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	<title>Racconti Erotici e Chat &#187; racconti ero</title>
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	<description>Racconti Erotici e Chat</description>
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		<title>FRAMMENTI DI EROTISMO/1 (hard)</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 11:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Frammenti di erotismo/1 (hard) Era ormai da un po&#8217; di tempo che quell&#8217;idea ci solleticava la mente. Era una di quelle fantasie che ci eccitava quando facevamo l&#8217;amore, ma che non avevamo mai avuto il coraggio di metterla in pratica. Decisi così di prendere io l&#8217;iniziativa, e organizzai la festa del suo compleanno. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div>
<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Frammenti di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/erotismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con erotismo">erotismo</a>/1 (hard)</p>
<p>Era ormai da un po&#8217; di tempo che quell&#8217;idea ci solleticava la mente.<br />
Era una di quelle fantasie che ci eccitava quando facevamo l&#8217;amore, ma che non avevamo mai avuto il coraggio di metterla in pratica.<br />
Decisi così di prendere io l&#8217;iniziativa, e organizzai la festa del suo compleanno.<br />
Fu una ricerca attenta e minuziosa ma finalmente, tramite internet, trovai il locale che cercavo: elegante, raffinato, molto discreto, dove era specificato che si poteva anche solo andare a bere qualcosa e, per capirci, il resto a discrezione.<br />
Prenotai per il venerdì sera, la serata che solitamente dedicavamo al cinema: a lui non dissi dove saremmo andati a festeggiare, ma gli consigliai di vestirsi in modo elegante.<br />
Ed io feci altrettanto, mettendo la massima cura nell&#8217;abbigliamento e nel trucco.</p>
<p>Quando arrivammo al locale, lui capì immediatamente di che ambiente si trattasse: per stare al gioco, fece finta di essere un po&#8217; imbarazzato ed incerto, ma io sapevo perfettamente che la cosa cominciava già ad intrigarlo, e che la sua fantasia aveva preso a galoppare.</p>
<p>Entrammo, non senza una certa agitazione considerato il passo che stavamo per intraprendere.<br />
Ci sedemmo al tavolo a noi riservato e ordinammo da bere, iniziando a guardarci in giro decisamente incuriositi.<br />
L&#8217;atmosfera del locale era tranquilla e serena, anche se ci sentivamo un po&#8217; osservati, in quanto era abbastanza evidente che i presenti erano quasi tutti abituali frequentatori del locale.<br />
Sorseggiammo così le nostre bevande e, come da programma, attorno alle undici, le luci si fecero ancora più soffuse e, su uno schermo così grande da occupare quasi per intero una parete, iniziò la proiezione di un film hard.</p>
<p>Mentre guardavamo le immagini, estremamente erotiche e sensuali,  i nostri corpi e le nostre menti presero ad andare su di giri, e l&#8217;eccitazione cresceva in maniera esponenziale.<br />
Ad un tratto avvertii uno sguardo penetrante e insistente scivolarmi addosso, come se quegli occhi fissi su di me volessero spogliarmi: incuriosita mi guardai attorno e notai la coppia che, senza che me ne accorgessi, si era seduta alla nostra destra, di fatto allo stesso nostro tavolo.<br />
Lo sguardo della donna era fisso sul mio corpo, uno sguardo insistente e per nulla celato, così intenso da farmi sentire un alito ardente sulla pelle, un fuoco che si propagava veloce e inarrestabile, accendendo di passione ogni mia più remota terminazione nervosa.<br />
Non avevo mai avuto rapporti con una donna in passato, ma in quel momento l&#8217;unica cosa che desideravo era vedere la sua chioma corvina e lucente fra le mie cosce aperte.</p>
<p>E fu così che iniziò il gioco di quella straordinaria serata: il mio partner, eccitato all&#8217;idea che la sua più erotica fantasia potesse finalmente prendere vita, con la mano mi divaricò dolcemente le gambe e scostò le mutandine, facendo intravedere alla mia nuova spasimante l&#8217;oggetto nascosto del suo desiderio: quindi prese lentamente  ad accarezzarmi quel lago di umori che era la mia <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> bollente, leccandosi poi le dita con voluttà, provocando in modo fantastico la sconosciuta che ci osservava.<br />
E lei ci guardava, travolta dall&#8217;eccitazione, mentre con una mano aveva iniziato a masturbarsi con delicatezza e con l&#8217;altra accarezzava la stoffa del pantalone che ricopriva il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del suo compagno, anche lui chiaramente eccitato dal gioco.</p>
<p>Nel locale, ormai, erano rimasti in pochi a guardare il film porno.<br />
Nella penombra delle tenui luci corpi maschili e femminili, seminudi, si accarezzavano e si baciavano, si leccavano e si penetravano, in una fantastica e stimolante confusione erotica.</p>
<p>Allentai la cintura dei pantaloni del mio uomo e, una volta fatta scorrere la cerniera lampo, mi ritrovai in mano la sua verga pulsante.<br />
Presi a leccare piano quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> turgido che ben conoscevo, perfettamente conscia di come la bella sconosciuta desiderasse la mia lingua sul suo corpo: e mentre io leccavo e succhiavo, le sue dita s&#8217;infilavano nella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>, sempre più a fondo e velocemente, cercando di placare in qualche modo la sua irrefrenabile voglia, quasi supplicandomi in una muta preghiera.<br />
Ma il suo desiderio era anche il mio.</p>
<p>Mi voltai completamente verso di lei.<br />
Eravamo ora una di fronte all&#8217;altra.<br />
Mi sfilai le mutandine lasciandole vedere il minuscolo triangolino di peli che spiccava sul mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> rasato e cominciai ad accarezzarmi, mentre accanto a noi i nostri uomini si masturbavano, travolti ed eccitati dalla quella esibizione.</p>
<p>Ci guardavamo fisse negli occhi, ansimando e sospirando, in spasmodica attesa ognuna di una mossa dell&#8217;altra: sentivo che per quella prima volta mai sarei riuscita a fare quello che lei desiderava così intensamente, ma speravo con tutta me stessa che fosse lei a cedere e a venire da me, che fosse lei ad infilarmi la sua lingua in mezzo alle gambe, liberandomi finalmente da quella tortura.<br />
Probabilmente la sconosciuta intuì la mia indecisione.<br />
Perchè fu lei a chinarsi tra le mie cosce, cominciando a leccarmi, a mordermi e a succhiarmi il clitoride, quasi come se stesse succhiando il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del suo uomo, mentre con le dita continuava a penetrarsi; era stato così intenso il desiderio e così irrefrenabile l&#8217;eccitazione che non riuscii a trattenermi a lungo:<br />
Le venni in bocca, spingendola contro le mie labbra che grondavano il miele dell&#8217;orgasmo, mentre lei si dibatteva in preda al suo piacere.<br />
Ancora sconvolta da quel delirio di sensazioni, mi girai verso il mio uomo che attendeva solo di vedermi godere per riempirmi la bocca con tutto il suo caldo sperma e, mentre anche la bella sconosciuta si dedicava al <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del suo compagno, in un altro pompino da favola.<br />
Le labbra macchiate dal bianco dello sperma, avvicinammo poi le nostre bocche e ci baciammo lungamente, assaporando quella commistione di saliva e seme.</p>
<p>Poi, d&#8217;improvviso, lei si alzò, e senza dire una parola sparì dietro una porta sul fondo del locale, seguita dal suo compagno.<br />
Non abbiamo mai saputo i loro nomi e non abbiamo più rivisto i nostri complici di quella notte di follia.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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</p>
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		<title>RITORNO A PAVLOS (hard)</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 16:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucrezia666</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI RITORNO A PAVLOS (hard) Erano dieci anni, ormai, che, per una ragione o per l’altra, non ero più riuscito a tornare a Pavlos, il grande paese a nord di Atene dove ero nato trentotto anni prima. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div>
<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>RITORNO A PAVLOS (hard)</p>
<p>Erano dieci anni, ormai, che, per una ragione o per l’altra, non ero più riuscito a tornare a Pavlos, il grande paese a nord di Atene dove ero nato trentotto anni prima.<br />
A dire proprio tutta la verità, non solo non avevo trovato il momento adatto, ma anche il desiderio di rivedere i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza mi aveva abbandonato da molto tempo.<br />
L’ultima volta che ero ritornato a Pavlos era stata per il funerale di mia madre, una circostanza di certo non piacevole: e con la sua scomparsa si era definitivamente spezzato il legame con la terra natia e con quei pochi lontani parenti che ancora mi erano rimasti.<br />
Vivere e lavorare in Australia mi aveva inesorabilmente allontanato da Pavlos e dalla Grecia.<br />
Non che io avessi rinnegato le mie origini, per carità, ma la mia esistenza e i miei affetti erano ben radicati, e da tempo, a Sidney.</p>
<p>Stranamente pero’, quell’anno, il desiderio di tornare a respirare l’aria e i ricordi del paese che mi aveva dato i natali mi aveva ronzato sempre più insistente nella testa, al punto che, in giugno, avevo deciso all’improvviso di prendermi le ferie dalla ditta dove lavoravo come contabile e di volare verso il mio passato.<br />
Ero curioso di vedere se Pavlos fosse cambiato, se i miei amici di allora fossero ancora lì, se l’intera Grecia, come si sentiva dire, fosse veramente cambiata in meglio, avvicinandosi, con il passare degli anni, alle nazioni dell’Europa più evoluta.<br />
E, sopra ogni altra cosa, volevo portare un fiore sulla tomba dei miei genitori, per ringraziarli ancora una volta di tutti quei sacrifici che avevano fatto per farmi studiare e permettermi così un futuro migliore e più agiato rispetto a quello che i miei nonni avevano potuto dare loro.<br />
Era il richiamo del sangue che, dopo molti anni, era prepotentemente tornato a farsi sentire, riportandomi finalmente a Pavlos.</p>
<p>L’aereo era atterrato ad Atene, al Venizelos, il mattino presto, in una radiosa e già calda giornata d’inizio estate, ed io, anche se scombussolato per il cambio di fuso orario, avevo subito noleggiato una macchina alla Hertz, ed ero quindi partito alla volta del mio paesello natio.<br />
Ma, dopo pochi chilometri nel caotico traffico della capitale greca, mi ero immediatamente reso conto che, se non avessi dormito al più presto qualche ora, a Pavlos non sarei mai arrivato vivo: gli occhi mi si chiudevano e la concentrazione necessaria alla guida mi era assolutamente impossibile.</p>
<p>Di fatto, mi trovavo ancora alla periferia settentrionale di Atene quando vidi il parcheggio di un motel aprirsi invitante sulla mia destra.<br />
Senza ulteriori indugi fermai l’auto, mi presentai alla reception, presi una camera, mi feci una rapida doccia nello striminzito bagno e m’infilai a letto, crollando all’istante in un lungo sonno, profondo e senza sogni.</p>
<p>Quando mi risvegliai, stiracchiandomi e sbadigliando come una foca, era già quasi sera.<br />
Sorpreso per quanto fosse stato lungo il mio sonno, capii all’istante che a Pavlos sarei potuto arrivare soltanto il giorno successivo: anche se fossi partito subito, sarei giunto in paese solo a notte fonda, visti i molti chilometri che dovevo ancora percorrere.<br />
Non avevo alcuna intenzione, però, di restare in quella camera d’albergo a rigirarmi i pollici e ad attendere l’alba: volevo uscire qualche ora, approfittando di quel tempo che avevo a disposizione per rivedere la cara e vecchia Atene.<br />
Indossai dunque un paio di jeans e una maglietta, salii in macchina ed andai a passare la serata nel centro della capitale, passeggiando per le strade come un turista (cosa che ormai in definitiva ero a tutti gli effetti) e cenando in un ottimo ristorante ai piedi del Partenone.<br />
Quando, a tarda sera, rientrai al motel, chiesi al portiere di notte di essere svegliato molto presto: non vedevo l’ora di partire per Pavlos, e di vedere l’effetto che mi avrebbe fatto rientrare in paese a distanza di ben dieci anni.</p>
<p>Superai l’ultima curva sulla cima della bassa collina, emozionato come non mai.<br />
Pavlos mi apparve all’improvviso. adagiato in quell’ampia conca che così bene ricordavo.<br />
Il grande villaggio, che avevo impresso in modo indelebile nella memoria, si era andato trasformando in una vera e propria cittadina: anche da quella distanza potevo vedere con estrema chiarezza i nuovi edifici costruiti nelle zone periferiche, schiere di graziose villette residenziali dalle moderne linee architettoniche.<br />
Anche il centro storico di Pavlos risaltava nettamente nel panorama cittadino per le sue vecchie costruzioni in pietra: il contrasto tra l’antico degli edifici storici ed il moderno delle nuove costruzioni non disturbava più di tanto l’occhio dell’osservatore, inserendosi quasi alla perfezione nel caotico panorama urbanistico della Grecia moderna.<br />
Il campanile della chiesa di Agios Nikolaus, sulla piazza principale di Pavlos, svettava imperioso al di sopra delle basse costruzioni circostanti.<br />
La mia prima visita di quella giornata sarebbe stata proprio lì vicino, alla taverna di fronte alla chiesa, taverna che avevo frequentato assiduamente fino a quando non ero andato via: avrei di certo incontrato qualcuno di mia conoscenza, ed il mio ritorno a Pavlos sarebbe stato così consacrato dalla prima bevuta di quel giorno.</p>
<p>Parcheggiai l’auto nelle vicinanze della chiesa e, proseguendo a piedi, raggiunsi la piazza principale del paese.<br />
Dieci anni erano passati, eppure tutto mi appariva uguale al giorno in cui ero partito: i negozi, l’asfalto delle strade, gli sconnessi marciapiedi, i passanti&#8230; tutto contribuiva a riportarmi indietro nel tempo, e la nostalgia per quella mia vita irrimediabilmente passata iniziò ben presto a struggermi l’anima.</p>
<p>La taverna aveva la stessa insegna scolorita di allora, i medesimi tavolini sgangherati e traballanti, ed il medesimo proprietario, il vecchio e arcigno Tassos.<br />
Vecchio, arcigno e scostante.<br />
Così l’uomo era sempre stato, e così sarebbe morto.<br />
Ma l’abbraccio che Tassos mi riservò fu così intenso e carico d’affetto da meravigliarmi non poco e spingermi quasi alla commozione.<br />
Altri avventori mi riconobbero, ed io riconobbi loro, ed in pochi minuti l’intera taverna festeggiava, a base di birra e di ouzo, il ritorno dall’Australia del figliol prodigo.<br />
Il riprendere a parlare greco, dopo tanti anni d’inglese, mi apparve curioso e strano, ma allo stesso tempo naturale e piacevole.<br />
Ormai ero diventato il centro dell’attenzione generale, sommerso da domande d’ogni tipo, e quando Dimitri fece il suo ingresso nell’ampio locale io nemmeno me ne accorsi, tutto preso com’ero a narrare della mia nuova vita in Australia ai vecchi paesani di Pavlos.</p>
<p>La mano, che ad un tratto si posò sulla mia spalla, era calda e ferma.<br />
- Guarda un pò chi si rivede da queste parti&#8230; il vecchio Costas&#8230; credevamo tutti tu fossi diventato un canguro&#8230; -.<br />
Sorpreso, mi voltai, e Dimitri era lì, un gran sorriso ad illuminargli il volto e gli occhi.<br />
Mi alzai e ci abbracciammo, fra le risate e gli applausi di tutti i presenti, rinnovando quella stretta amicizia che ci aveva unito sin dall’infanzia.<br />
- Potevi almeno avvisarci che saresti tornato&#8230; ti avremmo organizzato un vero e proprio comitato di ricevimento, con tanto di banda e fuochi d’artificio !! &#8211; proseguì il mio amico di sempre.<br />
- E’ stata una decisione improvvisa, Dimitri. Un fulmineo attacco di nostalgia. Un giorno sei in Australia, e due giorni dopo brindi con i tuoi compaesani all’altro capo della terra&#8230; -.<br />
Tornammo ad abbracciarci, entrambi con le lacrime agli occhi, felici di esserci ritrovati a distanza di tanti anni. </p>
<p>L’amicizia con Dimitri era nata sui banchi di scuola, ed era proseguita, sempre più stretta e complice, durante gli anni dell’adolescenza, fino al giorno in cui io ero emigrato in Australia.<br />
Dopo la mia partenza, avevamo continuato a sentirci per telefono abbastanza di frequente, ma poi la lontananza si era fatta inevitabilmente sentire, ed erano ormai più di sette anni che di Dimitri non avevo avuto più notizie dirette.<br />
Anzi, a voler essere più precisi, circa tre anni prima ero venuto a sapere da un mio lontano parente che il mio vecchio amico si stava per sposare, e con una ragazza italiana per giunta: allora, qualche giorno prima del matrimonio, lo avevo chiamato per fargli gli auguri , ma era stata una telefonata decisamente formale, sbrigativa e piuttosto fredda, senza alcuna traccia di quel trasporto che ci aveva unito in gioventù.<br />
Quella era stata l’ennesima prova che la lontananza aveva indiscutibilmente spento la nostra amicizia.<br />
Ora, invece, nella taverna della piazza principale di Pavlos, sembrava che il tempo non fosse passato, e lo straordinario rapporto d’amicizia di un tempo fra me e Dimitri tornava a farsi sentire in tutta la sua intensità.</p>
<p>- Voglio sperare che ti fermerai almeno qualche settimana, Costas&#8230; -.<br />
- Sì&#8230; certo&#8230; una quindicina di giorni&#8230; di più non posso&#8230; ma sono appena arrivato da Atene, e devo ancora trovare una camera d’albergo dove sistemarmi&#8230; -.<br />
A Pavlos un vero e proprio hotel non c’era mai stato, e non sapevo se ne fosse stato aperto uno durante la mia assenza: ma ricordavo che nel centro storico del paese esistevano un paio di piccole pensioni, nelle quali confidavo di trovare una stanza.<br />
- Vuoi scherzare, Costas ? Un albergo ? Vieni a stare da me, ovviamente. Oltretutto sono in ferie anch’io, e così avremo tutto il tempo per stare insieme. Capisco che i tuoi parenti ci potrebbero restare un tantino male, ma&#8230; tu vieni a casa mia !! -.<br />
- Oh&#8230; i parenti&#8230; figurati&#8230; dopo la morte di mia madre non ho sentito quasi più nessuno&#8230; ti ringrazio, Dimitri, ma non voglio disturbare troppo&#8230; tua moglie nemmeno mi conosce, e avere un estraneo fra i piedi non è il massimo&#8230; l’albergo è la soluzione migliore, credimi. Avremo lo stesso tutto il tempo per stare insieme e ricordare il passato&#8230; -.<br />
- Non dire sciocchezze, Costas. Guarda che mi offendo&#8230; &#8211; mi rispose sorridendo Dimitri -&#8230; per quanto le ho parlato di te e della nostra amicizia, Monica sarà sicuramente curiosa e felice d’incontrarti&#8230; e poi lei, da buona italiana, adora avere compagnia&#8230; tu vieni a stare da noi&#8230; non se ne parla nemmeno&#8230; -.<br />
Dimitri era assolutamente irremovibile riguardo al suo invito.<br />
Accettai, dunque, la sua generosa offerta, anche perché faceva veramente piacere anche a me passare le vacanze in sua compagnia, a raccontarci le nostre vite e a ricordare con lui i tempi passati.<br />
Ci attardammo alla taverna ancora un po’, nell’ilarità generale; quindi andai a recuperare la mia auto e seguii Dimitri, che con la sua mi faceva strada, fino alla casa dove abitava con la moglie.<br />
In effetti, non ci sarebbe stato bisogno alcuno che lui mi guidasse, perché conoscevo a memoria la strada per casa sua.</p>
<p>La casa di Dimitri, ora, sorgeva poco fuori Pavlos.<br />
Dico ora perché, con la costruzione delle zone periferiche, il confine tra il centro abitato e la casa si era avvicinato, e anche di parecchio: dieci anni prima l’abitazione del mio amico sorgeva in piena campagna, a sei o sette chilometri dal paese, mentre adesso la distanza si era notevolmente accorciata, i campi sostituiti da strade ed edifici.<br />
Ciononostante, quando arrivammo, la sensazione di essere isolati dal resto del mondo restava immutata.</p>
<p>L’abitazione di Dimitri era una grande e solida costruzione in pietra, dove la famiglia del mio amico viveva ininterrottamente da molte generazioni: circondata su tutti i lati da campi coltivati a vite (come poi venni a sapere, la produzione del vino era il passatempo preferito da Dimitri), la casa era divisa su due piani, con il classico tetto spiovente fatto di tegole rosse e di vecchi camini.<br />
In quei giorni di cui vado raccontando, Dimitri, figlio unico, era l’ultimo erede della sua famiglia: alla morte dei genitori aveva ovviamente ereditato la casa, ed ora l’abitava con la moglie.<br />
Il solo pensiero di vendere e di trasferirsi altrove era, per lui, assolutamente inconcepibile.<br />
Io, invece, dopo la scomparsa di mia madre, anche se con molta amarezza, avevo venduto quasi subito la casa dove ero nato: vivevo in Australia, non dietro l’angolo, e l’idea di tornare un giorno a Pavlos mi era apparsa ormai irrealizzabile.<br />
Inoltre, i soldi che avevo ricavato da quella vendita, mi erano tornati molto utili per sistemarmi definitivamente a Sidney.<br />
