosi lungo il fianco della bassa e arida collina completamente priva di vegetazione, come si trattasse di un enorme serpente nero adagiato ai caldi raggi del sole. Malgrado i continui saliscendi, con lo scassato e rumoroso motorino (noleggiato dopo un’estenuante trattativa con un greco, tanto simpatico quanto invadente) impiegavamo pochi minuti a percorrere i sei chilometri che separavano la nostra pensione da quel luogo che avevamo definitivamente scelto quale sede ultima per le nostre sedute abbronzanti, decisione che avevamo preso dopo aver girato in lungo e in largo la piccola isola greca nei primissimi giorni di quelle nostre vacanze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>QUELL&#8217;ANGOLO DI PARADISO (hard)</p>
<p>Una curva dietro l’altra, la strada si stendeva sinuosa, dispiegandosi lungo il fianco della bassa e arida collina completamente priva di vegetazione, come si trattasse di un enorme serpente nero adagiato ai caldi raggi del sole.<br />
Malgrado i continui saliscendi, con lo scassato e rumoroso motorino (noleggiato dopo un’estenuante trattativa con un greco, tanto simpatico quanto invadente) impiegavamo pochi minuti a percorrere i sei chilometri che separavano la nostra pensione da quel luogo che avevamo definitivamente scelto quale sede ultima per le nostre sedute abbronzanti, decisione che avevamo preso dopo aver girato in lungo e in largo la piccola isola greca nei primissimi giorni di quelle nostre vacanze.<br />
Martina ed io avevamo allora entrambe ventiquattro anni, ed eravamo grandi amiche sin dai tempi della scuola: la nostra era una di quelle amicizie impermeabili a qualunque avvenimento e, malgrado i nostri rispettivi lavori ci lasciassero ben poco tempo libero, l’intesa e la confidenza fra noi erano rimaste intatte esattamente come quando eravamo sedute dietro un banco di scuola.<br />
Quell’anno, poi, eravamo riuscite a combinare le ferie nello stesso periodo, in modo da poterci regalare quella vacanza al mare che sognavamo da sempre: tramite un’agenzia di viaggi, avevamo prenotato in una piccola ed economica pensione su quella remota isola dell’Egeo, scegliendo di viaggiare con mezzi propri (treni e traghetti, perché l’aereo ci sarebbe costato troppo), tutto pur di prolungare il più possibile quel nostro desiderato e sospirato viaggio. Insomma, eravamo partite all’avventura, per goderci una vacanza da sogno, magari senza grandi pretese ed eccessive comodità, ma assolutamente indimenticabile.<br />
Quel giorno di cui vado raccontando, Martina ed io eravamo in piena esaltazione da vacanze, consapevoli del fatto che avevamo davanti ancora ben nove giorni di spensierato divertimento prima dell’inevitabile rientro in Italia, e quindi con il ritorno al lavoro e alla vita di tutti i giorni.</p>
<p>- Manca poco&#8230; siamo quasi arrivate&#8230; &#8211; disse Martina, indicando un gigantesco cespuglio di ibiscus un centinaio di metri davanti a noi, sul limitare dell’ennesima curva.<br />
Quella rigogliosa pianta (quasi un miracolo nel brullo panorama circostante) era diventata il nostro punto di riferimento, il segnale che c’indicava l’inizio del piccolo sentiero che, terribilmente scosceso e polveroso, scendeva a precipizio fino alla minuscola e solitaria baia.</p>
<p>Era stato un vero e proprio colpo di fortuna, tre giorni prima, a farci scoprire quel fantastico angolo di paradiso.<br />
Avevamo trascorso l’intera giornata in giro su quell’asmatico motorino, e nel tardo pomeriggio<br />
c’eravamo ritrovate, sia Martina che io, stanche e accaldate; al mattino avevamo visitato alcune spiagge della costa più orientale dell’isola, e, subito dopo aver ingurgitato un panino e una fetta d’anguria, c’eravamo avventurate per le strette stradine di un caratteristico villaggio di pescatori, affollate all’inverosimile, però, da comitive vocianti di vacanzieri, e da non pochi ragazzi, infoiati come mandrilli e alla disperata ricerca di fanciulle da rimorchiare.<br />
Tutta quella confusione ed il caldo micidiale ci avevano letteralmente stravolte, a tal punto che rifiutammo, e per di più in maniera perentoria e un tantino maleducata, anche le avances fatteci da due ragazzi francesi, decisamente carini e assolutamente gentili.<br />
Ma eravamo troppo stanche anche per quello e, risalite sul motorino, c’eravamo avviate per tornare alla nostra pensione.</p>
<p>La fortuna volle che la strada, in quel punto, tendeva a salire, ed il motorino, gravato del nostro peso, non poteva di certo raggiungere velocità eccessive: così, quando Martina, per evitare un sasso rotolato nel mezzo della strada, perse il controllo del mezzo all&#8217;uscita della curva, ci limitammo ad andare dritte e ad infilarci in quel grosso cespuglio, cavandocela con un rovinoso e ridicolo capitombolo, qualche escoriazione di poco conto a braccia e gambe ed una grande spavento.<br />
- Ma che cavolo hai fatto ? Ti eri addormentata per caso&#8230; ? &#8211; urlai alla mia amica, tirandomi su in piedi e controllando ansiosamente di non avere nulla di rotto.<br />
- Scusa, Viola&#8230; non so come sia potuto accadere&#8230; ho avuto paura di colpire con la ruota quel sasso&#8230; &#8211; mi rispose lei, massaggiandosi un gomito sbucciato.<br />
- Come no&#8230; è successo perché credi di essere un’esperta guidatrice, ecco perché&#8230; quante volte ti ho detto di andare piano e di fare attenzione ? -<br />
- Dai, Viola&#8230; non ci siamo fatte nulla di grave, per fortuna&#8230; -<br />
Ero ancora arrabbiata con la mia amica quando ci avvicinammo al cespuglio per recuperare il motorino, e, mentre cercavamo di disincastrarlo dai rami della pianta, scorgemmo uno stretto e ripido sentiero che scompariva dopo solo pochi metri, curvando sulla destra, dietro la parete rocciosa quasi a picco sul mare.<br />
Una delle caratteristiche principali del carattere di Martina era proprio la curiosità.<br />
Difficilmente poteva resistere all’ignoto.<br />
Ed un sentiero misterioso rappresentava per lei un richiamo a dir poco irresistibile.<br />
Prima che potessi dire una sola parola, Martina si era già addentrata sul sentiero ed era scomparsa in un attimo dietro la parete di roccia.<br />
- Torna indietro, Martina&#8230; dai&#8230; ho voglia di una doccia&#8230; e sono stanchissima&#8230; -<br />
Fu come parlare al vento.<br />
L’esploratrice era entrata in azione.<br />
Rassegnata, attesi che lei tornasse.</p>
<p>Dopo una decina di minuti la vidi sbucare dal sentiero, tutta sudata e con il fiato grosso.<br />
- Finalmente. Andiamo alla pensione, forza, che questa giornata è stata anche troppo lunga&#8230; -<br />
- Fantastico ! Semplicemente favoloso ! &#8211; disse Martina, mostrandomi di non avere nemmeno sentito le mie parole.<br />
- Di che diavolo stai parlando ? Guarda come ti sei ridotta per fare la pioniera ! -<br />
Martina sbuffava e ansimava, piegata sulle ginocchia, nei suoi occhi una gioia a stento repressa.<br />
- Alla fine sono riuscita a trovarlo&#8230; -<br />
- Che cosa ? &#8211; le chiesi, per nulla contagiata dalla sua allegria.<br />
- Un vero e proprio angolo di paradiso. Vieni a vedere anche tu. -<br />
Mi prese per mano e mi trascinò giù per il sentiero, malgrado le mie veementi proteste.</p>
<p>Fu così che la seguii, riluttante e infastidita da quel fuori programma, soltanto per porre fine a quella sua improvvisa e infantile esaltazione, sperando che anche lei, alla fine, si decidesse a rientrare alla pensione dopo quella faticosa giornata.</p>
<p>La cosa che maggiormente mi colpì, una volta superata la prima svolta dello scosceso sentiero, fu la fitta e rigogliosa vegetazione: non so se per la particolare direzione dei venti, o per l’umidità trasportata dal mare sottostante, fatto sta che, sul costone di quella scogliera, alberi e cespugli crescevano in quantità, creando un fitto ed inestricabile sottobosco, in netto contrasto con gli aridi e assetati terreni sovrastanti.<br />
Scendendo e scivolando per un centinaio di metri (ero atterrita al solo pensiero della successiva e difficoltosa risalita) giungemmo ad una piccolissima insenatura, incastonata tra le erte pareti di roccia quasi bianca.<br />
La caletta, larga non più di una quindicina di metri, aveva una spiaggia di sabbia finissima, bianca e impalpabile al tatto, neanche fosse stato borotalco; il lato sinistro era chiuso dall’alta scogliera (il proseguimento naturale di quella che avevamo appena discesa), mentre sulla destra enormi massi, franati chissà quando, creavano una barriera di un’altezza di almeno tre o quattro metri, e delimitavano quello che Martina aveva già battezzato come un angolo di paradiso.<br />
Effettivamente il posto era meraviglioso, esposto al sole da mattina a sera, e assolutamente deserto: il mare aveva una tonalità di un verde turchese da cartolina, ed il fondale, contrariamente a quelli di altre spiagge che avevamo visitato quel giorno, era abbastanza basso per una buona decina di metri.<br />
 &#8211; Allora&#8230; &#8211; fece Martina, il viso radioso &#8211; &#8230; avevo ragione o no ? -<br />
La mia amica sembrava una rappresentante di enciclopedie, intenta a decantare i fantastici pregi dei dodici e pesanti volumi che doveva appioppare all’incauto acquirente.<br />
- Sembra proprio di sì&#8230; è strano, però, che non ci sia nessuno&#8230; -<br />
- E’ troppo nascosta questa insenatura&#8230; anche noi, se non avessimo avuto quel piccolo incidente con il motorino, non l’avremmo mai scoperta&#8230; -<br />
- Probabilmente è come dici tu&#8230; &#8211; le risposi.<br />
Ero ancora arrabbiata con lei, e non volevo darle ragione senza fargliela pesare almeno un po’.<br />
Ma Martina era impermeabile a queste sottigliezze.</p>
<p>- Allora&#8230; è già deciso&#8230; da domani mattina si viene qui. Sole e mare a non finire&#8230; ci piazziamo qui e facciamo quello che ci pare&#8230; senza rompiscatole tra i piedi&#8230; fantastico&#8230; assolutamente fantastico&#8230; -<br />
Come al solito era inutile farle notare che la vacanza era di entrambe, e che le decisioni avremmo dovuto prenderle insieme: con Martina non c’era mai stato nulla da fare, perché lei partiva in quarta e quello che decideva doveva andare bene a tutti.<br />
Comunque, anch’io mi ero convinta che quella piccola spiaggia fosse il massimo che potessimo trovare.<br />
- E va bene &#8211; bofonchiai, il pensiero di una doccia rigenerante sempre più presente nella mia mente.</p>
<p>Tornammo su per il sentiero, i polmoni in fiamme per lo sforzo della salita, e riprendemmo la strada della pensione, il motorino, dopo le acrobazie della mia amica, ancora più ammaccato e rumoroso di prima.</p>
<p>La notte, prima di prendere sonno, sentii Martina sproloquiare sul nostro angolo di paradiso, e stabilire, irrevocabilmente, che stava per iniziare quella che lei definì “la nostra vera vacanza”.<br />
Stava ancora parlando tutta eccitata quando mi addormentai con un sospiro di rassegnazione.</p>
<p>E “la nostra vera vacanza” andava avanti ormai da tre giorni, caratterizzati da meravigliosi bagni di mare, da caldo e sole, da libri e pettegolezzi a non finire.<br />
Tutto questo, languidamente adagiate nel nostro piccolo paradiso personale.</p>
<p>Quella mattina, dunque, dopo aver parcheggiato il motorino dietro il grande cespuglio di ibiscus (al quale, con il nostro incidente, avevamo dato una discreta potata), eravamo scese per l’impervio sentiero fino alla stretta striscia di sabbia.<br />
L’estrema tranquillità di quel luogo, e soprattutto il fatto che, in quei tre giorni, non si fosse vista mai anima viva, ci aveva rese piuttosto intraprendenti: avevamo così deciso d’indossare i costumi che avevamo acquistato in un negozio vicino alla pensione, sostituendo così quelli che c’eravamo portate da casa.<br />
I due costumi nuovi erano a dir poco provocanti e costavano poco, anche perché la quantità di stoffa necessaria a produrli era veramente minima !!<br />
- Se non indossiamo ora costumi così, è molto probabile che non potremo indossarli mai più, non credi ? &#8211; aveva osservato Martina, frugando nella montagna di due pezzi alla ricerca del colore che desiderava.<br />
&#8220;Pensa alle amiche in palestra&#8230; avranno un travaso di bile quando vedranno il segno dell’abbronzatura&#8230; &#8211; le avevo risposto ridendo, e tenendo ben stretto nella mano il costume che mi ero scelta, onde evitare che potesse cadere nelle grinfie della mia pericolosa amica.</p>
<p>Poggiati gli zaini sulla sabbia e allargati i due grandi teli da mare, Martina ed io ci spogliammo rapidamente delle magliette e dei calzoncini, restando con i nostri minuscoli perizoma &#8220;brasiliani&#8221;, ed io anche con la parte superiore del costume che, in pratica, era composta da sottili nastri, con soltanto delle stelline di stoffa appena più larghe a coprire i capezzoli.<br />
Io non ho mai avuto un grosso seno da esibire, e quindi, tutto sommato, non ero indecente più di tanto.<br />
Le natiche erano chiaramente scoperte (un tanga non può fare miracoli&#8230;), ma l’effetto non era  proprio male da osservare: d’altronde eravamo sole sulla spiaggia, e la mia amica conosceva bene ogni parte del mio corpo, forse meglio di me, così come io sapevo tutto del suo.<br />
Eravamo amiche da tanti anni, condividevamo tutto delle nostre vite e non c&#8217;erano segreti tra noi.<br />
Ai tempi della scuola, avevamo perfino condiviso il nostro primo amore: anzi, in realtà, io avevo ereditato da Martina un ragazzo molto carino, di qualche anno più grande di noi, che si era messo prima con lei (e non poteva essere diversamente&#8230;) e quindi, una volta ottenuto il suo scopo, aveva deciso che anche l&#8217;amica non era poi così male (e alla faccia di chi dice beati gli ultimi&#8230;).<br />
Il ragazzo in questione aveva chiaramente raggiunto quello che voleva anche con me, ed era poi scomparso nel nulla, volatilizzato, in definitiva neanche tanto rimpianto, anche se, stando ai <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/racconti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con racconti">racconti</a> delle prime esperienze delle nostre compagne di scuola, a noi due non era andata poi tanto male.<br />
Anzi. </p>
<p>Il corpo di Martina, molto più formoso del mio, era decisamente più complicato da contenere all&#8217;interno dei nostri azzardati acquisti vacanzieri; e così, il primo giorno che eravamo andate nel nostro angolo di paradiso, dopo un&#8217;ora abbondante di disperati tentativi di ricondurre entro i limiti della decenza i suoi straripanti seni, la mia amica aveva deciso che poteva fare a meno, e senza problemi di sorta, della parte superiore di quel benedetto costume.<br />
Di conseguenza, quello era il terzo giorno di tintarella praticamente integrale per entrambe.</p>
<p>Dopo esserci abbondantemente spalmate di olio solare, trascorremmo le successive ore in assoluto relax, alternando freschi bagni in mare (per sfuggire al caldo micidiale di quella piccola insenatura) a brevi pisolini sdraiate sulla sabbia.<br />
E fu proprio in uno di quei momenti, in cui entrambe c’eravamo appisolate, che i due fecero il loro arrivo.</p>
<p>Le mie orecchie avvertirono uno scalpiccio, un rotolare di piccole pietre, e alcune fragorose risate.<br />
Mi risvegliai di soprassalto e, quando aprii gli occhi, loro erano già a pochi metri da me.<br />
Trasalii alla vista del ragazzo e della ragazza, e lanciai quasi un grido, più per la sorpresa che per lo spavento.<br />
Martina sollevò la testa di scatto, anche lei destata dal suo dormiveglia.<br />
- Ma cosa ti sta succedendo ? -<br />
- Nulla&#8230; nulla&#8230; è che non mi aspettavo l’arrivo di qualcuno&#8230; &#8211; le risposi, facendomi ombra con la mano per vedere meglio nell’accecante riverbero del sole.</p>
<p>Se fossero sbarcati omini verdi da un’astronave, di sicuro avrei avuto una faccia meno sorpresa.<br />
M’infastidiva, e non poco, il solo pensare che in quel posto, nel &#8220;nostro&#8221; paradiso, potesse arrivare qualcun altro.<br />
I due nuovi arrivati si guardarono attorno, chiaramente indecisi, poi presero a confabulare tra loro.<br />
Ora ero definitivamente sveglia e li osservai con attenzione.</p>
<p>Il ragazzo doveva essere all’incirca sui trent&#8217;anni, la carnagione, di certo in origine molto chiara, era intensamente abbronzata dal sole, ed aveva raggiunto una tonalità che, nella luce delle prime ore del pomeriggio, sembrava rilucere come l’oro.<br />
Le masse muscolari erano ben evidenziate dalla canottiera senza maniche che indossava, esplicita testimonianza di una qualche pratica sportiva da lui praticata: il viso aveva dei tratti somatici inconfondibilmente nordici, una spruzzata di lentiggini sul naso e sulle guance, ed una cascata di capelli biondi lunghi fin sulle spalle, e che incorniciavano i due occhi più azzurri che avessi mai visto.<br />
Sia io che Martina lo fissammo estasiate, forse a <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> aperta, ammirando quell’apparizione simile a qualche sconosciuta divinità dell’Olimpo.<br />
Quando lui, sorridente, ci rivolse la parola, solo in quell’istante noi sembrammo tornare in vita.<br />
Martina si coprì d’istinto i seni con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>, mentre io cercavo disperatamente di assumere un qualche contegno, rendendomi ancora più ridicola in quello striminzito costume da ninfetta di Copacabana.<br />
Il ragazzo si rivolse a noi in inglese, lingua che però noi parlavamo solo a livello scolastico: lui si accorse immediatamente delle nostre difficoltà, e iniziò a scandire lentamente ogni singola parola.</p>
<p>Mettendoci tutte noi stesse, la mia amica ed io riuscimmo comunque a capire che l&#8217;intenzione di quella meraviglia maschile era quella di poter utilizzare la caletta insieme alla ragazza, senza per questo volerci dare troppo fastidio.<br />
Credemmo anche di comprendere che se noi non fossimo state d’accordo, loro si sarebbero ritirati in buon ordine.<br />
La ragazza, nel frattempo, si era allontanata, scalando agilmente le rocce che chiudevano la piccola spiaggia sulla destra, e sparendo quindi alla nostra vista.</p>
<p>Forse fu per non apparire maleducate, più probabilmente perché quello che avevamo davanti era un gran bel ragazzo e ci sarebbe dispiaciuto non approfittare dell’occasione per averlo sotto gli occhi qualche ora, fatto sta che gli facemmo intendere che per noi non era un problema, e che lo spazio, sia pur ristretto, sarebbe stato sufficiente per tutti.<br />
Anzi, fui proprio io a dirglielo, cogliendo di sorpresa Martina, che non era abituata ad essere scavalcata da nessuno in fatto di iniziative e decisioni.<br />
Il ragazzo ci ricompensò della nostra cortesia sfoggiando un meraviglioso e solare sorriso, che evidentemente doveva riservarsi per le occasioni migliori, pronunciò quello che si rivelò essere, ad una successiva e approfondita analisi, un &#8220;thank you&#8221;, e si voltò verso la parete di rocce, cercando con lo sguardo la sua compagna.<br />
In effetti, lei stava ora tornando dalla sua esplorazione e, dall’alto di uno scoglio ed in una lingua per noi ancor più sconosciuta dell’inglese, gridò un qualcosa al suo ragazzo.<br />
Lui annuì e, accompagnando le parole con i gesti, ci fece capire che si sarebbero andati a sistemare oltre le rocce, probabilmente in una successiva caletta.<br />
E così la privacy di tutti sarebbe stata salva.</p>
<p>Entrambe un pò depresse per quella loro decisione (addio ore passate a rimirare addominali e bicipiti&#8230;) lo vedemmo scalare gli scogli e, una volta in cima e raggiunta la sua compagna, farci ciao ciao con la manina.<br />
A questo suo saluto si unì anche la ragazza che, con ogni stramaledetta certezza, aveva l’esclusiva su quegli addominali e su quei bicipiti.<br />
Pur con tutta l&#8217;esperienza accumulata negli anni, e cioè la capacità che Martina ed io avevamo nello smontare e criticare tutte le belle donne che ci capitava d’incontrare, in quell’occasione ci dovemmo arrendere all&#8217;evidenza.<br />
La donna era davvero bellissima, un viso forse addirittura troppo perfetto e incantevole, con due labbra carnose, un nasino all&#8217;insù che era tutto un programma e grandi occhi verdi, il tutto incorniciato da lunghissimi e lisci capelli castani, dalle sfumature quasi ramate sotto i raggi del sole.<br />
E non parliamo poi del resto.<br />
Il suo corpo era una specie di inno nazionale alla bellezza femminile.<br />
Seno generoso, fianchi morbidi, sedere da urlo e gambe lunghe e tornite.<br />
Dura da ammettere, ma per me e la mia amica sarebbe stata una battaglia persa in partenza.<br />
La ragazza indossava solo una mutandina, composta da due minuscoli triangoli di stoffa blu oceano, tenuti insieme da una stringa celeste legata alta sui fianchi.<br />