Dimitri, per contro, era rimasto a Pavlos, con il suo lavoro in Comune, la sua vita tranquilla e soddisfacente, ed ora anche con una moglie.<br />
In parte sentivo d’invidiare questa sua scelta di vita, per lui così appagante: forse aveva rinunciato a molte cose, ma il restare a vivere sulla sua terra e nella sua casa lo ricompensava alla grande di questa sua decisione.</p>
<p>Parcheggiammo le auto nell’ampio piazzale davanti all’abitazione, il caldo afoso di quel giorno di giugno che già si faceva sentire nell’aria.<br />
Mentre scaricavo i bagagli dalla macchina, la porta principale della casa si aprì, ed una donna dalla straordinaria e raffinata bellezza ci venne incontro sorridente.<br />
- Guarda un pò chi ho incontrato in paese stamattina, Monica ! Fresco fresco dall’Australia&#8230; ti presento il mitico Costas&#8230; e questa è Monica, mia moglie&#8230; &#8211; fece Dimitri, presentandoci.<br />
Con lo zaino buttato su una spalla e due borsoni nelle <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>, rimasi imbambolato a guardare l’affascinante moglie del mio amico.<br />
Una cosa era sapere che Dimitri si era sposato, un’altra vedere che aveva sposato una delle più belle donne che mi fosse mai capitato d’incontrare.<br />
- Benvenuto, Costas&#8230; &#8211; mi disse Monica, riportandomi alla realtà, un meraviglioso sorriso ad illuminarle il volto &#8211; &#8230; sapessi quanto mi ha parlato di te Dimitri in questi anni&#8230; a tal punto che mi sembra di conoscerti da sempre&#8230; -.<br />
Ci abbracciammo, ed il profumo delicato della donna mi fece quasi girare la testa.<br />
La moglie di Dimitri era una ragazza dalla bellezza assolutamente unica.</p>
<p>Sulla trentina, una cascata di biondi capelli, lisci e lunghi fino alla vita, era lo straordinario contorno di un viso a dir poco perfetto, dagli occhi azzurri e lievemente a mandorla, dal naso piccolo e impertinente, dalle labbra sensuali e accattivanti, dai denti così bianchi da renderle il sorriso fulgido e smagliante, messo in risalto ancor di più della lieve abbronzatura che impreziosiva la pelle della donna.<br />
Inutile girarci attorno, ma ero rimasto letteralmente senza fiato di fronte a Monica, una vera e propria apparizione ai miei occhi, imbarazzato e intimidito dalle prorompenti forme del suo corpo: seno generoso, vita stretta, fianchi perfettamente modellati, natiche e gambe fasciate in pantaloni di cotone bianchi talmente aderenti che la vestivano come una seconda pelle.<br />
La ragazza calzava scarpe da ginnastica senza calze, eppure era alta quasi come me, di certo più del marito.<br />
Dove diavolo Dimitri l’avesse incontrata ancora non lo sapevo, ma di certo i due mi avrebbero presto raccontato tutta la loro storia.</p>
<p>- Finalmente il nostro Costas ha deciso di fare questo tuffo nel passato. Passerà qui le sue vacanze e ho pensato che potremmo ospitarlo per il periodo che si tratterrà a Pavlos&#8230; sarà bello riparlare della nostra infanzia&#8230; -.<br />
Dal tono di voce di Dimitri si capiva che la decisione era già stata presa, e che il parere della moglie, riguardo la presenza del sottoscritto in casa loro, non era di certo per lui vincolante.<br />
Rimasi infastidito da questo suo comportamento, e mi sentii in dovere di giustificare in qualche modo il mio arrivo improvviso.<br />
- Monica&#8230; non ti devi sentire in obbligo&#8230; io sarei andato tranquillamente in albergo senza problemi&#8230; è Dimitri che ha insistito&#8230; non vorrei in alcun modo importi la mia presenza&#8230; -.<br />
Ma Monica m’interruppe subito.<br />
- Costas&#8230; vuoi scherzare ? Io sono felicissima che tu stia qui da noi. La casa è grande, come ben sai, e un pò di compagnia mi è proprio gradita&#8230; non ti devi assolutamente preoccupare di nulla&#8230; -.<br />
- Grazie, Monica. Sei veramente molto gentile. Mi meraviglio che tu riesca ancora a sopportare un troglodita come Dimitri&#8230; -.<br />
Scoppiarono entrambi a ridere alla mia battuta, ed io fui molto sollevato nel constatare che anche Monica era felice di ospitarmi.</p>
<p>Li seguii, dunque, all’interno della casa, ancora incantato e stordito dal fascino della moglie di Dimitri.<br />
Monica era una donna così sensuale da lasciare tramortito qualunque uomo che si possa definire tale: non solo era bella e attraente, ma era circondata da un alone di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/erotismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con erotismo">erotismo</a> inimmaginabile.<br />
Tutto, in lei, risultava essere sexy: l’aspetto fisico era la caratteristica che più balzava agli occhi, ovviamente, ma la sua stessa voce, calda e profonda, e con quell’inflessione particolarissima della donna straniera che parla il greco, risultava terribilmente eccitante.<br />
Quella punta d’invidia, che avevo provato poco prima per il mio amico Dimitri, andò aumentando in modo esponenziale.<br />
Incontrare una donna simile era stata, per lui, una straordinaria fortuna, una lotteria che a pochi uomini capita di vincere nella vita.</p>
<p>Mi riservarono un’ampia camera da letto al primo piano, con annesso un bagno spazioso e rifinito d’ogni comodità.<br />
La casa era stata completamente ristrutturata dall’ultima volta che c’ero stato, ma ricordavo benissimo che quella stanza era stata da sempre la camera riservata agli ospiti.<br />
Sistemai rapidamente i miei bagagli, mi detti una rinfrescata e raggiunsi i miei amici al pianoterra.</p>
<p>Dopo un pranzo veloce (con Monica che si era scusata, ma non sapendo del mio arrivo non aveva avuto tempo di dedicarsi ai fornelli), un po’ per lasciare tranquilli Dimitri e Monica, e un po’ perché volevo fare una visita ai miei genitori al cimitero, mi accomiatai da loro, con la promessa di rientrare nel tardo pomeriggio: Monica mi disse che avrebbe preparato una cena speciale, ovviamente in mio onore e per festeggiare il mio ritorno a Pavlos.<br />
Ringraziai entrambi per la loro squisita ospitalità, salii in macchina e, nel caldo del primo pomeriggio, tornai verso il paese; non mi vergogno nel dire che in quelle ore il pensiero di Monica non mi abbandonò un istante, unitamente al senso di colpa che provavo nei confronti di Dimitri.<br />
Lui mi aveva voluto ospitare ad ogni costo, dimostrandomi, se mai ce ne fosse stato bisogno, come ancora tenesse alla mia amicizia, ed io lo stavo ripagando in quel modo, desiderando con la mente sua moglie, la bellissima e seducente Monica.<br />
M’imposi di abbandonare l’irrazionalità di quei miei pensieri, e di tornare ad essere la persona posata ed equilibrata che sempre ero stato nella vita.<br />
Constatare l’oggettiva bellezza della moglie di Dimitri era una cosa, ma desiderare la compagna del mio amico andava oltre l’educazione ed il buongusto.<br />
Vi giuro che tutto sarebbe rientrato nella normalità se fosse dipeso esclusivamente da me, ma la realtà fu che rimasi travolto dai sorprendenti eventi che si verificarono in quei giorni: e, in definitiva, oggi sono più che felice che le cose mi siano sfuggite di mano in quel modo.</p>
<p>Il cimitero di Pavlos era esattamente come lo ricordavo: piccolo e molto curato, ombreggiato da fitti cipressi e grandi querce, le tombe ordinate in lunghe file circondate dal verde e dai fiori di mille colori, un’oasi di fresco nella calura opprimente.<br />
Rimasi una buona mezz’ora in raccoglimento sulle tombe dei miei genitori, con la certezza che sarebbero passati ancora molti anni prima che io potessi tornare a far loro visita.<br />
Quando uscii dal cimitero, mi ripromisi di tornare in quel luogo una seconda volta, magari il giorno prima di prendere l’aereo per l’Australia.</p>
<p>Passai il resto del pomeriggio alla ricerca di quei pochi parenti che mi erano rimasti in paese, convincendomi quasi subito, però, che quello che pensavo da tempo corrispondeva alla realtà: la mia partenza aveva definitivamente spezzato quei pochi legami di sangue che avevo ancora a Pavlos, e l’accoglienza che ricevetti, da lontani cugini e ancor più lontani zii, risultò essere formale, al limite della freddezza; è sufficiente dire dell’espressione di sollievo che avevo letto nei loro occhi quando venivano a sapere che avevo già una sistemazione in paese, con questo liberandoli dal fastidio di dovermi offrire ospitalità.<br />
Me lo aspettavo, comunque, e la cosa non m’infastidì più di tanto.<br />
Mi rimaneva Dimitri, il mio amico di sempre, e questa consapevolezza mi fece ancora più apprezzare il suo caldo e disinteressato benvenuto.<br />
Si stava avvicinando la sera, ormai, quando rientrai a casa di Monica e Dimitri.</p>
<p>Cenammo sull’ampia veranda posteriore della casa, con lo sguardo che spaziava sulla campagna e sui lunghi filari di viti, avvolti, ogni minuto di più, dall’oscurità della notte incipiente.<br />
La conversazione procedeva in un’atmosfera d’allegria e di spensieratezza, e Dimitri era un vero e proprio fiume in piena di ricordi: Monica ed io ridevamo a crepapelle ai suoi lunghi e divertenti <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/racconti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con racconti">racconti</a>, mangiando di gusto le ottime pietanze preparate dalla ragazza, e bevendo il delizioso vino bianco della loro proprietà.<br />
Prima era stata Monica a raccontarmi di come si erano conosciuti, complice una vacanza in Grecia della ragazza, e di come, in pochi mesi, loro avessero deciso di sposarsi.<br />
Lei sentiva ancora molto la mancanza dell’Italia e della sua famiglia, ma a Pavlos si era ambientata benissimo, e la nostalgia per la sua terra era comunque mitigata dalla vita gradevole che conduceva con il marito.<br />
Poi aveva attaccato Dimitri: aveva voluto sapere tutto dell’Australia, sul mio lavoro, sulla casa dove vivevo, sulle mie conquiste femminili (nulla da tramandare ai posteri, credetemi&#8230; a quel tempo avevo una relazione, questo sì, ma non era di certo una cosa impegnativa e che mi facesse immaginare un futuro matrimonio), per poi lanciarsi in interminabili monologhi che iniziavano, invariabilmente, con “Costas, ti ricordi quella volta che&#8230;”.<br />
Insomma, tutto andava per il meglio e la serata si stava rivelando sempre più piacevole, quando, forse a causa dell’eccessivo vino bevuto, Dimitri iniziò ad avventurarsi su argomenti per me un po’ troppo delicati, considerata la presenza della moglie.</p>
<p>“Adesso senti questa, Monica&#8230; ti ricordi, Costas, di quella ragazza che piaceva ad entrambi&#8230; si chiamava&#8230; si chiamava&#8230; ora il nome mi sfugge&#8230; parlo di quella ragazza scura di capelli e di carnagione, e che avevamo conosciuto quell’anno a Patmos&#8230;  dai&#8230; non fare quella faccia&#8230; non puoi non ricordarla anche tu&#8230; -.<br />
Improvvisamente mi sembrava di aver iniziato a camminare su una scivolosissima lastra di ghiaccio, e di dover fare molta attenzione alla mia risposta.<br />
- La ricordo, Dimitri&#8230; certo&#8230; Caterina si chiamava, ma non credo che sia questo il momento adatto per rinvangare quella storia&#8230; -.<br />
Così dicendo accennai di sfuggita con gli occhi alla moglie, cercando di far capire al mio amico che era sicuramente meglio se lui avesse cambiato discorso.<br />
Ma Dimitri era ormai inarrestabile.<br />
- Tranquillo, Costas&#8230; Monica non è certo gelosa del mio passato&#8230; come io non lo sono del suo&#8230; e poi sono convintissimo di quanto lei sia curiosa di sapere quello che ci accadde quell’estate&#8230; -.<br />
E, infatti, fu proprio la moglie di Dimitri a confermare subito quelle sue parole.<br />
- E’ vero. La curiosità è proprio una delle mie caratteristiche&#8230; raccontatemi la vostra avventura, ragazzi. Non sono certo il tipo di donna che si scandalizza&#8230; -.</p>
<p>Fu in quel preciso momento che iniziai a sentirmi in imbarazzo.<br />
Conoscevo Monica solo da poche ore, e il portarla a conoscenza di dettagli così intimi del mio passato mi sembrava non solo di cattivo gusto, ma anche assolutamente prematuro e fuor di luogo.<br />
Ma questo problema Dimitri non mostrava minimamente di averlo.<br />
Con ogni probabilità era abituato ad avere una gran confidenza con la moglie, e l’argomento che si apprestava a toccare non gli sembrava essere imbarazzante nemmeno per me.<br />
Invece io mi sarei volentieri astenuto dall’andare oltre.<br />
Ma&#8230;<br />
Mi versai l’ennesimo bicchiere di vino e attesi che lui continuasse a parlare. </p>
<p>- Allora&#8230; avevamo incontrato quella ragazza, Caterina si chiamava, come ha ricordato Costas&#8230; insomma, l’avevamo conosciuta in un locale dell’isola dove eravamo andati in vacanza quell’anno. Era talmente bella che entrambi ce ne innamorammo all’istante&#8230; dico bene, Costas ? -.<br />
- Sì&#8230; è vero&#8230; fu proprio così&#8230; eravamo ragazzi, e anche alle prime esperienze&#8230; &#8211; risposi, sempre più a disagio, e cercando di far apparire la cosa, agli occhi di Monica, per quello che, in effetti, era stata: una vera e propria ragazzata, dove il testosterone era stato l’assoluto ed incontrastato protagonista.<br />
Dimitri riprese il suo racconto.<br />
- Che noi due potessimo arrivare a litigare per una donna era assolutamente escluso, visto il livello di amicizia che ci univa. Ma Caterina la desideravamo entrambi, questo era il problema: e fu così che decidemmo di lasciare la scelta a lei, a Caterina stessa, in modo da non avere rimpianti su quella storia&#8230; -.<br />
- E Caterina, alla fine, chi scelse tra i due ? &#8211; chiese Monica, guardando con sguardo divertito prima me e poi il marito.<br />
- Nessuno &#8211; le risposi in tutta fretta, augurandomi di cuore che la questione finisse così.<br />
Ma Dimitri, accidenti a lui, non era di certo dello stesso mio parere.<br />
- Dire nessuno non è propriamente corretto. Caterina la sua scelta la fece, eccome&#8230; scelse di non scegliere, diciamo così. Perché lei ci voleva entrambi&#8230; ed entrambi, in effetti, c’ebbe&#8230; -.<br />
A quel punto ero pronto per sprofondare in qualche buco sottoterra: mi augurai che il calore che sentivo in volto fosse dovuto al troppo vino bevuto, e non alla vergogna che mi faceva avvampare le guance.<br />
- Una sera con te ed una con Costas, eh ? Non male, soprattutto per lei&#8230; &#8211; fece Monica con un sorriso, sorseggiando il suo bicchiere di vino.</p>
<p>Guardai fisso Dimitri negli occhi, in un muto e disperato appello al silenzio.<br />
Lui sostenne tranquillo il mio sguardo, ridendo del mio evidentissimo imbarazzo.<br />
Capii all’istante che non si sarebbe fermato per nessuna ragione.<br />
- No, Monica&#8230; non mi sono spiegato bene&#8230; Caterina non uscì una sera con Costas e quella dopo con me&#8230; accadde che, una notte, sulla spiaggia, Costas ed io ce la siamo scopata insieme&#8230; -.<br />
Dimitri aveva superato il limite della mia sopportazione, ed ora ero decisamente arrabbiato.<br />
- Basta, Dimitri&#8230; stai andando troppo oltre&#8230; &#8211; gli dissi, senza alcuna traccia di gentilezza nella mia voce.<br />
Il silenzio che seguì a quelle mie parole fu lungo e fastidioso.<br />
Mi dispiaceva di essere stato scortese con il mio amico, e mi dispiaceva molto, ma ritenevo che la presenza della moglie avrebbe dovuto sicuramente consigliargli un po’ più di tatto.</p>
<p>Fu proprio Monica a porre fine a quei secondi di silenzio che si erano fatti insopportabili.<br />
- Dai, Costas&#8230; non te la prendere&#8230; capisco perfettamente il tuo imbarazzo, ma&#8230; conosci Dimitri da sempre, e sai com’è fatto il tuo amico&#8230; e poi&#8230; e poi&#8230; beata questa Caterina, no ? -.<br />
Li guardai entrambi e scoppiammo finalmente tutti e tre in una risata liberatoria.<br />
Il momento di difficoltà era fortunatamente passato, ed era passato grazie alle parole di quella splendida donna che era la moglie di Dimitri, a quella sua battuta che aveva sdrammatizzato e rasserenato l’atmosfera attorno alla tavola.</p>
<p>La conversazione, dunque, tornò ad essere più leggera, ed il buonumore aleggiava nuovamente tra noi.<br />
Ma non mi era sfuggita quella scintilla d’interesse che era apparsa, anche se solo per un attimo, negli occhi di Monica, quando aveva capito che io ed il marito avevamo fatto l’amore in tre con quella ragazza, a Patmos: la moglie di Dimitri non era rimasta di certo insensibile a quell’immagine che le si era formata nella mente, ed ero sicuro che se il marito si fosse avventurato a raccontare particolari ancora più intimi di quella notte sulla spiaggia (e ci sarebbe stato molto da dire, credetemi), lei si sarebbe certamente eccitata.<br />
In quei minuti non sapevo quale fosse la loro vita sessuale, ma gli occhi di Monica e la mancanza di pudore di Dimitri mi avrebbero dovuto far intuire quanto il loro rapporto di coppia fosse, a dir poco, singolare; e, in verità, non mi ci volle troppo tempo per capire come stessero realmente le cose&#8230;<br />
Ero convintissimo che la ragazza sarebbe andata su di giri se fosse venuta a conoscenza dei dettagli di quella scopata in tre&#8230;<br />
Ed il pensiero di vedere Monica eccitata aveva fatto sì che mi fossi eccitato, e sul serio, anche io: avvertii chiaramente i primi sintomi di una potente erezione tendermi la stoffa dei pantaloni.<br />
Cercai di dominare queste mie reazioni, non volendo in alcun modo offendere Dimitri e la sua compagna.</p>
<p>Per mia fortuna, la fine della cena scivolò via in maniera più tranquilla.<br />
La sera si era andata trasformando in notte, e la luce della veranda era l’unica fonte luminosa che si poteva vedere nella campagna buia.<br />
I grilli avevano iniziato a cantare il loro assordante concerto, e una miriade d’insetti volteggiava impazzito attorno alle lampade accese.<br />
Dimitri ed io continuavamo a chiacchierare, sicuramente un po’ brilli per il troppo vino bevuto, mentre Monica era andata in cucina a prendere il dessert.<br />
La moglie del mio amico tornò con tre coppe piene di fragole: usando una bomboletta di panna, Monica guarnì i rossi frutti con una generosa dose della stessa.<br />
Quel lampo che le avevo visto passare negli occhi poco prima era ora del tutto scomparso, al punto che ero arrivato a credere di aver immaginato un qualcosa che non era mai esistito.<br />
Probabilmente era stato il vino a confondere le mie idee.<br />
Meglio così, mi dissi, sollevato dal fatto che quei momenti d’imbarazzo fossero passati.</p>
<p>Avevo appena iniziato a mangiare le fragole, quando Dimitri riprese a parlare: &#8211; Adoro le fragole&#8230; e adoro anche la panna&#8230; anche se il modo in cui più mi piace mangiarla è questo&#8230; -.<br />
Incuriosito, sollevai lo sguardo e vidi il mio amico intingere un dito nella sua coppa, raccogliere una quantità notevole di panna e, sporgendosi verso la moglie, cospargerle il collo con la bianca sostanza.<br />
Monica indossava una scollata camicetta gialla senza maniche, ed il suo collo era così completamente scoperto: rimasi immobile a guardarla, bellissima ed affascinante con la sua pelle abbronzata macchiata del bianco della panna.</p>
<p>A quel punto Dimitri avvicinò le labbra al collo di Monica e, con una sensuale leccata, portò via quasi tutta la panna dalla pelle della moglie.<br />
Osservai Monica chiudere gli occhi e rabbrividire percettibilmente di piacere al contatto con la lingua di Dimitri.<br />
L’atmosfera fra noi tre era d’improvviso nuovamente cambiata, la goliardia di quella serata che si stava trasformando in un qualcosa di completamente diverso, in un’eccitante miscela di sensualità ed <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/erotismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con erotismo">erotismo</a>, ed il gesto di Dimitri ne era stato il più chiaro dei segnali.<br />
Ancora oggi non ho capito fino in fondo quando i due avessero scelto di coinvolgermi in quella notte folle che stava iniziando: forse si trattò di una decisione improvvisa, alimentata dal vino e dalla calda serata estiva, ma io sospetto che i miei due ospiti avessero lungamente premeditato le loro mosse durante la giornata, entrambi eccitati all’idea di ritrovarsi il sottoscritto nel loro letto.<br />
Non ho avuto occasione di chiedere a Dimitri quale fosse la verità, anche perché, dopo quella mia vacanza, non sono più tornato a Pavlos, temendo di scivolare di nuovo in quel pozzo di lussuria e di libidine nel quale mi ritrovai a precipitare in quei quindici giorni.</p>
<p>Il mio amico allontanò le labbra dalla calda pelle della moglie, un ambiguo sorriso a distendergli ora le labbra ancora macchiate di panna.<br />
E anche Monica, seduta immobile al suo posto, mi osservava con uno sguardo divertito: era più che evidente come i due stessero valutando le mie reazioni alla loro esplicita proposta.<br />
Onestamente la situazione si era fatta per me molto difficile, non sapendo con certezza se i due mi stessero soltanto provocando, o se, invece, mi stessero mettendo alla prova, sondando quale potesse essere la mia risposta a quel loro chiaro invito a partecipare ai loro giochi erotici.<br />
Evidentemente, però, l’espressione del mio viso parlava da sola, perché non ci vollero più di trenta secondi a convincerli di avermi definitivamente invischiato nella loro diabolica trappola erotica.<br />
Infatti Dimitri allungò un braccio e, con le dita, prese a sbottonare la camicetta di Monica.<br />
- Mio caro Costas, ora ti faremo vedere il modo in cui noi siamo soliti giocare&#8230; -.<br />
La voce di Dimitri sembrò venire da molto lontano.<br />
Le mie debolissime difese d’ordine morale erano state definitivamente spazzate via, ed i miei occhi erano fissi su quella mano che aveva preso a spogliare Monica: ero prontissimo a partecipare a quella festa del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> che andava ad iniziare, e gli eventuali rimpianti e rimorsi per quella mia decisione avrebbero dovuto attendere il giorno successivo.</p>
<p>Bottone dopo bottone, la camicetta si aprì completamente, ed i seni di Monica, tonici e perfettamente modellati, mi apparvero come una straordinaria visione: la ragazza non indossava il reggiseno, non so se per una sua consolidata abitudine o perché i due avessero effettivamente previsto l’incredibile conclusione di quella cena.</p>
<p>Dimitri afferrò la bomboletta, la accostò ai seni di Monica e ricoprì i capezzoli della moglie di candida panna, mentre lei si mordeva sensualmente il labbro inferiore.<br />
- Dai, Costas&#8230; facciamo come ai vecchi tempi&#8230; lo so perfettamente che anche tu non aspetti altro&#8230; &#8211; mi disse Dimitri, accostando le labbra al seno sinistro della moglie.<br />
- Sì&#8230; leccami anche tu&#8230; &#8211; m’invitò Monica, con il suo sguardo sempre più torbido ed ambiguo.<br />
Gli ultimi residui di perplessità e d’incertezza che ancora provavo si dileguarono all’istante, sostituiti da una travolgente e dilagante eccitazione: mi chinai verso Monica, avvicinando la bocca al suo seno destro e, in punta di lingua, leccai la panna ed il capezzolo, già meravigliosamente duro e sporgente.<br />
Fu una sensazione straordinaria quella di sentire la ragazza rabbrividire di piacere al contatto delle nostre lingue: ed il suo respiro, subito fattosi affannoso, contribuì ad accrescere, e di tanto, le mie emozioni di quegli istanti.<br />
Dimitri ed io le ripulimmo rapidamente i seni dalla panna, godendoci quei capezzoli così eccezionalmente eretti: quindi, senza pronunciare nemmeno una parola, ci alzammo tutti e tre dal tavolo dove avevamo cenato e rientrammo in casa, salendo al piano superiore e dirigendoci verso la loro camera da letto.<br />
La serata aveva preso una direzione per me assolutamente inaspettata, ma l’idea di poter avere la moglie di Dimitri, di vederla nuda e desiderabile, di godere del suo corpo che rasentava la perfezione, di perdermi con la donna che avevo conosciuto solo quella stessa mattina, ma che avevo desiderato sin dal primo momento in cui i miei occhi si erano posati su di lei, mi aveva proiettato in una dimensione in cui l’eccitazione aveva travolto qualunque freno inibitore.<br />
Ero pronto a dare tutto quello che loro desideravano, e a prendermi tutto il piacere che Monica mi avrebbe regalato.</p>
<p>Monica accese una piccola lampada posta sul comodino di fianco al letto: quindi, con movimenti sinuosi ed aggraziati, si liberò velocemente degli abiti, andandosi a mettere poi, completamente nuda, in ginocchio sull’ampio letto matrimoniale.<br />
La donna era di una bellezza a dir poco sconvolgente: la pelle, liscia e morbida, appena colorata da quella lieve abbronzatura che faceva risaltare magicamente i segni del ridotto costume a due pezzi che evidentemente lei era solita indossare per prendere il sole, era un richiamo assolutamente irresistibile.<br />
I lunghi capelli biondi sembravano riflettere la tenue luce della lampada, e le fantastiche forme del suo corpo mi strapparono un fremito di puro ed incontrollabile desiderio animale.</p>
<p>Anche Dimitri ed io, in silenzio e con gli occhi fissi su quella straordinaria bellezza, ci togliemmo rapidamente i vestiti di dosso e, nudi, ci sdraiammo sul letto, lei ancora in ginocchio tra noi.<br />
Monica, visibilmente eccitata, guardò per alcuni lunghi secondi i due cazzi in piena erezione che si offrivano alle sue attenzioni: quindi, dalla mano del marito prese la bomboletta della panna che lui aveva portato sul letto, iniziando ad agitarla, negli occhi un pozzo di libidine senza fine.<br />
Immobile, lo sguardo puntato su di lei, attesi, con il cuore che mi batteva furioso in gola, le sue prossime mosse.</p>
<p>Monica allungò la mano, una mano dalle snelle ed eleganti dita, dalle lunghe unghie laccate con un delicato smalto trasparente, la fece scivolare lieve sul mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, scappellandomelo del tutto: poi la stessa mano riservò il medesimo trattamento al pene del marito, scoprendone per intero la larga e violacea cappella.<br />
Quindi la donna accostò la bomboletta alle due erezioni, ricoprendole completamente con la panna: con il respiro reso difficoltoso dalla violenta eccitazione, Dimitri ed io la osservammo lasciar cadere la bomboletta ai piedi del letto.</p>
<p>Monica (e in quel momento mi passò per la testa la curiosa idea che, anche in quei frangenti, la ragazza si dimostrava una perfetta padrona di casa, riservando per primo all’ospite le sue attenzioni) chinò la testa su di me e lasciò finalmente guizzare la lingua sul mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, iniziando a ripulirlo con cura della panna.<br />
A quell’improvviso contatto, un’impetuosa scossa di desiderio dilagò nel mio corpo, insinuandosi in ogni più remota terminazione nervosa.<br />
Affondai le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> tra i biondi e morbidi capelli della donna, e guidai la sua testa su di me.</p>
<p>Intanto che Dimitri, affascinato ed eccitato dalla scena, guardava la moglie all’opera sul mio pene, Monica leccò via tutta la panna, strappandomi dall’anima fremiti e sospiri sempre più intensi.<br />
Poi la ragazza circondò delicatamente con le labbra la cappella, per poi ingoiare il mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> per più di metà, iniziando a succhiare l’asta in un pompino da favola.<br />
La moglie di Dimitri si rivelò veramente diabolica nella sua straordinaria abilità: le dita delle sue erotiche <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> a carezzarmi la base e lo scroto, con la bocca mi trascinò verso il paradiso, facendomi esplodere  in pochi minuti: spingendo con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> la sua testa sul mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, le inondai la bocca di sperma, scaricando tra le sue labbra tutto il mio orgasmo.<br />
Nel momento in cui Monica risollevò il viso, vidi un rivolo bianco di seme colarle lentamente sul mento&#8230;</p>
<p>Svuotato di ogni energia, osservai la ragazza lasciare la verga ancora pulsante, voltare il viso verso il marito ed iniziare subito a ripulire dalla panna quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che, spasmodicamente, attendeva le sue straordinarie attenzioni.<br />
E così anche Dimitri ebbe il mio stesso trattamento, venendo alla fine anche lui nella bocca della moglie, e gridando tutto il suo piacere, troppo a lungo trattenuto.</p>
<p>Dopo averci regalato quell’indimenticabile e fantastico orgasmo, Monica ci accarezzò a lungo, un <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> in ogni mano, restituendoci il vigore assopito da quella prima e così intensa eiaculazione.<br />
Poi la donna si sdraiò tra noi, l’eccitazione a livelli per lei non più tollerabili, offrendo il suo erotico corpo alle nostre amorevoli cure.</p>
<p>Dimitri ed io, anche noi nuovamente eccitati, non la facemmo attendere un istante di più.</p>
<p>Mentre il mio amico aveva accostato le labbra a quelle della moglie, iniziando a baciarla con passione, io presi ad accarezzarle i seni ed il ventre, provando un immenso piacere dal contatto delle mie <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> con la vellutata pelle della ragazza.<br />
Scivolai con una mano lungo quel corpo vibrante per la straordinaria tensione erotica di quegli istanti, sfiorando appena i radi peli del pube di Monica, e quindi l’interno delle sue cosce divaricate, bagnandomi le dita nei suoi caldi e profumati umori, già abbondantemente fuoriusciti per la dilagante e irrefrenabile eccitazione della donna.<br />
Insieme al marito, le percorremmo l’intero corpo con le lingue, leccandole i capezzoli e l’ombelico, e inumidendole con la nostra saliva il collo e le spalle, le gambe ed i piedi.<br />
Intanto che Dimitri indugiava sapientemente con le labbra sul clitoride della moglie, io dedicai le mie attenzioni ai piedi della ragazza, baciando le agili caviglie e succhiando, una ad una, le splendide dita, eccitandomi come non mai al contatto e alla vista delle sue unghie, voluttuosamente laccate dello stesso smalto lucido che Monica aveva su quelle delle <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>.<br />
Quindi, nel momento in cui la mia tensione erotica aveva raggiunto l’apice del sopportabile, accostai uno dei suoi piedi al mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, premendolo sull’asta congestionata: subito le dita del piede della ragazza presero a masturbarmi, scoprendomi la cappella con crescente rapidità.</p>
<p>Ancora preda della bocca di Dimitri, che ora aveva lasciato il clitoride della moglie per leccarle le grandi labbra, Monica si sciolse nel suo primo orgasmo, inarcandosi e gridando tutta la sua incontenibile eccitazione.<br />
Fu allora che allontanai il suo piede dal mio pene, non volendo godere in quel modo, anche se l’idea di sporcarle le dita e le unghie con il mio sperma mi affascinava terribilmente: ma io volevo penetrarla, entrare subito in lei e scoparla fino allo sfinimento.<br />
Dimitri, però, mi prevenne: si sdraiò sul letto a gambe divaricate e Monica fu lesta a salirgli sopra.<br />
Con la destra la ragazza afferrò il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del marito, lo guidò fino al punto in cui la cappella fu a contatto con la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> dischiusa, e quindi, in un solo colpo, s’impalò su quell’asta che così bene conosceva.<br />
Con una punta di delusione, mi presi il pene con la mano e iniziai a masturbarmi, gli occhi fissi su quei due corpi uniti, non resistendo alla visione della schiena eretta della donna, dei suoi lunghi capelli biondi che si agitavano al ritmo della scopata, delle sue magnifiche natiche, armoniose e perfette, e che si muovevano con seducenti movimenti verticali.<br />
Rimasi ipnotizzato dalla bellezza del corpo di Monica.<br />
Allungai la mano libera e le accarezzai lentamente la schiena, dal collo fino alle reni, per poi insinuare le mie dita nel solco che si apriva tra le due superbe natiche.</p>
<p>- Puttana&#8230; sei la mia puttana&#8230; la mia troia&#8230; una grandissima e meravigliosa troia&#8230; -.<br />
La voce di Dimitri, resa roca dall’eccitazione e rotta dall’intenso desiderio, contribuiva a rendere ancora più torridi e carichi di libidine quei momenti di folle lussuria.<br />
- Sì&#8230; sono la tua troia&#8230; continua ad insultarmi&#8230; adoro essere scopata così&#8230; -.<br />
Quelle parole volgari, quelle oscenità che i due si rivolgevano in continuazione mi portarono ad un tale livello d’eccitazione da farmi quasi star male.<br />
In ginocchio, alle spalle di Monica, smisi di masturbarmi e, con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>, le allargai le natiche, prendendo quindi a stuzzicarle l’ano con le dita.<br />
Lentamente infilai l’indice della destra nel suo culo, strappandole ancora più intense grida di piacere.</p>
<p>A distanza di tanti anni, rivedo ancora nella mente quelle straordinarie immagini con estrema nitidezza,<br />
Monica, seduta sul <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di Dimitri, la sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> piena della carne bollente del marito, che lentamente volta il viso verso di me, i suoi lunghi capelli biondi in una splendida cascata dai riflessi del grano, la sua mano destra, dalle meravigliose e lunghe unghie, appoggiata sulla natica, ad allargarla ed a mostrarmi l’ano, e la sua sensuale voce ad accarezzarmi l’udito.<br />
- Prendimi, Costas&#8230; entrami di dietro&#8230; inculami&#8230; e fammi godere&#8230; -.<br />
Mi sembrava di vivere in un sogno, in una dimensione sconosciuta e sconvolgente.</p>
<p>Mi accostai ancor di più a lei, a Monica, a quella donna che, malgrado fosse la moglie del mio migliore amico, avevo desiderato sin dal primo momento in cui l’avevo incontrata: il mio petto sulla sua schiena, e le mie <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> a stringerle i seni.<br />
Portai il mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> incredibilmente duro a contatto con il suo ano, e spinsi senza alcuna esitazione, entrandole nel culo completamente e fino in fondo, riempiendola della mia straordinaria eccitazione.<br />
Avvertii nettamente come le sue pareti interne già fossero pronte alla penetrazione, segno inequivocabile di come Monica fosse abituata a farsi prendere da dietro, ad offrire il suo culo a quelle indelicate intrusioni.<br />
Così, mentre il marito continuava a scoparla, io la inculai con sempre maggior vigore.<br />
Monica urlava i suoi orgasmi, senza un attimo di sosta, stretta fra noi due, e così riempita dalle potenti erezioni che le scavavano le viscere, unica e meravigliosa dispensatrice del piacere più sfrenato&#8230;</p>
<p>Nell’esatto momento in cui il marito le esplodeva dentro tutto il suo orgasmo, anche io venni, allagandole il culo con nuovi e potenti getti di caldo sperma&#8230;</p>
<p>Inutile dire che il mio ritorno a Pavlos, dopo dieci anni di assenza dal paese natale, fu segnato da quell’esperienza sconcertante.<br />
Nei giorni in cui fui ospitato in casa di Dimitri e Monica, il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> esplose in tutta la sua dirompente magnificenza: non passò notte, in pratica, che io non fossi ospitato nel loro letto, e le straordinarie arti erotiche di Monica ebbero modo di rivelarsi in tutta la loro incredibile sensualità.<br />
In quei giorni venni a conoscenza, tra l’altro, della loro folle passione per i rapporti sessuali a tre: nei fine settimana, o quando i due partivano in vacanza per periodi più lunghi, il mio amico d’infanzia e la moglie andavano sempre alla ricerca di forti emozioni: uomini e donne (Monica non disdegnava di certo anche le compagnie femminili, come una notte mi raccontò mentre Dimitri ed io le spalmavamo il corpo di olio abbronzante)) si alternavano con loro tra le lenzuola, in un girotondo sessuale che entrambi desideravano vivere fino in fondo.<br />
In paese, ovviamente, risultavano essere una coppia assolutamente normale, e Monica in particolare era considerata una ragazza schiva e di poche parole: e loro, proprio per evitare chiacchiere e pettegolezzi, stavano molto attenti ad incontrare il partner o la partner di turno sempre lontano da Pavlos e dagli occhi dei compaesani.<br />
Ho la quasi matematica certezza che io, in quei giorni, rappresentai la classica eccezione alla regola.</p>
<p>Malgrado siano passati tanti anni da quei giorni, con Monica e Dimitri mi sento regolarmente per telefono.<br />
A Pavlos, però, non sono più tornato da allora, malgrado loro mi abbiano invitato più volte.<br />
E difficilmente prevedo di ritornarci.<br />
Quello che accadde in quelle due settimane lo ricordo sempre con piacere ed emozione, ma voglio che il tutto resti solo un ricordo; aver capito di essere stato soltanto uno fra i tanti uomini che allietano le loro bollenti avventure sessuali mi mette chiaramente a disagio.<br />
In definitiva, per loro, io sono stato solamente un giocattolo da usare per qualche notte di piacere e di passione.  </p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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</p>
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		<title>Le voglie di Anna – seconda parte (racconto di Paola28)</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 12:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucrezia666</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Le voglie di Anna &#8211; seconda parte (racconto di Paola28) Lorenzo è di parola. Incomincia a cercare, tramite internet, superdotati per la moglie ma non solo per lei. Il vedere la miriadi di cazzi che gli mandano in foto gli crea eccitazione e più di una volta è costretto a ricorrere alla masturbazione]]></description>
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<div>
<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Le voglie di Anna &#8211; seconda parte (racconto di Paola28)</p>
<p>Lorenzo è di parola. Incomincia a cercare, tramite internet, superdotati per la moglie ma non solo per lei. Il vedere la miriadi di cazzi che gli mandano in foto gli crea eccitazione e più di una volta è costretto a ricorrere alla masturbazione.<br />
Contemporaneamente si rivolge pure ad una agenzia per la ricerca di un maschio di colore da assumere come domestico.<br />
Con l’agenzia è più fortunato poiché dopo pochi giorni lo mettono in contatto con un nigeriano a cui sta scadendo il permesso di soggiorno. La corporatura di questo gli ricorda Jamel. Stessa altezza, stessa muscolatura stessi occhi intelligenti, … speriamo stesso <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> pensa tra se. Prima di assumerlo però è deciso a controllargli di persona il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>. </p>
<p>Lo porta a casa quando sua moglie non c’è. Gli fa vedere la casa e la stanza a lui destinata. Rahid dà l’impressione di essere rimasto contento. Vedendogli nel viso un sorriso compiaciuto gli fa la richiesta: mi fai vedere il tuo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>: Rahid subito dà l’impressione di non avere capito. Lorenzo allora ripete la richiesta e si aiuta con dei gesti. Il ragazzo capisce e sorridendo si abbassa i pantaloni. Lorenzo rimane a bocca aperta nel vedere il gran <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che Rahid ha messo in mostra. Vorrebbe prenderlo tra le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> ma si trattiene. Con un sorrisino nervoso dice: ok puoi coprirti, penso che mia moglie sarà contenta di te.<br />
Nel riaccompagnarlo gli fissa un appuntamento per l’indomani mattina. Tramite qualche amico accelera la pratica per la riconferma del soggiorno e lo porta in un ambulatorio di analisi cliniche. Vuole essere certo che Rahid non abbia malattie. Le analisi sono perfette, il permesso di soggiorno sta per essere rinnovato. Lorenzo la sera stessa ne parla con Anna e le racconta tutto.<br />
Sono a letto e lei lo ascolta attentamente. Percepisce un fremito tra le cosce quando lui gli dice del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>. Anna sospira e in mancanza d’altro si contenta di fare un pompino al suo maritino che si è fatto in quattro per assicurargli delle splendide scopate.<br />
Controllando tra le foto ricevute con le mail si rende conto che nessuno ha il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> come quello del ragazzo. Nondimeno si ripromette periodicamente di controllare la posta nella speranza che qualche bella novità possa uscire fuori.</p>
<p>Rahid assume servizio nel primo pomeriggio di un sabato. Anna sente il cuore in bocca quando Lorenzo apre la porta. Anche se sa quello che vuole, una certa agitazione la possiede. Essendo una calda giornata dei primi giorni di agosto ha addosso solamente una vestaglietta e un minuscolo perizoma. Il leggero tessuto dell’indumento lascia trasparire la rotondità delle tette con i capezzoli scuri già duri per l’eccitazione e la sagoma delle natiche che il perizoma lascia generosamente alla vista.<br />
Dopo le presentazioni Anna accompagna Rahid nella stanza a lui destinata e gli mostra pure il bagno che potrà usare. Rahid dà l’impressione di essere molto educato e ringraziandola dice: ho capito padrona. Il viso della donna s’infervora e lei con calma gli dice che non vuole essere chiamata padrona. Lui l’ascolta è poi dice: allora come la debbo chiamare? Allora sorridendo risponde: o mi chiami Anna oppure, se proprio non ci riesci signora, io preferisco che tu mi chiami Anna!<br />
Rahid è furbo e ricollegando pure la richiesta di Lorenzo di osservargli il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e le analisi fatte fare ha capito che oltre a fare le pulizie dell’appartamento deve gestire la sua padrona.<br />
Dopo cena Anna è inquieta. La sua femminilità prude all’impazzata. È nuda davanti allo specchio e nota che ha i capezzoli durissimi e la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>, oscenamente aperta, lascia vedere la rosata vagina e la clitoride turgida. Non resiste, bofonchiando: lo voglio subito, si dirige nel soggiorno. Rahid sta guardando la tv insieme a Lorenzo. Appena la vede tutta nuda ha un sussulto. Lei si avvicina, lo prende per la mano e gli sussurra: dai! Vieni con me! Aiutami a fare il bagno. Sìììì! … signoraaaa! … Mormora Rahid alzandosi. Anna lo prende per un braccio e lo guida non nel bagno ma bensì nella stanza da letto. Ti voglio subito! Il bagno me lo farai un’altra volta!</p>