I seni, sodi e sfrontati, erano scoperti, ed il loro colore, così uniforme all’abbronzatura del resto del corpo, testimoniava la consolidata abitudine della proprietaria ad andarsene lungamente in giro in topless.<br />
Piccoli capezzoli, dalla tonalità leggermente più scura della pelle, guarnivano, come invitanti ciliegine, quelle due meraviglie, sulle quali gli uomini avrebbero potuto discorrere, con aria beata e sognante, per intere settimane. </p>
<p>Dopo un ultimo saluto, i due si allontanarono mano nella mano, scendendo sull’altro lato della parte di scogli, sparendo alla nostra vista e dirigendosi verso il successivo tratto di spiaggia.<br />
- Accidenti &#8211; esclamai &#8211; mi è venuto quasi un colpo quando li ho sentiti arrivare&#8230; -<br />
- Certo che è proprio carino, eh, Viola ? &#8211; mi rispose Martina con voce pericolosamente sognante.<br />
- Per la miseria se è carino&#8230; ma a me, uno così bello, quando mai mi capiterà ? &#8211; dissi a voce alta, pensando a Vittorio, il ragazzo che mi veniva appresso da qualche mese, e neanche lontanamente paragonabile al biondo vichingo.<br />
Ci rimettemmo a prendere il sole, turbate, inutile negarlo, dal sapere così vicino quel ragazzo così bello.</p>
<p>Era ormai pomeriggio inoltrato, quando mi girai sulla schiena per abbronzarmi anche sul davanti, decidendo all’istante di non rimettere il reggiseno (le famose stelline&#8230;) del costume.<br />
In definitiva ero l&#8217;unica donna nei paraggi ad indossarlo ancora, ed avevo la netta sensazione di essere stranamente fuori luogo.<br />
Continuammo così per un altra mezzora a prendere il sole ed a bagnarci con brevi immersioni in quelle acque meravigliose.<br />
La presenza dei nostri due vicini non era praticamente avvertibile: la scogliera c’impediva di sentirli e di vederli.</p>
<p>Martina rientrò in acqua, iniziando a nuotare e seguendo un percorso ormai divenuto familiare, visto che lo avevamo stabilito sin dal primo giorno: si andava dalla stretta spiaggia fino ad una punta di roccia affiorante sul pelo dell’acqua, dove l&#8217;insenatura si apriva sul blu scuro del mare profondo. Una volta che arrivavamo a toccarla, si ritornava indietro, spesso agevolate e sospinte dalle piccole onde. Nelle nuotate dei giorni precedenti avevo stabilito una specie di record personale, e del quale andavo sommamente fiera, anche se nelle nuotate in coppia con Martina lei arrivava regolarmente davanti a me.<br />
Sdraiata sulla spiaggia, seguii con lo sguardo il bagno della mia amica.<br />
La vidi iniziare a muoversi in acqua lentamente, senza aumentare, come era solita fare, la frequenza delle bracciate.<br />
Si spostava silenziosamente, evitando spruzzi e rumori, e non riuscivo a capire cosa stesse facendo, ne il perché di quel suo muoversi con così tanta circospezione.<br />
Ad un tratto, però, tutto mi fu chiaro, e la ragione di quel suo strano comportamento mi apparve nella sua assoluta semplicità.<br />
Invece di toccare la piccola sporgenza affiorante, Martina rallentò ulteriormente il moto delle sue bracciate, superò la roccia, si afferrò saldamente alla stessa sul lato del mare aperto, e si sporse con la testa al di là, guardando con curiosità cosa stessero facendo i nostri vicini di spiaggia.</p>
<p>Rimase circa un paio di minuti a spiare i due così nascosta, poi rapidamente tornò indietro.<br />
Quando arrivò di fronte a me, Martina aveva le guance arrossate.<br />
- Non ci crederai&#8230; ha un&#8230; cavoli, non ne ho mai visto uno così ! -<br />
- Ma di che cosa stai parlando ? &#8211; le chiesi, adesso curiosa anch’io come una scimmia.<br />
- Allora&#8230; sentimi bene&#8230; sono nudi, tutti e due&#8230; e stanno prendendo il sole&#8230; -<br />
- E&#8230;? -<br />
- E nulla. Prendono solamente il sole&#8230; ma lui&#8230; lui ha un&#8217;erezione da far paura&#8230; mai visto un arnese di quella portata&#8230; -<br />
- Non che tu ne abbia visti poi molti, diciamolo&#8230; &#8211; le risposi, cercando di alleviare quell’emozione che le sue parole mi avevano fatto sentire.<br />
- Ma sentila&#8230; ha parlato la donna vissuta&#8230; &#8211; mi canzonò lei.<br />
In effetti avevamo avuto entrambe le nostre brave esperienze sessuali, ma onestamente non erano state poi così numerose come ci piaceva credere: tre o quattro ragazzi per lei, ed un paio per me.<br />
Le mangiatrici di uomini abitavano da un’altra parte.</p>
<p>- Comunque è davvero&#8230; davvero&#8230; -<br />
Martina cercava la parola adatta.<br />
Poi, d’improvviso, la trovò.<br />
- E’ davvero bello. Bello. Non c’è altro termine per descriverlo -<br />
- Cosa può esserci di così bello, scusa&#8230; in fondo è solo un&#8230; beh, insomma, mi hai capito, no ? -<br />
Martina non mi rispose nemmeno, e si distese a pancia in giù sul suo asciugamano.<br />
Passarono cinque minuti, durante i quali strani vuoti allo stomaco avevano preso a tormentarmi.<br />
Avevo, ed ho sempre avuto, un normale appetito sessuale, nulla di esagerato, intendiamoci, ed in quel momento iniziai a dare la colpa di quei vuoti allo stomaco al fatto che non avevo avuto più un rapporto completo da molto tempo.<br />
L&#8217;ultima volta che avevo accarezzato un ragazzo era stato circa un mese e mezzo prima, un lungo e piacevolissimo petting durante una festa in discoteca.<br />
E, in verità, mi ero anche masturbata un paio di volte da allora.<br />
Poi nulla più.<br />
I vuoti allo stomaco salivano e scendevano, con un ben noto languore che si andava concentrando, sempre più spesso, in quella zona particolare che noi donne abbiamo tra le gambe.</p>
<p>La voce di Martina mi fece sussultare, riportandomi alla realtà.<br />
- Magari ora stanno scopando&#8230; &#8211; disse con un tono che non era il suo.<br />
Doveva avere anche lei i suoi vuoti allo stomaco.<br />
Mi voltai e la guardai, indecisa su cosa risponderle.<br />
Con un brivido di eccitazione (perché, ormai, mi ero chiaramente eccitata) notai che le natiche di Martina non riuscivano a stare ferme, percorse da un appena accennato e ritmico movimento, come se la mia amica le stringesse e le rilasciasse, premendo con il ventre sulla sabbia.<br />
Non ci voleva un genio a capire che, se Martina fosse stata sola su quella spiaggia, si sarebbe apertamente masturbata.<br />
E la capivo benissimo, perché anch’io avrei voluto fare lo stesso.<br />
L’arrivo della coppia, la descrizione fattami da Martina del pene del ragazzo e la possibilità che i due stessero ora facendo del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>, tutto questo aveva gettato anche me in uno stato di esaltazione sessuale assolutamente inatteso.<br />
Mi alzai per entrare in acqua e, inutile negarlo, per andare a vedere con i miei occhi quello che la mia amica aveva già visto.</p>
<p>- Viola&#8230; andiamo a dare una sbirciatina insieme ? Che ne dici ? -<br />
Martina si era voltata e mi guardava, attendendo una mia reazione.<br />
- Ci siamo ridotte a fare le guardone&#8230; proprio una vacanza da andarne fiere&#8230; &#8211; le risposi, in un patetico tentativo di porre fine a quella difficile situazione venutasi a creare.<br />
- Dai, Viola&#8230; o andiamo a dare un’occhiata ai due, oppure leviamo le tende e torniamo alla pensione. E’ inutile far finta di nulla&#8230; sei eccitata, esattamente come me&#8230; e restare qui, con questo chiodo infilato nella testa sarebbe soltanto una tortura&#8230; decidi tu&#8230; per me va bene in ogni caso&#8230; -<br />
Martina aveva perfettamente ragione.<br />
Era inutile mentire ancora a noi stesse.</p>
<p>- E va bene&#8230; entriamo in acqua insieme, facciamo finta di fare il bagno e andiamo a vedere che cosa stanno facendo&#8230; &#8211; le risposi, sapendo di prendere l’unica decisione che entrambe desideravamo.<br />
- Aspetta Viola&#8230; ho un’idea migliore&#8230; &#8211; mi disse Martina, alzandosi e guardandosi attorno.<br />
- Guarda&#8230; se noi risaliamo per un breve tratto il sentiero&#8230; c’infiliamo nel sottobosco, a sinistra, per una decina di metri&#8230; ci dovremmo trovare esattamente sopra di loro&#8230; -<br />
Avevo ormai perfettamente metabolizzato l’idea di andare a spiare la coppia, e la proposta della mia amica mi apparve assolutamente razionale.<br />
- Andiamo, dai&#8230; &#8211; le dissi, mettendomi le infradito.<br />
E così, completamente nude se non per i minuscoli tanga, ci avviammo su per il sentiero.</p>
<p>Percorremmo soltanto qualche metro dell’impossibile salita: poi, approfittando di un varco nella fitta vegetazione, c’inoltrammo nel sottobosco, tra cespugli in fiore e bassi e frondosi alberi, dai tronchi ritorti dal vento.<br />
Camminando piegate, a volte quasi strisciando, tra mille acrobazie e centomila acuminate spine,  cercando disperatamente di non fare alcun rumore, giungemmo, poco dopo, ad una sorta di stretta terrazza naturale, che affacciava direttamente sulla caletta occupata dalla coppia di stranieri.<br />
La fitta vegetazione ricadeva oltre il bordo della terrazza, nascondendoci alla vista di chiunque si fosse trovato sulla minuscola spiaggia.<br />
Martina ed io ci mettemmo in ginocchio, una accanto all’altra, e spingemmo lo sguardo verso il basso.</p>
<p>I due erano a non più di cinque o sei metri sotto di noi, completamente nudi, sdraiati fianco a fianco, in posizione obliqua rispetto al nostro punto di osservazione.<br />
Notai subito come il pezzo di stoffa, che doveva essere la mutandine del costume della ragazza, fosse appallottolato accanto a loro, insieme al pantaloncino multicolore che indossava il ragazzo quando era arrivato dove noi stavamo prendendo il sole.<br />
Erano entrambi sdraiati sulla schiena, e si tenevano per mano, crogiolandosi al sole e con gli occhi sicuramente chiusi.<br />
La respirazione faceva lentamente alzare e abbassare i loro petti.<br />
Seguii con lo sguardo, e per qualche secondo, il movimento dei seni della donna, quindi percorsi con gli occhi il suo ventre piatto, fino ad incontrare il pube perfettamente rasato, le grandi labbra appena visibili tra le cosce dischiuse.<br />
Subito dopo, però, spostai lo sguardo sul corpo del ragazzo.<br />
Non persi tempo, e puntai gli occhi direttamente lì.<br />
Ed era impossibile non farlo.<br />
Ora capivo la straordinaria eccitazione di cui Martina era stata preda.</p>
<p>Quel pene sembrava essere dotato di una sua vita autonoma, quasi costretto a seguire il corpo del ragazzo solo perché unito a lui.<br />
Era&#8230; grandioso, quello il termine che mi sembrava meglio si adattasse a quella meraviglia.<br />
Ma anche bello, in fondo, come aveva detto Martina, rendeva bene l&#8217;idea.<br />
Lungo, ma non in modo sproporzionato, si ergeva teso dal ventre di quello splendido ragazzo, senza la minima tendenza ad andarsi ad appoggiare sulla pelle della pancia.<br />
Se lo avesse fatto, probabilmente con la punta avrebbe superato, e non di poco, l&#8217;ombelico.<br />
Era turgido e magnifico, rigonfio, e la circonferenza si mostrava costante, dalla base all’estremità superiore.<br />
Solo verso la fine tendeva a restringersi, appena sotto il violaceo e splendido glande, parte terminale di quell’asta da favola.<br />
Per tutta la sua lunghezza era percorso dai rigonfiamenti delle vene, alcune piccole, altre decisamente più grandi, che ne disegnavano armoniosamente la splendida linea.<br />
Bello.<br />
Si, a ripensarci bene, forse era proprio quella la parola più adatta a descriverlo.</p>
<p>- Avevo ragione, no ? &#8211; mormorò estasiata la mia amica.<br />
- Sì&#8230; non hai per nulla esagerato&#8230; &#8211; le risposi in un roco bisbiglio.</p>
<p>Provai ad immaginare la sensazione che avrei provato nel toccarlo, nell’accarezzarlo, il suo meraviglioso  scorrere sotto le mie dita.<br />
Ne percepii quasi il calore, la delicatezza della pelle così tesa su quel turgore da favola.<br />
Lo sognai alle prese con il suo naturale obiettivo, la cappella a scorrere lungo le mie grandi labbra bagnate, a sfiorare il clitoride, a ridiscendere malizioso fino all&#8217;ano&#8230; e poi, guidato da un istinto naturale e antico come il mondo, a riempire interamente il mio corpo, senza difficoltà, meravigliosamente, fino a strapparmi gemiti e sospiri d’intensa passione&#8230;<br />
I vuoti allo stomaco non erano più tali.<br />
Al loro posto si erano andati sostituendo enormi buchi neri, che inghiottivano inesorabilmente tutti quei miei folli pensieri.<br />
Se fossi stata in piedi, le gambe mi avrebbero ceduto, ma in ginocchio, e con Martina vicina a me, mi era più facile mantenere un atteggiamento ancora composto e dignitoso.<br />
Con la coda dell’occhio guardai Martina, e la sua espressione mi confermò che quei miei erotici pensieri erano gli stessi che passavano nella sua mente.</p>
<p>Quelle mie riflessioni furono interrotte dalla donna che disse un qualcosa, in quella sua lingua a me sconosciuta, al ragazzo disteso al suo fianco.<br />
Vidi lui sorriderle.<br />
Lei parlò di nuovo, e lui girò il volto nella sua direzione, guardandola per alcuni istanti.<br />
Quindi annuì con la testa, accompagnando quel movimento con un mormorio.<br />
A quel punto la ragazza si girò sul fianco e si alzò, dirigendosi poi verso l&#8217;acqua, e, di conseguenza, allontanandosi dal punto in cui noi li stavamo osservando.<br />
In quegli attimi cercai una qualunque scusa che fosse adatta a giustificare la nostra presenza tra quei cespugli, inevitabilmente non trovandone però nessuna.</p>
<p>La bionda sirena nuotò agilmente verso il mare aperto: quindi, con una perfetta e armoniosa capriola, invertì la direzione e tornò verso riva.<br />
La vidi uscire dall’acqua, nuda e bellissima, e avvicinarsi al suo ragazzo.<br />
Sorridendo, si posizionò su di lui, in piedi e a gambe larghe, iniziando a far scolare l&#8217;acqua fredda e salata sul corpo del giovane, utilizzando i lunghi capelli castani come fossero una spugna.<br />
Al contatto con l&#8217;acqua, il giovane lanciò un grido, inarcando il corpo, ed il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> svettò ancora più imperioso di prima.<br />
Repressi a stento un mugolio d’eccitazione, mentre Martina si mordeva il labbro inferiore, anche lei chiaramente turbata da quei momenti.</p>
<p>La ragazza scavalcò il corpo del compagno e si andò a sistemare in ginocchio dietro di lui, le sue ginocchia a toccargli la testa, offrendo a noi spettatrici la visuale del suo sensuale profilo.<br />
La vedemmo chinare lentamente il capo verso il ventre di lui, ed io mi sorpresi ad aprire inconsapevolmente la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, come se avessi dovuto accogliere tra le labbra l’erezione dell’uomo. Malgrado i miei torbidi pensieri, la ragazza non prese in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> il suo uomo.<br />
Si limitò ad appoggiare la punta dei suoi lunghi capelli sul ventre del ragazzo, ed iniziò a farli scorrere sul quel perfetto corpo maschile, secondo un metodo evidentemente già sperimentato.<br />
La sua testa si muoveva da una parte all&#8217;altra, lambendo deliziosamente con i lunghi capelli la pelle del giovane, che dal canto suo rabbrividiva visibilmente, sia per il solletico procuratogli da quel lento sfiorare, sia per la sensazione di freddo dell’acqua del mare.<br />
Il gioco della ragazza ebbe l’effetto di far diventare, se possibile, il pene ancora più grande e fremente.<br />
All&#8217;improvviso lei smise di giocare col compagno e gli chiese un qualcosa, ricevendo come risposta un mugolio sommesso.<br />
Allora le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> della donna presero ad accarezzare il petto dell’uomo, scorrendo su di lui come se lo stesse modellando, lievi come piume, delicate come un alito di vento primaverile, ma abili e decise, con movimenti aggraziati e carichi di un <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/erotismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con erotismo">erotismo</a> senza confini.<br />
In punta di dita la vedevo disegnare i contorni della muscolatura del petto, e poi accarezzare le spalle, e quindi sfiorare i capezzoli del ragazzo.<br />
Subito dopo si dedicò agli addominali, percorrendoli uno per uno, con una lentezza quasi esasperante.<br />
Io ero ormai fuori di me per l’eccitazione che quello spettacolo mi provocava.<br />
Non capivo letteralmente più nulla, perché non mi era mai capitato di assistere ad una scena così erotica e sensuale.<br />
Mi voltai verso Martina.<br />
I suoi occhi erano fissi sulla coppia, la lingua guizzava ad umettare le labbra ed i capezzoli dei suoi grandi seni erano turgidi e svettanti.<br />
Eravamo entrambe letteralmente divorate dall’eccitazione.<br />
Tornai con lo sguardo alla spiaggia sottostante e, con un gemito quasi di dolore e mordendomi il labbro, vidi che la mano della ragazza aveva abbandonato gli addominali del compagno, per appoggiarsi, senza esitazione, su quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> svettante.<br />
Rimase immobile per qualche secondo, e poi le dita iniziarono a scorrere sull’asta.<br />
Fu quello l’esatto momento in cui smisi di ragionare, abbandonandomi all’istinto e alle impellenti esigenze del mio corpo.</p>
<p>In un attimo di assoluta follia erotica tirai i fiocchi dei laccetti che sorreggevano il tanga, me lo sfilai e, ora completamente nuda anch’io, mi misi seduta per terra, divaricando all’istante le gambe.<br />
Martina era ancora in ginocchio, e con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> si accarezzava e si stringeva voluttuosamente i seni.<br />
Era fantastico spiare quella ragazza che aveva preso a masturbare il suo uomo, come era stupendo vedere Martina così eccitata: ed anche la mia nudità, in quei momenti, mi appariva stranamente e terribilmente erotica.</p>
<p>La mano destra della bionda scivolava leggera sul <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, e la sinistra accarezzava il petto, pizzicava i capezzoli dell’uomo, segnava il contorno della sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>.<br />
Mentre anche Martina si sfilava il tanga, mettendosi seduta, anche lei nuda, accanto a me, pensai a quanto mi sarebbe piaciuto trovarmi al posto di quella donna, con quello stupendo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> fra le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>, poterlo stringere e sentirlo sussultare sotto le dita per il crescente desiderio.<br />
Senza alcuna esitazione, feci scivolare la mia mano destra sul ventre, e poi ancora più in giù, fino ad incontrare le grandi labbra, già abbondantemente bagnate di umori.<br />
Anche Martina aveva preso a masturbarsi apertamente, premendo con le dita sul clitoride eccitato.<br />
Eravamo state ormai definitivamente travolte da quella folle esperienza.</p>
<p>La destra della ragazza continuava inesorabile in quell’affascinante sega, in un ipnotico e straordinario andirivieni: su e giù, su e giù&#8230; lenta, continua, inarrestabile.<br />
Iniziai a respirare affannosamente, quasi seguendo il ritmo che la ragazza imprimeva alla sua erotica mano.<br />
Il ragazzo si muoveva appena sotto il tocco abile della sua donna.<br />
E lei non aveva altro pensiero che il piacere da donare a lui.</p>
<p>Fu un attimo, e di cui ancora oggi non riesco a fissare gli esatti contorni.<br />
Credo, però, che ci voltammo nello stesso preciso istante, leggendoci reciprocamente negli occhi la straripante eccitazione che ci consumava.<br />
Poi la mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> e quella di Martina s’incontrarono in un leve sfiorarsi di labbra, dischiudendosi subito dopo alla ricerca delle lingue impazzite.<br />
Ci baciammo con una frenesia sconosciuta, e staccandoci l’una dall’altra solo quando il respiro ci venne a mancare.<br />
Stordite da quanto appena accaduto, la mia guancia appoggiata a quella di Martina, tornammo con gli occhi alla spiaggia e alla coppia al centro delle nostre attenzioni.</p>
<p>La mano della ragazza continuava ad andare nel suo fantastico movimento, ora decisamente più vigoroso e rapido, esponendo ogni volta che scendeva la larga cappella congestionata.<br />
Ad un tratto il suo compagno aprì le gambe, e la mano della ragazza fu veloce nello spostarsi sullo scroto, palpandolo, accarezzandolo, stringendolo con delicatezza.<br />
Poi scivolò ancora più in giù, alla evidente ricerca dell’ano del suo compagno.<br />
Ebbi la certezza di quanto stava accadendo quando, con un gesto deciso, lei infilò un dito in quel corpo adagiato sulla sabbia, penetrandolo a fondo e facendolo sussultare: aveva interrotto quella fantastica sega, e lo stava inculando.<br />
Ora erano immobili, il suo dito infilato nel culo del ragazzo.</p>