<p>È lei che lo denuda completamente. Il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> è veramente grosso. Lei l’osserva e pensa: Lorenzo aveva ragione a descrivermelo fantastico. Lo prende tra le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> e inizia a soppesarlo. Ora è tutto teso e il glande ha assunto la forma della testa di un fungo. Mamma mia … quanto è bello! Esclama mentre con la lingua inizia a leccarlo. Lo percorre tutto dal buco del glande fino ai coglioni lasciando sopra la pelle la scia della sua saliva. Stringe le palle nelle <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> e sente che sono belli pieni. Ora oltre a leccare inizia a succhiare quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> palpitante. Lo prende tra le labbra e se lo fa arrivare fino in gola. Inizia un pompino e si scalda ancora di più quando le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> del ragazzo iniziano a scandagliarle la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>. Rahid non si limita e ficcarle dentro la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> due dita ma dopo avere raccolto parte degli umori che colano dalla sua vagina le infila pure un dito dentro il culo.<br />
Lorenzo li osserva e sorride. Pure lui si è denudato completamente e osservandoli si sega il cazzetto.<br />
Anna ansima di piacere ed emette mugolii che lasciano intuire la sua eccitazione. Alla sua <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> non bastano più le due dita, allora lei si stacca da Rahid, si stende sul letto, allarga le cosce più che può incurante di mettere in mostra la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>, oscenamente divaricata, che lascia vedere il rosso bagliore dell’interno.<br />
Ora è Rahid che gestisce le operazioni. Indirizza il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> nella fessura palpitante e lentamente inizia a farlo penetrare dentro. Anna sobbalza e malgrado ha la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> che cola di umori femminei si sente allargare il suo canale di donna. Il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> è decisamente grosso e le procura piacere immenso nel farsi strada nell’antro bollente. Grida di piacere e goduria nel percepire che quel membro enorme le sta dilatando la vagina al limite della sua elasticità. Sente ora che il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> fa pressione nel collo dell’utero e chiede con voce sommessa: molto ne manca per averlo ficcato tutto dentro? Qualche centimetro è la risposta che all’unisono danno sia Rahid che Lorenzo. Ficcamelo tutto dentro! Dai! Non preoccuparti! Sfondami! Al colpo secco ha la sensazione che il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> le debba uscire dalla bocca. La pressione sull’utero è aumentata ma le gioia di percepire i coglioni che ballano sul suo culo la manda in estasi.</p>
<p>Rahid inizia a fare dentro e fuori. Ogni entrata ed uscita ad Anna procura brividi enormi. Il ragazzo sembra instancabile. Continua per molto nel suo movimento di dentro fuori che producono in lei una infinità di orgasmi che si susseguono in continuazione. Ansima, grida, borbotta, dice parole incomprensibili mentre il suo corpo trema, vibra e sobbalza per l’intensità del piacere. L’ennesimo orgasmo la prende nel momento stesso che Rahid le esce il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> dalla <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> ed inizia a riversarle su tutto il corpo la calda produzione dei suoi coglioni. I fiotti che il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del ragazzo emette sembrano non terminare mai. Anna ha la prontezza di prendere quel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che si impenna nella sua bocca avida e potere cosi conoscere il sapore dello sperma del suo nuovo amante.<br />
Proprio così. Rahid più che un domestico è l’amante di Anna. Lei se lo coccola e si gode le gioie sessuali che lui le sa dare. Lei, anche se Rahid era reticente temendo di farle del male, ha voluto provare a farselo mettere nel culo. Le è entrato dentro e con molta fatica, pur usando molta vaselina, solamente il glande. Il dolore è stato intenso e da allora è entrata nella determinazione di godersi quel meraviglioso esemplare di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> la dove le da piacere e gioia.<br />
Lorenzo nel frattempo continua ad eccitarsi con la visione delle scopate e dei pompini della moglie con Rahid ma anche con i cazzi che ancora gli arrivano in foto per mail. Un giorno riceve una foto veramente interessante. Un bel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> impennato che si erge quasi a toccare l’ombellico del possessore. In tale posizione ne aveva visto qualcuno nei film hard. Lo fa vedere alla moglie che rimane entusiasta. Anna egoisticamente pensa che potrebbe avere trovato il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> da prendere nel culo mentre Rahid le scopa la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>.<br />
Rahid stando in quella casa da quasi venti giorni ha capito tutto. È arrivato alla determinazione che il padrone gode nel sentirsi umiliato allora decide di dare pure a Lorenzo il godimento che non ha il coraggio di chiedere.</p>
<p>È a casa con Lorenzo. Sa che Anna rientrerà da li a poco ed allora si avvicina al “suo padrone” ed inizia a toccargli il culo e il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>. Lorenzo ci sta. Si spoglia completamente e chiede ad Rahid di fare altrettanto. Ora i due maschi completamente nudi sono l’uno di fronte all’altro. Il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di Lorenzo al confronto di quello di Rahid sembra un piccolo modellino. Rahid inizia a palpargli il culo mentre mette il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> nelle <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> dell’altro. Lorenzo geme ed allora il ragazzo gli dice: prendilo in bocca e fammi un pompino! Lorenzo s’inginocchia, prende tra le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che inizia ad indurirsi e lentamente se lo mette in bocca. Fa scorrere la lingua come ha visto fare alla moglie. Poi lo prende in bocca e incomincia a pomparlo. Rahid sente la porta che si apre ed allora dice: dai schiavetto succhia con più forza! … Così! … Bravo! … Sempre più forte! … Ma sai che mi sembri proprio una vera puttana! … Sei brava! … sai tirare dei bei pompini! … Anna sente Rahid e capisce che il godimento del marito è al massimo in quanto ha raggiunto il vertice della sua umiliazione.<br />
Le umiliazioni sono cominciate a Capo Verde godendo nel vedere la moglie mentre viene scopata da Jamel. Sono continuate a casa osservando attentamente tutto quello che lei ha fatto con Rahid. Ora è lui che gode nel sentirsi chiamare puttana e pompinara. Il culmine arriva quando il ragazzo gli viene in bocca e gli fa ingoiare i succhi dei coglioni. Lorenzo beve e manifesta tutto il suo godimento nel menarsi mentre lo sperma dell’altro gli si riversa nella gola.<br />
Le umiliazioni subite piacciono a Lorenzo il quale fa capire ai due amanti che mentre loro godono scopando desidera che lui venga umiliato con parolacce di qualsiasi genere.<br />
Anna in un primo momento cerca di dissuaderlo ma poi vista l’insistenza del marito si ci mette pure lei di buzzo buono ad apostrofarlo in modo adeguato.<br />
La situazione nella casa è a questo punto quando Lorenzo riceve la mail con il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che l’entusiasma.</p>
<p>Dopo l’assenso di Anna lui si premura a rispondere alla mail. La risposta dell’altro è immediata. Si presenta come Marco, ha 33 anni e si scopre che abita nella stessa città. Appena Anna lo sente va in sollucchero e dice: ma allora possiamo organizzare un incontro a tempo breve! Si stabilisce per un sabato, cosi non c’è l’assillo per l’indomani poiché la giornata non è lavorativa.<br />
Essendo alla fine di agosto i condomini iniziano a rientrare nelle rispettive abitazioni. Poiché loro non voglio crearsi impacci decidono di recarsi nella casetta di campagna che possiedono e cosi essere liberi di fare i loro comodi lontani da occhi indiscreti. Anna e Rahid danno l’ultima sistematina alla casa mentre Lorenzo si reca all’appuntamento fissato per incontrare Marco e fargli conosce il posto.<br />
Anna sente il rumore delle due auto che arrivano ed esce per accogliere il nuovo ospite. Nel vederlo ha un sussulto. È un suo ex alunno! Un poco di buono che andava dietro a tutte le gonnelle in movimento. Pure lui la riconosce e dopo un primo momento di sbalordimento si avvicina alla donna dicendo: che piacere incontrare la mia ex professoressa!<br />
Il viso di Anna è di brace. Marco sa perché si trova la e lei ora teme che quel fottuto di alunno la sputtani con tutti. Rahid, che era stato informato di quello che dovevano fare, s’avvede del malumore della sua amante e le si avvicina. Pure Lorenzo intuisce che c’è qualcosa che non è andata per il verso giusto ma riesce a capacitarsi quando sente Marco dire: che piacere incontrare la mia ex professoressa!<br />
Il grave silenzio viene rotto da Marco che dice: Professoressa Anna stia tranquilla! In passato sono stato uno scavezzacollo e ancora lo sono. Nessuno saprà mai quello che faremo tra noi. Sono sposato e non mi va che mia moglie venga a sapere che mi diletto facendo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> con altri. Quindi se lei vuole possiamo portare avanti il rapporto che ancora deve iniziare, caso contrario io vado via e le garantisco che mai nessuno saprà nulla dalla mia bocca.<br />
Queste parole tranquillizzano alquanto Anna che ora sentendosi più rilassata chiede alcune notizie al suo ex allievo.</p>
<p>Iniziano a discutere sul passato e le parole più per ricordare servono a rasserenare l’ambiente. Anna ora è tranquilla e sente che deve essere lei a rompere il ghiaccio. Infatti sedendosi su un divanetto scompostamente e mettendo volutamente le cosce in mostra dice a Marco: poiché sai del perché ci stiamo incontrando mostraci il tuo capitale.<br />
Marco non si fa pregare, si alza, sfibbia la cintura, e in un colpo solo si sfila pantaloni e mutande. Il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> bianco risalta con la parte del corpo totalmente abbronzata. Ha un <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> decisamente intraprendente perché appena sente la libertà inizia a vibrare mettendosi ad alzare la cresta. Contemporaneamente lei si sfila il leggero vestitino e rimane completamente nuda non avendo indossato nulla sotto. Si avvicina a Marco, gli prende il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> nella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> e nota che già è bello e scappucciato. Ora il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> è come nella foto. Tutto alto e con il glande che tocca quasi l’ombellico. Lorenzo si lecca le labbra e lentamente si spoglia. Rahid aspetta un cenno della donna per iniziare a recitare la sua parte. Lei si delizia nel menare lentamente il pene del suo ex alunno. Lo sega e gli stringe i coglioni. È un bel <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e le darà delle soddisfazioni. Si porta nella stanza da letto e si mette a pecorina. Lui le tocca la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>, si accorge che è tutta bagnata e senza pensarci due volte dirige il suo attrezzo nella fenditura palpitante. Marco ci sa fare. Mentre col <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> le scopa la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> con movimenti decisi, portandola in breve alla soglia del godimento, con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> le stuzzica i capezzoli e la clitoride. Lei ansima ed inizia a gridare. Grida senza ritegno sapendo che non la potrà sentire nessuno e riempie con i suoi succhi le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> del maschio che la cinge a se e le lavora la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> ardente in un modo fantastico. Anna si ritrae e contemporaneamente fa un cenno al sua amante. Rahid allora si stende sul letto. Lei si mette in ginocchio e s’impala nel mastodontico <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> del suo stallone che suscita l’ammirazione del nuovo venuto. Marco capisce che a lui tocca il culo e prendendo i succhi che colano dalla <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> della sua ex professoressa, unge per bene il buco del culo della donna e il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e poi lo poggia nel buco del culo. Lei sospira e lui inizia a pressare. Il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> dapprima fatica a entrare dentro il retto visto l’enorme <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> che guazza dentro la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> ma poi Marco, quasi con cattiveria, fa pressione e appena la cappella si fa strada, nell’ano caldo, la sodomizza senza farsi tanti scrupoli.</p>
<p>Lorenzo tutto nudo si mena l’uccellino e si mette un dito dentro il culo. lei grida come una pazza. Gode come una vacca. Di dietro Marco le da gran colpi di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e ad ogni colpo le grida: godi puttana! … Godi troia! … Grida il tuo piacere grandissima vacca e puttanona! … Godi pompinara! &#8230; Mai nessuno l’aveva apostrofata in tal modo. Il sentirsi rivolgere queste parole aumenta la sua libidine e il suo corpo continua a richiedere sempre di più. Vede il marito che si mena il cazzetto e gli fa cenno di avvicinarsi. Se lo fa mettere in bocca ed inizia a tirargli un bel pompino. Lui geme e poiché già è venuto riesce a godersi il pompino che la moglie generosamente gli elargisce.<br />
Il piacere di Anna raggiunge il vertice del sublime quando i due maschi gli riempiono di sborra contemporaneamente la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> e il culo. Pure il marito fa il suo dovere e nel suo piccolo immette nella bocca della moglie le sue goccette di sperma.<br />
La serata è andata come Anna l’aveva sognata e il suo godimento è durato a lungo. Si è fermato quando sia lei che i suoi maschietti hanno esaurito le proprie forze.<br />
Dopo più di un anno Rahid è ancora alle dipendenze di Anna e del marito. Marco passa quasi tutti i fine settimana con loro e a lei il piacere è assicurato costantemente. È riuscita nel tempo a prendere nel culo poco più della metà del grosso <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di Rahid. Pure Lorenzo ha i suoi momenti di piacere perché oltre ad umiliarsi nel fare pompini ai due maschi, amanti di sua moglie, è riuscito a farsi inculare da Marco. Col <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> di Rahid non ha voluto provarci perché, sentendo le grida della moglie quando se lo prende nel secondo canale, ha il timore che quello il culo glielo spacca per sempre.<br />
Il desiderio di Anna è quello di ritornare a Capo Verde e ringraziare “carnalmente” il suo primo amante temporaneo: Jamel.</p>
<p>FINE</p>
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</p>
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		<title>Avvocati e ingegneri (racconto di Paola C.)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 13:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Avvocati e ingegneri (racconto di Paola C.) Era buio, erano in un parcheggio sotterraneo. ]]></description>
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<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Avvocati e ingegneri (racconto di Paola C.)</p>
<p>Era buio, erano in un parcheggio sotterraneo. Martina era appoggiata contro il cofano di una macchina e lui era dietro di lei, dentro di lei e si muoveva ondeggiando, facendola gemere piano, estasiata. &#8220;Sì, ancora, sì&#8230;&#8221;<br />
Dio, era meraviglioso. Ed era da tanto tempo che non provava qualcosa di simile. Il piacere le cresceva dentro sempre più immenso e insostenibile. Non smettere ti prego, no&#8230;<br />
E mentre stava per venire si svegliò. Spalancò gli occhioni nel buio e non c&#8217;era proprio niente da fare: era in camera sua, nel suo letto, non c&#8217;erano né parcheggio né misterioso amante al buio. Come aveva potuto lasciarla a metà così? Lei ne voleva ancora&#8230;<br />
Si infilò delicatamente una mano tra le gambe, dentro gli slip. Era completamente bagnata. Allungò l&#8217;indice sul clitoride, che era già gonfio e palpitante. Lo accarezzò delicatamente col polpastrello e sentì già il respiro venirle meno. Spinse e sfregò piano, spostando il bacino lentamente avanti e indietro, verso quella fonte di piacere, scivolandoci contro e cominciando a mugolare sommessamente, senza riuscire a trattenersi. Continuò ad accarezzarsi ritmicamente, fino a che non sentì l&#8217;estasi scoppiarle dentro, allora accelerò i movimenti, sia della mano che del bacino, fino a che i muscoli di tutto il suo corpo si contrassero autonomamente nell&#8217;orgasmo pieno che si era provocata. Anche allora Martina non smise di accarezzarsi, ma continuò a godersi quel piacere e mentre stava per calmarsi si inserì direttamente il dito dentro le pareti scivolose della vagina, a percepire le ultime contrazioni muscolari, a rafforzare l&#8217;orgasmo che non ne voleva sapere di spegnersi.<br />
Quando finalmente la tempesta si fu esaurita Martina se ne rimase immobile, senza ancora spostare la mano, a fissare nel buio. Solo lei sapeva quanto ne aveva avuto bisogno. Da quando usciva con Paolo, l&#8217;avvocato, non aveva più avuto un vero orgasmo.<br />
Lui era così metodico, serio e organizzato!<br />
Per carità, era carino con lei. Le regalava fiori, la portava a cena in ristoranti romantici e di classe, aveva una bella macchina e una bella casa ordinata. Guadagnava bene. Aveva trentadue anni. Martina sapeva che se si fosse &#8220;comportata bene&#8221;, da brava bambina giudiziosa, dopo che si fosse laureata avrebbe potuto sperare in un &#8220;buon matrimonio&#8221;. Del resto uscivano insieme solo da due mesi, ma lui sembrava animato dalle migliori intenzioni. Era un bel ragazzo, si vestiva bene, non aveva difetti insopportabili. Non aveva alle sue spalle ex fidanzate gelose che avrebbero potuto infilargli il coniglio nella pentola, aveva avuto una lunga storia chiusa ormai da un paio d&#8217;anni, era insomma il classico buon partito.<br />
Ma, a prescindere dal fatto che a ventitré anni Martina non era ancora alla ricerca del classico buon partito, cominciava a chiedersi quanto a lungo sarebbe riuscita a sopportare una relazione anorgasmica. Una come lei!<br />
Adesso, non che Martina fosse la ninfomane dell&#8217;università. Però le piaceva farlo. E le piaceva farlo bene. Aveva avuto degli amanti validi in passato e non si adattava facilmente ad un amante mediocre. Anche se quest&#8217;ultimo aveva un sacco di altre qualità. Del resto non poteva mica arrangiarsi da sola tutte le volte! Si girò a guardare l&#8217;ora, la sveglia luminosa segnava le tre del mattino. Martina si girò su un fianco e si addormentò placidamente, finalmente placata nei desideri più urgenti.</p>
<p>&#8220;Certo che se hai problemi di insoddisfazione sessuale già dopo due mesi la cosa è grave&#8221;, le stava dicendo il suo vicino di casa Michele. Avevano tutti e due dato un esame da poco e si stavano godendo la meritata settimana di riposo. Il che, nella fattispecie, consisteva nel bersi il caffelatte alle undici del mattino, ancora avvolti nel pigiama a quadretti.<br />
Michele era per Martina il telefono amico della situazione. Gli riversava addosso senza pietà tutti i crucci di ogni genere, dalla smagliatura nelle calze (&#8221;Erano nuove! Quindicimila lire al paio!&#8221;) alle ansie frustranti del &#8220;cosafaròdagrande&#8221;, ovvero dopo la laurea. E lui ascoltava pazientemente e a volte dispensava consigli, che venivano puntualmente ignorati da quella testaccia dura avvolta nei riccioli rossi.<br />
Uno dei pochi uomini al mondo che non provava attrazione fisica per lei. La considerava una simpatica bambola di plastica, ma non una donna vera, di carne, con la quale avere rapporti fisici. Certo che le voleva bene. Era una delle sue migliori amiche. Forse era per quello. Lui non andava a letto con le sue amiche. Soprattutto quelle di pizzo nero.<br />
Martina gli era grata di questo: se fosse andata a letto con lui, poi a chi l&#8217;avrebbe raccontato?<br />
&#8220;Tu allora dici che devo lasciarlo?&#8221;<br />
La solita drastica. E il fatto era che la risposta esatta sarebbe stata: &#8220;Conoscendoti, sì.&#8221; Ma Michele non se la sentiva di essere così avventato.<br />
&#8220;Be&#8217;, no, perché non provi a proporgli qualcosa di alternativo, nel tuo stile? Che ne so, prova a fartelo in ascensore!&#8221;<br />
&#8220;Lascia stare. Avrebbe paura che lo spettino.&#8221;</p>
<p>Perché Martina non era una che tradiva. Quindi l&#8217;ipotesi di continuare con l&#8217;avvocato e di tanto in tanto farsi uno &#8220;stallone&#8221; non si prendeva neanche in considerazione. Oltretutto era assolutamente sicura che dopo aver fatto <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> con un sopraccitato stallone, l&#8217;avvocato non l&#8217;avrebbe più voluto nemmeno sentire al telefono. E lui era uno che la chiamava tre volte al giorno!<br />
Appunto.<br />
&#8220;Ciao. Va bene, vediamoci a pranzo. Sì, vengo io dalle parti del tribunale. Ma certo, una e mezza, ciao, ciao. Sì, anch&#8217;io.&#8221;<br />
E poi rivolta a Michele: &#8220;Lo vedo a pranzo, cosa mi metto?&#8221;<br />
&#8220;Sei la solita.&#8221;</p>
<p>Mentre era fuori a pranzo con l&#8217;avvocato la chiamò la sua amica Silvia. Era per proporle un aperitivo con alcuni amici. Naturalmente l&#8217;avvocato non ce l&#8217;avrebbe fatta a raggiungerli: lui a quell&#8217;ora lavorava ancora come un matto, ma Martina ci sarebbe andata volentieri da sola. Anche perché, da quando era fidanzata con l&#8217;avvocato, non faceva più niente con gli amici.<br />
Oh, sì, moriva dalla voglia di uscire con Silvia.<br />
Così si preparò con gran cura, scegliendo un abitino corto, nero, con un&#8217;ampia scollatura sul seno e per sicurezza si portò via anche un golfino grigio chiaro, perché era maggio e si stava bene la sera, ma magari rimanevano fuori fino a tardi e avrebbe avuto bisogno di coprirsi. Si mise le scarpe col tacco più alto: era quasi più entusiasta di quando andava al primo appuntamento con un uomo!<br />
C&#8217;è quindi da capire la sua delusione quando arrivò sul luogo d&#8217;incontro e si rese conto che non era una vera uscita tra amici, con lei, Silvia e alcuni compagni d&#8217;università. Era piuttosto un&#8217;uscita a quattro, nella quale l&#8217;avvocato assente era stato sostituito da un amico del fidanzato di Silvia!<br />
Ora, Martina lo sapeva che mentre lei frequentava l&#8217;avvocato Silvia non se ne era stata con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> in mano. Si era trovata un fidanzato del Politecnico, un promettente futuro ingegnere, del quale le aveva parlato per telefono e in rari incontri nei corridoi dell&#8217;università. Ma invece di presentarglielo così a tradimento, poteva almeno avvisarla! Anche perché lei si era prospettata una seratina di pettegolezzi, civetterie con gli abbordatori del locale, risate e insomma, cose da donna.<br />
Invece adesso si ritrovava lì, presa in trappola da un&#8217;uscita a quattro con annesso appuntamento al buio non programmato (altrimenti sta&#8217; pur sicura che non si sarebbe infighettata a quel modo), in compagnia della sua amica e di ben due futuri promettenti ingegneri informatici, che, come tutti sanno, sono la specie peggiore, perché per loro il lavoro è praticamente un divertimento, quindi ne parlano in continuazione anche nel tempo libero.<br />
Non bastasse, Silvia e il suo fidanzato Francesco erano proprio carini, tutti picci picci, bacini sul naso e carezzine, si chiamavano rispettivamente Fragolina e Orsetto e a Martina stava per venire un attacco di bile e/o di vomito. Per il nervoso era pronta a divorarsi tutto l&#8217;ampio buffet a disposizione.<br />
Per fortuna il &#8220;quarto uomo&#8221; era carino e gradevole. Si chiamava Mauro, aveva un bel paio di occhi chiari, i capelli corti e un fisico proporzionato. Era vestito bene, come un promettente ingegnere alla moda, non troppo appariscente e aveva un bel sorriso da denti perfetti. Le aveva pagato da bere, atto peraltro superfluo e si era gentilmente adattato a parlare di banalità mentre gli altri due si isolavano come due cuoricini di zucchero sul divanetto.<br />
E così, mentre conversavano amabilmente del nulla, Martina si rese conto che l&#8217;ingegnere aveva una bocca interessante, lei l&#8217;avrebbe quasi definita appetitosa e mentre sorseggiava il suo secondo Screwdriver si rendeva conto che non le sarebbe dispiaciuto un assaggio. Ma lei era già fidanzata, anche se infelicemente. Per non dire del fatto che probabilmente Mauro era stato &#8220;tirato in mezzo&#8221; più o meno come lei e quindi non era interessato ad approfondire la conoscenza.<br />
In fondo anche l&#8217;avvocato era sembrato interessante al primo incontro e solo in seguito si era rivelato un noioso scaldaletto.<br />
Forse alla fine sono tutti solo dei noiosi scaldaletto, constatò pessimisticamente Martina fissando il ghiaccio nel bicchiere.<br />
Erano ormai quasi le nove e gli argomenti inutili si stavano esaurendo, mentre Fragolina e Orsetto continuavano a guardarsi teneramente negli occhi, dimentichi del mondo attorno a loro.<br />
Vorrei proprio sapere perché hanno fatto venire anche noi due, se poi non ci considerano nemmeno, pensò Martina e c&#8217;era da scommettere che anche Mauro la pensava più o meno allo stesso modo.<br />
&#8220;Sentite, io a questo punto me ne andrei&#8221; suggerì, cercando di non dare l&#8217;impressione di quella che vuole tagliare la corda al più presto.<br />
&#8220;Be&#8217;, ma che ore sono?&#8221; s&#8217;informò Silvia. &#8220;Perché non venite a mangiare qualcosa da me? Vi tiro fuori due spaghetti, un risotto, non so&#8230;&#8221;<br />
Martina non era per niente per la quale. Se ne voleva andare a casa il più in fretta possibile e porre fine a quello strazio in men che non si dica. Invece alla fine la tirarono in mezzo, non capiva mai come facevano a convincerla tutte le volte a trascinarla in quelle situazioni pacco clamorose, nelle quali si annoiava a morte e si malediceva per essere stata così cretina. Oltretutto, mentre erano già in macchina, la chiamò l&#8217;avvocato, che stava per uscire dallo studio.<br />
&#8220;No, senti, sto andando a casa di Silvia, non posso, ci vediamo un&#8217;altra volta. Sì, magari domani, ciao. Sì, anch&#8217;io, ciao.&#8221;<br />
Non bastando, Silvia era famosa per essere totalmente incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli. I suoi spaghetti crudi in sugo acquoso e la sua colla di riso erano rinomati in tutta l&#8217;università. Martina si sentiva già male.<br />
Questa è la punizione per tutte le volte che sono stata cattiva, la sto pagando anche per le mie sette vite precedenti, pensò, camminando dietro ai due zuccherosi innamorati verso la casa di Silvia, mentre Mauro cercava parcheggio nella zona.<br />
Invece fu fortunata. Mentre Fragolina e Orsetto continuavano a guardarsi teneramente negli occhi fingendo pietosamente di apparecchiare la tavola, Mauro si impadronì dell&#8217;angolo cottura e con i residui non scaduti di ciò che riuscì a rinvenire nel frigorifero improvvisò un delizioso sugo alle verdure per gli spaghetti, la cui cottura fu attentamente monitorata da Martina stessa.<br />
Mentre Mauro si dava da fare tra le pentole, Martina poté inoltre osservargli comodamente la rotondità perfetta del sedere, cosa che le provocò un languore profondo allo stomaco che non aveva proprio niente a che fare con la fame. O sì?<br />
Fortunatamente quando riuscirono a sedersi a tavola la conversazione prese una piega interessante e i due riuscirono a parlarsi normalmente e piacevolmente, mentre, come il lettore avrà già intuito, Fragolina e Orsetto continuavano a guardarsi teneramente negli occhi.<br />
Martina si era accorta che Mauro le aveva sbirciato la scollatura. Si era accorta anche che le aveva sbirciato le gambe. Naturalmente non si era potuta accorgere che le aveva sbirciato anche il sedere, ma si accontentava. E mentre il vino bianco gelato le entrava in circolo, considerava che in fondo la fedeltà non è poi una virtù fondamentale alle soglie del nuovo millennio e che ci sono altri valori e <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/storie/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con storie">storie</a> del genere e quando si offrì di lavare i piatti era già pronta ad una nuova esperienza.<br />
Dopo aver lavato i piatti, Mauro le propose di accompagnarla a casa. Del resto non aveva senso stare lì, di fronte a Fragolina e Orsetto che continuavano a guardarsi teneramente negli occhi: li faceva sentire semplicemente di troppo. Oltretutto erano sicuri che anche loro non ne potevano più di guardarsi semplicemente negli occhi e volevano passare a qualcosa di più concreto.<br />
&#8220;Ciao Fragolina, ci sentiamo domani&#8221;, salutò Martina uscendo e ringraziando il Cielo perché finalmente la serata era conclusa.<br />
Ma non appena le porte dell&#8217;ascensore si furono richiuse dietro di lei, Mauro la prese tra le braccia e la baciò. Fu un bacio tenero e possessivo insieme: un morbido intreccio di lingue dentro un abbraccio serrato. Quando arrivarono al pian terreno fu normale premere nuovamente il pulsante di salita, verso il settimo piano. Si fermarono a baciarsi per un po&#8217; dentro l&#8217;ascensore, poi Mauro trascinò Martina verso le scale, dove con buona probabilità potevano starsene da soli. La fece appoggiare contro il muro e cominciò ad accarezzarle un seno, mentre la baciava sul collo. Martina rimase per un attimo senza fiato, quasi stupita dalla piacevolezza di quel tocco, alla cui maestria non era più abituata. Il vino la faceva sentire leggera e incorporea, per contro amplificava le sensazioni sulla pelle e gliele rimbombava dentro, come se le scorressero nel sangue.<br />
Si lasciò toccare per un attimo senza reagire, poi cominciò ad accarezzare la schiena di Mauro, infilandogli le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> sotto il maglione e premendolo contro di sé. Un attimo dopo gli stava tirando la camicia fuori dai pantaloni, in modo da passargli direttamente le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> sulla pelle. Come per un segnale, anche Mauro le infilò le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> nella scollatura, per toccarle il seno nudo con i capezzoli eretti e duri. Il vestito era talmente scollato che Mauro riuscì a farne uscire un seno e prese a leccarlo e succhiarlo con impeto, mentre Martina gli premeva contro la testa e respirava affannosamente.<br />
Continuando a succhiarle un capezzolo, Mauro le infilò una mano sotto il vestito, le accarezzò il sedere sodo e libero per via delle ridotte dimensioni dello slip. Martina si sentiva sempre più persa e bagnata, mentre la sconvolgevano emozioni quasi dimenticate. Anche lei gli infilò una mano nei pantaloni, ad accarezzargli il sedere avvolto nei boxer, ma subito la ritrasse, per cominciare ad armeggiare con la cintura e la cerniera. Lo liberò quel tanto che bastava da potergli prendere in mano il membro eretto, duro come marmo, liscio e caldo. Lo accarezzò dapprima delicatamente, poi lo prese saldamente in mano e cominciò a scivolare su e giù a ritmo costante. Allo stesso tempo Mauro le aveva infilato un dito tra le cosce bagnate e scivolose, poi due, dentro di lei, a ricercare le profondità recondite del suo piacere. Martina piegò le ginocchia appena appena, per permettere alle dita di Mauro di entrare ancor meglio dentro di lei, tutto questo senza smettere di tenergli il membro tra le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>.<br />
Al contempo Mauro continuava a succhiare un capezzolo di Martina, che per contro stringeva il ragazzo verso di sé con la mano libera. I movimenti si rincorsero tra di loro sempre più veloci e affannosi, come i loro respiri, che ormai non riuscivano più a controllare e che si erano trasformati in gemiti sommessi. Entrambi sapevano di non poter fare troppo rumore, per non destare i sospetti dei vicini di Silvia-Fragolina, ma facevano fatica a trattenersi. Così si baciarono convulsamente mentre l&#8217;orgasmo esplodeva tra le reciproche <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>, lasciando entrambi senza fiato.<br />
Oh mio Dio, pensò Martina ritraendo delicatamente la mano impiastricciata. Immagino che questo equivalga ad un tradimento. Povero Paolo&#8230;<br />
L&#8217;ingegnere la stava baciando sul collo con aria soddisfatta e lei lo lasciò fare per un po&#8217;, poi accennò a prendere un fazzolettino dalla borsetta per pulirsi la mano.<br />
&#8220;Andiamo?&#8221; propose lui con un sorriso e Martina non poté far altro che annuire, piena di riconoscenza.<br />
Così si incamminarono per strada abbracciati, ridendo di Fragolina e Orsetto.</p>
<p>Mauro aveva lasciato la macchina in un parcheggio custodito sotterraneo. Era quasi mezzanotte e il parcheggio era terribilmente buio.<br />
Martina stava per dirigersi verso la portiera dell&#8217;auto, ma Mauro la bloccò trattenendola per un polso e ricominciò a baciarla, spingendola verso il cofano. Martina vi si adagiò agevolmente, lasciandosi trascinare da Mauro e dal turbine di emozioni che si ridestavano in lei.<br />
Le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> di Mauro le scorrevano lungo tutto il corpo, dal seno ai fianchi, alle gambe, mentre lui continuava a baciarla, sulle labbra e sul collo, senza che lei potesse in qualche modo reagire. Lui si era infilato tra le sue gambe divaricate e Martina sentiva già premere contro di sé il membro indurito dentro la stoffa dei pantaloni. Voleva chinarsi a prenderglielo in bocca fino a riempirsi, ma era immobilizzata contro il cofano. Arrivava a malapena a toccargli il sedere con i polpastrelli.<br />
&#8220;Sei bellissima&#8221;, le sussurrò lui tra un sospiro e l&#8217;altro, provocando l&#8217;effetto di schiacciarla abbandonata ancora di più contro il cofano bombato. Poi le infilò una mano dentro gli slip, accarezzando delicatamente. A Martina sfuggì un gemito sommesso di piacere. In questo modo aveva più spazio, riuscì allora ad avvicinarsi alla cintura di Mauro per slacciargliela, anche se con una mano sola. Anche lui aveva il fiato corto adesso e i baci erano sempre più brevi.<br />
&#8220;Ti prego&#8221;, sussurrò lei quasi senza sapere come, &#8220;voglio prendertelo in bocca&#8230;&#8221;<br />
Mauro la lasciò andare e Martina si chinò davanti a lui, in ginocchio, a slacciargli la cintura. Gli abbassò i pantaloni e i boxer e gli si avvicinò con le labbra dischiuse.<br />
Cominciò dapprima a posargli dei baci leggeri sulla punta e a passargli appena la lingua intorno, come una piuma. Mauro era incerto, stordito dal piacere e dal desiderio non riusciva nemmeno a muoversi.<br />
La lingua di Martina si faceva sempre più decisa e presente, finché infine non aprì del tutto la bocca e vi fece sparire il membro intero, quasi volesse inghiottirlo. Mauro si sentì quasi mancare per la sensazione di morbidezza e calore intenso. Martina rimase immobile per alcuni interminabili secondi, poi cominciò a muovere le labbra lentamente con ritmo sicuro.<br />
&#8220;Ti prego, fermati&#8230;&#8221;, implorò Mauro dopo che alcune potenti ondate di piacere lo avevano invaso. Martina non accennava a smettere, le piaceva sentire i ragazzi che la pregavano. Allora lui le prese il viso tra le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> per fermarla e la attirò a sé: &#8220;Ti prego, voglio venirti dentro&#8230;&#8221; E la baciò con forza, intrecciando la propria lingua alla sua.<br />
Mentre la baciava riuscì ad appoggiarle le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> sui fianchi, sotto il vestito e a sfilarle le mutandine leggere. Giocherellò con il clitoride bagnato con dita di piuma e a Martina mancava il respiro sotto quelle carezze e quel bacio ossessivo, le veniva da mordere, ansimare, le pareva di impazzire.<br />
Quando Mauro capì che era pronta chiuse il bacio e le sollevò il vestito. Con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> salde sui suoi fianchi la appoggiò a sedere sul cofano ed entrò dentro di lei.<br />
Sconvolta da tanta pienezza Martina intrecciò le gambe intorno ai fianchi di Mauro per permettergli di entrare completamente dentro di lei.<br />
Oddio&#8230; era tutto così piacevolmente perfetto&#8230; una completezza di cui aveva perso il ricordo&#8230; ma non l&#8217;istinto. &#8220;Scopami&#8221;, incitò, mentre Mauro le affondava dentro ritmicamente, appoggiandosi contro di lei.<br />
E Mauro se la scopò, fino a portarla sull&#8217;orlo dell&#8217;orgasmo, fino a farle perdere coscienza del mondo, di tutto, tranne che di loro due impazziti, e mentre la sentiva gemere le sussurrò all&#8217;orecchio: &#8220;Vuoi venire? Vuoi che ti faccia venire?&#8221;<br />
&#8220;Dio, sì, ti prego, fammi venire, fammi quello che vuoi&#8230;&#8221;<br />
Allora lui uscì da lei lentamente, provocandole un immenso doloroso senso di perdita, ma fu solo un attimo.<br />
La prese e la voltò, facendola appoggiare con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> sul cofano ed entrò in lei da dietro. Sulle prime questo ingresso violento e inaspettato le tolse il respiro dal dolore, ma Mauro rimase immobile dentro di lei per non farle troppo male, mentre con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> la toccava davanti, sfiorandole il clitoride e penetrandola con le dita, fino a che il piacere si sostituì al dolore.<br />
Cominciarono a muoversi insieme, l&#8217;uno contro l&#8217;altra: Mauro spingeva sempre più forte e Martina gli andava incontro contraendosi di piacere, fino a venire in un orgasmo esplosivo, sconvolgente e totale che la fece gridare.<br />
Anche Mauro venne allora, dentro di lei, tenendosela stretta per non perdere nessun movimento, nessuna deliziosa contrazione dei muscoli.<br />
Ci volle tempo prima che entrambi riaffiorassero alla coscienza di ciò che li circondava e riprendessero a respirare normalmente.<br />
E solo allora Martina spalancò gli occhi nel rendersene conto.<br />
Mio Dio, il sogno! Era il suo sogno della notte precedente, che si era avverato nel modo più meraviglioso e inaspettato possibile. Fin troppo bello per essere vero.<br />
Mai più avvocati, pensò Martina voltandosi per baciare Mauro piena di riconoscenza. Era ora di aprirsi alle nuove opportunità offerte dall&#8217;ingegneria informatica.</p>
<p>FINE</p>
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		<title>Sera d’estate (racconto di Mrs Robinson)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 10:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucrezia666</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Sera d&#8217;estate (racconto di Mrs Robinson) Una sera come tante: la solita mangiata all’aperto con i vicini di tenda… si ride, si scherza … lasciandosi andare all’allegria, complice forse la spensieratezza delle vacanze ed un bicchiere di rosso in più. Come sempre accade sono io a tenere banco, osservando, in apparenza distratta, le occhiate dei vari mariti allo spettacolo generosamente offerto del mio decolleté. ]]></description>
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<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Sera d&#8217;estate (racconto di Mrs Robinson)</p>
<p>Una sera come tante: la solita mangiata all’aperto con i vicini di tenda… si ride, si scherza … lasciandosi andare all’allegria, complice forse la spensieratezza delle vacanze ed un bicchiere di rosso in più. </p>
<p>Come sempre accade sono io a tenere banco, osservando, in apparenza distratta, le occhiate dei vari mariti allo spettacolo generosamente offerto del mio decolleté. </p>
<p>La pelle colorita dall’abbronzatura risplende sotto il top bianco, che copre appena i seni abbondanti e sodi. La brezza serale indurisce i capezzoli, che ora spuntano senza ritegno, sobbalzando ad ogni mio movimento. Un pareo sottile annodato di lato, fascia il bacino scendendo morbido lungo le gambe. </p>
<p>Durante la mia animata conversazione con i commensali accavallo le gambe, godendo degli sguardi che seguono il pareo scivolare dolcemente di lato, lasciando scoperte le gambe fino alle cosce… adoro la libertà dell’estate… un piccolo top ed un pareo sono il mio abbigliamento…la sensazione del cotone leggero sulla pelle nuda… sui glutei… l’idea di non indossare l’intimo… e leggere negli occhi del mio vicino la consapevolezza di essersene accorto. </p>
<p>Ma questa sera c’è qualcuno che anima la serata con me… una signora, piacente e ben vestita, mi osserva dall’altra parte della tavolata… rispondendo ad ogni mia provocazione, senza alcun apparente imbarazzo… la vedo osservarmi i seni… chinare leggermente la testa di lato, socchiudere gli occhi, mentre mi alzo… ed osservarmi ancora mentre mi avvicino a lei… volutamente mi scruta… quasi a voler trapassare quel lieve velo che separa le mie nudità dai suoi occhi desiderosi…. </p>
<p>È un’intesa immediata… con una scusa abbandoniamo la tavola, immergendoci nel buio del campeggio. Lontano dagli sguardi della gente sento la sua mano posarsi sui miei glutei, impugnarli stretti e stringerli fino a farmi male… le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> corrono lungo i miei fianchi come se fossi nuda… sui seni già turgidi e desiderosi del tocco delle sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>… li stringe… forte… fino a farmi riempire gli occhi di lacrime… il desiderio sale in me incontrollabile… mi guida alla sua tenda… </p>