<p>Stavo anch’io per penetrarmi con le dita, quando la mano di Martina iniziò ad accarezzarmi fra le gambe, stuzzicandomi meravigliosamente il clitoride: senza un attimo di esitazione, allungai il braccio, trovai la sua fica straordinariamente fradicia e, priva di alcuna incertezza, la penetrai con l’indice ed il medio.<br />
Subito Martina incollò la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> alla mia, non solo per il desiderio di baciarmi ma, e soprattutto, per evitare di gridare tutto il suo dirompente piacere.  </p>
<p>Poi la scena sulla spiaggia riprese vita, come se non si fosse mai interrotta.<br />
La mano della ragazza tornò ad impugnare il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, per riprendere a masturbarlo con crescente velocità.<br />
Su e giù, su e giù&#8230;<br />
Anche le dita di Martina mi avevano penetrata, ed ora ci masturbavamo a vicenda con frenesia, gli occhi incollati a quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> vicinissimo al momento di esplodere&#8230;</p>
<p>Su e giù, su e giù: il ritmo di quelle dita infernali accelerò ancora&#8230;<br />
I nostri respiri ed i nostri sospiri erano l’inequivocabile segnale dei dirompenti orgasmi che squassavano il mio corpo e quello di Martina.</p>
<p>Su e giù, su e giù, ora senza sosta e freneticamente&#8230;</p>
<p>Venimmo insieme, io nella mano di Martina, e lei nella mia, le nostre dita inzuppate dei rispettivi liquidi dell’eccitazione&#8230;</p>
<p>E all&#8217;improvviso, finalmente, accadde.<br />
Il ragazzo venne, eiaculando un lungo e potente getto di sperma, talmente abbondante e violento che raggiunse la ragazza sulla spalla e sui capelli.<br />
Ne seguirono altri due, solo di poco meno grandiosi, per poi tramutarsi in un lento sgorgare sulla mano della sua compagna&#8230;</p>
<p>Tutto si era svolto in un silenzio irreale.<br />
Cercai di nuovo le labbra di Martina e la baciai con straordinaria intensità.<br />
Mi separai dalle sue labbra solamente quando vidi la ragazza alzarsi e avvicinarsi all’acqua del mare, per lavarsi via tutto quello sperma che aveva addosso&#8230;</p>
<p>In tutta fretta, Martina ed io, ci rimettemmo i tanga e, evitando accuratamente ogni rumore, tornammo alla nostra caletta.<br />
Il sole era ormai quasi tramontato.<br />
Raccogliemmo gli zaini, c’infilammo magliette e pantaloncini, e tornammo alla pensione, ancora scombussolate, ma anche notevolmente eccitate, per quanto accaduto.</p>
<p>Quella sera Martina ed io parlammo a lungo dei sorprendenti eventi della giornata, giungendo alla conclusione che quello che era accaduto tra noi, quel rapporto lesbico nel quale eravamo precipitate, era stato di certo causato solo dall’incontrollabile eccitazione di quei momenti.<br />
E, con ogni probabilità, era assolutamente vero.<br />
Ma l’ossessione per quella coppia di stranieri c’impedì quasi di chiudere occhio, al punto che all’alba avevamo deciso, e in modo del tutto irrazionale, di dare una nuova svolta a quella nostra vacanza.<br />
Avremmo cercato di rintracciare i due per tutta l’isola, convinte che, se li avessimo nuovamente incontrati, questa volta non ci saremmo limitate a spiare le loro effusioni.</p>
<p>E fu così che, il giorno successivo, partimmo in sella al motorino alla ricerca del ragazzo e della sua splendida compagna, dimenticando, di fatto, il nostro angolo di paradiso che tanto avevamo amato.</p>
<p>Ma, come spesso succede, i sorprendenti eventi dei giorni successivi andarono ben oltre le mie aspettative, a tal punto che di quella vacanza mi è rimasto un ricordo struggente e incancellabile.<br />
Un po’di pazienza, e vi racconterò per filo e per segno quello che poi accadde in quegli ultimi giorni di quell’indimenticabile estate greca.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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</p>
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		<title>Le luci di Ixia (hard)</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 16:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucrezia666</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
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		<category><![CDATA[erostorie]]></category>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Le luci di Ixia (hard) Adoro laccarmi le unghie dei piedi e delle mani. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Le luci di Ixia (hard)</p>
<p>Adoro laccarmi le unghie dei piedi e delle <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>.<br />
Lo faccio di frequente, con grande cura e attenzione.<br />
Trovo le mie <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> particolarmente aggraziate e sensuali, i miei piedi diabolicamente erotici, e valorizzare queste parti del mio corpo mi regala un piacere intenso e particolare.<br />
Poi, una volta finito di passare lo smalto, mi piace guardarmi le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> che sfiorano le caviglie, che accarezzano e risalgono lentamente, in punta di dita, la morbida pelle dei polpacci, che lambiscono l&#8217;interno delle ginocchia, che scivolano bramose sulle mie cosce, per poi deviare verso l’esterno a toccare i fianchi e quindi risalire adagio verso il seno.<br />
Mi piace lasciare che i capezzoli si inturgidiscano, ma senza neppure sfiorarli, stuzzicare appena la pelle attorno in una danza di dita ed unghie smaltate.<br />
Poi mi accarezzo con gentilezza le guance, mi solletico facendo ricadere i miei lunghi capelli corvini sulle spalle, abbracciandomi e stringendomi forte da sola.<br />
E&#8217; in quegli istanti che mi sento felice: lascio che le emozioni dilaghino nella mia anima e sulla mia pelle, osservando il mio riflesso nel grande specchio, il viso perfetto, la linea sottile delle sopracciglia, l’intensità e la bellezza dei miei occhi azzurri, il disegno armonioso delle mie labbra,  che sembrano essere state dipinte per dispensare baci al mondo intero.<br />
E&#8217; questo il mio rito, tutte le sere che esco, prima di prepararmi alle ore di divertimento che mi attendono: allacciarmi il cinturino dei sandali alle caviglie, infilarmi in un vestitino comodo ma che  metta in risalto le mie gradevoli forme, lasciare che la mia serica pelle mostri tutta la sua tonicità, senza tutti quegli artifici che usa Melina, senza neanche un filo di rimmel.<br />
Forse potrei apparire ancora più bella con un po’ di trucco, ma non mi interessa più di tanto.<br />
Sono certa di stare bene così. </p>
<p>Soddisfatta dal mio consolidato rito personale, finalmente esco.<br />
Anzi, per essere più precisi, usciamo.<br />
Melina ed io.<br />
Questa sera guida lei.<br />
Sprofondata nei miei pensieri, attendo di conoscere la destinazione della nostra serata.<br />
Con Melina ci si può aspettare di tutto.<br />
Il caldo di questa interminabile estate è particolarmente afoso.<br />
Le decine di locali dell’isola pullulano di gente.<br />
Sarebbe facile fare incontri interessanti.<br />
Ma Melina mi trascina (e quando me ne accorgo è ormai troppo tardi) alla festa di Ixia, un villaggio con più alberghi che case.<br />
- Forse potremmo trovare qualcosa di meglio da fare, no ? &#8211; le chiedo quando lei ferma la macchina tra  il banco di un venditore ambulante di giocattoli ed il chiosco dei panini con le salsicce.<br />
Melina mi guarda e sorride.<br />
- Non mi dirai che vuoi un panino&#8230; &#8211; le dico.<br />
- E se anche fosse ? &#8211; mi risponde lei con fare beffardo e evasivo.<br />
Biondissima, slanciata, di una bellezza da mozzare il fiato.<br />
Melina è stupenda.<br />
Quando la guardo e mi perdo nel suo fascino mi sento un vuoto alla <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> dello stomaco.<br />
Sono sicura che lei si diverta a provocarmi in modo a dir poco sfacciato.<br />
Tempo fa, complice un bicchiere di troppo, ci siamo baciate.<br />
Ricordo la sua lingua scivolarmi rapida in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, esplorarmi denti e gengive,  mentre io perdevo quel poco di controllo che ero certa di avere e le accarezzavo beata i capezzoli.<br />
Sono stati solo pochi attimi, in realtà.<br />
Perché poi ci siamo guardate, forse imbarazzate dall’imprevista situazione, prendendo a ridere come due isteriche.<br />
Non abbiamo fatto più parola dell’accaduto.</p>
<p>Melina continua a fissarmi, mentre con il dorso di una mano mi accarezza la guancia.<br />
- Irini&#8230; sei favolosa, stasera&#8230; -<br />
Non mi torturare, ti prego, vorrei dirle.<br />
Vorrei urlarle di non accostare il fuoco alla benzina.<br />
Ma resto in silenzio, il cuore in gola.</p>
<p>Scendiamo dall’auto e percorriamo qualche decina di metri.<br />
La confusione della festa di strada ci sommerge.<br />
Ci prendiamo per mano per non perderci nel caos.<br />
Odori di spezie, colori sgargianti, musiche e grida&#8230; non mi accorgo di nulla.<br />
Ci sono solo i suoi meravigliosi capelli biondi, la linea della sua schiena che si perde nel corto vestito, le sue gambe, nude e slanciate, i suoi piedi, in bilico su sandali dal tacco esagerato&#8230;<br />
Ma dove mi stai portando, adesso che stringo la tua mano così forte da sembrare unita a te ? </p>
<p>Arriviamo in una stradina secondaria, lasciandoci alle spalle la confusione della festa.<br />
Ci avviciniamo ad un’anonima porta azzurra, incastonata in un muro di un bianco assoluto.<br />
Melina suona il campanello.<br />
Passano i secondi e nulla accade.<br />
Nessuno risponde.<br />
Si sente solo lo scatto della serratura.<br />
Sono nervosa e faccio l’atto di girarmi per andare via.<br />
Ma lei mi blocca e mi abbraccia, sussurrandomi parole dolci.<br />
Non capisco più nulla.<br />
Non so nemmeno dove mi trovo.<br />
Melina mi prende il viso tra le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> e appoggia le sue labbra alle mie, mi bacia gli occhi e con la lingua asciuga dal mio viso quelle lacrime che la rabbia ed il nervoso mi hanno spremuto.<br />
Quindi la sua lingua torna alle mie labbra, le lecca dolcemente, per tutto il loro contorno: bramosa di lei, apro la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> e lei mi è subito dentro, languida come un cioccolatino.<br />
Cerco di entrare con la mia lingua nella sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, ma mi sposta di lato.<br />
- Non temere&#8230; vieni con me&#8230; -</p>
<p>Entriamo e saliamo una rampa di scale buie.<br />
- Non mi piace &#8211; mormoro impaurita &#8211; sai che odio il buio&#8230; -<br />
Lei non mi risponde.<br />
Apre una porta dalla quale filtra una luce dal colore indefinibile.<br />
Melina c&#8217;è già stata qui, è evidente: l’invidia per questo suo segreto, ma anche la curiosità di scoprire cosa ci sia dietro quella porta, si mischiano alla paura che ancora mi stringe le viscere.<br />
Docile, la seguo dietro quella porta.<br />
Le pareti sono spoglie, arredate solo da giochi di luce bianca e gialla che le colorano, con lampade che escono dal basso, di lato, dall&#8217;alto, in una confusione incredibilmente luminosa e d’effetto: è solamente un corridoio di pochi metri di lunghezza, ma che si apre in un ampio locale illuminato di un blu soffuso, con al centro una colonna rivestita di legno e dalla quale piove un’intensa luce rossa.<br />
Per il resto l’ambiente è completamente vuoto.</p>
<p>- Perché siamo venute qui ? &#8211; chiedo nervosamente a Melina<br />
- Per fare quello che hai sempre desiderato&#8230; -<br />
Stringo ancora nella mia mano quella di Melina, e mentre mi chiedo cosa lei abbia voluto dire,  vedo un&#8217;ombra muoversi verso di noi.<br />
Mi aggrappo alla mano della mia amica e l&#8217;ombra prende consistenza.<br />
E che consistenza.</p>
<p>E&#8217; decisamente alto, ma non in modo esagerato.<br />
I pettorali sembrano scolpiti, così come gli addominali.<br />
E’ completamente nudo.<br />
Un fondoschiena da lasciarmi tramortita, due gambe dritte, sottili ma forti.<br />
Risalgo con gli occhi lungo quel corpo maschile favoloso.<br />
E quello che vedo mi strappa un sospiro di desiderio.<br />
Il pene non è eretto, dalle dimensioni perfette, ed i testicoli che mostrano di dover essere svuotati urgentemente.<br />
E&#8217; un ragazzo bello anche di viso, sinuoso nei gesti quando si muove.</p>
<p>Con dolcezza stacca la mia mano da quella di Melina, che ora mi guarda con occhi carichi di libidine, la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> socchiusa, il respiro affannoso.<br />
E&#8217; visibilmente eccitata.<br />
Il ragazzo si porta la mia mano sul petto e con una gamba s’intrufola tra le mie.<br />
Lo cingo con le braccia mentre mi abbasso a misurare la consistenza del suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>.<br />
Gli disegno una scia di saliva, dai capezzoli all&#8217;ombelico, con il quale gioco per alcuni istanti;  e poi, dall&#8217;ombelico sino ai peli del pube.<br />
Infine risalgo quella meraviglia, ora pienamente eretta, con la punta della lingua, fino a trovarmi a scivolare sull&#8217;asta avanti e indietro, con una lentezza esasperante.<br />
Melina, nel frattempo, mi spoglia, mentre alla lingua io sostituisco le labbra, non usando le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>.<br />
Deve essere solo un gioco di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>.</p>
<p>Lo tengo su posandogli le mie labbra sensibile alla base, e poi risalendo, sempre da sotto, con piccoli e ardenti baci.<br />
Melina ci guarda e si accarezza il seno: quindi viene a mettersi di fronte a me, e dal suo pube perfettamente depilato vedo la fica già umida per l’eccitazione.<br />
Siamo nude entrambe.<br />
Gli unici capi di abbigliamento che ancora indossiamo sono i sandali con i tacchi alti.</p>
<p>Il ragazzo si è afferrato il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e si fa scivolare la mano su e giù, lentamente: io gliela stacco con uno sguardo di rimprovero e prendo a girargli attorno, eccitata come poche volte in vita mia.<br />
Mi sento il fuoco tra le gambe.<br />
Non mi tocco, e non mi lascio toccare: qualunque cosa mi sfiorasse la fica ora, in pochi istanti tutto sarebbe finito, ed io starei urlando il mio orgasmo.<br />
No.<br />
Devo assaporare ogni istante, prolungare il piacere fino e oltre il limite del consentito.</p>
<p>Volto il ragazzo di spalle e gli sussurro di non toccarsi.<br />
E di non toccarmi.<br />
Lui accetta quel mio dolce ordine senza battere ciglio.<br />
Lo bacio sotto il collo, sui muscoli delle spalle, a sinistra, a destra, torno verso i capelli, scendo nuovamente.<br />
Melina ha il viso congestionato, soffre, vuole perdere il controllo, ma ha capito quale sia il mio gioco, e rimane seduta, per terra, a gambe spalancate,  fissando il ragazzo negli occhi ed eccitandolo umettandosi le labbra con la lingua.<br />
Ora lo sento tremare; per rilassarlo un po&#8217; gli massaggio la schiena, poi scendo ancora e con la lingua gli percorro tutto il filo della spina dorsale, vertebra dopo vertebra.<br />
Ritorno in su, centimetro per centimetro, e poi, con la stessa esasperante lentezza, vado di nuovo verso i suoi magnifici glutei.<br />
Prendo ad accarezzarli e a leccarlo nell&#8217;attaccatura in alto.<br />
Melina geme sempre più forte: sta godendo senza nemmeno toccarsi, o magari non ce la fa più a trattenersi.<br />
Sembra quasi piagnucolare, ma ad un mio sguardo supplichevole lei china la testa e poi la tira di scatto all’indietro, facendo volare nell’aria i suoi splendidi capelli biondi.<br />
E’seduta sulla moquette, le gambe oscenamente aperte, ed il ragazzo è ora scosso da brividi per il desiderio animale di possederci entrambe; ma io lo costringo a stare ancora fermo, mentre con due dita inizio a sodomizzarlo.<br />
Melina non si trattiene oltre, e prende a masturbarsi con frenesia, tormentandosi il clitoride e penetrandosi con le dita, fino ad arrivare a contorcersi dal piacere, preda di un orgasmo incontenibile.</p>
<p>E&#8217; in quell’istante che vedo scendere alcune gocce da quel magnifico <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e, mentre Melina è stesa in terra, sconvolta dall’orgasmo, infilo di nuovo tre dita nel culo del ragazzo, quasi con sadica violenza, e gli mordicchio un testicolo, bloccando l’eiaculazione che sta per iniziare.<br />
Mi sento capricciosa e lo voglio punire, non so nemmeno io per che cosa.<br />
Melina solleva appena la testa e rimane esterrefatta per quello che si mostra ai suoi occhi: con la punta dei capelli solletico i capezzoli di quel petto virile, scendo, salgo, scendo di nuovo, finché lui non ce la fa più a trattenersi, e capisce che mi sto allagando, che il mio clitoride è duro e teso allo spasimo, che la mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> non chiede altro che il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e, con astuzia e perfidia, si tira indietro. Io cerco di toccarlo, di accarezzarlo, si sentire sotto le dita la sua pelle, e lui si sposta.<br />
Forse lo fa per riacquistare un minimo di equilibrio, quell’equilibrio che Melina, con la sua straordinaria bellezza e con il suo fantastico spettacolo di autoerotismo, masturbandosi e godendo davanti a lui, gli ha incrinato.<br />
O forse lo fa per punire me, rea di averlo sodomizzato con le dita.<br />
Non so.<br />
Potrebbe essere un insieme di tutto questo.</p>
<p>Tende i pettorali, mi lascia avvicinare ma non si fa toccare.<br />
Anche Melina ora si diverte con me, accarezzandomi la schiena e le natiche con <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> leggere e dita delicate.<br />
Vogliono entrambi farmi impazzire di desiderio.<br />
E io sto al loro gioco, e lascio che Melina inizi a percorrere la mia pelle infuocata con la sua sapiente lingua.<br />
Scivola lieve su di me, senza sfiorare neppure i capezzoli turgidi e la fica palpitante, indugiando invece su altri centimetri della mia pelle, strappandomi brividi di pura passione.<br />
Lui, intanto, osserva i nostri corpi nudi e si masturba lentamente, avvicinandomi di tanto in tanto il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> svettante: ora mi permette di allungare una mano, di afferrarlo e di tirarmelo tra le labbra.  Sono felice di poter nuovamente scorrere con la lingua su tutta l’asta congestionata.<br />
Chiudo gli occhi e assaporo la cappella&#8230;</p>
<p>D’improvviso esce dalla mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>.<br />
Il vuoto.<br />
Solo il suo sapore sulle labbra umide, e che mi passo con la lingua in continuazione.<br />
E’dietro di me.<br />
Sono in ginocchio, preda della sua volontà.<br />
Sento due <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> forti che mi afferrano per i fianchi, poi un dolore lancinante quando il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> mi penetra, sodomizzandomi senza riguardi.<br />
In quel momento potrei svenire, afflosciarmi come una bambola di pezza.<br />
Mi appoggio sui gomiti, e le braccia sembrano cedere.<br />
Lentamente il dolore si trasforma in piacere, e l’orgasmo non tarda ad arrivare, impetuoso e straripante.<br />
E&#8217; una sensazione strana, mai provata con questa intensità, ma mi sento infinitamente felice.<br />
Il ragazzo sta dando sfogo a tutta la sua tensione erotica, così a lungo trattenuta: ma io non voglio farlo venire, anche se non ho i mezzi per impedirglielo.<br />
E&#8217; Melina, che continua ad esplorare il mio corpo con la lingua, ad avvertire la mia esigenza e lo blocca quando vede che i suoi bellissimi lombi stanno aumentando vertiginosamente il ritmo.<br />
Dalla mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> escono solo gemiti convulsi.<br />
Sicuramente sono venuta più volte, di certo non nel modo che conosco, ma ogni singola fibra del mio corpo sta godendo come non mai. </p>
<p>Lo sento bloccarsi di colpo, e mi dispiace da morire non sentire più il suo fallo scivolare nel mio culo.<br />
Noto Melina sdraiarsi a terra e farmi segno di salirle sopra.<br />
Lo sento uscire da me.<br />
Mi volto e lo guardo: è sudato, stravolto, il volto arrossato.<br />
E’ bellissimo.<br />
Gli tremano impercettibilmente le labbra.<br />
Sta per esplodere.<br />
Guardo Melina sdraiata che si masturba di nuovo: vuole me, ma di certo vuole anche lui.<br />
Mi volto verso il ragazzo e gli faccio cenno di andare da lei.<br />
Era quello che aspettava.<br />
S’inginocchia, con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> le allarga ancor di più le gambe, se le porta attorno ai fianchi ed entra nella mia amica che rovescia la testa all’indietro.<br />
I seni si Melina sobbalzano e la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> le si deforma in mille smorfie di puro piacere.<br />
Mi accosto a quei due corpi uniti e sfilo il sandalo dal piede sinistro della mia amica.<br />
La cavigliera dorata dondola ritmicamente sul collo del piede, ed io prendo a leccarla, metallo e pelle, le sue unghie del piede laccate di rosso nelle mie pupille.<br />
I suoi sospiri diventano mugolii animali.<br />
Poi i mugolii si trasformano in grida d’estasi.<br />
Dalla caviglia risalgo fino al clitoride, ed alterno la mia lingua tra lei e quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> durissimo che la sta scopando.<br />
Melina irrigidisce le gambe, le serra contro i fianchi del ragazzo lucido di sudore.<br />
S’inarca con un paio di colpi del bacino, distende le braccia all&#8217;indietro e vola in paradiso, travolta da un altro orgasmo che la lascia senza fiato, i muscoli ancora contratti.<br />
Lui si stacca dalla mia amica ed entra di prepotenza nella mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>. </p>
<p>Sono fuori di me, ma non mi permetto di toccarmi.<br />
Continuo a leccare e a succhiare quella mazza fantastica per lunghi minuti, aiutata dalla lingua di Melina, che sembra trasfigurata dal piacere.<br />
E finalmente arrivo al capolinea della sopportazione.<br />
Con una mano lo spingo per terra e gli salgo addosso.<br />
Quando entra in me ha le dimensioni di un palo: sento che ne vorrei ancora, ma non faccio in tempo ad abituarmi a quella meraviglia che lui, con una possente spinta verso l&#8217;alto, mi fa vedere tutte le stelle del firmamento.<br />
Sono come impazzita.<br />
Inizio ad agitarmi sui suoi fianchi, sempre più spasmodicamente, e non mi accorgo quasi di Melina che se la fa leccare in ginocchio di fronte a me, continuando a godere senza sosta.<br />
M’impalo sempre di più, sempre con maggiore velocità, insisto, spingo con tutta me stessa, mi arruffo i capelli per il piacere, rallento un attimo cercando un briciolo di lucidità, ma è troppo, non ce la faccio: mi accarezzo il seno, uso la lingua per inumidirmi la punta dell&#8217;indice e vado a torturarmi i capezzoli.<br />
Getto la testa all&#8217;indietro, in avanti, mi tiro su con il busto appoggiandogli le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> sui pettorali, e godo in modo così travolgente che con le unghie lo faccio sanguinare.<br />
Me ne accorgo e serro i pugni sui suoi polsi, e spingo, spingo così forte da urlare oscenità e frasi sconnesse, spingo senza mai un attimo di pausa, un calore quasi insopportabile che s’irradia dal basso ventre, e mi gira la testa, non capisco più niente, mi accanisco su quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> infinito.<br />
Lo sento ingrossarsi a dismisura e cavalco, cavalco fino a sentire un brivido alla schiena, un&#8217;improvvisa esalazione dell&#8217;anima, un colpo alla <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> dello stomaco.<br />
Ed urlo.<br />
Impazzita.<br />
Non più collegata alla realtà che mi circonda.</p>
<p>Quando torno in me, dopo un tempo che non so quantificare, mi fermo un attimo.<br />
Riprendo fiato.<br />
Vedo Melina che freme di piacere nella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> del ragazzo.<br />
Vado nuovamente in estasi e ricomincio, più veloce di prima: sono tutta indolenzita ma continuo nella mia cavalcata, ed esplodo ancora, e poi ancora, e poi di nuovo.<br />
Ma non riesco a staccarmi da lui.<br />
Solo quando sento i miei muscoli cedere capisco che è arrivato il momento.<br />
Mi lascio cadere di lato.<br />
Lui si alza e si allontana di qualche decina di centimetri.<br />
Melina si mette in ginocchio sopra la mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, e mi ritrovo il suo clitoride tra le mie labbra.<br />
La lingua saetta famelica, e lecco le grandi labbra, e bevo quel fiume di piacere che la inzuppa; la penetro con una, due, tre dita, mentre quel palo stupendo va a riempirla da dietro, inculandola poderosamente, strappandole altri orgasmi irrefrenabili.<br />
Ora la fa urlare, muovendo i fianchi instancabili con crescente velocità, finché un suo rantolo, a stento represso, non mi annuncia l&#8217;imminente ondata.<br />
Tutto avviene in un attimo.<br />
Esce da una Melina ipnotizzata e sconvolta e schizza il suo seme caldo sul mio viso, sul mio seno, sui miei capelli.<br />
Si siede, esausto, sfinito nel corpo e nella mente.<br />
Melina si accosta a me e mi spalma sul corpo con quel liquido bianco e denso, per poi ripulirmi tutta, leccandolo fino all&#8217;ultima goccia.<br />
Sono in trance.<br />
Credo di morire.</p>
<p>Quando ci svegliamo il sole è già alto.<br />
La stanza ora mi appare più piccola della sera prima.<br />
Il ragazzo è sparito.<br />
Vedo Melina, ancora esausta, che mi sorride.<br />
- Ti è piaciuto ? -<br />
- Sì &#8211; mormoro in risposta, godendo della sua splendida bellezza e sapendo di amarla.<br />
Sorride.<br />
Si sdraia al mio fianco ed inizia ad accarezzarmi il seno.<br />
Poi la sua mano scivola sul mio ventre.<br />
E’ pronta a ricominciare.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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		<title>Il primo tradimento fu con Francesco – parte prima (racconto di anno1954m)</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 13:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Il primo tradimento fu con Francesco &#8211; parte prima (racconto di anno1954m) Mi chiamo Mary, &#8230;.sono una bella donna di 48 anni felicemente sposata ma con un marito spesso in viaggio per lavoro. Mi piace avere la casa sempre in ordine, ed è appunto per questo che mi ero sempre ripromessa di riporre nella scaffalatura della libreria della sala da pranzo, quei libri e volumi pesanti sparsi un pò per tutta la casa. Non potevo farlo da sola, e quindi lo avevo sempre rimandato. ]]></description>
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<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Il primo tradimento fu con Francesco &#8211; parte prima (racconto di anno1954m)</p>
<p>Mi chiamo  Mary, &#8230;.sono una bella donna di 48 anni felicemente sposata ma con un marito spesso in viaggio per lavoro.<br />
Mi piace avere la casa sempre in ordine, ed è appunto per questo che mi ero sempre ripromessa di riporre nella scaffalatura della libreria della sala da pranzo, quei libri e volumi pesanti sparsi un pò per tutta la casa.<br />
Non potevo farlo da sola, e quindi lo avevo sempre rimandato.<br />
Una mattina esco di casa per le solite faccende ed al ritorno trovo nel portone il figlio del nostro portiere, “Francesco”… Gli chiedo: “cosa ci fai tu qui ?”,.. “non dovresti essere al lavoro?”… Lui è infermiere professionista presso la ASL…. “signora non ci sono andato perché non mi sentivo tanto bene stamattina e quindi ho preso un giorno di malattia ”. “Bene !” gli dico, &#8220;allora&#8230; puoi venire su a casa con me?”……. vorrei un aiuto per sistemare alcuni libri pesanti in libreria !&#8230;. da sola non ci riesco”……tu stai comunque abbastanza bene per darmi una mano?” “Certo signora”,…..mi risponde “è stato solo un lieve malessere,… ma… adesso va molto meglio!” Dopo qualche minuto Francesco suona alla porta ed io lo faccio entrare.<br />
“Sto preparando il caffé”, gli dico,… “tu intanto prendi la scala dal ripostiglio!” Francesco mi raggiunge in cucina per prendere un caffé con me , mi guarda la camicetta scollata e non riesce a staccare la vista dal mio seno semiscoperto. “Bene”, penso tra me,.. “significa che nonostante la mia non più giovane età, sono ancora attraente,.. anche per un giovane di 24-25 anni!. Cominciamo quindi a collocare insieme i libri negli scaffali della libreria; Francesco me li porge, ed io salendo sulla scala li depongo sulle mensole. Mentre depongo il primo libro, stando sull’ultimo gradino in alto della scala, mi accorgo dello spettacolo che sicuramente stavo dando al giovanotto che dai piedi della scala, vedeva tutto quello che c’era sotto la mia gonna: le mie gambe coperte solo con calze e reggicalze, le mie cosce e le mie natiche coperte (si fa per dire) da un microscopico slip. Ero un po’ preoccupata ed imbarazzata perché Francesco era una persona conosciuta nel palazzo e conosceva benissimo anche mio marito. “Che faccio?”&#8230;.penso tra di me…&#8230;.”mi copro le gambe?”&#8230;&#8230; “scendo immediatamente dalla scala?”&#8230;&#8230;.. gli dico di andarsene?” &#8230;&#8230;.ma….. oramai era fatta!: Aveva già visto tutto sotto la mia gonna!&#8230;&#8230;. decido quindi di continuare così a deporre i libri negli scaffali senza dare molta importanza a quello che oramai lui aveva visto e poteva continuare a vedere. E così salgo e scendo dalla scala con il primo, il secondo, il terzo libro,…….ecc. ecc. Ogni volta però che scendevo dalla scala, notavo in lui un evidente pallore sul viso e la fronte imperlata da gocce di sudore; lo guardo negli occhi e gli faccio un mezzo sorriso di circostanza. Continuo quindi così fino a quando, prima di scendere nuovamente dalla scala…. mi sento le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> che mi sfiorano le gambe salendo fino alle mie cosce e terminando il loro cammino con carezze ritmiche sui miei glutei. Resto impietrita sulla scala……. non so che fare… se mostrarmi contrariata ed arrabbiata con lui, &#8230;.. metterlo energicamente alla porta….. se minacciarlo infine di dire tutto a suo padre &#8230;&#8230;..nel frattempo però le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> avevano ora delicatamente cominciato a scostare il mio slip rimuovendolo dalla fessura che separa le mie natiche, mettendo quindi completamente allo scoperto il mio sedere. Sento il suo viso che preme sui miei glutei,…. la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> che comincia a baciare teneramente le mie cosce…. Resto ancora ferma…….penso a mio marito verso il quale sono stata sempre fedele! ………. ma comincio a sentire dei brividi lungo la schiena e sulle cosce,…. i miei seni diventano turgidi, ed avverto che la mia fighetta comincia ad inumidirsi. Nessuno di noi due dice una parola…… Mi contorco con movimenti lenti agitando il mio bacino e spingendo il mio posteriore sul suo viso. Non riesco a fermare i miei movimenti,…..nella mia testa ora regna un pensiero martellante: togliermi immediatamente le mutandine per assecondare i desideri di Francesco, e forse…. anche miei. Fantastico !!&#8230;.come se avesse captato il mio pensiero , lui comincia infatti a sfilarmi ed ad abbassarmi gli slip fino al ginocchio, mettendo così a nudo completamente il mio culetto. Comincio a fremere,… ed un brivido mi attraversa tutto il corpo,… sento che mi prende dai fianchi e posa il suo viso in mezzo alle mie cosce. Sona assalita dal rimorso per quello che gli sto permettendo di fare,…. ho un sentimento di vergogna misto a preoccupazione,……ora mi alza la gonna, ed allargandomi le gambe, comincia ad aprire le mie natiche in modo da scoprire di più la mia figa lì davanti che nel frattempo si era tutta già bagnata. Quindi inizia a leccarmela lentamente e meravigliosamente. Non sapevo che fare!&#8230;.ero immobile…… pensavo di nuovo a mio marito ed a quello che di lì a poco sarebbe accaduto…… mi stavo però eccitando….. e lui lo aveva capito dal movimento convulso del mio bacino che era in perfetta armonia con la sua lingua. Sono bastati pochi minuti per farmi raggiungere l’orgasmo terminato con un gemito strozzato. &#8220;Uuuuhhh, &#8230;..mmmhhh,&#8230;.ooohhh &#8230;..Francesco se ne accorge e con grande tenerezza mi bacia le cosce,… poi, prendendomi per i fianchi, mi aiuta a scendere dalla scala. Sento che sto vivendo una esperienza stranissima,… non mi rendo conto se è un sogno o una realtà,… una volta giunta a terra pero lui mi fa capire che non si tratta di un sogno in quanto pian piano mi sfila completamente gli slip, lo lascio fare, mi cinge il corpo con le sue braccia ponendo le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> sul mio seno turgido ed accarezzando dolcemente i miei capezzoli. Questa volta sento il mio posteriore premere sul suo bacino, e avverto tra le mie cosce il suo membro già eretto che, attraversando le mie natiche, si stava appoggiando sulla mia figa bagnatissima. Ero incapace di prendere qualsiasi decisione, ero come ipnotizzata da un piacere immenso. Francesco ora mi preme leggermente sulle spalle per farmi capire che dovevo curvarmi in avanti e appoggiarmi alla scala sollevando il bacino verso di lui. Appena lo faccio sento immediatamente il suo pene che si infila prepotentemente da dietro tra le mie cosce e penetra decisamente la mia figa. non capisco più niente! Resto così ancora ferma sotto i suoi colpi di bacino dolcissimi ma decisi, mi sta chiavando in un modo impietoso, comincio anche io a muovermi tra mille fremiti e sussulti assecondando quei colpi. Dopo qualche minuto, con qualche altro gemito raggiungo un altro orgasmo. &#8220;uuuuhh,&#8230;uuuuuhhh, &#8230;&#8230;aaaahhh,&#8230; Lui se ne accorge ancora, e, come per compiacersi, mi gira verso di lui e comincia a mettermi la lingua in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> esplorando tutti i punti più nascosti della mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>. E’ successo tutto così in fretta!&#8230;.e francamente non avrei mai immaginato di avere un rapporto sessuale al di fuori della mia vita coniugale, soprattutto con una persona che dimorasse nel mio stesso palazzo!&#8230; Mi chiedo per un attimo se quello che sto facendo mi potrà lasciare rimorsi… Ora ci guardiamo e stiamo di fronte l’uno con l’altro,… mi prende le braccia e se le butta al collo mentre sento questa volta il mio ventre che preme sul suo membro rigidissimo. Stiamo così per un po’ di tempo fino a quando comincia a spingermi delicatamente contro il mobile del soggiorno togliendomi la gonna. Sono rimasta oramai solo con la mia camicetta, il reggicalze e le mie calze. Provo un po’ di vergogna,….. Francesco nel contempo mi alza con un braccio la gamba sinistra divaricandola dall’altra, mi preme contro il mobile e mi infila il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> impietosamente nella figa che oramai grondava succhi vaginali. Lancio un urlo di piacere e stupore…i suoi colpi di reni mi fanno sbattere contro il mobile, ed ad ogni urto sento il tintinnio dei bicchieri nella vetrinetta che portano il ritmo della nostra scopata. Ho gli occhi chiusi e godo intensamente quando, teneramente mi prende la mano baciandola e mi conduce verso il divano. Per timidezza o vergogna, pur essendo oramai quasi nuda, mi siedo con le gambe chiuse e piegate verso di me. Lui però si inginocchia davanti a me e con tenerezza me le apre lentamente. Mi sento tra le nuvole…., oramai in estasi,….. ricomincio a fremere…….., lui con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> comincia ad accarezzarmi i foltissimi peli neri che coprono il mio basso ventre,… li scosta sapientemente e quindi scopre la mia figa che ora é completamente aperta e lascia intravedere il colore rosa del suo interno. </p>
<p>- continua -</p>
<p><b></p>
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		<title>Fotografie (racconto di Anatas Dark)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 18:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Fotografie (racconto di Anatas Dark) Lara entrò nel negozio con l&#8217;aria di chi sa esattamente cosa vuole dalla vita, si rigirò tra gli scaffali di vetro, poi andò dritta verso il ragazzo al bancone e gli sussurrò: &#8211; &#8230;vorrei farmi delle foto&#8230; un po&#8217; sexy. Lui non ci voleva credere, erano anni che sognava una simile occasione ed ora tutto si realizzava all&#8217;improvviso, come se avesse strofinato una lampada magica. Ebbe solo il coraggio di chiederle: -&#8230; quando? ]]></description>
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<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Fotografie (racconto di Anatas Dark)</p>
<p>Lara entrò nel negozio con l&#8217;aria di chi sa esattamente cosa vuole dalla vita, si rigirò tra gli scaffali di vetro, poi andò dritta verso il ragazzo al bancone e gli sussurrò: &#8211; &#8230;vorrei farmi delle foto&#8230; un po&#8217; sexy.</p>
<p>Lui non ci voleva credere, erano anni che sognava una simile occasione ed ora tutto si realizzava all&#8217;improvviso, come se avesse strofinato una lampada magica. Ebbe solo il coraggio di chiederle: -&#8230; quando? &#8211; e la sua agitazione raggiunse il culmine nel medesimo istante in cui lei rispose: -&#8230;adesso!</p>
<p>Era solo in negozio, ma per nulla al mondo poteva perdersi una simile occasione, quindi la pregò di accomodarsi nella piccola sala di posa, che liberò in tutta fretta dall&#8217;immancabile confusione. &#8211; Sa già come le vuole fare, lo sfondo, la luce?</p>
<p>- Sfondo nero come se fossi avvolta dal vuoto, il centro dell&#8217;attenzione voglio essere io&#8230; devo mandarle all&#8217;uomo che me le ha richieste e preferirei che usasse una macchina digitale, non voglio farlo attendere troppo.</p>
<p>Il ragazzo la guardò allibito, fece un piccolo cenno di assenso, e la lasciò sola un attimo per munirsi della sua inseparabile Canon. Quando tornò, Lara si era tolta l&#8217;impermeabile e si stava slacciando la camicetta. Rimase incantato ad ammirarla&#8230; silenzioso, attonito, rapito dalla sua disarmante complicità.</p>
<p>Lei gli sorrise e continuò a spogliarsi, finché restò con paio di culottes di seta nera ed un reggiseno in tinta che conteneva a fatica il suo seno prosperoso. </p>
<p>Bella, stupenda creatura lì davanti ai suoi occhi, non più giovane ma proprio per questo ancora più sensuale, come tutte le donne che acquistano fascino e personalità sopra i trent&#8217;anni. </p>
<p>Elegantemente seduta sul seggiolino dal sedile girevole, la lunga collana di perle adagiata sul seno e quelle labbra vermiglie che si schiudevano in un delizioso sorriso: &#8211; Sono pronta, &#8211; sussurrò &#8211; mi fido ciecamente di lei&#8230; spero non vorrà deludermi!</p>
<p>- Si spogli! &#8211; avrebbe voluto chiederle &#8211; Si tolga tutto e si lasci guardare&#8230;- ma la realtà non si lascia mai trascinare dai sogni e i sogni non seguono mai la realtà.</p>
<p>Il lampo del flash dettava i tempi della posa, piccoli movimenti, impalpabili correzioni, tutto sembrava seguire una prassi comune e la speranza del fotografo andava a perdersi col passare dei minuti.</p>
<p>Quando venne da me, quella sera, Lara aveva negli occhi la stessa luce e sulle labbra le stesse emozioni. Mi baciò con uno strano sorriso e subito dopo mi consegnò un sottile pacchetto avvolto con cura nella carta dorata; dentro c&#8217;era il CD con le sue immagini.</p>
<p>Mi misi seduto sulla comoda poltrona di pelle nera ed accesi il computer. Infilai nel lettore quel lucente disco dall&#8217;aria invitante ed attesi che mi mostrasse il suo segreto.</p>
<p>- Mettiti comodo, &#8211; disse lei, accovacciandosi in ginocchio tra le mie gambe &#8211; le foto sono montate in sequenza, trenta secondi per ognuna&#8230; dalla prima all&#8217;ultima&#8230;</p>
<p>Una musica dal ritmo latino inondò la stanza mentre le sue dita slacciavano la fibbia della mia cintura. Le immagini sullo schermo si susseguivano lentamente, quasi fosse un filmato a scatti, mostrandomi la cronaca fotografica dell&#8217;eccitante servizio fatto apposta per me. </p>
<p>Avvertii le sue dita sulla pelle del ventre, afferrarono l&#8217;elastico dei miei slip e lo attirarono verso i suoi denti. Uno strappo improvviso mi fece comprendere che quella sera sarebbe stata speciale, e la decima fotografia mi lasciò senza fiato. Sul primo piano delle culottes nere spiccava il rosso delle sue unghie che scostavano la seta di lato, poi le inquadrature si susseguirono finché la sua carne rosea cominciò ad apparire tra i corti peli. </p>
<p>Non era questo ciò che le avevo chiesto, mi sarei accontentato di saperla nuda davanti al fotografo, ma ormai era tardi per cambiare il corso degli eventi.</p>
<p>Trasalii quando vidi il suo indice sparire tra i petali carnosi&#8230; nello stesso istante mi sentii avvolgere da un calore intenso e non riuscii a parlare. Sapere che dall&#8217;altra parte dell&#8217;obiettivo ci fosse stato un altro uomo mi faceva impazzire di gelosia, ma la voglia che mi torturava era così grande da non riuscire a contenerla.</p>
<p>Reso ben visibile dagli scatti del flash, il luccichio dei suoi umori apparve all&#8217;improvviso sullo schermo, poi le dita si intinsero una dopo l&#8217;altra in quell&#8217;anfratto voglioso, schiudendolo ai miei occhi&#8230; ai suoi occhi.</p>
<p>Mai avrei immaginato di godere al pensiero che si mostrasse in quel modo ad un altro, ma ora ero prigioniero da quel susseguirsi di emozioni forti, tremende&#8230; mentre la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> avvolgeva il mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> in una piacevole morsa.</p>