<p>Siamo dentro… siamo sole… non so cosa mi accade… ma non riesco a fermarla quando avvicina la bocca alla mia, sfiorandomi con un bacio dolcissimo… sento il calore delle sue labbra, la morbidezza della sua bocca… mi sorprendo a stringerla, desiderando che quell’istante non finisca mai… schiudo leggermente le labbra invitandola ad entrare&#8230; mi cerca… la sua lingua scivola dentro di me… esplora la mia bocca&#8230; con dolcezza mi succhia le labbra… ci passa la lingua… e poi ancora la sua lingua incollata alla mia… sento i brividi invadere il corpo… sento i suoi seni premere sui miei… il desiderio esplode incontrollabile… con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> ci tocchiamo… provo piacere nel toccarle il sedere… la schiena… le bacio il collo… tutto mi viene così naturale… godo nel sentirla leccarmi l’orecchio… entrarci con la lingua… scendere lungo la gola e rituffarsi nella mia bocca aperta ad aspettarla… </p>
<p>Le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> frugano sotto il mio pareo… mi trovano già pronta… desiderosa di sentire la mano di una donna entrare dentro di me… voglio essere sua… guido il suo viso tra le mia gambe… offrendo ad una donna per la prima volta il mio frutto più nascosto… la sua lingua sfiora il clitoride, facendomi sussultare di desiderio… le labbra lo avvolgono nel calore della sua bocca… lo succhia piano… poi sempre di più… i miei umori di donna si mischiano alla sua saliva… la sua bocca beve la mia voglia… le dita penetrano sempre più a fondo… non ho più riserve… sento i brividi possedermi completamente… lei mi guida con forza verso il centro del piacere… io e lei… la cerco… voglio leccare anch’io il suo desiderio… tutto mi viene così naturale… siamo avvinghiate in un rapporto violento… ci lecchiamo entrambe affondando nel mare del nostro piacere… assaporo il gusto della sua intimità, provando un piacere infinito… con la lingua entro ed esco dai suoi buchetti… fino al più nascosto&#8230; la sento gemere del mio gioco… la sento spingere con il bacino contro il mio viso… per farmi entrare di più… ancora di più… mentre la sua lingua calda viola ogni mia lieve resistenza… sono dentro di lei… lei è dentro di me&#8230; é un orgasmo continuo… </p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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</p>
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</p>
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<p>Continued here:<br />
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		<title>Sera d’estate (racconto di Mrs Robinson)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 10:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Sera d&#8217;estate (racconto di Mrs Robinson) Una sera come tante: la solita mangiata all’aperto con i vicini di tenda… si ride, si scherza … lasciandosi andare all’allegria, complice forse la spensieratezza delle vacanze ed un bicchiere di rosso in più. Come sempre accade sono io a tenere banco, osservando, in apparenza distratta, le occhiate dei vari mariti allo spettacolo generosamente offerto del mio decolleté. La pelle colorita dall’abbronzatura risplende sotto il top bianco, che copre appena i seni abbondanti e sodi]]></description>
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<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Sera d&#8217;estate (racconto di Mrs Robinson)</p>
<p>Una sera come tante: la solita mangiata all’aperto con i vicini di tenda… si ride, si scherza … lasciandosi andare all’allegria, complice forse la spensieratezza delle vacanze ed un bicchiere di rosso in più. </p>
<p>Come sempre accade sono io a tenere banco, osservando, in apparenza distratta, le occhiate dei vari mariti allo spettacolo generosamente offerto del mio decolleté. </p>
<p>La pelle colorita dall’abbronzatura risplende sotto il top bianco, che copre appena i seni abbondanti e sodi. La brezza serale indurisce i capezzoli, che ora spuntano senza ritegno, sobbalzando ad ogni mio movimento. Un pareo sottile annodato di lato, fascia il bacino scendendo morbido lungo le gambe. </p>
<p>Durante la mia animata conversazione con i commensali accavallo le gambe, godendo degli sguardi che seguono il pareo scivolare dolcemente di lato, lasciando scoperte le gambe fino alle cosce… adoro la libertà dell’estate… un piccolo top ed un pareo sono il mio abbigliamento…la sensazione del cotone leggero sulla pelle nuda… sui glutei… l’idea di non indossare l’intimo… e leggere negli occhi del mio vicino la consapevolezza di essersene accorto. </p>
<p>Ma questa sera c’è qualcuno che anima la serata con me… una signora, piacente e ben vestita, mi osserva dall’altra parte della tavolata… rispondendo ad ogni mia provocazione, senza alcun apparente imbarazzo… la vedo osservarmi i seni… chinare leggermente la testa di lato, socchiudere gli occhi, mentre mi alzo… ed osservarmi ancora mentre mi avvicino a lei… volutamente mi scruta… quasi a voler trapassare quel lieve velo che separa le mie nudità dai suoi occhi desiderosi…. </p>
<p>È un’intesa immediata… con una scusa abbandoniamo la tavola, immergendoci nel buio del campeggio. Lontano dagli sguardi della gente sento la sua mano posarsi sui miei glutei, impugnarli stretti e stringerli fino a farmi male… le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> corrono lungo i miei fianchi come se fossi nuda… sui seni già turgidi e desiderosi del tocco delle sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>… li stringe… forte… fino a farmi riempire gli occhi di lacrime… il desiderio sale in me incontrollabile… mi guida alla sua tenda… </p>
<p>Siamo dentro… siamo sole… non so cosa mi accade… ma non riesco a fermarla quando avvicina la bocca alla mia, sfiorandomi con un bacio dolcissimo… sento il calore delle sue labbra, la morbidezza della sua bocca… mi sorprendo a stringerla, desiderando che quell’istante non finisca mai… schiudo leggermente le labbra invitandola ad entrare&#8230; mi cerca… la sua lingua scivola dentro di me… esplora la mia bocca&#8230; con dolcezza mi succhia le labbra… ci passa la lingua… e poi ancora la sua lingua incollata alla mia… sento i brividi invadere il corpo… sento i suoi seni premere sui miei… il desiderio esplode incontrollabile… con le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> ci tocchiamo… provo piacere nel toccarle il sedere… la schiena… le bacio il collo… tutto mi viene così naturale… godo nel sentirla leccarmi l’orecchio… entrarci con la lingua… scendere lungo la gola e rituffarsi nella mia bocca aperta ad aspettarla… </p>
<p>Le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> frugano sotto il mio pareo… mi trovano già pronta… desiderosa di sentire la mano di una donna entrare dentro di me… voglio essere sua… guido il suo viso tra le mia gambe… offrendo ad una donna per la prima volta il mio frutto più nascosto… la sua lingua sfiora il clitoride, facendomi sussultare di desiderio… le labbra lo avvolgono nel calore della sua bocca… lo succhia piano… poi sempre di più… i miei umori di donna si mischiano alla sua saliva… la sua bocca beve la mia voglia… le dita penetrano sempre più a fondo… non ho più riserve… sento i brividi possedermi completamente… lei mi guida con forza verso il centro del piacere… io e lei… la cerco… voglio leccare anch’io il suo desiderio… tutto mi viene così naturale… siamo avvinghiate in un rapporto violento… ci lecchiamo entrambe affondando nel mare del nostro piacere… assaporo il gusto della sua intimità, provando un piacere infinito… con la lingua entro ed esco dai suoi buchetti… fino al più nascosto&#8230; la sento gemere del mio gioco… la sento spingere con il bacino contro il mio viso… per farmi entrare di più… ancora di più… mentre la sua lingua calda viola ogni mia lieve resistenza… sono dentro di lei… lei è dentro di me&#8230; é un orgasmo continuo… </p>
<p>FINE</p>
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		<title>Nel buio della notte (racconto di Mario)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 11:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Nel buio della notte (racconto di Mario) Non sapevo se fosse il caldo, i rumori della notte di luglio, gli spiacevoli pensieri del lavoro: fatto sta che le gocce di sudore continuavano a scendere incessantemente dalla fronte, dal collo, dal torace, fino al lenzuolo, ormai pressoché fradicio. Insonnia: perché mi prendi soprattutto d’estate]]></description>
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<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Nel buio della notte (racconto di Mario)</p>
<p>Non sapevo se fosse il caldo, i rumori della notte di luglio, gli spiacevoli pensieri del lavoro: fatto sta che le gocce di sudore continuavano a scendere incessantemente dalla fronte, dal collo, dal torace, fino al lenzuolo, ormai pressoché fradicio. </p>
<p>Insonnia: perché mi prendi soprattutto d’estate? Perché mi fai girare e rigirare nel letto e camminare come uno zombie il mattino dopo? Cosa ho fatto di male per meritarmi questo? </p>
<p>Non ce la facevo più. Alla tele: nulla, come il solito. Un libro? Troppo impegnativo. Sentii di aver voglia di una rivista che impegnasse gli occhi, più che il cervello ormai inutilizzabile, così decisi di fare una cosa che non faccio mai: uscire a cercarla. </p>
<p>Le mutande, dove cavolo erano finite? Rinunciai a cercarle e infilai i jeans sporchi sulla pelle bagnata, una maglietta qualsiasi: chi mai vuoi incontrare alle tre del mattino di un lunedì notte? Fu solo quando fui in macchina che mi chiesi dove fosse possibile trovare un’edicola aperta a quell’ora assurda. Mente locale, check-up mnemonico; risultato: zero. Ma, improvviso flash: a dire il vero una collega raccontava spesso in ufficio della mamma malata che, nei rari momenti di pseudolucidità, si ostinava ad uscire di casa per andarsi a comprare il quotidiano, all’edicola sotto casa, aperta ventiquattr’ore al giorno. Dunque: casa di Cinzia. Dall’altra parte della città. Decisi comunque di provarci. D’altra parte la notte è sempre meno squallida del giorno: i pazzi escono, le inibizioni cadono. Per quale ragione poi? Niente da fare: cervello troppo spento anche per porsi domande troppo complicate. </p>
<p>Non troppo però per non ricordarmi che la vescica aveva bisogno di essere svuotata.Merda: non potevo pensarci prima di uscire? Beh, in ogni caso il tempo non mancava, no? Anzi, meglio usufruirne in quei rari momenti della vita nei quali abbonda. </p>
<p>Accostai allora in una piazzetta deserta con qualche albero. Niente meglio di un po’ di natura per far pipì, ci dicevano da bambini. Accostai all’angolo, spensi fari e motore, mi avvicinai all’albero prescelto ed eseguii con calma l’operazione di sbottonarmi la patta ed estrarre l’uccello, assaporando al contempo il suono dell’urina sulla corteccia e la brezza notturna. </p>
<p>“Hai una sigaretta?” Se non avessi già concluso l’operazione, dallo spavento mi sarei sicuramente pisciato sui pantaloni. Riuscii comunque a riinfilare il tutto nei jeans prima di girarmi. Lo vedevo poco, ma mi sembrò un tipo sui trentacinque-quaranta, jeans anche lui, camicia con le maniche arricciate aperta su di un torace indiscutibilmente palestrato ma villoso al punto giusto. </p>
<p>“Non fumo, mi spiace”, riuscii a proferire con voce tremante. Agitato. Per cosa poi? Non sembrava avesse assolutamente cattive intenzioni: tutt’altro. Voglia di parlare? </p>
<p>“Devo averti spaventato, scusa”. Bella voce, bassa bassa. “E’ solo che ti ho visto qui ho pensato di approfittarne.” Mi si avvicinò un poco. “Approfittarne.?” Chissà perché stavo cominciando a tremare. E il mio uccello a pulsare, come fa ogni volta che vedo un bell’uomo, e ad irrigidirsi contro il cotone dei jeans. </p>
<p>“Beh, non ho cattive intenzioni. Stai tranquillo.” E mi si avvicinò ancora di più. Era davvero un uomo intrigante. Forse quaranta, più che trentacinque, a vederlo da vicino. Ma intrigante. Intrigante a dir poco: proprio buono. Fisico possente, ma non ipercurato, Diciamo, un tipo alla Buce Willis. Ma coi capelli. </p>
<p>Si avvicinò di un altro passo. Ormai eravamo vicinissimi. E lui bellissimo. Io: paralizzato. Il mio uccello cominciò a premere sempre di più. Lui sembrò accorgersene: guardò fra le mie gambe. Poi rialzò lo sguardo e avvicinò il suo viso al mio. Lo prese con quelle che mi parvero grandissime <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>. E infilò la lingua nella mia bocca. Dapprima opposi una certa resistenza, ma poi cedetti e iniziai e leccare la sua come lui faceva con la mia. Nel frattempo i nostri corpi si fusero in un abbraccio tremante ma vigoroso che mi mise a contatto con la sua durissima erezione. Non pensai più a nulla: le mie <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> da sole cercarono i suoi marmorei glutei mentre le sue si infilarono sotto la mia maglietta cercando con ardore la pelle della mia schiena. Lui si staccò un attimo dal mio viso, mi guardò negli occhi fissamente e le sue dita cominciarono a slacciare la patta. Poi vidi la sua testa scendere lungo il mio busto. </p>
<p>Si fermò all’altezza dell’ombelico , sollevò la t-shirt e, mentre cominciava a leccare il mio addome io pensai vagamente che ero con la schiena contro un albero di una piazza a me sconosciuta della mia città, alle tre di notte, ad accoppiarmi con un maschio stupendo. Fu il mio ultimo pensiero, perché quando le labbra di lui arrivarono alla mia cappella, già piuttosto bagnata, semplicemente cominciò l’estasi. </p>
<p>La sua lingua leccò dapprima, leggermente, tutto il filetto., poi lui tornò a guardarmi prima di ingoiare il mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>, duro come l’avevo sentito poche volte. Il calore della sua bocca sulla mia cappella in fiamme fu stupendo e io cominciai a gemere. Intanto le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> mi strappavano impazientemente i jeans. Liberai i piedi dalle scarpe mentre la sua bocca cominciava, lentamente ed armoniosamente, un pompino da brivido. Non so come facesse, ma lo ingoiava proprio tutto, fino alla base, mentre le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> passavano dalle palle all’interno delle cosce, alle mie chiappe. Sentii che stavo per venire. Lanciai un gemito ma lui non si staccò dal mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> e io sentii i fiotti di sborra che stavo eiettando in quella bocca caldissima. Lui non si spostò e la bevve invece tutta, spremendo il mio uccello dalla base alla cappella per farla uscire totalmente. </p>
<p>Non so se urlai o no durante l’orgasmo; ricordo invece il sapore della sua bocca impastata della mia sborra mentre cercava la mia lingua. Incredibilmente, la mia eccitazione non diminuì, e, anzi, assecondai volentieri il suo movimento quando mi sentìi afferrare per i fianchi e girare faccia al tronco. Le sue braccia si strinsero al mio petto mentre sentivo il suo <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che cercava il buchetto. Eccitato come un pazzo divaricai le gambe il più possibile per facilitargli la penetrazione. D’altra parte non posso negarlo: dal momento in cui l’avevo visto non aspettavo che quel momento. Praticamente non sentii dolore quando la sua cappella scivolò, lenta, dentro di me, ma solo la sensazione di essere pieno di qualcosa , di qualcuno, che desideravo da tanto tempo. Non emetteva alcun suono mentre il movimento aumentava di intensità, da lentissimo, gradatamente, ad uno stantuffio regolare che mi faceva provare il paradiso. Da quanto tempo non godevo in quel modo? Mi sembrava che dal mio cervello, il piacere, attraverso la colonna vertebrale, fosse un tutt’uno con quel membro che mi martellava, sempre più velocemente, in sintonia con il battito del mio cuore. Il piacere era troppo forte: sentii che stavo per raggiungere un nuovo orgasmo e mi sentii gridare: “Sbattimi più forte: sto venendo!”. Ma non c’era bisogno di dirglielo: il ritmo era ormai frenetico e il suo ansimare ora quello di uno stallone. Sentii l’eiaculazione proprio mentre a lui usciva un grido strozzato e i colpi si facevano, se possibili, ancora più profondi, in corrispondenza del suo, di orgasmo. </p>
<p>Rimanemmo avvinghiati nella stessa posizione ancora a lungo, credo. Poi lo senti, a malincuore, che si ritirava. Io mi rigirai e lui mi diede un altro, profondissimo bacio. E si allontanò nell’ombra. </p>
<p>Non l’ho più rivisto. Non so come si chiamasse. Non so chi fosse, ne quanti anni avesse ne da dove venisse, né perché fosse lì quella sera e cosa lo ispirò in me. </p>
<p>So solo che quella notte non ebbi bisogno della rivista per dormire, profondamente, fino al mattino dopo.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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</p>
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		<title>Il Biglietto nella Scarpa (racconto di Merlino)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 18:22:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Il Biglietto nella Scarpa (racconto di Merlino) Ilario è un ragazzo di quattordici anni, alto e magro, con un ciuffo di capelli biondi che porta pettinato su un occhio in onore dei cartoni animati giapponesi di cui è un fan. Controvoglia si trova al mare in una pensione a conduzione familiare dove lo hanno condotto i genitori che ancora non gli permettono di fare le vacanze da solo, come lui vorrebbe. Per giunta la pensione è lontana dal paese. ]]></description>
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<p>Il Biglietto nella Scarpa (racconto di Merlino)</p>
<p>Ilario è un ragazzo di quattordici anni, alto e magro, con un ciuffo di capelli biondi che porta pettinato su un occhio in onore dei cartoni animati giapponesi di cui è un fan. Controvoglia si trova al mare in una pensione a conduzione familiare dove lo hanno condotto i genitori che ancora non gli permettono di fare le vacanze da solo, come lui vorrebbe. Per giunta la pensione è lontana dal paese. “Che meraviglia la campagna – ha dichiarato il padre – silenzio e pace ovunque”. Ma Ilario non è d’accordo, non sul fatto che non ci sia pace e silenzio, ma sul fatto che tutto ciò sia meraviglioso. E poi neppure la spiaggia è vicina e occorre la macchina per recarsi a fare il bagno. Per questo la pensione è dotata di piscina –  una bella piscina dove, grazie al sole, l’acqua è sempre calda &#8211;  come subito hanno fatto notare i proprietari del piccolo albergo.</p>
<p>Dopo un paio di giorni Ilario si è già disperatamente annoiato. Gli ospiti della pensione sono tutti anziani o famiglie con bambini piccoli e lui non ha nessuno con cui stringere amicizia. I suoi lo hanno portato sulla spiaggia più vicina – venti minuti di macchina – ma anche lì non ha trovato nessuno di suo gusto ed è rimasto vicino alla madre, sdraiato a prendere il sole e a leggere un romanzo di Camilleri.</p>
<p>Un pomeriggio, mentre i suoi genitori sono in camera per il riposino pomeridiano, Ilario, sempre più annoiato, apre la finestra della sua stanza e lascia entrare l’aria caldissima che gli soffia in faccia come se avesse un asciugacapelli di fronte. Guarda annoiato verso il basso e scorge il bel figlio dei proprietari che si sta avvicinando alla piscina. E’ un ragazzo di vent’anni dal fisico robusto che, naturalmente, Ilario aveva già notato e apprezzato. Si muove con passo elastico, dondolandosi lentamente e tenendo le braccia lievemente scostate dal corpo. Arrivato sul bordo della piscina comincia a togliersi le scarpe da ginnastica chinandosi e allungando la mano mentre saltella in precario equilibrio. </p>
<p>Si spoglia? Vuol fare il bagno. Meno male che ho guardato fuori. Dai dai spogliati ecco così sfila la maglietta che fisico! E che bella abbronzatura! L’ho sempre osservato vestito da cameriere ci serve durante il pranzo sempre imbronciato senza sorridere. Oh, si sta carezzando il petto che libidine. Ora i jeans, sì ecco che se li sfila. Attento cadi! No ha un buon equilibrio. Li scuote li ripiega ordinato il tipo! Ha anche un bel sedere. Peccato che porti già il costume e meno male che è molto piccolo …. Ha ha ha vorrei sfilarglielo permetti Ermo? Ha anche un bel nome. Penso sia un’abbreviazione di Ermete che era un dio delle acque, ma anche il bello, l’amante … sì mi sembra di ricordare. Ecco si tuffa in quel brodo che è l’acqua della piscina.</p>
<p>Il bell’Ermo nuota avanti e indietro nell’acqua e Ilario si sforza di osservarlo, ma spesso il nuotatore è fuori dalla visuale e allora Ilario decide di scendere in giardino. Richiude la finestra ed esce dalla stanza. Scende le scale saltando i gradini due a due e poco dopo si trova sul bordo della piscina. Porta una sedia di tela fin lì e finge di essere interessato soltanto ad abbronzarsi la faccia. Socchiude gli occhi ma li mantiene abbastanza aperti da non perdere un attimo di vista il nuotatore che pare quasi di essere impegnato in una gara, tanto forza le bracciate. Dopo un po’ Ermo rallenta e si ferma, si allunga nell’acqua mettendosi sdraiato, galleggiando, languidamente in mostra e Ilario non può fare a meno di alzare la testa per osservarlo meglio.</p>