<p>- Ora ci sarà un momento di attesa, &#8211; sospirò Lara, concedendomi un attimo di pace &#8211; alcuni minuti di buio in cui non ha potuto fotografarmi perché mi stava scopando.</p>
<p>- Impossibile, &#8211; pensai &#8211; sta bleffando!- non l&#8217;avevo mai sentita parlare così.</p>
<p>Lo schermo nero mi eccitava ancora più delle fotografie, potevo immaginare ogni cosa e ciò che appariva alla mia mente era più perverso della realtà. Non potevo crederci&#8230; non volevo crederci, e se da un lato avrei preferito che non fosse mai accaduto, dall&#8217;altro ero attratto irrimediabilmente da quella prospettiva.</p>
<p>Quando le immagini ritornarono ad accendere di luce e colori il monitor, tutto sembrò ripetersi dall&#8217;inizio: stesso sguardo, stesse inquadrature. Ero certo che mi volesse lasciare nel dubbio, sicuro che quell&#8217;incertezza potesse divenire la scintilla che avrebbe riacceso il nostro rapporto, e tornai a seguire le sue dita con la stessa attenzione di prima, le osservai perlustrare ancora la sua carne, torturare la sua e la mia voglia.</p>
<p>Ma ancora una volta riuscì a stupirmi, le unghie rosse sprofondarono tra gli effluvi alla ricerca del piacere profondo, e riemersero intinte nei densi succhi che colmavano il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>. Lo compresi immediatamente che rovistava nel piacere lasciato da un altro&#8230; e quella lunga scia di seme biancastro scivolava fuori dalla sua carne trascinando con sé i miei pensieri più torbidi&#8230; nello stesso modo in cui le sue labbra cingevano il mio glande risucchiandolo in gola.</p>
<p>I fotogrammi risalirono il suo corpo lenti e inesorabili, e l&#8217;ultima immagine si fissò nelle mie pupille nello stesso istante in cui il piacere divampò come un incendio nella mia mente. C&#8217;era il suo volto in primo piano, gli spigoli delle labbra tracimavano della stessa manna di cui si nutriva ora tra le mie gambe&#8230; ed io non potei fare a meno di scoppiarle in gola.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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</p>
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</p>
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		<title>Uno e trino (racconto di Dago)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 16:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Uno e trino (racconto di Dago) Paola era sola al buio. Pensava. Aveva conosciuto Dago una sera in un pub]]></description>
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<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Uno e trino (racconto di Dago)</p>
<p>Paola era sola al buio.<br />
Pensava.<br />
Aveva conosciuto Dago una sera in un pub.<br />
Un bel ragazzo, simpatico, brillante.<br />
L&#8217;aveva affascinata subito.<br />
Anche perché non aveva premuto sull&#8217;acceleratore per portarla a letto come le capitava spesso.<br />
Si erano scambiati i numeri di telefono.<br />
Si erano sentiti per qualche giorno.<br />
Un po&#8217; a voce un po&#8217; con gli sms.<br />
Poi si erano dati appuntamento.<br />
Niente di originale, una cena.<br />
Erano rimasti a tavola per quasi 3 ore a parlare. A lei piaceva sentirlo parlare, gli piaceva il suono della sua voce.<br />
Poi erano finiti a casa sua, Dago viveva con 2 amici, era praticamente impossibile andare a casa di lui.<br />
Era stato bellissimo fare l&#8217;amore con lui.<br />
Erano rimasti svegli tutta la notte, parlando e facendo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>.<br />
Cosi amava definirlo lui. Le aveva spiegato la sua filosofia di vita.<br />
Non voleva impegnarsi, anche per via del suo lavoro che lo faceva viaggiare molto. Era un imprenditore e lavorava con l&#8217;estero, e poteva dover partire all&#8217;improvviso.<br />
Ma si era trovato davvero bene con lei. Se a lei stava bene potevano continuare a sentirsi e a vedersi, se a lei stava bene.<br />
Paola non aveva impegni sentimentali. E sinceramente in quel momento nemmeno lei ne voleva. Dago era un bel ragazzo e diciamocela tutta&#8230; scopava da dio.<br />
A lei andava bene così. Poi il tempo avrebbe deciso per loro.</p>
<p>Adesso li nel letto ripensava agli ultimi due mesi, due mesi passati a vedersi con lui e a fare <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> ogni volta che si vedevano.<br />
Era sempre bello ma&#8230; Aveva una strana sensazione. Alcune volte quasi non le sembrava lui.<br />
Il modo di porsi era sempre lo stesso. Ma aveva notato alcune differenze.<br />
All&#8217;inizio pensava che fosse a causato da particolari eventi della giornata, o semplicemente il suo modo di voler variare il menage erotico. Ma ora li nel letto queste differenze le passavano davanti in modo strano.<br />
Poi quando lei sta sera glielo aveva detto, gli era sembrato che avesse reagito in modo strano.<br />
Cosa c&#8217;era di strano? Aveva notato delle leggere differenze fisiche che non sempre riusciva a ritrovare toccandolo. Una ciste sul braccio che appariva e scompariva, lui le aveva detto che faceva cosi fin da piccolo. La gestualità delle <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>, diversa di volta in volta, non esageratamente, ma diversa.<br />
E poi aveva notato che il suo membro non sembrava sempre grosso uguale. Non era una differenza di centimetri, ma una donna notava di queste cose.</p>
<p>Le cosa che più la aveva colpita era la diversa predilezione di volta in volta. Era la cosa che più la spiazzava. La prima volta aveva notato una predilezione per i rapporti orali, cosa che adorava anche lei. Dopo qualche volta erano iniziate le stranezze.<br />
Paola si era preparata per dedicargli una serata speciale, voleva berlo fino a fargli urlare basta. Lui invece aveva iniziato a scoparla forsennatamente in diverse posizioni, ma sempre nella fica.<br />
Non che le fosse dispiaciuto. La passione con cui l&#8217;aveva presa la aveva fatta godere diverse volte lo stesso.<br />
Poi era venuta la sera del culetto. Non vi si era mai dedicato con grande attenzione, vi aveva al massimo giocato con le dita. Quella sera invece appena finito di mangiare l&#8217;aveva appoggiata al tavolo, le aveva alzato la gonna e spostato il tanga. Le aveva leccato il buchino con foga e poi l&#8217;aveva presa. L&#8217;iniziale sorpresa era stata surclassata dal piacere.<br />
Poi però il ripetersi di queste particolari dedizione l&#8217;aveva lentamente incuriosita e insospettita.<br />
Aveva provato a indagare, ma lui era sempre riuscito a evitare risposte dirette.<br />
Questa sera aveva appunto provato ad affrontarlo direttamente. Insomma voleva capirlo un po&#8217; di più, capire anche come dargli maggior piacere.<br />
L&#8217;espressione quasi spaventata sul suo viso e la solita risposta evasiva e insoddisfacente aveva aumentato i suoi sospetti. Ma non riusciva a darne corpo e forma. Non sapeva cosa pensare.<br />
Lentamente scivolò in un sonno agitato. L&#8217;unico ricordo che aveva al mattino era appunto di un sogno strano, ma non riusciva a ricordare di più. Questo sogno le lasciò una sensazione strana addosso tutto il giorno.</p>
<p>Ancora più strana gli parve la telefonata di Dago nel tardo pomeriggio. La invitava a cena a casa sua, e le aveva promesso che dopo cena le avrebbe chiarito tutto.<br />
L&#8217;appartamento di Dago era molto bello, grande e spazioso. Aveva un grande soggiorno con un bellissimo camino, da una parte poi si andava nella zona notte dove c&#8217;erano le camere, ma lui la accompagnò nella bellissima e spaziosa cucina dove aveva preparato la tavola.<br />
Paola si fermò all&#8217;ingresso della cucina. La tavola era apparecchiata per quattro. Ai fornelli e al lavello c&#8217;erano altri due uomini che quando si girarono per salutarla aumentarono lo choc. Erano identici ad Dago.<br />
Paola rimase pietrificata. I suoi sospetti stavano prendendo corpo, e che corpo.<br />
Dago prendendola per un braccio la accompagnò al tavolo dove la presentò ufficialmente agli altri due.<br />
&#8220;Paola, ti presento ufficialmente Andrea e Adriano. Ufficialmente perché ufficiosamente già li conosci, credo che ti dobbiamo un po&#8217; di spiegazioni&#8230;&#8221;<br />
Paola restò zitta facendo scorrere lo sguardo da uno all&#8217;altro mentre Dago continuava a parlare ogni tanto corretto o sorretto dagli altri due.<br />
Le spiegò, se la vista già non glielo aveva confermato, che erano tre gemelli, da sempre avevano giocato sulla loro incredibile somiglianza, scambiandosi i ruoli fin dai tempi della scuola.<br />
Avevano ereditato improvvisamente l&#8217;impresa di famiglia che gestivano assieme e che portava via loro gran parte del tempo, limitandogli gli spazi personali. Cosi una volta per scherzo avevano deciso di provare a corteggiare una donna e di vedere se questa era in grado di accorgersi quando loro si scambiavano.<br />
Fino ad oggi era andato tutto liscio. Ma con lei era successo un&#8230; imprevisto. Tutti e tre si erano innamorati di lei.<br />
Nessuna donna prima di allora era stata in grado di capire e assecondare le loro sottili sfumature di<br />
diversità. E poi si erano accorti che lei stava iniziando a sospettare qualcosa. A questo punto avevano deciso di parlarle. Non volevano perderla anzi, volevano chiederle di venire a vivere con lei.<br />
Paola era sbigottita. Sentiva di essere stata sfruttata, trattata come una prostituta. Oddio, con lei si erano sempre comportati in maniera educata, galante.<br />
Diciamo che la cosa che più non digeriva era il fatto che non le avessero detto nulla. Odiava essere ingannata. Ma nello stesso tempo era affascinata da questi tre uomini che sembravano un uomo solo. Le differenze dimostrate in questi due mesi erano veramente delle sfumature.<br />
Dentro di lei prendeva forma un desiderio di vendetta, ma nello stesso tempo, in un angolo del suo cervello iniziava a svilupparsi un pensiero birichino.<br />
Paola sorseggiando l&#8217;aperitivo che aveva di fronte per cercare di calmarsi disse: &#8220;Vi rendete conto che mi avete usata a vostro piacimento, senza tenere conto dei miei sentimenti, mentre io mi innamoravo di&#8230; di&#8230; di voi!&#8221;</p>
<p>Non era facile rispondere a una affermazione del genere, anche perché loro sapevano che era difficile, molto difficile farlo vedere sotto un altro aspetto. La mentalità dei gemelli è una mentalità particolare, difficile da capire per chi non lo è. Ma dovevano riuscire a farle capire quanto la amavano.<br />
Andrea si alzò e disse: &#8220;Paola lo so che non è facile da capire, ma proviamo almeno a parlarne, se ci dai il tempo magari riusciamo a spiegarti meglio, riusciamo a farci capire meglio, resta a mangiare con noi .&#8221;<br />
Adriano si alzò e iniziò a servire da mangiare. Paola, intontita dai suoi pensieri, restò seduta a tavola, sentendo lontano Dago, Andrea e Adriano che le parlavano. Nella sua mente giravano vorticosamente solo due cose: una parola e un&#8217;immagine.<br />
Voleva trovare il modo di umiliarli come lei si sentiva in questo momento, ma nello stesso tempo c&#8217;era questa immagine che la distraeva.<br />
Ripensava ad una chiacchierata una sera tra amiche. Una tavolata di donne a cena, non è poi molto diversa da una tavolata di uomini. Prima poi l&#8217;argomento principe diventa il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>.<br />
Paola ricordava che quella sera una amica di Daria aveva monopolizzato l&#8217;attenzione di tutte raccontando sue avventure. E aveva scoperto poi che, nonostante tutte al momento avessero fatto più o meno le scandalizzate, nella loro intimità si erano soffermate a pensare ad una situazione raccontata con molto entusiasmo, incuriosite, stuzzicate, ma senza il coraggio di provarlo.<br />
Lei, in particolare nelle serate solitarie, si era spesso trovata a immaginare quella situazione e a provare a ricrearla aiutandosi con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>, e la cosa la tentava sempre di più.</p>
<p>La cena era giunta quasi al termine. Aveva assaggiato qualcosa, distratta dai pensieri e con lo stomaco chiuso dal nervoso. Ma si era dedicata maggiormente all&#8217;ottimo vino servito, un Brunello di Montalcino, che si lasciava bere amabilmente. Senza accorgersene, il vino l&#8217;aveva aiutata a<br />
superare i freni inibitori. Lentamente prendeva forma un&#8217;idea della vendetta.<br />
&#8220;Che ne dite di sostarci in soggiorno?&#8221; Adriano propose.<br />
Nel soggiorno, istintivamente, i tre uomini si sedettero sul divano e Paola in una comoda e ampia poltrona.<br />
&#8220;Paola, ti capiamo, ma abbiamo di bisogno di sapere cosa ne pensi, non hai più aperto <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>&#8221;<br />
Paola restò silenziosa per qualche istante poi chiese qualcosa da bere.<br />
Andrea servì a tutti una buona dose di cognac. Paola lo sorseggiò osservandoli. Godeva a lasciarli sui carboni ardenti, e poi stava completando la sua idea di vendetta.<br />
&#8220;Non so se sarei disposta a venire a vivere qui con voi.. non mi piacerebbe essere il vostro oggetto di piacere, non sapere chi di voi tre questa sera si infilerebbe nel mio letto per scoparmi e prendersi 5 minuti di felicità.&#8221;<br />
&#8220;Paola&#8230;&#8221; tentarono di rispondere tutti e tre in coro ma furono fermati da un gesto della mano di Paola.<br />
&#8220;Ma visto che scopate veramente bene, mi dispiacerebbe nello stesso tempo perdervi tutti e tre.&#8221;<br />
Bevve un altro sorso di cognac lasciando scorrere lo sguardo su tutti e tre.<br />
Accavallò le gambe in maniera esagerata in modo che facilmente potessero sbirciare sotto la sua gonna e notare che non aveva indossato il perizoma. La sua idea della serata era certamente diversa prima di entrare in quella casa.<br />
&#8220;Per poter prendere la mia decisione ho bisogno da voi di qualcosa in più su cui poter riflettere, e dimenticare quanto mi avete fatto.&#8221;<br />
&#8220;Paola, siamo a tua disposizione per qualsiasi chiarimento, chiedi!&#8221;<br />
&#8220;Spogliatevi!&#8221;</p>
<p>I tre si guardarono con aria sbigottita. &#8220;Ma Paola..&#8221; provarono a dire.<br />
&#8220;Voglio che vi spogliate ora, altrimenti prendo la porta e non mi rivedrete mai più! Anzi, voglio che vi spogliate ma uno alla volta, non tutti insieme, a partire da te!&#8221; e indicò Dago.<br />
Conscio di non avere alternative guardò i fratelli e alzandosi iniziò a spogliarsi. Paola osservava ogni millimetro del corpo di Dago che piano piano veniva allo scoperto, e notò con un pizzico di divertimento il leggero imbarazzo nello sfilarsi i boxer.<br />
Vedendolo li nudo, con il suo membro a poca distanza da lei, senti un brivido muoversi lungo il suo corpo e finire proprio tra le cosce. Iniziava a sentire umido da quelle parti. Bevve un altro sorso di cognac indicando al secondo di spogliarsi, e dopo pochi minuti toccò pure al terzo.<br />
Era bello e eccitante vederseli li nudi davanti a lei. E godeva del fatto che si sentivano imbarazzati. Lei era ancora completamente vestita, mentre loro erano senza difese.<br />
Si alzò e iniziò a passeggiare lentamente davanti a loro. Si fermò davanti a ognuno guardandoli prima negli occhi e poi abbassando lo sguardo sui loro membri, come se stesse scegliendo della merce.<br />
Appoggiando il bicchiere sul tavolino disse: &#8220;Il primo di voi che si muove me ne vado&#8221;<br />
Si sfilò la giacca del tailleur e si inginocchiò davanti ad Adriano, prendendogli in mano il membro si mise a parlargli. &#8220;Tu sei quel birichino che adora il mio culetto&#8221; e iniziò ad accarezzarlo e a massaggiarlo. Subito il membro di Adriano iniziò a inturgidirsi.<br />
Ottenuto l&#8217;effetto voluto, si spostò da Andrea: &#8220;A te invece piace il calore della mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>&#8221; riservando lo stesso trattamento fatto al precedente.<br />
Appena anche questo si inturgidì si spostò verso Dago: &#8220;Tu invece preferisci l&#8217;umido della mia&#8230; vongolina&#8230; come la chiami tu&#8221;<br />
Appena anche il membro di Dago iniziò a diventare duro Paola si alzò andando a finire il cognac mentre li controllava con la coda dell&#8217;occhio.<br />
Adesso si sentiva abbastanza disinibita ed eccitata per tentare quell&#8217;esperimento. Altro che quella stronza presuntuosa di Roberta che si vantava di averlo fatto con 2 uomini. Lei lo avrebbe fatto con tre uomini, tre gemelli, che avrebbero fatto tutto quello che lei voleva.</p>
<p>SI fermò davanti ai tre uomini fissandoli negli occhi: &#8220;Adesso voi farete tutto quello che voglio io&#8221;.<br />
Iniziò lentamente a spogliarsi. Slacciò con studiata lentezza la camicetta mettendo in mostra il florido seno incorniciato dal reggiseno a balconcino.<br />
Lasciò cadere a terra la gonna restando solo con le autoreggenti. Non indossava altro. Mentre si spogliava notava con piacere i loro membri diventare sempre più turgidi, e la cosa stimolava ancora di più la sua eccitazione.<br />
Si inginocchiò davanti ad Andrea che era in mezzo e senza resistere di più glielo prese in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, lasciandolo scorrere fino in fondo, mentre nello stesso tempo impugno gli altri due e iniziò a massaggiarli.<br />
Istintivamente i tre uomini si strinsero più vicini a lei. Paola iniziò a passare da uno all&#8217;altro succhiandoli e massaggiandoli con sempre maggior vigore. I tre si lasciarono trasportare dall&#8217;eccitazione e iniziarono ad accarezzarla con i loro membri sul viso, e quando era il loro turno la prendevano per i capelli spingendosi sempre più in fondo alla sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>.<br />
Paola non resisteva più, si toccava tra le cosce e stringeva i capezzoli in preda all&#8217;eccitazione, e si sentì impazzire quando si trovò tutti e tre i loro membri che tentavano di entrarle in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>.<br />
Solo allora trovò la forza di staccarsi per dire: &#8220;Voglio sentirvi godere sulla mia faccia&#8221;<br />
Oramai i tre erano al limite della resistenza e ulteriormente stimolati dalla sua eccitazione impugnarono i loro membri e dopo poche carezze iniziarono a schizzarle addosso.<br />
Paola attendeva con la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> aperta e le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> sotto i seni per non perdere neanche una goccia. Lo sperma caldo la investì con violenza, sentì la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> piena e gli schizzi caldi sulla pelle.<br />
Fu una sensazione cosi intensa e forte che raggiunse anche lei l&#8217;orgasmo.</p>
<p>Con gli occhi chiusi cercava i loro membri per succhiare le ultime gocce, e sentiva le loro <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> sulla testa che la spostavano ora verso uno ora verso l&#8217;altro.<br />
Paola raccolse con le dita le gocce che non erano arrivate nella sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> leccandosele e si accorse con piacere che i tre uomini erano ancora in completa erezione.<br />
&#8220;Questo era solo l&#8217;inizio, adesso voglio che mi riempiate tutta!!&#8221;<br />
Dago si sdraiò tra le sue gambe, iniziando a leccarla. Paola istintivamente si spinse in avanti cercando di succhiarglielo ma venne fermata da Andrea: &#8220;Non vorrai togliermi questo piacere&#8221;<br />
Guidò la punta della sua asta lungo le labbra di Paola che fremente di piacere. Cercava di ingoiarlo, ma lui la teneva saldamente per i capelli.<br />
Quasi si fossero messi d&#8217;accordo sentì la lingua di Dago penetrarla mentre lui lo lasciava scivolare tra le sue labbra.<br />
Travolta da questi piaceri si era quasi dimenticata di Adriano.<br />
Improvvisamente lo sentì alle sue spalle, lasciare scivolare le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> sul suo corpo fino a trovare i suoi seni. Il sincronismo tra i tre uomini era eccezionale e il suo ruolo di comando lentamente scemò sopraffatto dal piacere, mentre i tre uomini la muovevano a proprio piacimento.<br />
Improvvisamente la misero in piedi, e Dago la guidò verso il divano. Vi ci sedette sopra e se la portò sopra a cavalcioni scivolando dentro nella sua vongolina. La spinse più in fondo possibile, e la tenne ferma.<br />
Andrea si mise seduto sul bordo del divano. Paola stava per dedicarsi al suo membro quando improvvisamente sentì Adriano che &#8220;bussava&#8221; alla porta posteriore.<br />
Lei si spinse in avanti per facilitargli il compito. Si puntò, iniziando a spingere lentamente per entrare. Una volta dentro si fermò un attimo, il tempo di farla riprendere, prima di spingere con decisione. Paola urlò. Urlò per il dolore, ma anche perché aveva goduto. Sentiva i liquidi del suo piacere colare addosso a Dago.</p>
<p>Gli uomini incominciarono ad accarezzarla e a baciarla. Lei si senti travolgere da un piacere nuovo e sempre più forte e iniziò a muoversi sopra i due uomini mentre ricominciava a leccare e succhiare Andrea.<br />
Ora era tutta piena. Era una sensazione unica. Stravolgente. Quasi stava per raggiungere un altro orgasmo.<br />
Ora era immobile ed erano i tre uomini che si muovevano dentro di lei.<br />
Sentiva Adriano e Dago che si muovevano alternativamente dentro e fuori di lei, mentre Andrea la teneva per la testa muovendola su e giù, fino in gola.<br />
Lentamente i tre uomini aumentarono il ritmo.<br />
Improvvisamente iniziò a sentire Andrea mugolare di piacere. Accelerò i ritmi della sua testa succhiando avidamente il membro di Andrea che non resistendo a quelle sollecitazioni le venne in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, Paola cedette al piacere e venne un&#8217;altra volta.<br />
Ora erano rimasti i due uomini dentro di lei. Senti Adriano che improvvisamente usciva dal suo buchino, e se lo ritrovò davanti a lei, che le spingeva il membro tra le labbra.<br />
Paola era ormai in estasi. Schiuse la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> e si lasciò penetrare con foga in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>.<br />
Adriano le teneva la testa mentre si muoveva velocemente dentro e fuori la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>. Paola faceva fatica a respirare e mugolare, e quando lui le spruzzò il seme in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> quasi si sentì soffocare. Ma non mollò la presa e non perse nemmeno una goccia.<br />
Era rimasto solo Dago.</p>
<p>Con dolcezza la sfilò dal suo membro e la fece scivolare tra le sue gambe.<br />
Paola era oramai passiva. Lui le posizionò il membro tra i seni e stringendoli iniziò a muoversi. Poi le prese le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> e fece in modo che fosse lei a tenere stretti i seni mentre lui le faceva abbassare la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> e le sussurrava &#8220;Leccalo&#8230; Succhialo&#8230;&#8221;.<br />
Paola ubbidì. Velocemente i suoi sforzi furono ripagati da un&#8217;altra dose di sperma che le riempì la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>.<br />
Era distrutta e con i sensi inebriati. Ma in preda a un&#8217;eccitazione come non si era mai sentita prima.<br />
I quattro rimasero in silenzio per qualche minuto, cercando di riprendere le forze.<br />
Scioccante. Paola non riusciva a trovare un altro termine. Pensava di non aver mai raggiunto un livello tale di piacere.<br />
Sentire i tre uomini che la riempivano contemporaneamente era qualcosa di inaspettatamente piacevole. Soprattutto perché loro tre era come se fossero un solo uomo. Non aveva fatto altro che fare in contemporanea quello che normalmente faceva singolarmente.<br />
Si sorprese a ripensare al tutto e si accorse che ricominciava a bagnarsi. Con il viso ancora vicino al <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> di Dago istintivamente incominciò a stuzzicarlo con la lingua, leccando il glande e poi scivolando lungo l&#8217;asta fino ai testicoli, risalire, succhiarlo un pochino e poi ricominciare a leccarlo.<br />
Dietro di se senti qualcuno che con la lingua stava giocando con il suo buchino. Un brivido lungo la schiena, e allargò le gambe per meglio offrirsi.<br />
Lei si dedicò con maggiore foga a Dago che oramai era diventato duro, succhiandolo con tutte le forze che aveva e muovendo la testa velocemente mentre lui la incitava a fare ancora di più. Si fermò solo quando sentì che quello dietro di lei stava strofinandole nel solco delle chiappe qualcosa di inconfondibile.<br />
Improvvisamente con un colpo secco lo sentì deflorare il suo povero buchino iniziando a spingere dentro di lei con tutte le forze. Non poteva essere che Adriano.<br />
Paola lasciò scivolare il membro di Dago fuori dalla sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> appoggiando la testa sul suo inguine quasi singhiozzando di dolore e piacere. Una lacrima le rigò una guancia. Dago si alzò dal divano e al suo posto arrivò Andrea che aveva aspettato il suo turno massaggiandosi l&#8217;attrezzo.<br />
Profanò con brutalità le sue labbra mentre con la mano le spingeva in giù la testa. I mugolii di Paola anche se soffocati aumentarono. La decisione con cui la stavano prendendo le fece perdere il controllo e raggiunse l&#8217;orgasmo gocciolando sul tappeto.<br />
Sentì Adriano scivolare fuori e fu la volta di Dago di mettersi dietro di lei. Riconobbe la sua mano che le accarezzava la vongolina che gocciolava, e poi lo sentì scivolare delicatamente dentro di lei. Lo sentiva muoversi lentamente, mentre il fratello le muoveva con lo stesso ritmo la testa su e giù riempiendola e svuotandola contemporaneamente.<br />
Poi lo sentì puntare anche lui nel suo buchino. Oramai si era cosi abituato che Dago entrò facilmente. Lo sentiva uscire lentamente e spingere dentro con forza mentre le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> erano aggrappate ai suoi seni. Andrea si tolse dal divano e venne il turno di Adriano di godere delle grazie della sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>. Ma dopo che le glielo prese in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> freneticamente lui le bloccò la testa preferendo scoparla lui in <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>, decidendo il ritmo e l&#8217;intensità delle spinte.<br />
Paola oramai aveva perso il controllo del suo corpo e si lasciava trasportare dalle sensazioni. Sentì le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> di Dago spostarsi dai suoi seni sulla sua vongolina. Con le dita iniziò a sgrillettarle furiosamente il clitoride e per lei fu impossibile trattenere un altro orgasmo.<br />
Anche Dago abbandonò il suo buchino e lo vide sedersi al fianco di Adriano sul divano.<br />
Adesso era Andrea dietro di lei. Le strinse le gambe e allargandole le labbra con il glande scivolò dentro il suo lago di piacere. Sentiva ogni millimetro e ogni nervatura del suo membro, mentre davanti a lei c&#8217;erano Dago e Adriano ai quali si dedicava alternativamente.<br />
Anche Andrea si stava dando ora da fare alternativamente ora in un buco ora in un altro. Paola era sfinita ma non ancora doma.<br />
&#8220;Voglio sentirvi venire tutti e tre dentro di me&#8221;<br />
Scegliendo ognuno il proprio buco preferito si rimisero nella posizione iniziale.<br />
Dago si sdraiò sul pavimento e Paola a cavalcioni sopra di lui. Adriano dietro nel suo buchino, mentre Andrea si mise in modo che lei lo potesse accogliere facilmente nella sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>.<br />
&#8220;Adesso muoviti tu&#8221; le dissero tutti e tre come se fossero una unica voce.<br />
Paola iniziò a muoversi. Sentiva la loro virilità entrare e uscire dai suoi buchi dandole sempre maggiore piacere mano a mano che li sentiva pulsare sempre più forte dentro di lei pregustando il momento. Sentiva un altro orgasmo che stava per scuoterla, ma doveva resistere.<br />
Sentiva i tre fratelli che iniziavano a gemere, e non riuscivano più a trattenersi e stavano spingendo con lei, dentro di lei.<br />
Se il primo orgasmo era stato scioccante, per questo Paola non aveva paragoni.<br />
Sentì improvvisamente i tre sessi vibrare e fremere e prima di iniziare a riempirla ovunque di linfa calda. Paola tentava di urlare di piacere ma non aveva nessuna intenzione di perdere una goccia del nettare di Andrea, mentre stringeva i glutei per spremere i membri di Dago e Adriano.<br />
Lentamente i corpi scivolarono uno sull&#8217;altro avvinghiandosi e annodandosi l&#8217;un l&#8217;altro, le bocche scivolarono sui corpi, la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> di Paola cercava i membri di Dago e Adriano per gustare le ultime gocce, mentre loro la accarezzavano e baciavano ovunque.<br />
La sua mente vagava, persa nell&#8217;oblio del piacere.<br />
Tre uomini.<br />
Solo per lei.<br />
Tutti per lei.<br />
Forse valeva la pena di perdonarli se erano in grado di darle tutto questo.</p>
<p>FINE</p>
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		<title>Sera d’estate (racconto di Mrs Robinson)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 10:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucrezia666</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Sera d&#8217;estate (racconto di Mrs Robinson) Una sera come tante: la solita mangiata all’aperto con i vicini di tenda… si ride, si scherza … lasciandosi andare all’allegria, complice forse la spensieratezza delle vacanze ed un bicchiere di rosso in più. Come sempre accade sono io a tenere banco, osservando, in apparenza distratta, le occhiate dei vari mariti allo spettacolo generosamente offerto del mio decolleté. ]]></description>
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<p><strong><b></p>
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<p>Sera d&#8217;estate (racconto di Mrs Robinson)</p>
<p>Una sera come tante: la solita mangiata all’aperto con i vicini di tenda… si ride, si scherza … lasciandosi andare all’allegria, complice forse la spensieratezza delle vacanze ed un bicchiere di rosso in più. </p>
<p>Come sempre accade sono io a tenere banco, osservando, in apparenza distratta, le occhiate dei vari mariti allo spettacolo generosamente offerto del mio decolleté. </p>
<p>La pelle colorita dall’abbronzatura risplende sotto il top bianco, che copre appena i seni abbondanti e sodi. La brezza serale indurisce i capezzoli, che ora spuntano senza ritegno, sobbalzando ad ogni mio movimento. Un pareo sottile annodato di lato, fascia il bacino scendendo morbido lungo le gambe. </p>
<p>Durante la mia animata conversazione con i commensali accavallo le gambe, godendo degli sguardi che seguono il pareo scivolare dolcemente di lato, lasciando scoperte le gambe fino alle cosce… adoro la libertà dell’estate… un piccolo top ed un pareo sono il mio abbigliamento…la sensazione del cotone leggero sulla pelle nuda… sui glutei… l’idea di non indossare l’intimo… e leggere negli occhi del mio vicino la consapevolezza di essersene accorto. </p>
<p>Ma questa sera c’è qualcuno che anima la serata con me… una signora, piacente e ben vestita, mi osserva dall’altra parte della tavolata… rispondendo ad ogni mia provocazione, senza alcun apparente imbarazzo… la vedo osservarmi i seni… chinare leggermente la testa di lato, socchiudere gli occhi, mentre mi alzo… ed osservarmi ancora mentre mi avvicino a lei… volutamente mi scruta… quasi a voler trapassare quel lieve velo che separa le mie nudità dai suoi occhi desiderosi…. </p>
<p>È un’intesa immediata… con una scusa abbandoniamo la tavola, immergendoci nel buio del campeggio. Lontano dagli sguardi della gente sento la sua mano posarsi sui miei glutei, impugnarli stretti e stringerli fino a farmi male… le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> corrono lungo i miei fianchi come se fossi nuda… sui seni già turgidi e desiderosi del tocco delle sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>… li stringe… forte… fino a farmi riempire gli occhi di lacrime… il desiderio sale in me incontrollabile… mi guida alla sua tenda… </p>
<p>Siamo dentro… siamo sole… non so cosa mi accade… ma non riesco a fermarla quando avvicina la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> alla mia, sfiorandomi con un bacio dolcissimo… sento il calore delle sue labbra, la morbidezza della sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>… mi sorprendo a stringerla, desiderando che quell’istante non finisca mai… schiudo leggermente le labbra invitandola ad entrare&#8230; mi cerca… la sua lingua scivola dentro di me… esplora la mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>&#8230; con dolcezza mi succhia le labbra… ci passa la lingua… e poi ancora la sua lingua incollata alla mia… sento i brividi invadere il corpo… sento i suoi seni premere sui miei… il desiderio esplode incontrollabile… con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> ci tocchiamo… provo piacere nel toccarle il sedere… la schiena… le bacio il collo… tutto mi viene così naturale… godo nel sentirla leccarmi l’orecchio… entrarci con la lingua… scendere lungo la gola e rituffarsi nella mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> aperta ad aspettarla… </p>
<p>Le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> frugano sotto il mio pareo… mi trovano già pronta… desiderosa di sentire la mano di una donna entrare dentro di me… voglio essere sua… guido il suo viso tra le mia gambe… offrendo ad una donna per la prima volta il mio frutto più nascosto… la sua lingua sfiora il clitoride, facendomi sussultare di desiderio… le labbra lo avvolgono nel calore della sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>… lo succhia piano… poi sempre di più… i miei umori di donna si mischiano alla sua saliva… la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> beve la mia voglia… le dita penetrano sempre più a fondo… non ho più riserve… sento i brividi possedermi completamente… lei mi guida con forza verso il centro del piacere… io e lei… la cerco… voglio leccare anch’io il suo desiderio… tutto mi viene così naturale… siamo avvinghiate in un rapporto violento… ci lecchiamo entrambe affondando nel mare del nostro piacere… assaporo il gusto della sua intimità, provando un piacere infinito… con la lingua entro ed esco dai suoi buchetti… fino al più nascosto&#8230; la sento gemere del mio gioco… la sento spingere con il bacino contro il mio viso… per farmi entrare di più… ancora di più… mentre la sua lingua calda viola ogni mia lieve resistenza… sono dentro di lei… lei è dentro di me&#8230; é un orgasmo continuo… </p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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		<title>Sera d’estate (racconto di Mrs Robinson)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 10:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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<p>Sera d&#8217;estate (racconto di Mrs Robinson)</p>
<p>Una sera come tante: la solita mangiata all’aperto con i vicini di tenda… si ride, si scherza … lasciandosi andare all’allegria, complice forse la spensieratezza delle vacanze ed un bicchiere di rosso in più. </p>
<p>Come sempre accade sono io a tenere banco, osservando, in apparenza distratta, le occhiate dei vari mariti allo spettacolo generosamente offerto del mio decolleté. </p>
<p>La pelle colorita dall’abbronzatura risplende sotto il top bianco, che copre appena i seni abbondanti e sodi. La brezza serale indurisce i capezzoli, che ora spuntano senza ritegno, sobbalzando ad ogni mio movimento. Un pareo sottile annodato di lato, fascia il bacino scendendo morbido lungo le gambe. </p>
<p>Durante la mia animata conversazione con i commensali accavallo le gambe, godendo degli sguardi che seguono il pareo scivolare dolcemente di lato, lasciando scoperte le gambe fino alle cosce… adoro la libertà dell’estate… un piccolo top ed un pareo sono il mio abbigliamento…la sensazione del cotone leggero sulla pelle nuda… sui glutei… l’idea di non indossare l’intimo… e leggere negli occhi del mio vicino la consapevolezza di essersene accorto. </p>
<p>Ma questa sera c’è qualcuno che anima la serata con me… una signora, piacente e ben vestita, mi osserva dall’altra parte della tavolata… rispondendo ad ogni mia provocazione, senza alcun apparente imbarazzo… la vedo osservarmi i seni… chinare leggermente la testa di lato, socchiudere gli occhi, mentre mi alzo… ed osservarmi ancora mentre mi avvicino a lei… volutamente mi scruta… quasi a voler trapassare quel lieve velo che separa le mie nudità dai suoi occhi desiderosi…. </p>
<p>È un’intesa immediata… con una scusa abbandoniamo la tavola, immergendoci nel buio del campeggio. Lontano dagli sguardi della gente sento la sua mano posarsi sui miei glutei, impugnarli stretti e stringerli fino a farmi male… le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> corrono lungo i miei fianchi come se fossi nuda… sui seni già turgidi e desiderosi del tocco delle sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>… li stringe… forte… fino a farmi riempire gli occhi di lacrime… il desiderio sale in me incontrollabile… mi guida alla sua tenda… </p>
<p>Siamo dentro… siamo sole… non so cosa mi accade… ma non riesco a fermarla quando avvicina la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> alla mia, sfiorandomi con un bacio dolcissimo… sento il calore delle sue labbra, la morbidezza della sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>… mi sorprendo a stringerla, desiderando che quell’istante non finisca mai… schiudo leggermente le labbra invitandola ad entrare&#8230; mi cerca… la sua lingua scivola dentro di me… esplora la mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>&#8230; con dolcezza mi succhia le labbra… ci passa la lingua… e poi ancora la sua lingua incollata alla mia… sento i brividi invadere il corpo… sento i suoi seni premere sui miei… il desiderio esplode incontrollabile… con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> ci tocchiamo… provo piacere nel toccarle il sedere… la schiena… le bacio il collo… tutto mi viene così naturale… godo nel sentirla leccarmi l’orecchio… entrarci con la lingua… scendere lungo la gola e rituffarsi nella mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> aperta ad aspettarla… </p>
<p>Le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> frugano sotto il mio pareo… mi trovano già pronta… desiderosa di sentire la mano di una donna entrare dentro di me… voglio essere sua… guido il suo viso tra le mia gambe… offrendo ad una donna per la prima volta il mio frutto più nascosto… la sua lingua sfiora il clitoride, facendomi sussultare di desiderio… le labbra lo avvolgono nel calore della sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>… lo succhia piano… poi sempre di più… i miei umori di donna si mischiano alla sua saliva… la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> beve la mia voglia… le dita penetrano sempre più a fondo… non ho più riserve… sento i brividi possedermi completamente… lei mi guida con forza verso il centro del piacere… io e lei… la cerco… voglio leccare anch’io il suo desiderio… tutto mi viene così naturale… siamo avvinghiate in un rapporto violento… ci lecchiamo entrambe affondando nel mare del nostro piacere… assaporo il gusto della sua intimità, provando un piacere infinito… con la lingua entro ed esco dai suoi buchetti… fino al più nascosto&#8230; la sento gemere del mio gioco… la sento spingere con il bacino contro il mio viso… per farmi entrare di più… ancora di più… mentre la sua lingua calda viola ogni mia lieve resistenza… sono dentro di lei… lei è dentro di me&#8230; é un orgasmo continuo… </p>
<p>FINE</p>
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		<title>Nel buio della notte (racconto di Mario)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 11:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Nel buio della notte (racconto di Mario) Non sapevo se fosse il caldo, i rumori della notte di luglio, gli spiacevoli pensieri del lavoro: fatto sta che le gocce di sudore continuavano a scendere incessantemente dalla fronte, dal collo, dal torace, fino al lenzuolo, ormai pressoché fradicio. Insonnia: perché mi prendi soprattutto d’estate]]></description>
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<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Nel buio della notte (racconto di Mario)</p>
<p>Non sapevo se fosse il caldo, i rumori della notte di luglio, gli spiacevoli pensieri del lavoro: fatto sta che le gocce di sudore continuavano a scendere incessantemente dalla fronte, dal collo, dal torace, fino al lenzuolo, ormai pressoché fradicio. </p>
<p>Insonnia: perché mi prendi soprattutto d’estate? Perché mi fai girare e rigirare nel letto e camminare come uno zombie il mattino dopo? Cosa ho fatto di male per meritarmi questo? </p>
<p>Non ce la facevo più. Alla tele: nulla, come il solito. Un libro? Troppo impegnativo. Sentii di aver voglia di una rivista che impegnasse gli occhi, più che il cervello ormai inutilizzabile, così decisi di fare una cosa che non faccio mai: uscire a cercarla. </p>