<p>Come sei bello! Guarda i pettorali, proprio come piacciono a me possenti e con le areole piccole e scure. Baciargli i capezzoli! Sentirli eretti sotto la lingua preludio a … Ora che il mio sguardo scende verso il basso verso il basso verso il basso il piccolo costume lascia intravedere i peli un’esile lancia di peli indica il posto segreto si insinua sotto al costume … guarda, il calore del sole deve aver risvegliato qualcosa al bell’Ermete. Ops, anche a me è successo lo stesso come faccio? Lo tocco o no? La mano scivola …. Ma dov’è finito il nuotatore? Non lo vedo più. Basta distrarsi un attimo che le visioni svaniscono.</p>
<p>«Che fai solo solo? Ti stai facendo una sega?» </p>
<p>Ermo compare con le braccia poggiate al bordo della piscina, poi si tira su e l’acqua gli scorre via dal corpo raccogliendosi in una pozza ai suoi piedi. Scuote la testa mandando alcune gocce addosso al ragazzo che resta muto, con gli occhi spalancati per la sorpresa. Poi Ilario fa scivolare via la mano che teneva stretta all’inguine e riesce a mormorare, imbarazzato: « Stavo quasi addormentandomi qui sotto al sole … ­­­­– poi con maggiore vivacità – Sai che nuoti proprio bene?».</p>
<p>«Lo so, partecipo anche ai campionati provinciali. Vuoi tuffarti? Io torno in acqua» dice Ermo mentre si strizza il costume agguantandosi  stoffa e palle facendo ruscellare a terra una piccola cascata. Il gesto fa balzare in piedi Ilario che è arrossito in volto. «No, no, non posso …. Devo tornare in camera, grazie comunque, ma non nuoto poi molto bene. E non ho il costume, ero sceso a prendere un po’ d’aria, ma forse …» Ermo non lo sta a sentire e già si è tuffato e riprende a nuotare vigorosamente.</p>
<p>Avrei dovuto andare? Stavo per farlo, lui non ha aspettato. Ma non ho il costume, come facevo? Per di più ho il coso ritto.  Come si fa? Mi ha parlato, come è bello! Non ho mai visto un ragazzo così bello, affascinante affascinante affascinante.</p>
<p>Si volta di malavoglia dopo aver lanciato un altro sguardo verso Ermo e si incammina lentamente verso la pensione. Arrivato in camera si toglie la maglietta che indossa, si sfila i pantaloncini e gli slip e si sdraia con un sospiro. E’ ancora in erezione. Ammira per un momento il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> che mostra già alcune gocce di desiderio, poi lo agguanta con entrambe le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> e comincia a masturbarsi con violenza. La testa si piega all’indietro forzando sul cuscino, il suo ciuffo biondo si allarga coprendogli buona parte del volto, un lieve rantolare esce dalla bocca socchiusa. Ben presto si levano dei lunghi spruzzi che in parte gli arrivano sul volto e sui capelli.  Si distende rilassato e dopo qualche minuto si addormenta.</p>
<p>Quando si sveglia resta un momento confuso, si stira, si passa una mano sui capelli e li trova tutti incollati dal suo sperma. Si ricorda all’improvviso e scende dal letto precipitandosi alla finestra per cercare l’atletica figura di Ermo. Non lo vede, la piscina ora è affollata, vede molti ospiti della pensione, ragazzini che si tuffano producendo grandi schizzi, li sente gridare allegri, ma lui se n’è andato. Si infila i pantaloni e corre in bagno dove cerca di eliminare le tracce di sperma che denunciano le sue azioni “impure”, si sciacqua senza molta convinzione, poi torna in camera dove indossa anche una maglietta pulita. Tra non molto qualcuno dei suoi verrà a cercarlo e lui deve trovare una scusa per non accompagnarli al mare. Dirà che ha mal di testa e che non vuole prendere ancora del sole. Dirà che vuole sedersi all’ombra nel giardino, a leggere …. Qualcosa dirà, ma ora vuole trovare un espediente per avere un incontro con Ermo. Non sarà facile, ma deve  avere il suo primo incontro d’amore. A pensare alla parola amore sente un brivido corrergli per la schiena e una mano corre a toccare il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> già sveglio e pronto. Ma che può fare? E’ anche timido, non riuscirà mai a dichiararsi. Si siede al tavolino sopra il quale tiene dei libri e un blocchetto su cui inizia a fare degli scarabocchi. La mano corre quasi da sola e dopo un po’ sta scrivendo delle parole. Tu non sai chi sono e non devi saperlo. Se stanotte alle due verrai nel capanno degli attrezzi e mi aspetterai bendato, io ti procurerò il più grande piacere che tu abbia mai provato. Allarga le gambe e lasciami fare. La mia bocca è dolce e saprà addolcirti la notte. Un ammiratore segreto. Vieni! </p>
<p>Ilario rilegge quanto ha scritto. E’ una stupidaggine? Ma lui deve pur fare qualcosa.  Riflette sulla firma che ha messo: “un ammiratore segreto”. Capisce che così Ermo saprà che lui è un maschio, ma non vuole sostituire “ammiratore” con “ammiratrice”. Riflette a lungo sul problema e alla fine si firma: “Chi ti ammira in segreto”. Soddisfatto della scappatoia trovata, ricopia con cura il biglietto, lo piega in quattro e se lo mette in una tasca. E ora? Come fare a consegnarlo? Va a bussare alla porta dei genitori e li informa che resterà alla pensione a leggere. Emozionato, scende di nuovo in giardino e si avvicina alle persone che attorniano la piscina. Scova una sedia a sdraio dimenticata sotto a una palma rinsecchita, la trascina verso la piscina – non troppo vicino né tanto lontano da non potersi accorgere dell’arrivo del bell’Ermete.</p>
<p>No, lui non c’è, ci sono soltanto panzoni e ragazzini indiavolati. Ma chissà che non venga, deve venire, io sto qui ad aspettarlo. Guarda, pensare a lui me lo fa rizzare di nuovo. Ci pianto sopra il libro non vorrei destare scandalo ma poi che faccio se non posso neppure leggere? Mi annoio mi annoierò devo restare devo restare.</p>
<p>Dopo poco, però, l’attenzione di Ilario cala drasticamente, addirittura lui si appisola. E’ un pallone che gli cade addosso a risvegliarlo e lui arrabbiato si alza borbottando e lo scalcia lontano  destando le proteste di un gruppo di ragazzini . Il pomeriggio trascorre lentamente e man mano che il tempo passa le piscina si svuota. Ormai restano poche persone e a un tratto Ilario lo vede: Il bel giovane è uscito da una porta usata solo dalla servitù, ha un asciugamano sul braccio , indossa dei pantaloncini corti e una maglietta di cotone molto attillata che mette in luce i suoi pettorali. Cammina con scioltezza e a testa alta, come un dio che passa attraverso una folla di fedeli. Ilario è quasi tentato di alzarsi in piedi per tributargli il rispetto che il dio merita, ma poi resta immobile e lo segue con lo sguardo. </p>
<p>Si avvicina mi passerà accanto che cosce possenti intravedo i capezzoli che premono sulla maglietta ecco è qui hai! Allora mi ha riconosciuto, mi ha colpito con l’asciugamano e si è volto verso di me ha sorriso? Un po’, mi ha anche sorriso!</p>
<p>Il ragazzo osserva affascinato il suo idolo. Lo vede togliersi le scarpe da ginnastica, sfilarsi la maglietta e i pantaloncini e deporre i suoi indumenti in disparte, sull’erba, poi correre verso l’acqua e tuffarsi. Nuota veloce e i ragazzini rimasti in piscina si fermano per guardarlo. Un paio applaudono. Ilario, cercando di dimostrare indifferenza, si incammina verso gli abiti di Ermo. Si ferma guardandosi attorno, nessuno bada a lui. Rapido si china e infila il suo biglietto dentro a una scarpa. Non potrà non vederlo. Si allontana con le gambe che gli tremano dal luogo dell’audace misfatto. E’ sudato, sente il sudore sotto le ascelle, il suo cuore batte all’impazzata ma si sente vivo come non mai. L’ha fatto! Ora Ermo leggerà il suo biglietto. E poi? Poi quello che deve essere sarà. E’ eccitato ed emozionato. Corre in camera dove si fa una doccia. </p>
<p>Dopo aver cenato assieme ai suoi torna subito in camera rifiutando di accompagnare i genitori nella solita noiosa camminata. Ha altro da pensare lui!  Cerca di leggere ma è distratto, volta pagina ma non ricorda niente di quanto ha letto, torna indietro, ma poi abbandona il libro. E’ nervoso, forse impaurito. Andrà all’appuntamento? Ma il problema è se ci andrà Ermo. Avrà sul serio gli occhi bendati? Difficile pensarlo. Prova a immaginarsi diverse scene relative a diversi possibili atteggiamenti di Ermo e arriva anche a quella in cui lui viene preso a pugni per averlo fatto venire nel ripostiglio alle due di notte. Certo che se non trova chi si aspettava … </p>
<p>Dunque ricapitoliamo: Ci sono soltanto un paio di ragazze qui nella pensione. Non so se erano in piscina oggi. Io c’ero e mi ha visto mi ha colpito pure con l’asciugamano. Allora si immaginerà che il biglietto sia il mio? Se sì e viene all’appuntamento sono al sicuro e potrò affondare le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> la bocca la lingua sul suo … lo leccherei tutto. Guarda lì sono già eccitato è duro come un piolo che faccio? A pensare quello che stasera potrebbe capitare non riesco a tenere le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> lontane dal <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>. Già che ci sono che c’è di male? Sono a letto in camera mia eccitato e nervoso …. Mi farà bene.</p>
<p>Dopo, rilassato, Ilario si addormenta  e dome come un angioletto, resta tra i suoi sogni (poco angelici) fino all’una quando si sveglia di soprassalto e guarda immediatamente l’orologio. Si è svegliato in tempo, per fortuna. Senza pensare ad altro va in bagno a lavarsi la faccia, si pettina con cura e si sistema il ciuffo con un po’ di gel finché non è soddisfatto della sua immagine. Si veste con attenzione, indossando la maglietta che più gli piace, dei bermuda e un paio di scarpe di corda. Si è anche messo un paio di mutande quasi nuove che ritiene gli mettano bene in evidenza gli attributi. Davanti allo specchio si è rammaricato per le natiche un po’ magre che a confronto alle rotondità “barocche” di Ermo fanno davvero una misera figura. Alla fine scende le scale con cautela sperando di non essere sorpreso da qualcuno, esce dall’edificio e attraversa il giardino. Il ripostiglio degli attrezzi è là, addossato al muro di cinta oltre il quale c’è la strada. Arriva davanti alla porta del ripostiglio  che ha sempre la chiave infilata nella toppa, visto che all’interno ci sono soltanto sedie di plastica e qualche attrezzo per la pulizia della piscina ed entra con il cuore in gola.</p>
<p>Tranquillo, ancora non può essere arrivato, è presto. Be’, mica tanto presto. Dentro è buio, ma è meglio non accendere la luce. Chissà poi se c’è una lampada qui. Lascio la porta spalancata così lui vedrà che sono già qui e un po’ di luce entra dentro anche. No non c’è nessuno. Mi siedo e l’aspetto. Ecco sistemiamo una sedia qui dove poi dovrà mettersi lui mentre io  sarò inginocchiato tra le sue gambe occupato sì impegnato a dargli piacere. Gli farò sfilare i pantaloni e gli carezzerò le cosce che meraviglia le sue cosce muscolose coperte di un’erotica peluria le leccherei salendo poi mi dedicherei alle palle e lui rovescerebbe la testa gemendo chissà che sapore hanno ho letto in un libro che sanno di muffa no di muschio ma scommetto che sono saporite la natura le condisce per renderle attraenti ma non ce la faccio più giù i bermuda giù le mutande oh, eccolo qui agitiamolo un po’ oddio la porta è aperta se passa qualcuno mi vede e se arriva lui? Chissà che ore sono è presto non c’è nessuno avanti con una mano mi strizzo le palle con l’altra su e giù su e giù … e se provassi a infilare un dito nel buchino? Entra sì ma è difficile ci vorrebbe qualche unguento … </p>
<p>Ilario si masturba tre volte prima di convincersi che il bel giovane che aspetta non verrà. Quando finalmente esce dal ripostiglio un po’ barcollante è quasi contento che la sua attesa sia stata vana. In realtà è  soddisfatto così. Ha inventato un nuovo gioco a cui si dedica totalmente. Nei giorni seguenti mette altre tre volte un biglietto nella scarpa di Ermo ripetendo poi tutta la scena dell’appuntamento notturno durante la quale si masturba con passione.</p>
<p>L’ultimo giorno di permanenza nella pensione si reca ancora una volta in piscina nell’ora in cui è probabile incontrarvi l’oggetto della sua passione. Ormai sa che nelle prime ore del pomeriggio, quando quasi nessuno è in acqua, Ermo si allena con potenti bracciate. Infatti eccolo lì. Che spettacolo! Anche Ermo lo vede e, per la prima volta, lo saluta con la mano e gli grida: «Le mie scarpe sono là, sotto la palma». E poi riprende a nuotare come se niente fosse.</p>
<p>Allora sa che ero io lo sa ma non è venuto va bene lo stesso c’è stato un contatto avrà pensato qualche volta cosa volevo fargli non è arrabbiato anzi è spiritoso ma se viene fuori dall’acqua mi vergogno non so che dire.</p>
<p>Ilario corre verso l’edificio e sale precipitosamente le scale. Sta sorridendo e continuerà a lungo a tenersi il sorriso stampato in faccia.</p>
<p>FINE</p>
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		<title>Alla fermata dell’autobus (racconto di Diabolik1)</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 11:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pamela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
		<category><![CDATA[elisabetta]]></category>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Alla fermata dell&#8217;autobus (racconto di Diabolik1) Ci sono delle giornate che iniziano male e finiscono anche peggio. E ci sono giornate che iniziano male, che non lasciano promettere niente di buono, ma che poi improvvisamente si aprono in un barlume, facendoti uscire dall’oscurità della sfortuna e iniziare a percorrere un tratto di strada soleggiato. Quel giorno era destino che fosse proprio così. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div>
<p><strong><b></p>
<p><a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></b></strong></p>
<p>Alla fermata dell&#8217;autobus (racconto di Diabolik1)</p>
<p>Ci sono delle giornate che iniziano male e finiscono anche peggio.<br />
E ci sono giornate che iniziano male, che non lasciano promettere niente di buono, ma che poi improvvisamente si aprono in un barlume, facendoti uscire dall’oscurità della sfortuna e iniziare a percorrere un tratto di strada soleggiato.<br />
Quel giorno era destino che fosse proprio così.</p>
<p>Al mattino, quando uscii di casa, scoprii che mi avevano rubato la macchina: di conseguenza, dapprima la denuncia a carabinieri e poi, con tutte le difficoltà del caso, l’inizio delle attività di tutti i giorni, con l’ufficio e tutto quello che ne consegue.<br />
Nel pomeriggio, verso le sei, decisi che era giunto il momento di interrompere la monotonia di una giornata sfigata (come dicevo la giornata era iniziata male e durante la giornata nulla lasciava presagire niente di meglio) e quindi di andare in piscina per farmi una nuotata e non pensare più a tutto quello che mi era capitato.</p>
<p>Laura.<br />
Laura era ormai un lontano ricordo.<br />
Non ho più avuto il piacere di avere rapporti, anche solo epistolari o telefonici, con lei, dopo che mi aveva chiamato per farmi conoscere Elisabetta, come ho già raccontato<br />
Da allora non ebbi più alcun contatto con lei.<br />
Appariva sempre più evidente come un capitolo molto importante della mia vita si era definitivamente concluso.<br />
Anche di Olga non seppi più assolutamente nulla, volatilizzata nel vento, solamente un gran bel ricordo.<br />
Quando pensavo a lei, spesso il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> mi diventava duro, ma più passava il tempo meno pensavo a quell’affascinante donna di nome Olga.<br />
E di Elisabetta cosa vi devo dire di più di quanto vi ho già raccontato ?<br />
Quando tornai dal suo matrimonio, ogni giorno che passava avvertivo che le mie sensazioni erano sempre più contrastanti: non sapevo più se essere felice per lei oppure no, non sapevo se dovevo sentirmi triste perché la più importante storia d’amore della mia vita era finita ed io ero di nuovo solo, forse ancora più solo di prima.<br />
Vi ho detto di quanto lei fosse stata importante per me, e quindi era normale che nel mio cuore fosse sceso un velo di tristezza, tristezza e malinconia.<br />
Sicuramente non ero depresso, questo no, ma, per circa un anno, non cercai nessuna donna, e non ero interessato ad intessere una nuova relazione. </p>
<p>Diciamo che non ero sul mercato.</p>
<p>Ma il destino è strano e a volte ti gioca scherzi curiosi.<br />
In piscina, quel pomeriggio, c’era il solito gruppetto di donne, non voglio dire in adorazione, ma certamente molto interessate alla mia persona (Elisabetta ci aveva tenuto molto che io curassi il mio aspetto, perchè, diceva, era un segno di distinzione e solo le persone con poco amor proprio non curano il loro corpo; e solo chi nutre rispetto e amore del proprio corpo può effettivamente amare la propria donna. La logica conseguenza di tutto questo era che se io l’amavo veramente dovevo sempre essere in forma, e, da allora, non ho più smesso di curarmi, nemmeno dopo che lei non era più con me).<br />
Malgrado l&#8217;evidente interesse delle donne presenti, non ero minimamente interessato a loro, tanto meno all’idea di uscire con una di loro.<br />
Elisabetta per me era stata molto importante e la mia razionalità m&#8217;imponeva di rimanere fedele al ricordo di quella magnifica donna. Capitava che la notte mi svegliassi completamente bagnato perché sognavo di fare l’amore con lei, e in quei momenti ci restavo malissimo, rendendomi conto che lei non era più accanto a me. </p>
<p>Quella sera, quando uscii dalla piscina dopo aver lungamente nuotato, ero veramente arrabbiato: avrei dovuto prendere i mezzi pubblici per tornare a casa e non ne avevo alcuna voglia, perchè il nuoto mi aveva stancato e desideravo soltanto rilassarmi.<br />
Non volevo in alcuno modo affrontare la calca dell’autobus nell&#8217;ora di punta.<br />
Ma non c’erano alternative.<br />
Dovevo farlo.<br />
Quando stavo per arrivare alla fermata mi vidi passare davanti l’autobus, e quindi mi si prospettava una lunga attesa.<br />
Solo pochi secondi dopo di me arrivò una giovane ed avvenente donna sulla trentina, dall’aspetto molto curato, che dopo avermi squadrato per alcuni secondi mi si sedette accanto sul muretto, aspettando anche lei l’autobus successivo.<br />
All’inizio non ci scambiammo nemmeno una parola.<br />
Poi, forse per vincere la noia, cominciammo a parlare, e così scoprii che abitavamo nello stesso palazzo, e che lei era venuta a vivere nella mia città da poco; era milanese, e tutta la sua vita l&#8217;aveva passata in quella città.<br />
A Milano, mi disse, lei conviveva con un uomo ancora sposato, e quando le venne detto del suo momentaneo trasferimento in un&#8217;altra città, fu proprio il suo uomo a convincerla ad accettare la proposta di lavoro.</p>
<p>Dopo circa un’ora di attesa, alcuni passanti c&#8217;informarono che c’era stato un grave incidente stradale solo cinque chilometri prima di dove ci trovavamo noi, e che l&#8217;attesa non sarebbe stata di certo breve.<br />
Quando finalmente arrivò, l’autobus era strapieno, ma noi decidemmo comunque di prenderlo, esasperati per il ritardo.<br />
Salimmo dunque sul mezzo pubblico, e la ragazza mi chiese se si poteva accostare a me, perchè non si fidava delle altre persone, avendo già sperimentato in quanti allungassero le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>,<br />
Ovviamente le dissi che non c&#8217;erano problemi.<br />
Continuammo così a chiacchierare.<br />
Le chiesi quale fosse il suo nome, e lei mi rispose che si chiamava Roberta.<br />
A causa degli scossoni dell&#8217;autobus, spesso venivamo in contatto, e altrettanto spesso capitava che una mia mano le sfiorasse le tette (in maniera del tutto involontaria, visto che quando gesticolavo e l’autobus frenava, lei perdeva l’equilibrio e mi cadeva addosso) e una volta fu lei ad appoggiare (nella medesima situazione mia) la sua mano sul mio <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a>.<br />
La cosa finì lì, perchè io non avevo alcuna intenzione di invischiarmi in una storia che sapevo essere perdente fin dall’inizio.<br />
Roberta reagì in maniera evidente al contatto con il mio membro, e devo dire che nemmeno io rimasi indifferente al contatto con le sue tette.<br />
Sembrava chiaro, però, che si trattasse solo di quel piacere che una donna, evidentemente disinibita e sessualmente libera, prova al contatto con l’uccello di un uomo.<br />
Arrivati a destinazione, scendemmo dall’autobus e ce ne andammo nelle rispettive case, quasi senza scambiare una parola.</p>
<p>Dopo una rilassante e tonificante doccia, pensai ad organizzare la serata: un film ed una pizza sembravano una prospettiva abbastanza allettante:<br />
Stavo ormai per uscire di casa, quando sentii delle urla provenire dall’appartamento di Roberta.<br />
Origliando vicino al muro, sentii che lei era inferocita perchè il suo uomo le stava comunicando la decisione di tornare con la moglie, e che perciò le avrebbe spedito tutti i suoi vestiti al suo nuovo indirizzo, e che non si sarebbero più rivisti.<br />
Le grida della ragazza crescevano sempre di più.<br />
Poi, d&#8217;improvviso, cessarono.<br />
In cuor mio pensai a quanto il mondo fosse strano: Roberta era veramente attraente ed era rimasta sola&#8230; ed io&#8230; beh&#8230; di me sapete già tutto quello che serve sapere.<br />
Mi era comunque passata la voglia di uscire.<br />