<p>Le mutande, dove cavolo erano finite? Rinunciai a cercarle e infilai i jeans sporchi sulla pelle bagnata, una maglietta qualsiasi: chi mai vuoi incontrare alle tre del mattino di un lunedì notte? Fu solo quando fui in macchina che mi chiesi dove fosse possibile trovare un’edicola aperta a quell’ora assurda. Mente locale, check-up mnemonico; risultato: zero. Ma, improvviso flash: a dire il vero una collega raccontava spesso in ufficio della mamma malata che, nei rari momenti di pseudolucidità, si ostinava ad uscire di casa per andarsi a comprare il quotidiano, all’edicola sotto casa, aperta ventiquattr’ore al giorno. Dunque: casa di Cinzia. Dall’altra parte della città. Decisi comunque di provarci. D’altra parte la notte è sempre meno squallida del giorno: i pazzi escono, le inibizioni cadono. Per quale ragione poi? Niente da fare: cervello troppo spento anche per porsi domande troppo complicate. </p>
<p>Non troppo però per non ricordarmi che la vescica aveva bisogno di essere svuotata.Merda: non potevo pensarci prima di uscire? Beh, in ogni caso il tempo non mancava, no? Anzi, meglio usufruirne in quei rari momenti della vita nei quali abbonda. </p>
<p>Accostai allora in una piazzetta deserta con qualche albero. Niente meglio di un po’ di natura per far pipì, ci dicevano da bambini. Accostai all’angolo, spensi fari e motore, mi avvicinai all’albero prescelto ed eseguii con calma l’operazione di sbottonarmi la patta ed estrarre l’uccello, assaporando al contempo il suono dell’urina sulla corteccia e la brezza notturna. </p>
<p>“Hai una sigaretta?” Se non avessi già concluso l’operazione, dallo spavento mi sarei sicuramente pisciato sui pantaloni. Riuscii comunque a riinfilare il tutto nei jeans prima di girarmi. Lo vedevo poco, ma mi sembrò un tipo sui trentacinque-quaranta, jeans anche lui, camicia con le maniche arricciate aperta su di un torace indiscutibilmente palestrato ma villoso al punto giusto. </p>
<p>“Non fumo, mi spiace”, riuscii a proferire con voce tremante. Agitato. Per cosa poi? Non sembrava avesse assolutamente cattive intenzioni: tutt’altro. Voglia di parlare? </p>
<p>“Devo averti spaventato, scusa”. Bella voce, bassa bassa. “E’ solo che ti ho visto qui ho pensato di approfittarne.” Mi si avvicinò un poco. “Approfittarne.?” Chissà perché stavo cominciando a tremare. E il mio uccello a pulsare, come fa ogni volta che vedo un bell’uomo, e ad irrigidirsi contro il cotone dei jeans. </p>
<p>“Beh, non ho cattive intenzioni. Stai tranquillo.” E mi si avvicinò ancora di più. Era davvero un uomo intrigante. Forse quaranta, più che trentacinque, a vederlo da vicino. Ma intrigante. Intrigante a dir poco: proprio buono. Fisico possente, ma non ipercurato, Diciamo, un tipo alla Buce Willis. Ma coi capelli. </p>
<p>Si avvicinò di un altro passo. Ormai eravamo vicinissimi. E lui bellissimo. Io: paralizzato. Il mio uccello cominciò a premere sempre di più. Lui sembrò accorgersene: guardò fra le mie gambe. Poi rialzò lo sguardo e avvicinò il suo viso al mio. Lo prese con quelle che mi parvero grandissime <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>. E infilò la lingua nella mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a>. Dapprima opposi una certa resistenza, ma poi cedetti e iniziai e leccare la sua come lui faceva con la mia. Nel frattempo i nostri corpi si fusero in un abbraccio tremante ma vigoroso che mi mise a contatto con la sua durissima erezione. Non pensai più a nulla: le mie <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> da sole cercarono i suoi marmorei glutei mentre le sue si infilarono sotto la mia maglietta cercando con ardore la pelle della mia schiena. Lui si staccò un attimo dal mio viso, mi guardò negli occhi fissamente e le sue dita cominciarono a slacciare la patta. Poi vidi la sua testa scendere lungo il mio busto. </p>
<p>Si fermò all’altezza dell’ombelico , sollevò la t-shirt e, mentre cominciava a leccare il mio addome io pensai vagamente che ero con la schiena contro un albero di una piazza a me sconosciuta della mia città, alle tre di notte, ad accoppiarmi con un maschio stupendo. Fu il mio ultimo pensiero, perché quando le labbra di lui arrivarono alla mia cappella, già piuttosto bagnata, semplicemente cominciò l’estasi. </p>
<p>La sua lingua leccò dapprima, leggermente, tutto il filetto., poi lui tornò a guardarmi prima di ingoiare il mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, duro come l’avevo sentito poche volte. Il calore della sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> sulla mia cappella in fiamme fu stupendo e io cominciai a gemere. Intanto le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> mi strappavano impazientemente i jeans. Liberai i piedi dalle scarpe mentre la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> cominciava, lentamente ed armoniosamente, un pompino da brivido. Non so come facesse, ma lo ingoiava proprio tutto, fino alla base, mentre le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> passavano dalle palle all’interno delle cosce, alle mie chiappe. Sentii che stavo per venire. Lanciai un gemito ma lui non si staccò dal mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e io sentii i fiotti di sborra che stavo eiettando in quella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> caldissima. Lui non si spostò e la bevve invece tutta, spremendo il mio uccello dalla base alla cappella per farla uscire totalmente. </p>
<p>Non so se urlai o no durante l’orgasmo; ricordo invece il sapore della sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> impastata della mia sborra mentre cercava la mia lingua. Incredibilmente, la mia eccitazione non diminuì, e, anzi, assecondai volentieri il suo movimento quando mi sentìi afferrare per i fianchi e girare faccia al tronco. Le sue braccia si strinsero al mio petto mentre sentivo il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che cercava il buchetto. Eccitato come un pazzo divaricai le gambe il più possibile per facilitargli la penetrazione. D’altra parte non posso negarlo: dal momento in cui l’avevo visto non aspettavo che quel momento. Praticamente non sentii dolore quando la sua cappella scivolò, lenta, dentro di me, ma solo la sensazione di essere pieno di qualcosa , di qualcuno, che desideravo da tanto tempo. Non emetteva alcun suono mentre il movimento aumentava di intensità, da lentissimo, gradatamente, ad uno stantuffio regolare che mi faceva provare il paradiso. Da quanto tempo non godevo in quel modo? Mi sembrava che dal mio cervello, il piacere, attraverso la colonna vertebrale, fosse un tutt’uno con quel membro che mi martellava, sempre più velocemente, in sintonia con il battito del mio cuore. Il piacere era troppo forte: sentii che stavo per raggiungere un nuovo orgasmo e mi sentii gridare: “Sbattimi più forte: sto venendo!”. Ma non c’era bisogno di dirglielo: il ritmo era ormai frenetico e il suo ansimare ora quello di uno stallone. Sentii l’eiaculazione proprio mentre a lui usciva un grido strozzato e i colpi si facevano, se possibili, ancora più profondi, in corrispondenza del suo, di orgasmo. </p>
<p>Rimanemmo avvinghiati nella stessa posizione ancora a lungo, credo. Poi lo senti, a malincuore, che si ritirava. Io mi rigirai e lui mi diede un altro, profondissimo bacio. E si allontanò nell’ombra. </p>
<p>Non l’ho più rivisto. Non so come si chiamasse. Non so chi fosse, ne quanti anni avesse ne da dove venisse, né perché fosse lì quella sera e cosa lo ispirò in me. </p>
<p>So solo che quella notte non ebbi bisogno della rivista per dormire, profondamente, fino al mattino dopo.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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		<title>Il Biglietto nella Scarpa (racconto di Merlino)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 18:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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<p>Il Biglietto nella Scarpa (racconto di Merlino)</p>
<p>Ilario è un ragazzo di quattordici anni, alto e magro, con un ciuffo di capelli biondi che porta pettinato su un occhio in onore dei cartoni animati giapponesi di cui è un fan. Controvoglia si trova al mare in una pensione a conduzione familiare dove lo hanno condotto i genitori che ancora non gli permettono di fare le vacanze da solo, come lui vorrebbe. Per giunta la pensione è lontana dal paese. “Che meraviglia la campagna – ha dichiarato il padre – silenzio e pace ovunque”. Ma Ilario non è d’accordo, non sul fatto che non ci sia pace e silenzio, ma sul fatto che tutto ciò sia meraviglioso. E poi neppure la spiaggia è vicina e occorre la macchina per recarsi a fare il bagno. Per questo la pensione è dotata di piscina –  una bella piscina dove, grazie al sole, l’acqua è sempre calda &#8211;  come subito hanno fatto notare i proprietari del piccolo albergo.</p>
<p>Dopo un paio di giorni Ilario si è già disperatamente annoiato. Gli ospiti della pensione sono tutti anziani o famiglie con bambini piccoli e lui non ha nessuno con cui stringere amicizia. I suoi lo hanno portato sulla spiaggia più vicina – venti minuti di macchina – ma anche lì non ha trovato nessuno di suo gusto ed è rimasto vicino alla madre, sdraiato a prendere il sole e a leggere un romanzo di Camilleri.</p>
<p>Un pomeriggio, mentre i suoi genitori sono in camera per il riposino pomeridiano, Ilario, sempre più annoiato, apre la finestra della sua stanza e lascia entrare l’aria caldissima che gli soffia in faccia come se avesse un asciugacapelli di fronte. Guarda annoiato verso il basso e scorge il bel figlio dei proprietari che si sta avvicinando alla piscina. E’ un ragazzo di vent’anni dal fisico robusto che, naturalmente, Ilario aveva già notato e apprezzato. Si muove con passo elastico, dondolandosi lentamente e tenendo le braccia lievemente scostate dal corpo. Arrivato sul bordo della piscina comincia a togliersi le scarpe da ginnastica chinandosi e allungando la mano mentre saltella in precario equilibrio. </p>
<p>Si spoglia? Vuol fare il bagno. Meno male che ho guardato fuori. Dai dai spogliati ecco così sfila la maglietta che fisico! E che bella abbronzatura! L’ho sempre osservato vestito da cameriere ci serve durante il pranzo sempre imbronciato senza sorridere. Oh, si sta carezzando il petto che libidine. Ora i jeans, sì ecco che se li sfila. Attento cadi! No ha un buon equilibrio. Li scuote li ripiega ordinato il tipo! Ha anche un bel sedere. Peccato che porti già il costume e meno male che è molto piccolo …. Ha ha ha vorrei sfilarglielo permetti Ermo? Ha anche un bel nome. Penso sia un’abbreviazione di Ermete che era un dio delle acque, ma anche il bello, l’amante … sì mi sembra di ricordare. Ecco si tuffa in quel brodo che è l’acqua della piscina.</p>
<p>Il bell’Ermo nuota avanti e indietro nell’acqua e Ilario si sforza di osservarlo, ma spesso il nuotatore è fuori dalla visuale e allora Ilario decide di scendere in giardino. Richiude la finestra ed esce dalla stanza. Scende le scale saltando i gradini due a due e poco dopo si trova sul bordo della piscina. Porta una sedia di tela fin lì e finge di essere interessato soltanto ad abbronzarsi la faccia. Socchiude gli occhi ma li mantiene abbastanza aperti da non perdere un attimo di vista il nuotatore che pare quasi di essere impegnato in una gara, tanto forza le bracciate. Dopo un po’ Ermo rallenta e si ferma, si allunga nell’acqua mettendosi sdraiato, galleggiando, languidamente in mostra e Ilario non può fare a meno di alzare la testa per osservarlo meglio.</p>
<p>Come sei bello! Guarda i pettorali, proprio come piacciono a me possenti e con le areole piccole e scure. Baciargli i capezzoli! Sentirli eretti sotto la lingua preludio a … Ora che il mio sguardo scende verso il basso verso il basso verso il basso il piccolo costume lascia intravedere i peli un’esile lancia di peli indica il posto segreto si insinua sotto al costume … guarda, il calore del sole deve aver risvegliato qualcosa al bell’Ermete. Ops, anche a me è successo lo stesso come faccio? Lo tocco o no? La mano scivola …. Ma dov’è finito il nuotatore? Non lo vedo più. Basta distrarsi un attimo che le visioni svaniscono.</p>
<p>«Che fai solo solo? Ti stai facendo una sega?» </p>
<p>Ermo compare con le braccia poggiate al bordo della piscina, poi si tira su e l’acqua gli scorre via dal corpo raccogliendosi in una pozza ai suoi piedi. Scuote la testa mandando alcune gocce addosso al ragazzo che resta muto, con gli occhi spalancati per la sorpresa. Poi Ilario fa scivolare via la mano che teneva stretta all’inguine e riesce a mormorare, imbarazzato: « Stavo quasi addormentandomi qui sotto al sole … ­­­­– poi con maggiore vivacità – Sai che nuoti proprio bene?».</p>
<p>«Lo so, partecipo anche ai campionati provinciali. Vuoi tuffarti? Io torno in acqua» dice Ermo mentre si strizza il costume agguantandosi  stoffa e palle facendo ruscellare a terra una piccola cascata. Il gesto fa balzare in piedi Ilario che è arrossito in volto. «No, no, non posso …. Devo tornare in camera, grazie comunque, ma non nuoto poi molto bene. E non ho il costume, ero sceso a prendere un po’ d’aria, ma forse …» Ermo non lo sta a sentire e già si è tuffato e riprende a nuotare vigorosamente.</p>
<p>Avrei dovuto andare? Stavo per farlo, lui non ha aspettato. Ma non ho il costume, come facevo? Per di più ho il coso ritto.  Come si fa? Mi ha parlato, come è bello! Non ho mai visto un ragazzo così bello, affascinante affascinante affascinante.</p>
<p>Si volta di malavoglia dopo aver lanciato un altro sguardo verso Ermo e si incammina lentamente verso la pensione. Arrivato in camera si toglie la maglietta che indossa, si sfila i pantaloncini e gli slip e si sdraia con un sospiro. E’ ancora in erezione. Ammira per un momento il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che mostra già alcune gocce di desiderio, poi lo agguanta con entrambe le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> e comincia a masturbarsi con violenza. La testa si piega all’indietro forzando sul cuscino, il suo ciuffo biondo si allarga coprendogli buona parte del volto, un lieve rantolare esce dalla <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> socchiusa. Ben presto si levano dei lunghi spruzzi che in parte gli arrivano sul volto e sui capelli.  Si distende rilassato e dopo qualche minuto si addormenta.</p>
<p>Quando si sveglia resta un momento confuso, si stira, si passa una mano sui capelli e li trova tutti incollati dal suo sperma. Si ricorda all’improvviso e scende dal letto precipitandosi alla finestra per cercare l’atletica figura di Ermo. Non lo vede, la piscina ora è affollata, vede molti ospiti della pensione, ragazzini che si tuffano producendo grandi schizzi, li sente gridare allegri, ma lui se n’è andato. Si infila i pantaloni e corre in bagno dove cerca di eliminare le tracce di sperma che denunciano le sue azioni “impure”, si sciacqua senza molta convinzione, poi torna in camera dove indossa anche una maglietta pulita. Tra non molto qualcuno dei suoi verrà a cercarlo e lui deve trovare una scusa per non accompagnarli al mare. Dirà che ha mal di testa e che non vuole prendere ancora del sole. Dirà che vuole sedersi all’ombra nel giardino, a leggere …. Qualcosa dirà, ma ora vuole trovare un espediente per avere un incontro con Ermo. Non sarà facile, ma deve  avere il suo primo incontro d’amore. A pensare alla parola amore sente un brivido corrergli per la schiena e una mano corre a toccare il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> già sveglio e pronto. Ma che può fare? E’ anche timido, non riuscirà mai a dichiararsi. Si siede al tavolino sopra il quale tiene dei libri e un blocchetto su cui inizia a fare degli scarabocchi. La mano corre quasi da sola e dopo un po’ sta scrivendo delle parole. Tu non sai chi sono e non devi saperlo. Se stanotte alle due verrai nel capanno degli attrezzi e mi aspetterai bendato, io ti procurerò il più grande piacere che tu abbia mai provato. Allarga le gambe e lasciami fare. La mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> è dolce e saprà addolcirti la notte. Un ammiratore segreto. Vieni! </p>
<p>Ilario rilegge quanto ha scritto. E’ una stupidaggine? Ma lui deve pur fare qualcosa.  Riflette sulla firma che ha messo: “un ammiratore segreto”. Capisce che così Ermo saprà che lui è un maschio, ma non vuole sostituire “ammiratore” con “ammiratrice”. Riflette a lungo sul problema e alla fine si firma: “Chi ti ammira in segreto”. Soddisfatto della scappatoia trovata, ricopia con cura il biglietto, lo piega in quattro e se lo mette in una tasca. E ora? Come fare a consegnarlo? Va a bussare alla porta dei genitori e li informa che resterà alla pensione a leggere. Emozionato, scende di nuovo in giardino e si avvicina alle persone che attorniano la piscina. Scova una sedia a sdraio dimenticata sotto a una palma rinsecchita, la trascina verso la piscina – non troppo vicino né tanto lontano da non potersi accorgere dell’arrivo del bell’Ermete.</p>
<p>No, lui non c’è, ci sono soltanto panzoni e ragazzini indiavolati. Ma chissà che non venga, deve venire, io sto qui ad aspettarlo. Guarda, pensare a lui me lo fa rizzare di nuovo. Ci pianto sopra il libro non vorrei destare scandalo ma poi che faccio se non posso neppure leggere? Mi annoio mi annoierò devo restare devo restare.</p>
<p>Dopo poco, però, l’attenzione di Ilario cala drasticamente, addirittura lui si appisola. E’ un pallone che gli cade addosso a risvegliarlo e lui arrabbiato si alza borbottando e lo scalcia lontano  destando le proteste di un gruppo di ragazzini . Il pomeriggio trascorre lentamente e man mano che il tempo passa le piscina si svuota. Ormai restano poche persone e a un tratto Ilario lo vede: Il bel giovane è uscito da una porta usata solo dalla servitù, ha un asciugamano sul braccio , indossa dei pantaloncini corti e una maglietta di cotone molto attillata che mette in luce i suoi pettorali. Cammina con scioltezza e a testa alta, come un dio che passa attraverso una folla di fedeli. Ilario è quasi tentato di alzarsi in piedi per tributargli il rispetto che il dio merita, ma poi resta immobile e lo segue con lo sguardo. </p>
<p>Si avvicina mi passerà accanto che cosce possenti intravedo i capezzoli che premono sulla maglietta ecco è qui hai! Allora mi ha riconosciuto, mi ha colpito con l’asciugamano e si è volto verso di me ha sorriso? Un po’, mi ha anche sorriso!</p>
<p>Il ragazzo osserva affascinato il suo idolo. Lo vede togliersi le scarpe da ginnastica, sfilarsi la maglietta e i pantaloncini e deporre i suoi indumenti in disparte, sull’erba, poi correre verso l’acqua e tuffarsi. Nuota veloce e i ragazzini rimasti in piscina si fermano per guardarlo. Un paio applaudono. Ilario, cercando di dimostrare indifferenza, si incammina verso gli abiti di Ermo. Si ferma guardandosi attorno, nessuno bada a lui. Rapido si china e infila il suo biglietto dentro a una scarpa. Non potrà non vederlo. Si allontana con le gambe che gli tremano dal luogo dell’audace misfatto. E’ sudato, sente il sudore sotto le ascelle, il suo cuore batte all’impazzata ma si sente vivo come non mai. L’ha fatto! Ora Ermo leggerà il suo biglietto. E poi? Poi quello che deve essere sarà. E’ eccitato ed emozionato. Corre in camera dove si fa una doccia. </p>
<p>Dopo aver cenato assieme ai suoi torna subito in camera rifiutando di accompagnare i genitori nella solita noiosa camminata. Ha altro da pensare lui!  Cerca di leggere ma è distratto, volta pagina ma non ricorda niente di quanto ha letto, torna indietro, ma poi abbandona il libro. E’ nervoso, forse impaurito. Andrà all’appuntamento? Ma il problema è se ci andrà Ermo. Avrà sul serio gli occhi bendati? Difficile pensarlo. Prova a immaginarsi diverse scene relative a diversi possibili atteggiamenti di Ermo e arriva anche a quella in cui lui viene preso a pugni per averlo fatto venire nel ripostiglio alle due di notte. Certo che se non trova chi si aspettava … </p>
<p>Dunque ricapitoliamo: Ci sono soltanto un paio di ragazze qui nella pensione. Non so se erano in piscina oggi. Io c’ero e mi ha visto mi ha colpito pure con l’asciugamano. Allora si immaginerà che il biglietto sia il mio? Se sì e viene all’appuntamento sono al sicuro e potrò affondare le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> la lingua sul suo … lo leccherei tutto. Guarda lì sono già eccitato è duro come un piolo che faccio? A pensare quello che stasera potrebbe capitare non riesco a tenere le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> lontane dal <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>. Già che ci sono che c’è di male? Sono a letto in camera mia eccitato e nervoso …. Mi farà bene.</p>
<p>Dopo, rilassato, Ilario si addormenta  e dome come un angioletto, resta tra i suoi sogni (poco angelici) fino all’una quando si sveglia di soprassalto e guarda immediatamente l’orologio. Si è svegliato in tempo, per fortuna. Senza pensare ad altro va in bagno a lavarsi la faccia, si pettina con cura e si sistema il ciuffo con un po’ di gel finché non è soddisfatto della sua immagine. Si veste con attenzione, indossando la maglietta che più gli piace, dei bermuda e un paio di scarpe di corda. Si è anche messo un paio di mutande quasi nuove che ritiene gli mettano bene in evidenza gli attributi. Davanti allo specchio si è rammaricato per le natiche un po’ magre che a confronto alle rotondità “barocche” di Ermo fanno davvero una misera figura. Alla fine scende le scale con cautela sperando di non essere sorpreso da qualcuno, esce dall’edificio e attraversa il giardino. Il ripostiglio degli attrezzi è là, addossato al muro di cinta oltre il quale c’è la strada. Arriva davanti alla porta del ripostiglio  che ha sempre la chiave infilata nella toppa, visto che all’interno ci sono soltanto sedie di plastica e qualche attrezzo per la pulizia della piscina ed entra con il cuore in gola.</p>
<p>Tranquillo, ancora non può essere arrivato, è presto. Be’, mica tanto presto. Dentro è buio, ma è meglio non accendere la luce. Chissà poi se c’è una lampada qui. Lascio la porta spalancata così lui vedrà che sono già qui e un po’ di luce entra dentro anche. No non c’è nessuno. Mi siedo e l’aspetto. Ecco sistemiamo una sedia qui dove poi dovrà mettersi lui mentre io  sarò inginocchiato tra le sue gambe occupato sì impegnato a dargli piacere. Gli farò sfilare i pantaloni e gli carezzerò le cosce che meraviglia le sue cosce muscolose coperte di un’erotica peluria le leccherei salendo poi mi dedicherei alle palle e lui rovescerebbe la testa gemendo chissà che sapore hanno ho letto in un libro che sanno di muffa no di muschio ma scommetto che sono saporite la natura le condisce per renderle attraenti ma non ce la faccio più giù i bermuda giù le mutande oh, eccolo qui agitiamolo un po’ oddio la porta è aperta se passa qualcuno mi vede e se arriva lui? Chissà che ore sono è presto non c’è nessuno avanti con una mano mi strizzo le palle con l’altra su e giù su e giù … e se provassi a infilare un dito nel buchino? Entra sì ma è difficile ci vorrebbe qualche unguento … </p>
<p>Ilario si masturba tre volte prima di convincersi che il bel giovane che aspetta non verrà. Quando finalmente esce dal ripostiglio un po’ barcollante è quasi contento che la sua attesa sia stata vana. In realtà è  soddisfatto così. Ha inventato un nuovo gioco a cui si dedica totalmente. Nei giorni seguenti mette altre tre volte un biglietto nella scarpa di Ermo ripetendo poi tutta la scena dell’appuntamento notturno durante la quale si masturba con passione.</p>
<p>L’ultimo giorno di permanenza nella pensione si reca ancora una volta in piscina nell’ora in cui è probabile incontrarvi l’oggetto della sua passione. Ormai sa che nelle prime ore del pomeriggio, quando quasi nessuno è in acqua, Ermo si allena con potenti bracciate. Infatti eccolo lì. Che spettacolo! Anche Ermo lo vede e, per la prima volta, lo saluta con la mano e gli grida: «Le mie scarpe sono là, sotto la palma». E poi riprende a nuotare come se niente fosse.</p>
<p>Allora sa che ero io lo sa ma non è venuto va bene lo stesso c’è stato un contatto avrà pensato qualche volta cosa volevo fargli non è arrabbiato anzi è spiritoso ma se viene fuori dall’acqua mi vergogno non so che dire.</p>
<p>Ilario corre verso l’edificio e sale precipitosamente le scale. Sta sorridendo e continuerà a lungo a tenersi il sorriso stampato in faccia.</p>
<p>FINE</p>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 18:22:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Il Biglietto nella Scarpa (racconto di Merlino) Ilario è un ragazzo di quattordici anni, alto e magro, con un ciuffo di capelli biondi che porta pettinato su un occhio in onore dei cartoni animati giapponesi di cui è un fan. Controvoglia si trova al mare in una pensione a conduzione familiare dove lo hanno condotto i genitori che ancora non gli permettono di fare le vacanze da solo, come lui vorrebbe. Per giunta la pensione è lontana dal paese. ]]></description>
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<p>Il Biglietto nella Scarpa (racconto di Merlino)</p>
<p>Ilario è un ragazzo di quattordici anni, alto e magro, con un ciuffo di capelli biondi che porta pettinato su un occhio in onore dei cartoni animati giapponesi di cui è un fan. Controvoglia si trova al mare in una pensione a conduzione familiare dove lo hanno condotto i genitori che ancora non gli permettono di fare le vacanze da solo, come lui vorrebbe. Per giunta la pensione è lontana dal paese. “Che meraviglia la campagna – ha dichiarato il padre – silenzio e pace ovunque”. Ma Ilario non è d’accordo, non sul fatto che non ci sia pace e silenzio, ma sul fatto che tutto ciò sia meraviglioso. E poi neppure la spiaggia è vicina e occorre la macchina per recarsi a fare il bagno. Per questo la pensione è dotata di piscina –  una bella piscina dove, grazie al sole, l’acqua è sempre calda &#8211;  come subito hanno fatto notare i proprietari del piccolo albergo.</p>
<p>Dopo un paio di giorni Ilario si è già disperatamente annoiato. Gli ospiti della pensione sono tutti anziani o famiglie con bambini piccoli e lui non ha nessuno con cui stringere amicizia. I suoi lo hanno portato sulla spiaggia più vicina – venti minuti di macchina – ma anche lì non ha trovato nessuno di suo gusto ed è rimasto vicino alla madre, sdraiato a prendere il sole e a leggere un romanzo di Camilleri.</p>
<p>Un pomeriggio, mentre i suoi genitori sono in camera per il riposino pomeridiano, Ilario, sempre più annoiato, apre la finestra della sua stanza e lascia entrare l’aria caldissima che gli soffia in faccia come se avesse un asciugacapelli di fronte. Guarda annoiato verso il basso e scorge il bel figlio dei proprietari che si sta avvicinando alla piscina. E’ un ragazzo di vent’anni dal fisico robusto che, naturalmente, Ilario aveva già notato e apprezzato. Si muove con passo elastico, dondolandosi lentamente e tenendo le braccia lievemente scostate dal corpo. Arrivato sul bordo della piscina comincia a togliersi le scarpe da ginnastica chinandosi e allungando la mano mentre saltella in precario equilibrio. </p>
<p>Si spoglia? Vuol fare il bagno. Meno male che ho guardato fuori. Dai dai spogliati ecco così sfila la maglietta che fisico! E che bella abbronzatura! L’ho sempre osservato vestito da cameriere ci serve durante il pranzo sempre imbronciato senza sorridere. Oh, si sta carezzando il petto che libidine. Ora i jeans, sì ecco che se li sfila. Attento cadi! No ha un buon equilibrio. Li scuote li ripiega ordinato il tipo! Ha anche un bel sedere. Peccato che porti già il costume e meno male che è molto piccolo …. Ha ha ha vorrei sfilarglielo permetti Ermo? Ha anche un bel nome. Penso sia un’abbreviazione di Ermete che era un dio delle acque, ma anche il bello, l’amante … sì mi sembra di ricordare. Ecco si tuffa in quel brodo che è l’acqua della piscina.</p>
<p>Il bell’Ermo nuota avanti e indietro nell’acqua e Ilario si sforza di osservarlo, ma spesso il nuotatore è fuori dalla visuale e allora Ilario decide di scendere in giardino. Richiude la finestra ed esce dalla stanza. Scende le scale saltando i gradini due a due e poco dopo si trova sul bordo della piscina. Porta una sedia di tela fin lì e finge di essere interessato soltanto ad abbronzarsi la faccia. Socchiude gli occhi ma li mantiene abbastanza aperti da non perdere un attimo di vista il nuotatore che pare quasi di essere impegnato in una gara, tanto forza le bracciate. Dopo un po’ Ermo rallenta e si ferma, si allunga nell’acqua mettendosi sdraiato, galleggiando, languidamente in mostra e Ilario non può fare a meno di alzare la testa per osservarlo meglio.</p>
<p>Come sei bello! Guarda i pettorali, proprio come piacciono a me possenti e con le areole piccole e scure. Baciargli i capezzoli! Sentirli eretti sotto la lingua preludio a … Ora che il mio sguardo scende verso il basso verso il basso verso il basso il piccolo costume lascia intravedere i peli un’esile lancia di peli indica il posto segreto si insinua sotto al costume … guarda, il calore del sole deve aver risvegliato qualcosa al bell’Ermete. Ops, anche a me è successo lo stesso come faccio? Lo tocco o no? La mano scivola …. Ma dov’è finito il nuotatore? Non lo vedo più. Basta distrarsi un attimo che le visioni svaniscono.</p>
<p>«Che fai solo solo? Ti stai facendo una sega?» </p>
<p>Ermo compare con le braccia poggiate al bordo della piscina, poi si tira su e l’acqua gli scorre via dal corpo raccogliendosi in una pozza ai suoi piedi. Scuote la testa mandando alcune gocce addosso al ragazzo che resta muto, con gli occhi spalancati per la sorpresa. Poi Ilario fa scivolare via la mano che teneva stretta all’inguine e riesce a mormorare, imbarazzato: « Stavo quasi addormentandomi qui sotto al sole … ­­­­– poi con maggiore vivacità – Sai che nuoti proprio bene?».</p>
<p>«Lo so, partecipo anche ai campionati provinciali. Vuoi tuffarti? Io torno in acqua» dice Ermo mentre si strizza il costume agguantandosi  stoffa e palle facendo ruscellare a terra una piccola cascata. Il gesto fa balzare in piedi Ilario che è arrossito in volto. «No, no, non posso …. Devo tornare in camera, grazie comunque, ma non nuoto poi molto bene. E non ho il costume, ero sceso a prendere un po’ d’aria, ma forse …» Ermo non lo sta a sentire e già si è tuffato e riprende a nuotare vigorosamente.</p>
<p>Avrei dovuto andare? Stavo per farlo, lui non ha aspettato. Ma non ho il costume, come facevo? Per di più ho il coso ritto.  Come si fa? Mi ha parlato, come è bello! Non ho mai visto un ragazzo così bello, affascinante affascinante affascinante.</p>
<p>Si volta di malavoglia dopo aver lanciato un altro sguardo verso Ermo e si incammina lentamente verso la pensione. Arrivato in camera si toglie la maglietta che indossa, si sfila i pantaloncini e gli slip e si sdraia con un sospiro. E’ ancora in erezione. Ammira per un momento il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che mostra già alcune gocce di desiderio, poi lo agguanta con entrambe le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> e comincia a masturbarsi con violenza. La testa si piega all’indietro forzando sul cuscino, il suo ciuffo biondo si allarga coprendogli buona parte del volto, un lieve rantolare esce dalla <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> socchiusa. Ben presto si levano dei lunghi spruzzi che in parte gli arrivano sul volto e sui capelli.  Si distende rilassato e dopo qualche minuto si addormenta.</p>
<p>Quando si sveglia resta un momento confuso, si stira, si passa una mano sui capelli e li trova tutti incollati dal suo sperma. Si ricorda all’improvviso e scende dal letto precipitandosi alla finestra per cercare l’atletica figura di Ermo. Non lo vede, la piscina ora è affollata, vede molti ospiti della pensione, ragazzini che si tuffano producendo grandi schizzi, li sente gridare allegri, ma lui se n’è andato. Si infila i pantaloni e corre in bagno dove cerca di eliminare le tracce di sperma che denunciano le sue azioni “impure”, si sciacqua senza molta convinzione, poi torna in camera dove indossa anche una maglietta pulita. Tra non molto qualcuno dei suoi verrà a cercarlo e lui deve trovare una scusa per non accompagnarli al mare. Dirà che ha mal di testa e che non vuole prendere ancora del sole. Dirà che vuole sedersi all’ombra nel giardino, a leggere …. Qualcosa dirà, ma ora vuole trovare un espediente per avere un incontro con Ermo. Non sarà facile, ma deve  avere il suo primo incontro d’amore. A pensare alla parola amore sente un brivido corrergli per la schiena e una mano corre a toccare il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> già sveglio e pronto. Ma che può fare? E’ anche timido, non riuscirà mai a dichiararsi. Si siede al tavolino sopra il quale tiene dei libri e un blocchetto su cui inizia a fare degli scarabocchi. La mano corre quasi da sola e dopo un po’ sta scrivendo delle parole. Tu non sai chi sono e non devi saperlo. Se stanotte alle due verrai nel capanno degli attrezzi e mi aspetterai bendato, io ti procurerò il più grande piacere che tu abbia mai provato. Allarga le gambe e lasciami fare. La mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> è dolce e saprà addolcirti la notte. Un ammiratore segreto. Vieni! </p>
<p>Ilario rilegge quanto ha scritto. E’ una stupidaggine? Ma lui deve pur fare qualcosa.  Riflette sulla firma che ha messo: “un ammiratore segreto”. Capisce che così Ermo saprà che lui è un maschio, ma non vuole sostituire “ammiratore” con “ammiratrice”. Riflette a lungo sul problema e alla fine si firma: “Chi ti ammira in segreto”. Soddisfatto della scappatoia trovata, ricopia con cura il biglietto, lo piega in quattro e se lo mette in una tasca. E ora? Come fare a consegnarlo? Va a bussare alla porta dei genitori e li informa che resterà alla pensione a leggere. Emozionato, scende di nuovo in giardino e si avvicina alle persone che attorniano la piscina. Scova una sedia a sdraio dimenticata sotto a una palma rinsecchita, la trascina verso la piscina – non troppo vicino né tanto lontano da non potersi accorgere dell’arrivo del bell’Ermete.</p>
<p>No, lui non c’è, ci sono soltanto panzoni e ragazzini indiavolati. Ma chissà che non venga, deve venire, io sto qui ad aspettarlo. Guarda, pensare a lui me lo fa rizzare di nuovo. Ci pianto sopra il libro non vorrei destare scandalo ma poi che faccio se non posso neppure leggere? Mi annoio mi annoierò devo restare devo restare.</p>
<p>Dopo poco, però, l’attenzione di Ilario cala drasticamente, addirittura lui si appisola. E’ un pallone che gli cade addosso a risvegliarlo e lui arrabbiato si alza borbottando e lo scalcia lontano  destando le proteste di un gruppo di ragazzini . Il pomeriggio trascorre lentamente e man mano che il tempo passa le piscina si svuota. Ormai restano poche persone e a un tratto Ilario lo vede: Il bel giovane è uscito da una porta usata solo dalla servitù, ha un asciugamano sul braccio , indossa dei pantaloncini corti e una maglietta di cotone molto attillata che mette in luce i suoi pettorali. Cammina con scioltezza e a testa alta, come un dio che passa attraverso una folla di fedeli. Ilario è quasi tentato di alzarsi in piedi per tributargli il rispetto che il dio merita, ma poi resta immobile e lo segue con lo sguardo. </p>
<p>Si avvicina mi passerà accanto che cosce possenti intravedo i capezzoli che premono sulla maglietta ecco è qui hai! Allora mi ha riconosciuto, mi ha colpito con l’asciugamano e si è volto verso di me ha sorriso? Un po’, mi ha anche sorriso!</p>
<p>Il ragazzo osserva affascinato il suo idolo. Lo vede togliersi le scarpe da ginnastica, sfilarsi la maglietta e i pantaloncini e deporre i suoi indumenti in disparte, sull’erba, poi correre verso l’acqua e tuffarsi. Nuota veloce e i ragazzini rimasti in piscina si fermano per guardarlo. Un paio applaudono. Ilario, cercando di dimostrare indifferenza, si incammina verso gli abiti di Ermo. Si ferma guardandosi attorno, nessuno bada a lui. Rapido si china e infila il suo biglietto dentro a una scarpa. Non potrà non vederlo. Si allontana con le gambe che gli tremano dal luogo dell’audace misfatto. E’ sudato, sente il sudore sotto le ascelle, il suo cuore batte all’impazzata ma si sente vivo come non mai. L’ha fatto! Ora Ermo leggerà il suo biglietto. E poi? Poi quello che deve essere sarà. E’ eccitato ed emozionato. Corre in camera dove si fa una doccia. </p>
<p>Dopo aver cenato assieme ai suoi torna subito in camera rifiutando di accompagnare i genitori nella solita noiosa camminata. Ha altro da pensare lui!  Cerca di leggere ma è distratto, volta pagina ma non ricorda niente di quanto ha letto, torna indietro, ma poi abbandona il libro. E’ nervoso, forse impaurito. Andrà all’appuntamento? Ma il problema è se ci andrà Ermo. Avrà sul serio gli occhi bendati? Difficile pensarlo. Prova a immaginarsi diverse scene relative a diversi possibili atteggiamenti di Ermo e arriva anche a quella in cui lui viene preso a pugni per averlo fatto venire nel ripostiglio alle due di notte. Certo che se non trova chi si aspettava … </p>
<p>Dunque ricapitoliamo: Ci sono soltanto un paio di ragazze qui nella pensione. Non so se erano in piscina oggi. Io c’ero e mi ha visto mi ha colpito pure con l’asciugamano. Allora si immaginerà che il biglietto sia il mio? Se sì e viene all’appuntamento sono al sicuro e potrò affondare le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/bocca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con bocca">bocca</a> la lingua sul suo … lo leccherei tutto. Guarda lì sono già eccitato è duro come un piolo che faccio? A pensare quello che stasera potrebbe capitare non riesco a tenere le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> lontane dal <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>. Già che ci sono che c’è di male? Sono a letto in camera mia eccitato e nervoso …. Mi farà bene.</p>
<p>Dopo, rilassato, Ilario si addormenta  e dome come un angioletto, resta tra i suoi sogni (poco angelici) fino all’una quando si sveglia di soprassalto e guarda immediatamente l’orologio. Si è svegliato in tempo, per fortuna. Senza pensare ad altro va in bagno a lavarsi la faccia, si pettina con cura e si sistema il ciuffo con un po’ di gel finché non è soddisfatto della sua immagine. Si veste con attenzione, indossando la maglietta che più gli piace, dei bermuda e un paio di scarpe di corda. Si è anche messo un paio di mutande quasi nuove che ritiene gli mettano bene in evidenza gli attributi. Davanti allo specchio si è rammaricato per le natiche un po’ magre che a confronto alle rotondità “barocche” di Ermo fanno davvero una misera figura. Alla fine scende le scale con cautela sperando di non essere sorpreso da qualcuno, esce dall’edificio e attraversa il giardino. Il ripostiglio degli attrezzi è là, addossato al muro di cinta oltre il quale c’è la strada. Arriva davanti alla porta del ripostiglio  che ha sempre la chiave infilata nella toppa, visto che all’interno ci sono soltanto sedie di plastica e qualche attrezzo per la pulizia della piscina ed entra con il cuore in gola.</p>
<p>Tranquillo, ancora non può essere arrivato, è presto. Be’, mica tanto presto. Dentro è buio, ma è meglio non accendere la luce. Chissà poi se c’è una lampada qui. Lascio la porta spalancata così lui vedrà che sono già qui e un po’ di luce entra dentro anche. No non c’è nessuno. Mi siedo e l’aspetto. Ecco sistemiamo una sedia qui dove poi dovrà mettersi lui mentre io  sarò inginocchiato tra le sue gambe occupato sì impegnato a dargli piacere. Gli farò sfilare i pantaloni e gli carezzerò le cosce che meraviglia le sue cosce muscolose coperte di un’erotica peluria le leccherei salendo poi mi dedicherei alle palle e lui rovescerebbe la testa gemendo chissà che sapore hanno ho letto in un libro che sanno di muffa no di muschio ma scommetto che sono saporite la natura le condisce per renderle attraenti ma non ce la faccio più giù i bermuda giù le mutande oh, eccolo qui agitiamolo un po’ oddio la porta è aperta se passa qualcuno mi vede e se arriva lui? Chissà che ore sono è presto non c’è nessuno avanti con una mano mi strizzo le palle con l’altra su e giù su e giù … e se provassi a infilare un dito nel buchino? Entra sì ma è difficile ci vorrebbe qualche unguento … </p>
<p>Ilario si masturba tre volte prima di convincersi che il bel giovane che aspetta non verrà. Quando finalmente esce dal ripostiglio un po’ barcollante è quasi contento che la sua attesa sia stata vana. In realtà è  soddisfatto così. Ha inventato un nuovo gioco a cui si dedica totalmente. Nei giorni seguenti mette altre tre volte un biglietto nella scarpa di Ermo ripetendo poi tutta la scena dell’appuntamento notturno durante la quale si masturba con passione.</p>
<p>L’ultimo giorno di permanenza nella pensione si reca ancora una volta in piscina nell’ora in cui è probabile incontrarvi l’oggetto della sua passione. Ormai sa che nelle prime ore del pomeriggio, quando quasi nessuno è in acqua, Ermo si allena con potenti bracciate. Infatti eccolo lì. Che spettacolo! Anche Ermo lo vede e, per la prima volta, lo saluta con la mano e gli grida: «Le mie scarpe sono là, sotto la palma». E poi riprende a nuotare come se niente fosse.</p>
<p>Allora sa che ero io lo sa ma non è venuto va bene lo stesso c’è stato un contatto avrà pensato qualche volta cosa volevo fargli non è arrabbiato anzi è spiritoso ma se viene fuori dall’acqua mi vergogno non so che dire.</p>
<p>Ilario corre verso l’edificio e sale precipitosamente le scale. Sta sorridendo e continuerà a lungo a tenersi il sorriso stampato in faccia.</p>
<p>FINE</p>
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