Mi cambiai, togliendomi gli abiti che avevo indossato per uscire, accesi la televisione e continuai a pensare alla ragazza.</p>
<p>Mentre sprofondavo in quei pensieri, mi addormentai come un sasso.<br />
Dopo circa due ore di sonno, sentii che il campanello di casa suonava con insistenza.<br />
Pensai subito a qualche vecchio vicino rompicoglioni, pronto a lamentarsi per il volume della televisione, anche se l&#8217;audio era molto basso.<br />
Insonnolito andai ad aprire alla porta e…</p>
<p>Per un attimo mi chiesi se aprire, visto che ero in pantaloncini corti e nient&#8217;altro, ma andai lo stesso a socchiudere la porta: di fronte a me, e con mia grande sorpresa, c’era Roberta.<br />
Lei era magnifica.<br />
Indossava una minigonna attillata nera (di quelle che si usano nelle serate in cui vuoi fare colpo su qualcuno ma non ti vuoi impegnare troppo) con delle calze leggerissime e che mostravano tutta l’avvenenza delle sue splendide gambe: sopra portava un body bianco senza reggiseno, da cui trasparivano i capezzoli.<br />
La ragazza aveva un seno magnifico, sodo e dalla forma perfetta, e dalle proporzioni veramente molto interessanti.<br />
Roberta era truccata di tutto punto.<br />
Le labbra erano di un rosso intenso, quasi scuro, e le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> erano lunghe e sottili: alle dita non portava anelli, mentre le unghie erano laccate di un rosso intenso, della stessa gradazione del rossetto.<br />
Ai piedi calzava un paio di scarpe con il tacco a spillo, di almeno una decina di centimetri, e i capelli erano di un biondo lucente, pettinati con la riga da una parte, e legati dietro in un romantico e sensuale chignon.<br />
Era una visone veramente straordinaria.<br />
Roberta sembrava quasi una donna uscita da un film di Bogart: sensuale ed altera allo stesso tempo.</p>
<p>Io, quando mi sveglio, ho un piccolo problemino, che a volte diventa l’artefice di situazioni molto interessanti: ho il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> sempre in erezione e anche quella sera era così, e dai pantaloncini il tutto veniva sottolineato in maniera assolutamente evidente.<br />
Per nulla imbarazzata dal fatto che io fossi in quelle condizioni, Roberta entrò chiedendomi se avevo dello champagne perché voleva festeggiare; io le domandai che cosa lei volesse festeggiare, e lei mi rispose che io, senza dubbio, avevo ascoltato la sua litigata con il compagno che aveva a Milano. Dopo aver pianto ed essersi disperata per una buona ora, aveva deciso che bisognava festeggiare, sia la sua liberazione da uno stronzo, sia il fatto che lei era tornata single.<br />
Le chiesi un attimo per indossare qualcosa di più appropriato per l’occasione, ma lei senza scomporsi più di tanto mi disse che i bei corpi vanno mostrati senza vergogna e che a lei faceva piacere vedere un bel corpo maschile.<br />
Poi mi disse che nel pomeriggio il suo capo le aveva chiesto di rimanere a lavorare nell&#8217;ufficio della mia città, e che però le aveva dato dei giorni per pensarci,  ma ormai lei era sempre più orientata orientata ad accettare la proposta del suo capo.</p>
<p>Da parte mia le dissi che ero felice che lei avesse deciso di non tornare a Milano.<br />
Andai a prendere lo champagne e le dissi che dovevo prendere i calici, ma lei mi interruppe e maliziosamente mi provocò, dicendomi che avremmo bevuto dalla sua scarpa nuova: la cosa mi fece ulteriormente drizzare l’uccello. </p>
<p>Quella donna emanava una carica erotica pazzesca, e l’avevo percepita anche sull’autobus, ma allora sembrava trattenuta come se si stesse sforzando di rimanere calma: ora i freni inibitori, evidentemente, non avevano più ragione di rimanere tali e la straordinaria sensualità di Roberta esplose in tutta la sua intensità.<br />
La vidi prendere la bottiglia e mettersela in mezzo alle tette e allontanarsi da me, dandomi le spalle: io, per parte mia, non riuscivo più a controllarmi. Era da più di un anno che non toccavo una donna e dallo stesso tempo che non provavo un desiderio sessuale così forte e dirompente.<br />
Andai verso di lei, la voltai verso di me e poi, prendendola per i fianchi, la tirai verso di me: poi, presa la bottiglia e posatala su un tavolino, baciai la ragazza sulla bocca, e lei si fece trasportare dal mio bacio fino al punto che, mentre le nostre labbra erano ancora unite, le sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> mi tolsero i pantaloncini, iniziando a farmi un&#8217;incredibile sega. </p>
<p>Ormai il dado era tratto.<br />
In me un pò di senso di colpa si affacciò, ma poi mi ricordai di una mail di Elisabetta che mi annunciava di essere incinta, dimostrandomi che la sua vita matrimoniale andava a gonfie vele; e allora perché io dovevo continuare a fare il cretino e perdermi tutte quelle occasioni? Ma, soprattutto, perché dovevo perdermi una donna sicuramente attraente, giovane, sexy e così incredibilmente infoiata? Non riuscii a trovare una risposta adeguata a quelle domande, perché di fatto non ne esistevano. </p>
<p>Le tirai giù la gonna e poi le slacciai il body, infilandole un dito nella <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> già bagnata dei suoi umori.<br />
Quando la penetrai con il dito lei lasciò le mie labbra e mi sussurrò che nessuno l’aveva mai penetrata con tanta sicurezza prima e che mi voleva dentro di se.<br />
Lei s&#8217;inginocchiò ai miei piedi, e iniziò a spompinarmi il <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/cazzo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cazzo">cazzo</a> ormai duro come il marmo: quindi si distese sul divano ed io le andai sopra e senza dire nulla, con un unico e deciso colpo, entrai in lei.<br />
Roberta emise un urletto di piacere e poi mi disse, senza troppi giri di parole, di scoparla tutta.<br />
Dopo alcuni minuti in cui la penetravo in quel modo, uscii da lei e le dissi di mettersi a pecorina; lei mi assecondò, senza alcuna vergogna o pudore, mostrandomi il suo magnifico culo.<br />
Ma il mio bersaglio, in quel momento, era ancora la sua incredibile <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a>: entrai in lei senza difficoltà dal momento che era completamente fradicia.<br />
Mi muovevo in lei senza problemi, provocandole continui orgasmi.<br />
Ripensai per l’ultima volta alla mia Elisabetta, e pensai a quando le feci perdere il controllo, facendola godere senza vergogna e facendole fare delle cose incredibili per una donna come lei. </p>
<p>Roberta continuava a venire senza più interruzione, ma ormai era giunto anche il mio momento: le esplosi tutto il mio piacere dentro, con lei che mentre venivo quasi urlava “&#8230; si amore inondami tutta con il tuo sperma&#8230; sii&#8230; ti amo&#8230;” (beh, scritto così non sembra niente, ma sentito dire in quell’incredibile eccitazione mi regalò momenti di grande emozione).</p>
<p>A Roberta tutto questo non poteva bastare.<br />
Festeggiammo la fenomenale scopata bevendo lo champagne, e poi lei mi chiese di farci una foto e di mandarla per mail al suo ex.<br />
Il testo era di una crudeltà unica: gli diceva che con me era finalmente riuscita ad avere degli orgasmi, e che poteva tornarsene da quella cornuta della moglie, perchè a lei non importava più niente di lui.</p>
<p>Quando ebbi di nuovo le pile cariche, presi dal comodino della camera da letto un gel per massaggi erotici e cominciai a massaggiarla tutta; quando arrivai ai seni, prima di spalmarle il gel, le succhiai con avidità i capezzoli, facendola rabbrividire di piacere.<br />
Quindi ricominciai il mio massaggio, scivolando velocemente sul ventre piatto e teso, per poi dedicarmi alla <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> e al culo di quell’instancabile dea del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a>.<br />
Nel momento in cui iniziai a giocare con il suo clitoride, Roberta perse la testa: sembrava proprio essere ripiombata in quell’abissso di desiderio e di passione in cui si trovava solo qualche minuto prima.<br />
Dopo un pò mi chiese di penetrarla: voleva sentire le mie dita dentro di lei.<br />
Non ragionava più: era solo il piacere a guidarla, solo il desiderio sessuale spinto al parossismo.<br />
La penetrai come lei voleva e, dopo alcuni interminabili secondi, uscii da lei ed iniziai a massaggiarle il culetto, quel suo magnifico  culetto, elastico e pieno di vita, un culetto assolutamente perfetto e per questo assolutamente desiderabile. </p>
<p>Prima le massaggiai le natiche e poi iniziai ad affrontare l’abisso dello spacco, il canyon del piacere e della lussuria: e poi, con molta circospezione, lei mi disse di essere vergine. Sembrava quasi vergognarsi di questo, e quando io le dissi che la cosa mi faceva impazzire e che se lei me lo permetteva le avrei fatto conoscere il lato B dell’amore, la ragazza m&#8217;invitò a non indugiare oltre e a farla impazzire.<br />
Ormai avevo le dita completamente unte di gel e quindi entrai dentro di lei senza farle male, prima con un dito, poi con due.<br />
Decisi di interrompere per qualche istante di occuparmi del suo culetto per penetrarla con forza: anche io non ero più tanto lucido e visto che volevo perdere il controllo entrai in lei senza indugi.<br />
Più mi muovevo e più lei urlava e mi implorava di farla godere.<br />
E fu allora che decisi d&#8217;incularla di nuovo con le dita: lei urlò dal piacere, e poi mi confessò che quella doppia penetrazione era per lei un sogno erotico che andava avanti da anni, ma che non aveva mai avuto il coraggio di confessare a nessuno, e che nessuno prima di me aveva avuto l’ardire di farle provare.<br />
Dopo alcuni minuti di quel trattamento decisi di invertire le parti: con le dita avrei dato piacere alla <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> e con il mio membro, di nuovo duro come l’acciaio, mi sarei infilato nel culetto di Roberta.<br />
Devo dire che mantenere il controllo fu veramente difficile, ma io non volevo farle male, desideravo che anche per lei fosse un piacere incredibile, visto soprattutto che per Roberta era una sorte di desiderio inconfessato e inconfessabile, insomma il suo sogno erotico segreto.<br />
Quando mi accorsi che ormai il suo posteriore mi aveva accettato, presi a muovermi con sempre maggiore sicurezza, e allora prima lei e poi io perdemmo nuovamente il controllo regalandoci il più profondo e autentico piacere.<br />
In quei lunghi momenti le regalai una quantità di orgasmi, uno più forte e prolungato dell’altro:<br />
Alla fine, quando venni pure io, cademmo esausti e totalmente appagati: Roberta mi disse che nella sua vita non aveva mai provato un piacere così intenso e profondo che le sconquassasse l’anima e che, cosa per lei veramente inaspettata, si era innamorata di me. Anche io le confessai di provare dei sentimenti profondi e inattesi.</p>
<p>Sono passati 3 anni da quella notte di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> sfrenato e molte altre ne sono seguite.<br />
Io e Roberta viviamo insieme da allora: dopo pochi giorni lei si trasferì a casa mia, che da allora è diventata la nostra casa.</p>
<p>Le mie sensazioni riguardanti la fine dell’epoca del <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/sesso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con sesso">sesso</a> sfrenato e selvaggio, e fatto sempre con donne diverse, si rivelarono corrette.<br />
Ora la mia vita è con Roberta, e siamo felici e sessualmente appagati.<br />
Ci confessiamo tutti i nostri desideri e li realizziamo insieme.<br />
In fondo, anche raccontarvi questi avvenimenti della mia vita fa parte del nostro comune percorso di vita erotica.<br />
E forse ancora altri <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/racconti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con racconti">racconti</a> seguiranno…</p>
<p>FINE</p>
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		<title>LE CANDELE DI SAFFO (hard)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 23:50:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI LE CANDELE DI SAFFO (hard) Il pensiero mi era passato subito per la mente, ben prima che giungesse il momento di uscire di casa: sapevo con assoluta certezza che non avrei dovuto seguirla in quel locale per sole donne, situato in un quartiere un pò malfamato e vicino al centro di Atene. Quando mi aveva fatto la sua proposta, durante la pausa pranzo, davanti ad un panino e ad un caffè, Xeni era stata molto convincente, ed il suo eterno e affascinante sorriso, così diabolicamente candido e al tempo stesso terribilmente ambiguo, prometteva tutto ed il contrario di tutto: una serata diversa, così mi aveva detto lei, per fare una nuova esperienza e passare una notte meno noiosa di tante altre. Forse era solo quello che lei voleva. ]]></description>
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<p>LE CANDELE DI SAFFO (hard)</p>
<p>Il pensiero mi era passato subito per la mente, ben prima che giungesse il momento di uscire di casa: sapevo con assoluta certezza che non avrei dovuto seguirla in quel locale per sole donne, situato in un quartiere un pò malfamato e vicino al centro di Atene.<br />
Quando mi aveva fatto la sua proposta, durante la pausa pranzo, davanti ad un panino e ad un caffè, Xeni era stata molto convincente, ed il suo eterno e affascinante sorriso, così diabolicamente candido e al tempo stesso terribilmente ambiguo, prometteva tutto ed il contrario di tutto: una serata diversa, così mi aveva detto lei, per fare una nuova esperienza e passare una notte meno noiosa di tante altre.<br />
Forse era solo quello che lei voleva.<br />
O, probabilmente, era molto di più quello che Xeni si aspettava che accadesse: fatto sta che io mi ero lasciata attirare in quella sua rete, solleticata dal gusto eccitante del proibito, e una volta entrata in quel locale ero rimasta coinvolta all’istante dall’atmosfera così carica di <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/erotismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con erotismo">erotismo</a> e sensualità.</p>
<p>Un bar, un pub, una discoteca.<br />
Uno di quei locali che sono tutto e sono niente, e che in Grecia si trovano molto di rado, quasi nascosti e per nulla pubblicizzati, dove tutti sanno quello che accade, ma, per finto moralismo e ipocrisia, fanno finta di non saperlo: e, malgrado fossi mentalmente preparata, non mi aspettavo proprio di ritrovarmi d’un tratto di fronte a certe immagini.<br />
Nulla di trascendentale, almeno nella sala principale, ma le due donne sulla trentina che si abbracciano e si baciano in quell’angolo più buio, le lingue intrecciate a comunicarsi una passione bruciante, mi rimescolano l’anima ed il corpo, gettandomi in uno stato di languida agitazione, e il brivido che avverto scendere rapido lungo la mia pelle, d’improvviso calda e sensibile, mi si va ad annidare proprio tra le cosce.</p>
<p>Xeni mi ha preso per mano, consapevole della mia sempre più eccitata perplessità, e mi trascina nei passaggi interni ancora più oscuri, oltre porte rivestite di stoffa rossa, tra salottini appartati, appena velati da spesse tende multicolori: ed io cerco d’intuire cosa stia effettivamente accadendo dietro quelle impalpabili barriere, dove voci rarefatte e risate argentine si fondono con il tintinnio dei bicchieri, quasi a voler nascondere e attutire i frequenti gemiti di passione ed i continui sospiri di piacere.</p>
<p>Vaghiamo per alcuni minuti e finalmente, scostando una tenda, entriamo in uno di quei salottini: tre candele, racchiuse in una piccola lanterna appoggiata su un tavolino, diffondono una luce discreta, tenue ma calda, e che riflette le spirali di fumo delle sigarette.<br />
Due ragazze, abbracciate e quasi sdraiate su un basso divanetto, per un attimo ci osservano incuriosite.<br />
Forse abbiamo disturbato le loro effusioni, ed io sarei pronta a scusarmi e a lasciarle alla loro intimità: ma Xeni, che conosce bene quel posto, non si fa alcuno scrupolo, e mi trascina verso un secondo divanetto, vicino a quello delle due ragazze, miracolosamente ancora vuoto considerata la quantità di donne che affolla il locale.<br />
Seduta, guardo imbarazzata le due ragazze.<br />
Ma loro si sono già dimenticate di noi e della nostra presenza: ora si baciano teneramente, e la mano di una si è subito infilata sotto la camicetta dell’altra.</p>
<p>Il corpo di Xeni è vicinissimo al mio, troppo vicino, ed il sensuale calore della sua straordinaria fisicità mi eccita e mi stordisce.<br />
Molte volte abbiamo parlato delle nostre preferenze sessuali, confidandoci i nostri desideri saffici.<br />
Molte volte abbiamo fantasticato sulla forte attrazione che proviamo per le donne, ed in particolare per quella nostra collega del piano inferiore, di quanto entrambe ci sentiamo affascinate da quello statuario e perfetto corpo femminile.<br />
Tra noi due, fra Xeni e me, però, ancora nulla è accaduto.<br />
Ma in quel salottino, soffuso di quella luce tremolante e discreta, so per certo essere inevitabile questo nostro primo contatto, mai così desiderato come in questi istanti<br />
E le mie mutandine, già abbondantemente umide, ne sono la testimonianza più viva.</p>
<p>Sento gli occhi di Xeni fissi su di me.<br />
Mi volto anch’io a guardarla.<br />
E’ sufficiente quel rapido sguardo.<br />
L’eccitazione rende i nostri respiri affannosi, ci divora le viscere, ed il fuoco del desiderio divampa, ravvivato dal luogo in cui ci troviamo, stimolato da quella magica atmosfera così torbida e ambigua, sollecitato dalla presenza delle altre due ragazze, ormai perse nel delirio del loro sogno erotico: le camicette si sono aperte ed i seni si mostrano in tutto il loro splendore, accarezzati e blanditi da <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> eleganti e curate, da dita snelle ed esperte, da smalti scuri e seducenti.</p>
<p>Le labbra di Xeni ora si avvicinano alle mie, le sfiorano in un bacio che è un soffio, dolce come il miele.<br />
Pochi istanti e quel timido soffio diventa vorticosa tempesta.<br />
Le nostre lingue s’incontrano, accarezzano i denti, si aggrovigliano e s’intrecciano nella frenesia di un desiderio ormai straripante.<br />
Ed io mi abbandono a quel bacio, mentre la mano di Xeni si posa sulla mia coscia, facendo risalire lentamente la corta gonna che indosso.<br />
Non ho più difese, travolta dalla lussuria di quei folli istanti.<br />
Ho solo voglia di godere e di sfogare tutta l’insostenibile tensione erotica che divora il mio corpo.</p>
<p>La bocca di Xeni mi lascia, strappandomi quasi un ansito di delusione, ed io allora riapro gli occhi.<br />
Accanto alla mia amica si è andata a sedere una delle due ragazze: si è tolta la camicetta e offre i seni ed i capezzoli eretti alle cure delle labbra e della lingua di Xeni.<br />
A quella vista provo quasi una fitta di gelosia.<br />
Ma è solo un istante.<br />
Perché davanti a me, in ginocchio, l’altra ragazza mi sorride invitante, lo sguardo velato dall’eccitazione: è praticamente nuda, solo il perizoma resiste malizioso al suo posto, ad evidenziare le sue provocanti forme.<br />
Mi accorgo di desiderare, con tutta me stessa, proprio quello che sta per accadere.<br />
Voglio la sue <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a> su di me, le sue dita dentro il mio corpo, la sua lingua sul clitoride.<br />
E questo sarà il mio paradiso.</p>
<p>Mi sfilo rapidamente le mutandine e mi accorgo che, se prima ero solo umida, ora sono letteralmente allagata dagli umori della mia eccitazione.<br />
Allargo le cosce al limite massimo e protendo la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> dischiusa verso la mia nuova amante, così bionda, bella e terribilmente sexy.<br />
Le sue labbra si appoggiano delicate al clitoride, mentre le <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/mani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mani">mani</a>, dalle lunghe unghie laccate di rosso scuro, mi accarezzano l’interno delle cosce, bagnandosi al contatto di quel dolce lago di piacere.<br />
Sospiro impazzita al tocco di quella bocca fatata, rabbrividendo ed attirandola sempre più su di me.</p>
<p>Vedo la sua lingua che mi scorre sulle grandi labbra, mi solletica il clitoride sporgente, mi accarezza e mi tortura implacabile.<br />
Due dita s’infilano in me, penetrandomi a fondo e gettandomi in un vortice erotico fino ad allora sconosciuto.<br />
Con la coda dell’occhio osservo Xeni leccare abilmente le tette all’altra ragazza, massaggiarle la <a href="http://www.raccontieroticichat.com/tag/fica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con fica">fica</a> e farla sciogliere in un orgasmo dirompente.<br />
E anche il mio orgasmo sale impetuoso, onda irrefrenabile e travolgente, e vengo, sciogliendomi in quella bocca che mi lecca e su quella mano che mi masturba&#8230;</p>
<p>Quando usciamo dal salottino ho le gambe che ancora mi tremano, ed una delle candele si è ormai spenta, la cera completamente disciolta.<br />
La ragazza con la quale ho appena fatto l’amore mi accarezza una guancia, mi sorride, mi sfiora le labbra con un ultimo bacio e poi scompare nella penombra del locale.</p>
<p>FINE</p>
<p><b></p>
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